da Cawdor » mercoledì 18 giugno 2025, 16:22
ANDREA VALADIER
Aramont 1695 - Roma 23 luglio 1759, argentiere. 1759 S. Dionisio alle Quattro Fontane sepolcro
1) sul pilastro, sotto un vaso di marmo
D O M ANDRÈ . VALADIER . NATIF . D . ARAMONT . EN . PROVENCE ORFEVRE . CELEBRE . MORT LE XXIII . JVILLET . MDCCLIX. AGE . DES . LXIV . ANNEES. CA . MEMOIRE.
NE . MOVRRA . JAMAIS. AVTANT . PAR . SON . MERITE COMME . PAR . CES . VERTVS. PERSONNELLES. PIEVX. CATHOLIQVE . BON . PERE. LOUIS . FILS . AINE. QUI . SVIT . CES . TRACES.
LVI . A . FAIT . ELEUER. CE . MONVMENT. POVR . GAGE . DE . SON . AMOVR. ET . DE . SA. RECONNOISSANCE.
2) presso l’altare
D . O . M SEPVLCRVM FAMILIAE VALADIER ▼
A Dio Onnipotente. Andrea Valadier nativo di Aramont in Provenza, celebre orefice, morto il 23 luglio 1759, all’età di 64 anni, alla sua memoria che non morirà mai, tanti furono i suoi meriti e le sue personali virtù. Pio, cattolico, buon padre, il figlio Luigi che ne ha seguito le orme, gli ha fatto elevare questo monumento, in segno del suo amore e della
sua riconoscenza.
Di nascita francese, Andrea Valadier acquistò un sepolcro familiare nella chiesa dei Padri Trinitari di Provenza. Il figlio Luigi, che superò il padre in fama e fu il dedicante di questa
memoria, scelse invece la chiesa di S. Luigi dei Francesi (III.49), di fronte alla quale si trovavano l’abitazione e la bottega di famiglia. La tomba in S. Dionisio, o Dionigi, era segnalata da una targa pavimentale (2) a sinistra dell’altare sinistro, caratterizzata da uno stemma gentilizio sconosciuto; la lapide parietale era invece murata sul pilastro corrispondente, sempre a sinistra dell’altare (1). Frascarelli (1870) riporta solo la prima iscrizione, tutta su un unico verso, aggiungendovi tra parentesi «(MDCCC…)», nel tentativo di suggerire una data. Nella descrizione di Forcella (1878), l’epitaffio in lingua francese era preceduto dall’indicazione di un «Vaso cinerario di marmo». Galletti (Cod. 7921) trascrisse l’epigrafe disegnandogli intorno una cornice a fascia, avente sopra il D.O.M. lo schizzo di un vaso con due anse, concordemente alla descrizione di Forcella. Con la demolizione della chiesa, nel 1937, tutte le memorie andarono disperse. § ASVR, K24, Morti, 1759-1801, f. 2v; BAV, Galletti, 7921-A, f. 40r, n. 115. § Forcella 1878, XII, p. 166, nn. 213-214 (1,2); Frascarelli 1870, p. 477, n. 732 (2); Bulgari 1959, II, p. 494.
LUIGI VALADIER
Roma 26 febbraio 1726 - Roma 15 settembre 1785, argentiere e scultore bronzista. 1764 1785 S. Luigi dei Francesi sepolcro
D . O . M EQVES ALOYSIVS VALADIER SIBI FRATRIBVS SORORIBVS CONSANGVINEIS POSTERISQVE OMNIBVS QVI EX SVA PROGENIE NASCENTVR SEPVLCHRVM POSVIT DIE XI IANVARII MDCCLXIV
A Dio Onnipotente. Il Cavaliere Luigi Valadier per sé, i consanguinei fratelli e sorelle e tutti i discendenti che nasceranno dalla sua progenie. Pose il sepolcro nel giorno 11 gennaio 1764. Figlio di Andrea Valadier, al quale dedicò la memoria sepolcrale in S. Dionigi dei Francesi (III.42), Luigi seguì la professione paterna di argentiere, raggiungendo però una fama maggiore, con la diversificazione della sua attività anche nella statuaria bronzea e nella produzione di preziosi manufatti di marmo e metalli vari, come i celebri desert.
Sposato con Caterina Della Valle, figlia dello scultore Filippo e sorella della miniatrice Camilla (III.55), tra i molti figli avuti dalla coppia, il più celebre fu l’architetto Giuseppe Valadier, anch’egli sepolto a San Luigi, con altra lapide (V.11). Luigi acquistò il sepolcro nella chiesa nazionale francese, già nel 1764, nella terza cappella della navata destra, dedicata a S. Giovanna di Valois, dove fu posta un’iscrizione distintiva della famiglia. Oberato da preoccupazioni finanziarie e lavorative, il 15 settembre 1785, all’età di 59 anni, l’argentiere si gettò nel Tevere, all’altezza dell’Arsenale Pontificio di Clemente XI, subito dopo Porta Portese. Pur se avvistato da alcuni passanti, i soccorsi si dimostrarono inutili: Valadier fu ripescato dalle acque del fiume già cadavere e trasportato nella chiesa di S. Maria in Trastevere, dove si svolsero gli accertamenti sulle cause della morte. Il 17 settembre la salma fu trasferita per le esequie in S. Luigi dei Francesi, e il parroco registrò la morte pietosamente, come dovuta a un «deplorevole e infelice caso» (ASVR). Sicuramente contribuì alla sepoltura ecclesiastica la sua notorietà e la vicinanza all’ambiente ecclesiale, essendo impegnato proprio negli ultimi tempi, nella fusione della campana per la basilica di S. Pietro. La tomba fu utilizzata dalla famiglia Valadier fino al 1862, quando venne venduta ad August Guillemin. § ASVR, K42, Morti, 1773-97, f. 97v; Ib., K24, Morti, 1759-1801, f. 98v; Ib., K21, Morti, 1781-99, f. 60v. § Diario di Roma, 24/9/1785, n. 1120, p. 3; Forcella 1873, III, p. 54, n. 140; D’Armailhacq 1894, p. 224; Bulgari 1959, II, p. 496; Le Normand 1981, pp. 225-26; Genovese 2019d.
