marcoluca ha scritto:in quanto appartenenti all'Ordine Sacro e quindi ministri ordinati, potrebbero assurgere a cariche prelatizie, come appunto cappellani di Sua Santità e fregiarsi di uno stemma.
Mi sia consentito fare una precisazione: è vero che il diaconato è uno dei gradi del Sacramento dell'Ordine ma, secondo la tradizione ecclesiale (fin dalla istituzione dei primi diaconi nel Libro degli Atti degli Apostoli), il diacono viene ordinato "solo e soltanto" per il servizio "al Vescovo". In questo senso egli si pone come "segno" in mezzo alla comunità ecclesiale, "servendo" il ministro nel corso della Celebrazione Eucaristica e ancor più servendo i bisognosi (originariamente i diaconi vennero istituiti proprio per il servizio alle "mense" - eucaristica e non - ed agli "orfani e vedove").
Per quel che riguarda l'esercizio attivo del ministero, è una inesattezza affermare che il diacono può svolgere ad esempio l'ufficio di parroco: il Codice di Diritto Canonico è particolarmente chiaro sotto questo aspetto. Infatti, al Can. 521 - §1 afferma: "Perché uno sia nominato parroco validamente, deve essere costituito nel sacro ordine del presbiterato". Tutte le altre nomine (di diaconi e/o religiosi di sesso maschile o femminile) non sono quindi da considerarsi come "nomine a parroco" quanto piuttosto come incarichi in qualità di "responsabile", anche in considerazione del fatto che in questi ultimi casi al "responsabile" viene sempre affiancato (anche se non fisicamente in sede) un "amministratore parrocchiale" (che è sempre sacerdote).
Men che mai il diacono può diventare monsignore o prelato! Il "monsignorato" può essere infatti considerato come un "ordine [quasi-cavalleresco] chiuso" riservato solo a presbiteri, con tre gradi (attualmente "cappellano di SS", "prelato d'onore" e "protonotario apostolico soprannumerario") e destinato premiare costoro a facendoli entrare nel novero dei membri della "Famiglia Pontificia".
Se quindi nel caso dei presbiteri l'adozione o l'uso di uno stemma non desta problema (sebbene tale uso sia prassi ordinaria solo nella tradizione anglicana, avendo quella cattolica notevolmente semplificato la questione "restringendo" l'uso solo ai prelati dal rango di vescovo in su), nel caso dei diaconi questo non credo sia opportuno, proprio sulla base del loro essere in "subordine" al Vescovo ed al collegio dei presbiteri (non a caso nel corso della ordinazione diaconale è solo il vescovo ad imporre le mani sul capo dell'ordinando mentre in quella presbiterale è non solo il vescovo, ma anche tutto il presbiterio che compie questo gesto sacramentale sul capo del neo-presbitero).
Spero di non aver complicato troppo le cose con il mio intervento.
Saluti a tutti i membri del Forum!
Gaetano Iaia