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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 marzo 2006, 18:34

Certo, è così.

Ma è proprio questo mare :roll: in alto che lascia perplesso il vecchio frate.

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Messaggioda StefanoM » lunedì 6 marzo 2006, 18:56

Se il mare è d'argento...la famiglia bolognese l'avrebbe potuto creare partendo dalla partitura; azzurro il cielo argento il mare :D
Negli stemmi del Ducato di Ferrara il mare è d'argento.

Hai mai incontrato uno stemma come quello di Jacopo Mari?
Ritieni come me che sia antico?

Questo tipo di linea cromarica è tipico di città quali Lucca e Pisa?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 marzo 2006, 18:59

StefanoM ha scritto:Se il mare è d'argento...

Tutto :roll: può essere... ma di solito il mare è nelle tinte dell'azzurro e del verde.

la famiglia bolognese l'avrebbe potuto creare partendo dalla partitura; azzurro il cielo argento il mare :D Megli stemmi del Ducato di Ferrara il mare è d'argento. Hai mai incontrato uno stemma come quello di Jacopo Mari?

Sì, spesso.

Ritieni come me che sia antico?

Potrebbe, ma non è affatto detto.

Questo tipo di linea cromarica è tipico di città quali Lucca e Pisa?


No, niente affatto.

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Messaggioda StefanoM » lunedì 6 marzo 2006, 19:03

Potresti farmi alcuni esempi in area Toscana? Grazie. :D
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 marzo 2006, 19:12

StefanoM ha scritto:Potresti farmi alcuni esempi in area Toscana? Grazie. :D


Di balzane (termine blasonico dialettale per troncato) la Toscana è piena: non solo Lucca e Siena, ma anche decine di comuni più o meno piccoli la recano.

Per non parlare delle famiglie...

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Messaggioda giacomodanesi » domenica 12 marzo 2006, 19:16

Cari Amici,

con tutta probabilità il problema che vi sottopongo è già stato risolto in qualche altro topic. Ma io essendo neofita...
Dunque, è corretto dire spaccato o troncato quando lo scudo è diviso in due parti eguali dal una linea orizzontale? Ha ragione il Manno quando dice che se spacca la testa legna e si tronca la testa o no? Stavo controllando lo stemma dello scomparso vescovo di Crema mons. Carlo Manziana. Controllando le bozze del suo stemma trovo, appunto, il termine spaccato Questo in attesa del vocabolario, naturalmente... Grazie anticipate.
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Re: STEMMI

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 13 marzo 2006, 0:49

giacomodanesi ha scritto:...(omissis)...è corretto dire spaccato o troncato quando lo scudo è diviso in due parti eguali dal una linea orizzontale? Ha ragione il Manno quando dice che si spacca la legna e si tronca la testa o no?...(omissis)...


L'azzeccato e celebre paragone ti conferma che troncato è il termine da preferirsi.

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Messaggioda giacomodanesi » lunedì 13 marzo 2006, 11:59

FRa' Eusanio scrive:
"L'azzeccato e celebre paragone ti conferma che troncato è il termine da preferirsi. "


Ti ringrazio. Anch'io penso che sia corretto il termine troncato.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 13 marzo 2006, 14:58

É comunque bene ricordarsi che parecchi araldisti del passato (e purtroppo :evil: anche qualcuno del presente) ancora :roll: definiscono spaccato tale partizione.

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diaconi

Messaggioda giacomodanesi » lunedì 13 marzo 2006, 15:35

Fra' Eusanio scrive:
"É comunque bene ricordarsi che parecchi araldisti del passato (e purtroppo anche qualcuno del presente) ancora definiscono spaccato tale partizione. "


...per questo ti avevo posto la domanda. Non so in quale topic del nostro forum avevo letto una curiosa affermazione. Non ricordo le parole esatte ma in pratica, dopo una franca discussione, si prendeva atto che le regole, o norme che si vuol chiamarle, araldiche in pratica non esistono. O meglio. Ci dovrebbero essere e andrebbero rispettate, ma ognuno va per la sua strada.
C'è da preoccuparsi, caro frate, o no?
Ho il fondato sospetto che l'universo non sa nemmeno che esistiamo. Dunque possiamo anche rilassarsci e prendere a modello quanto affermava Giambattista Marino nelle sue "Lettere": "Io pretendo di saper le regole più che non sanno tutti i pedanti insieme. Ma la vera regola, cor mio bello, è saper rompere le regole a tempo e luogo."
Amen.
Giacomo Danesi
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Re: diaconi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 13 marzo 2006, 15:56

giacomodanesi ha scritto:...(omissis)...si prendeva atto che le regole, o norme che si vuol chiamarle, araldiche in pratica non esistono.

Esatto.

O meglio. Ci dovrebbero essere e andrebbero rispettate, ma ognuno va per la sua strada.

No, attenzione: tali "regole" sono frutto dell'inventiva barocca, che tendeva a razionalizzare tutto... ed oggi, per lo spirito scientifico moderno, esse appaiono quanto meno anacronistiche.

C'è da preoccuparsi, caro frate, o no?

Assolutamente no. Occorre soltanto usare cum granu salis il cervello, lo spirito critico e quello estetico.

Ho il fondato sospetto che l'universo non sa nemmeno che esistiamo.

Questo pensiero mi appare eccessivamente pessimista.
Sarebbe stato più calzante dire che molta gente, purtroppo, ignora o trascura la nostra scienza, relegandola ad un ruolo infimo che non le compete.


Dunque possiamo anche rilassarsci e prendere a modello quanto affermava Giambattista Marino nelle sue "Lettere": "Io pretendo di saper le regole più che non sanno tutti i pedanti insieme. Ma la vera regola, cor mio bello, è saper rompere le regole a tempo e luogo."
Amen.
Giacomo Danesi


Non sono d'accordo.

Le regole si rompono (se si è :evil: discoli) quando esistono e sono vere e vigenti.

Quando non esistono, come in araldica, non è possibile romperle neanche volendolo.

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diaconi

Messaggioda giacomodanesi » lunedì 13 marzo 2006, 16:04

Caro Fra' Eusanio,
incasso e farò tesoro della tua "severa" ma giusta lezione. Non era Alessandro Manzoni, nella sua "Storia della Colonna infame" a scrivere che l'operare senza regole è il più faticosa e difficile mestiere di questo mondo? Penso proprio che tu abbia ragione.
Grazie ancora e a presto.
Giacomo Danesi
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Re: diaconi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 13 marzo 2006, 16:23

giacomodanesi ha scritto:Caro Fra' Eusanio, incasso e farò tesoro della tua "severa" ma giusta lezione.

Severità :( mai, dettagliata esattezza (nei miei limiti) sì... :wink:

Non era Alessandro Manzoni, nella sua "Storia della Colonna infame" a scrivere che l'operare senza regole è il più faticosa e difficile mestiere di questo mondo? Penso proprio che tu abbia ragione.
Grazie ancora e a presto.
Giacomo Danesi


Operare liberamente, però, tu sai bene che non è cosa propria dell'uomo.

E l'operare araldico non fa eccezione...

...se un araldista operasse del tutto liberamente, l'araldica sarebbe finita da secoli...

...le cosiddette regole araldiche non esistono, d'accordo, ma ciò non significa affatto che l'araldica sia la libera scienza del creare forme senza criterio...

...anzi, è vero esattamente il contrario! :shock:

8) Non ti sorprendere per l'affermazione di due righe fa: e non dimenticare che l'araldica vive nel respiro dell'arte, in tutto e per tutto.

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Messaggioda giacomodanesi » lunedì 13 marzo 2006, 19:04

Sante parole, caro frate!
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