Anello araldico

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 15 dicembre 2003, 9:28

Egr. Signori,

un ottimo ed elegante maestro dell'arte incisoria per anelli chevaliere è il tedesco Udo Stenger; Im Wäldchen 11, 55765 Oberhambach, Germania
Lo consiglio vivamente.

sito di riferimento

http://www.steudo-heraldic.de

Saluti cordiali.

F. J. von Trotta
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
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Messaggioda Andrea Orgnani » lunedì 15 dicembre 2003, 12:00

Grazie, ora gli mando un' e-mail
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Messaggioda Federica » lunedì 15 dicembre 2003, 15:04

:D
Gentilissimo Sig. Orgnani,
se l'anello della fotografia è quello di Suo nonno, lo rifarei esattamente uguale: è bellissimo.
A Venezia non si perda la possibilità di ammirare la mostra del Giorgione alle Gallerie dell'Accademia: è una occasione davvero unica per il grandissimo pregio e provenienza dei pezzi esposti, tra cui "I tre filosofi". La mostra terminerà il 22 Febbraio p.v.
Un caro saluto.
Federica Olivari
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Messaggioda RFVS » lunedì 15 dicembre 2003, 19:01

Signori,

scusatemi in primis per il tono del discorso..io opterei, diciamo, per portare l'anello un po' dove uno crede..questo perchè ho visto molte persone che lo portavano all'anulare destro..molte altre, non avendo la fede all'anulare sinistro, lo portavano qui..altri ancora al mignolo destro...credo che mettere un "obbligo" al dito al quale mettere l'anello sia piuttosto sciocco..almeno secondo me.

Per quanto riguarda poi i colori delle pietre dure non ne ho idea..l'onice credo sia di un colore simile all'arancione scuro (come nella foto pochi post fa) ed il lapislazzuli è blu intenso con nervature talvolta di quarzo bianco (e non è raro trovarvi anche piccoli filoni di pirite).

..comunque..anche a Firenze ci sono un monte di botteghe orafe artigiane che dire ottime è sminuirle..sono davvero molto bravi..per ogni evenienza queste botteghe sono riunite in una specie di consorzio chiamato la Casa Artigiana dell'Orafo (vicino a Ponte Vecchi).

Scusandomi ancora per il tono..

Saluti

Riccardo Francalancia
RFVS
 

Messaggioda Andrea Orgnani » lunedì 15 dicembre 2003, 19:16

Anche secondo mè l'anello va indossato dove si preferisce, tranne che nel mignolo che a parere mio rimane una prerogativa femminile.

Gentilissima Federica :lol: ,
mia madre la ringrazia sentitamente dato che l'anello è il suo e i colore l'ha scelto lei.
Io opterei per un altro colore (il rosso è troppo femminile), all'inizio avevo preso in considerazione il lapis lazuli ma ha seconda della luce che lo colpisce può avere dei riflessi violacei come dire "poco virili" :oops:, nel sito indicato da Franz Joseph von Trotta ne ho visti di color argento molto belli

Saluti, Andrea
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Messaggioda pierfe » lunedì 15 dicembre 2003, 21:08

personalmente io credo che l'anello con lo stemma di famiglia uno dovrebbe portarlo dove sente di poterlo portare, oppure dove uno è obbligato a portarlo.
Pensate, Don Vicente de Cadenas y Vicent (nato nel 1915) usa l'anello con lo stemma di famiglia nel dito medio sinistro perchè trattandosi dell'anello di suo nonno quello è l'unico dito nel quale entra.
Personalmente non porto l'anello con lo stemma perchè non metto mai oggetti d'oro sul corpo o sulle mani, ma se dovessi decidere di farlo userei l'anello con lo stemma che mi ha lasciato circa 20 anni fa un mio carissimo cugino che lo portò per tutta la vita, ma che originariamente era l'anello trovato nella fossa di un mio prozio morto durante la prima guerra mondiale e che servì per il riconoscimento della salma.
Se portassi questo anello dovrei portarlo nel mignolo visto che è l'unico dito che potrei usare perchè il dito indice del mio prozio ventenne morto nel 1917 doveva essere grande come il mio mignolo.
Non mi soffermerei molto a pensare dove portarlo, cercherei di capire perchè portarlo e come onorarlo; portare uno stemma significa identificarsi con la propria famiglia, rispettare la propria storia e comportarsi al meglio ogni giorno e in ogni atto della propria vita quotidiana.
L'anello con lo stemma non è uno strumento per considersi di più degli altri o esibire una condizione di superiorità, ma un mezzo per ricordarsi ogni momento che ci sono impegni e doveri che vanno sempre rispettati ed onorati... a qualunque costo.
Pier Felice degli Uberti

PS chi porta un anello con uno stemma che non gli compete (e in tutti i tempi sono stati tanti) è un semplice ladro (perchè non rispetta la sua vera famiglia) ed è peggio di chi ruba la borsa o il portafoglio per strada.
Del resto il sommo Poeta Dante avrebbe collocato questi falsificatori di stemma e storia di famiglia non accanto ai falsificatori di moneta o i ladri, ma ben più in basso nell'inferno, accanto a Giuda Iscariota assieme ai traditori di chi si fida (ovvero i suoi genitori, nonni, bisnonni che lo hanno messo al mondo non pensando di essere poi rinnegati per esibire un cerchio di "nobile" metallo...)
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Messaggioda Federica » lunedì 15 dicembre 2003, 21:41

:
Gentili Signori,
come sempre, il messaggio di Pierfe mi fa sentire piccola piccola e vorrei avere meglio meditato prima di agitare le dita sulla tastiera! :oops:

Posso solo dire di avere conosciuto un'altra persona di grande valore che portava un anello di misura piccolissima legato al collo da una catenina, praticamente mai visibile salvo che desiderasse mostrarlo per ragioni o discorsi particolari e attinenti. 8)

Cedendo al gusto del bello, inarginabile difetto femminile, vorrei tuttavia dire che ritengo che il rosso sia molto adatto tanto per donna che per uomo (altrimenti alcuni esponenti del clero che dovrebbero dire?!) :wink:

Cordialità.

