lauracirri ha scritto:Solo un piacevolissimo scambio di idee!
Piacevolissimo e reciproco!
Il mio cuore è diviso tra l'araldica e la storia dell'arte,
...
due scienze pienamente compenetrate l'una nell'altra...ma i miei studi mi hanno sviluppato una spiccata sensibilità anche per l'aspetto stilistico degli stemmi, cosa alla quale un araldista pure non tiene in considerazione.
Saluti
...col tuo permesso, oserei

rettificare l'ultima frase in
"...di solito non tiene in considerazione"!
Il "di solito" ha più motivi: il principale è che, dopo la prima volta che una qualsiasi forma araldica prende vita, essa può tornare a manifestarsi in tempi e luoghi lontanissimi da quello iniziale, e per i motivi spesso i più eterogenei.
Ricollegandomi ad un altro
topic, penso alla foggia di una qualsiasi corona: una certa forma, che in base al nostro Regio Decreto del 1943 è definibile come legata ad un certo titolo, può ben essere riscontrata (faccio un esempio balordo) su un monumento slovacco del 1522 pertinente a tutt'altro titolo.
Inoltre, spesso l'araldista opera su fonti ben datate o comunque databili per altre vie, il che (a differenza dello storico dell'arte) spesso lo esenta dallo sforzo di essere il meno impreciso possibile nel datarlo.
Il brutto è che, così facendo, l'araldista

si adagia e non si applica... e la conseguenza si concretizza, ad esempio, nella

mezza brutta figura che il vecchio frate ha fatto poc'anzi...
...ma il vecchio frate è un araldista
sui generis e non fa testo. Qui stiamo parlando degli araldisti seri.
Bene

vale