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Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda mcs » martedì 21 marzo 2006, 17:13

Ecco... :? ...
La prima delle due immagini è il dettaglio di una già mostrata, ed è ciò che si vede di uno stemma coperto per oltre la sua metà dalla controporta fissata all'ingresso della Chiesa di S. Francesco, mentre la seconda è sull'altro lato della medesima.
Secondo voi... :roll: ...quali figure sono presenti?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 21 marzo 2006, 17:17

:oops: ...nei limiti di :roll: quel che ne emerge, il primo mostra almeno una pianta sormontata da una stella di otto raggi, mentre il secondo è troncato da un filetto in fascia: nel 1° un (sole) posto a destra: nel 2° un (fuoco?)...

...salvo :( errori ed omissioni...

...bisognerebbe :evil: smontare le porte, rifotografare tutto e rimontare le ante! :wink:

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Messaggioda lauracirri » martedì 21 marzo 2006, 19:36

Vi chiedo cortesemente di chiarire questo mio dubbio!
Vorrei sapere in base a quali elementi stilistici avete indicato come possibile datazione il XVII - XVIII secolo. Forse in base alla datazione del complesso architettonico che lo ospita, perché non mi risulta una forma consueta nel periodo indicato.
Grazie
Laura
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 21 marzo 2006, 19:45

lauracirri ha scritto:Vi chiedo cortesemente di chiarire questo mio dubbio!Vorrei sapere in base a quali elementi stilistici avete indicato come possibile datazione il XVII - XVIII secolo.

Ti riferisci al primo dei molti stemmi presentati, quello nello scudo a goccia?

Forse in base alla datazione del complesso architettonico che lo ospita, perché non mi risulta una forma consueta nel periodo indicato.
Grazie


Se è quello, è difatti ospitato in un chiostro dove la prevalenza dei manufatti lapidei limitrofi risale a quel lasso di tempo.

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Messaggioda lauracirri » martedì 21 marzo 2006, 22:46

Si mi riferisco al primo a goccia!
Considerando che l'indicazione temporale da Voi ipotizzata risale ad un periodo in cui il plasticismo degli stemmi è al suo apice mi suona atipica la scelta di una forma di scudo che risale al XV secolo.
Conoscete esempi di stemmi della fine XVII - inizio XVIII che confermano questa supposizione?
Saluti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 22 marzo 2006, 23:27

lauracirri ha scritto:Si mi riferisco al primo a goccia! Considerando che l'indicazione temporale da Voi ipotizzata risale ad un periodo in cui il plasticismo degli stemmi è al suo apice mi suona atipica la scelta di una forma di scudo che risale al XV secolo.

Il problema, cara Laura, è che codesto scudetto sta infisso nel pavimento del chiostro, del tutto isolato e lontano da altre testimonianze artistiche: sembra quasi "incastrato" lì a mo' di semplice riempitivo... o messo così, tanto per :roll: non buttarlo!
Tentarne una datazione, in assenza del pur minimo elemento che lo accompagni, è (come tu ben capisci) impresa ardua: e, in questo caso, certi dettagli della sua lavorazione possono far pensare a quel periodo.
Pur essendo piccolo, è ben eseguito e rifinito: i contorni di pezze e figure sono nitidi, lineari, correttissimi e quasi senza sbavature. Una "precisione" che ne alza l'epoca a tempi più vicini che lontani da noi.
E poi, quella banda "stortignaccola anzichè no" sa più di barocco :wink: che di Rinascimento...


Conoscete esempi di stemmi della fine XVII - inizio XVIII che confermano questa supposizione?
Saluti


La forma a goccia è sicuramente il termine post quem di una datazione d'uso che, teoricamente (ma anche e soprattutto 8) concretamente), può ben arrivare fino ai nostri giorni.