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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 15 dicembre 2003, 23:37

Gentili Signori,
come non concordare con il dott. Degli Uberti? Portare un anello con il proprio (e sottolineo proprio) stemma di famiglia è come imprimere sulla pelle il proprio stemma, è come avere sempre di fronte agli occhi il monito degli avi e le virtù che si cerca di conquistare di giorno in giorno. Un anello con il proprio stemma aiuta chi lo porta a sentire maggiormente quei valori che lo stemma dovrebbe ricordargli.


Per quanto riguarda dove portarlo, io sapevo che secondo le "regole" dell'etichetta andrebbe portato o all'anulare libero (quindi quello destro se si è sposati) oppure al mignolo sinistro.
Inoltre, personalmente, lo farei incidere direttamente su oro, senza la base di pietre colorate.
Ma questi sono gusti.
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Messaggioda omero » lunedì 15 dicembre 2003, 23:49

Cari frequentatori del forum,

non posso che concordare con la risposta di Pier Felice degli Uberti, chiara e puntuale come sempre. Un'anello con lo stemma di famiglia deve metterci di fronte alla necessaria condizione di onorare il nome che rappresenta ogni istante della nostra vita. Non deve essere un vezzo da snob, anche se credo possa esser indossato con fierezza e signorilità (io credo si possa portare al dito che si preferisce, anche se mia madre, che considero maestra di bon ton e raffinatezza, sia dell'idea che si debba portare necessariamente al mignolo). Per quanto riguarda orafi/artigiani in grado di realizzare anelli a sigillo con metodi rigorosi e consapevoli vi consiglio di dare un'occhiata a questo link:

http://www.laurentgranier.com/

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Messaggioda Messanensis » giovedì 18 dicembre 2003, 6:43

Devo dire che sono rimasto molto colpito dagli ultimi interventi del dott. degli Uberti, dalla cui lettura risulta evidente quale sia la vera essenza della nobiltà.
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Messaggioda Ardashir » venerdì 19 dicembre 2003, 1:41

pierfe ha scritto:chi porta un anello con uno stemma che non gli compete (e in tutti i tempi sono stati tanti) è un semplice ladro (perchè non rispetta la sua vera famiglia) ed è peggio di chi ruba la borsa o il portafoglio per strada.
Del resto il sommo Poeta Dante avrebbe collocato questi falsificatori di stemma e storia di famiglia non accanto ai falsificatori di moneta o i ladri, ma ben più in basso nell'inferno, accanto a Giuda Iscariota assieme ai traditori di chi si fida (ovvero i suoi genitori, nonni, bisnonni che lo hanno messo al mondo non pensando di essere poi rinnegati per esibire un cerchio di "nobile" metallo...)



Gentilissimo Signor degli Uberti,

dopo aver eltto il Suo giustissimo intervento non si può far altro che quotarlo e sottoscriverlo in pieno: chi rinnega le proprie radici (per quanto plebee o borghesi possano essere) non solo non merita alcun rispetto ma dimostra di considerare la storia della propria e delle altre famiglie nulla più di uno strumento da sfruttare per accerscere il proprio prestigio (e di solito ottenendo il contrario, ché la nobiltà non la fanno certo le ciarle o un anello). In tempi in cui chiunque, in Italia, può attribuirsi il titolo "nobiliare" che vuole, quante persone si vedono millantare stemmi ridicoli o sottratti o rivendicare ascendenze improbabili? Che dire di fornte ad una simile abbietta mancanza di scrupoli e di pietas verso i defunti e verso la tradizione? Mille volte meglio un vero antenato contadino che un falso antenato nobile, e chi rinnega i propri avi per squallido opportunismo meriterebbe di non esser mai nato e di esser relegato fra i manichini senza volto e senza storia di de chirichiana memoria, brancolanti alla ricerca di un'identità che non gli spetta.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda San Celestino » venerdì 19 dicembre 2003, 15:31

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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 19 dicembre 2003, 20:42

Egregio Signor Francesconi,
la teoria del Suo amico si avvicina molto a quella da me conosciuta.
Secondo quanto avevo letto, sapevo che l'anello araldico andrebbe portato o al mignolo sinistro o all'anulare sinistro. In caso che si sia sposati, si può portare o al mignolo sinistro o all'anulare destro.
Cordialmente
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Messaggioda San Celestino » sabato 20 dicembre 2003, 16:14

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Messaggioda Andrea Orgnani » sabato 5 giugno 2004, 19:00

Piccola domanda:

Lo stemma deve essere inciso "diritto" come lo si disegna oppure deve essere speculare in modo tale che sia invertito quando lo si guarda ma "dritto" quando lo si usa come sigillo?

Grazie, Andrea
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