GIUSEPPE VALADIER Roma 14 aprile 1762 - Roma 1° febbraio 1839, architetto. 1839 S. Luigi dei Francesi Sepolcro
A Ω QUI RIPOSA IL CONTE CAV GIUSEPPE VALADIER MORTO IL DI 1 FEBBRAIO MDCCCXXXIX DI ANNI LXXVII NOBILE ROMANO PATRIZIO SABINO VERO CATTOLICO
E CELEBRATISSIMO ARCHITETTO IN OGNI TEMPO FU ONORATO DALLA FRANCIA NE RICEVETTE LA DECORAZIONE DELLA LEGIONE DI ONORE E FU ASCRITTO ALLE PRINCIPALI ACCADEMIE DI BELLE ARTI IL FIGLIO ANTONIO AL PADRE OTTIMO DESIDERATISSIMO QUI GIACE ANCORA LAURA CAMPANA M͞SA DI CAVELLO AMATISSIMA MOGLIE ▼ DEL CON CAV GIUSEPPE E MADRE CARISSIMA DEL CON CAV ANTONIO VALA DIER motto sullo stemma SUPERAT ET CRESCIT MALIS
Figlio di Luigi Valadier e Caterina della Valle, figlia dello scultore Filippo, Giuseppe Valadier viveva in via del Babuino n. 89, già sede della fonderia paterna, nella parrocchia di S. Maria del Popolo; sulla facciata della sua casa fu posta una targa nel 1873, a cura del Comune di Roma. Benché sposato con Margherita Spagna, nel testamento del 30 dicembre 1835 esprimeva il desiderio di riposare nella tomba del padre accanto alla prima moglie, Laura Campana marchesa di Cavello, e ai suoi familiari (III.49). Volontà esaudite dal figlio Antonio, che gli dedicò un’epigrafe nella stessa cappella, intitolata a S. Giovanna di Valois, con un elogio in lingua italiana che ricorda anche il nome della madre.
In mezzo agli ultimi versi è lo stemma nobiliare, diviso da una croce di sant’Andrea con un fiore per ciascun comparto, timbrato dalla corona marchionale con sette perle
visibili e abbracciato dalla croce della Legion d’Onore, sul cui nastro si legge Supera e prende forza dai propri mali. Tratto dall’Hercules furens di Seneca, il motto si dimostra
perfettamente calzante alle vicende biografiche dell’architetto. Servi (1839) così lo commentava: «Veramente gli conveniva il motto araldico che sta nell’arma di sua
famiglia [...]. Infatti lottava con l’avversa fortuna, e rimanendone rovesciato dai colpi villani, risorgeva forte come l’Anteo della favola». La lapide è murata sulla parete destra in basso, mentre Forcella la registra sul lato opposto; ma forse a causa di un refuso, perché alla cornice di marmo grigio scuro è sovrapposto il monumento di Luisa Guillemin del 1861. Quest’ultima memoria è strettamente connessa ai Valadier, i quali cedettero ad August Guillemin la cella sepolcrale di famiglia, nonostante la mancata autorizzazione del passaggio di proprietà da parte dei Pii Stabilimenti Francesi (Le Normand 1981).
§ ASR, TNC, Uff. 19, Not. Camillo Gallesani, testamento 30/12/1835; ASVR, K40, Morti, 1836-54, f. 38r; Ib., K24, Morti, 1837-55, f. 21; APAVP, Congregazioni, 1837-40, 10/2/1839.
§ Servi 1839; Ciampi 1870, p. 68; Forcella 1873, III, p. 69, n. 175; Viti 1889, pp. 181-82; D’Armailhacq 1894, p. 224; Le Normand 1981, pp. 225-26.
anno della morte 1839 Giuseppe Valadier architetto età 76 Chiesa S. Luigi dei Francesi Tip. T
anno della morte 1759 Andrea Valadier argentiere età 64 Chiesa S. Dionisio Tip. T
anno della morte 1785 Luigi Valadier argentiere età 59 Chiesa S. Luigi dei Francesi Tip. T
"MONUMENTA": Memoriali di Artisti nelle chiese di Roma (2023) - 1 parte dal 1300 al 1700 By Anna Lisa Genovese
MONUMENTA: Memoriali di Artisti nelle Chiese di Roma (2024) By Anna Lisa Genovese
sotto ritratto di Giuseppe Valadier con medaglia e lo stemma
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