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Messaggioda lauracirri » giovedì 23 marzo 2006, 15:03

Grazie della precisazione!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 24 marzo 2006, 0:17

Grazie a te, cara Laura, dell'interessante domanda, la quale merita un breve approfondimento.

Sfogliando rapidamente l'ottimo Gli stemmi del palazzo di Arnolfo di San Giovanni Valdarno del prof. Luigi Borgia, edito nel 1986 in Firenze, nei seguenti casi si può desumere un uso di scudi a goccia che si protrae fino al XVI secolo avanzato:

- foto n° 125, stemma di Antonio Borromei, datato 1561;

- foto n° 94, stemma di Cipriano Sernigi, che nel 1565 non disdegna di riciclare per sè l'arma fatta realizzare nel 1513 da Andrea;

- foto n° 134, Giovan Battista Castellani, datato 1593 (quest'ultimo, pur posto per evidenti esigenze di monumentalità entro un cartiglio, ha purissima forma a goccia).

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Messaggioda cipollone » venerdì 24 marzo 2006, 15:09

Aggiungo una ulteriore verifica: nel palazzo vicariale di Certaldo (FI), secondo il mio lavoro di censimento di stemmi vicariali, l'ultimo ad utilizzare uno scudo a goccia puro (fra quelli che sono rimasti ovviamente) è stato un il Vicario Francesco di Tommaso Alberti - 1529. Più avanti la forma a goccia (o mandorla che dir si voglia) è stata spesso "incrociata" con la forma ovale dando così origine a scudi "ibridi" che talvolta assomigliano più a un ovale e tal altra a una goccia. Nel secondo caso rientra lo stemma vicariale della famiglia Falconieri, presente sempre nel palazzo suddetto, che porta la data del 1577. Ecco una possibile ulteriore ipotesi grazie alla quale lo scudo a goccia (anche se non è perfettamente tale) si mantiene utilizzato anche in tutto il XVI secolo. 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 24 marzo 2006, 16:11

...e se il vecchio frate ben ricorda, carissimo Filippo, uno scudo a goccia è stato usato in anni vicinissimi a noi anche per lo stemma mostrato su alcune pagine pubblicitarie dalla Provincia di Firenze.

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Messaggioda lauracirri » venerdì 24 marzo 2006, 20:56

Salve!
Ho controllato nel libro "Gli stemmi del Palazzo d'Arnolfo di San Giovanni Valdarno" e in effetti due dei tre stemmi segnalati presentano una forma a goccia e non hanno cartigli nella parte esterna al campo. Sono comunque esempi che si riferiscono al XVI secolo e non al XVII - XVIII secolo come indicato nei precedenti messaggi.
Voglio citare a supporto di quanto ho ipotizzato la tavola riportata alle pagine 76 e 77 del libro di Neubecker "Heraldry. Sources, symbols and meaning". La forma di scudo a mandorla in ambito italiano è indicata come risalente al XV secolo.
Ammetto che pure vivendo a Firenze, è passato diverso tempo dall'ultima visita a Castelfiorentino, quindi non ho il quadro d'insieme dove è collocato lo stemma.
Saluti a tutti e buon fine settimana.
Laura
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 24 marzo 2006, 21:15

lauracirri ha scritto:Salve! Ho controllato nel libro "Gli stemmi del Palazzo d'Arnolfo di San Giovanni Valdarno" e in effetti due dei tre stemmi segnalati presentano una forma a goccia e non hanno cartigli nella parte esterna al campo. Sono comunque esempi che si riferiscono al XVI secolo e non al XVII - XVIII secolo come indicato nei precedenti messaggi.

Ciao.
Hai ragione, ed a parziale mia scusante posso aggiungere che qui nel topic diedi a caldo una datazione basandomi sul contenuto dello scudo, più che sulla sua forma.


Voglio citare a supporto di quanto ho ipotizzato la tavola riportata alle pagine 76 e 77 del libro di Neubecker "Heraldry. Sources, symbols and meaning". La forma di scudo a mandorla in ambito italiano è indicata come risalente al XV secolo.

Sì, la stessa cosa è ovviamente nella sua traduzione italiana (Milano 1980).

Ammetto che pure vivendo a Firenze, è passato diverso tempo dall'ultima visita a Castelfiorentino, quindi non ho il quadro d'insieme dove è collocato lo stemma.

...il quale oltretutto, stando a come ne hanno parlato i colleghi, è anche di percezione tutt'altro che immediata.

Saluti a tutti e buon fine settimana.


A ulteriore scusante, permettimi di aggiungere che a volte la forma dello scudo mi passa del tutto in subordine... tu sai meglio di me che essa è blasonicamente inunfluente ed araldicamente secondaria, e per questo (sbagliando) talora la :oops: bypasso con allegria nel concentrarmi sui contenuti dell'arma...

...che dici, forse quando :roll: sarò grande riuscirò finalmente a comportarmi :wink: come si deve? :lol:

Buona domenica anche a te, carissima Laura.

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Messaggioda lauracirri » venerdì 24 marzo 2006, 22:49

Solo un piacevolissimo scambio di idee!
Il mio cuore è diviso tra l'araldica e la storia dell'arte, ma i miei studi mi hanno sviluppato una spiccata sensibilità anche per l'aspetto stilistico degli stemmi, cosa alla quale un araldista pure non tiene in considerazione.
Saluti
Laura
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 26 marzo 2006, 23:22

lauracirri ha scritto:Solo un piacevolissimo scambio di idee!

Piacevolissimo e reciproco! :P

Il mio cuore è diviso tra l'araldica e la storia dell'arte,

... 8) due scienze pienamente compenetrate l'una nell'altra...

ma i miei studi mi hanno sviluppato una spiccata sensibilità anche per l'aspetto stilistico degli stemmi, cosa alla quale un araldista pure non tiene in considerazione.
Saluti


...col tuo permesso, oserei :oops: rettificare l'ultima frase in "...di solito non tiene in considerazione"!

Il "di solito" ha più motivi: il principale è che, dopo la prima volta che una qualsiasi forma araldica prende vita, essa può tornare a manifestarsi in tempi e luoghi lontanissimi da quello iniziale, e per i motivi spesso i più eterogenei.

Ricollegandomi ad un altro topic, penso alla foggia di una qualsiasi corona: una certa forma, che in base al nostro Regio Decreto del 1943 è definibile come legata ad un certo titolo, può ben essere riscontrata (faccio un esempio balordo) su un monumento slovacco del 1522 pertinente a tutt'altro titolo.

Inoltre, spesso l'araldista opera su fonti ben datate o comunque databili per altre vie, il che (a differenza dello storico dell'arte) spesso lo esenta dallo sforzo di essere il meno impreciso possibile nel datarlo.

Il brutto è che, così facendo, l'araldista :evil: si adagia e non si applica... e la conseguenza si concretizza, ad esempio, nella :oops: mezza brutta figura che il vecchio frate ha fatto poc'anzi...

...ma il vecchio frate è un araldista sui generis e non fa testo. Qui stiamo parlando degli araldisti seri.

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Messaggioda misthia » lunedì 27 marzo 2006, 2:11

Tuttavia, gentili Frà Eusanio e Lauracirri, non ritratterei la datazione- al massimo al VXII secolo- di quello scudetto.

Gli argomenti di Lauracirri sono ragionevoli ma non stringenti: il secolo d'origine d'una foggia di scudo è appunto termine post quem dell'uso di essa, come notava il Frate eusanio.

In questo caso a mio avviso vengono in considerazione altri elementi, soprattutto la perizia realizzativa rilevata ancora da Frà Eusanio, forse, azzardo, la stessa tecnica dell'incisione in luogo del bassorilievo (ma azzardo) e non anche direi la forma delle else delle spade...

Che ne dite?
misthia
 

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