Stemma Valadier

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Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » lunedì 13 maggio 2013, 22:01

Sto cercando da tempo lo stemma dei Valadier, famiglia del noto architetto, che vidi in una cappella della navata destra della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, ma che purtroppo era in basso in una parete e in forma piccola: penso era l'epitaffio della sua sepoltura. Spero nell'aiuto del forum.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Maria Luisa Alasia » lunedì 13 maggio 2013, 22:21

Gentile Piero,
sembra che I Valadier avevano una doppia L. nel loro cognome ( Valladier ) per come ho letto altrove.
http://www.banqueimages.crcv.fr/2011/fu ... mero=33451
http://www.banqueimages.crcv.fr/search. ... lerg%C3%A9)%5D&searchfield2=&query2=&searchfield3=&query3=
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » lunedì 13 maggio 2013, 22:33

Grazie Maria Luisa, ma esisteva anche una famiglia Valadier francese con uno stemma diverso, e loro erano originari di quella nazione, però bisogna vedere se appartenevano ad essa.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Maria Luisa Alasia » lunedì 13 maggio 2013, 23:18

In questo libro e' riportato che sono discendenti da quello sopra accennato..... da me...
Notizie intorno alla vita del Cav. Giuseppe Valladier architetto Romano
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » lunedì 13 maggio 2013, 23:35

Grazie, ho letto con attenzione ed infatti, secondo questo autore, sarebbe discendente dei Vallandier.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » martedì 5 novembre 2019, 20:35

Dopo anni riprendo questo argomento, visto che a Roma e' in corso una mostra sul Valadier alla Galleria Borghese, per sapere se qualcuno mi puo' aiutare per trovare il suo stemma.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Tilius » martedì 5 novembre 2019, 21:18

A onor di precisione, la mostra è dedicata a Luigi Valadier, bronzista e orafo, padre di Giuseppe, architetto e orafo.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » mercoledì 18 giugno 2025, 13:37

Riprendo questo post, per conoscere in quale anno il Valadier ottenne il titolo comitale ed il patriziato sabino, come risulta sulla lapide tombale sita in San Luigi dei Francesi in Roma. Ritengo che sia avvenuto sotto il pontificato di Pio VII o dei suoi successori.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Cawdor » mercoledì 18 giugno 2025, 16:22

ANDREA VALADIER
Aramont 1695 - Roma 23 luglio 1759, argentiere. 1759 S. Dionisio alle Quattro Fontane sepolcro

1) sul pilastro, sotto un vaso di marmo
D O M ANDRÈ . VALADIER . NATIF . D . ARAMONT . EN . PROVENCE ORFEVRE . CELEBRE . MORT LE XXIII . JVILLET . MDCCLIX. AGE . DES . LXIV . ANNEES. CA . MEMOIRE.
NE . MOVRRA . JAMAIS. AVTANT . PAR . SON . MERITE COMME . PAR . CES . VERTVS. PERSONNELLES. PIEVX. CATHOLIQVE . BON . PERE. LOUIS . FILS . AINE. QUI . SVIT . CES . TRACES.
LVI . A . FAIT . ELEUER. CE . MONVMENT. POVR . GAGE . DE . SON . AMOVR. ET . DE . SA. RECONNOISSANCE.
2) presso l’altare
D . O . M SEPVLCRVM FAMILIAE VALADIER ▼

A Dio Onnipotente. Andrea Valadier nativo di Aramont in Provenza, celebre orefice, morto il 23 luglio 1759, all’età di 64 anni, alla sua memoria che non morirà mai, tanti furono i suoi meriti e le sue personali virtù. Pio, cattolico, buon padre, il figlio Luigi che ne ha seguito le orme, gli ha fatto elevare questo monumento, in segno del suo amore e della
sua riconoscenza.
Di nascita francese, Andrea Valadier acquistò un sepolcro familiare nella chiesa dei Padri Trinitari di Provenza. Il figlio Luigi, che superò il padre in fama e fu il dedicante di questa
memoria, scelse invece la chiesa di S. Luigi dei Francesi (III.49), di fronte alla quale si trovavano l’abitazione e la bottega di famiglia. La tomba in S. Dionisio, o Dionigi, era segnalata da una targa pavimentale (2) a sinistra dell’altare sinistro, caratterizzata da uno stemma gentilizio sconosciuto; la lapide parietale era invece murata sul pilastro corrispondente, sempre a sinistra dell’altare (1). Frascarelli (1870) riporta solo la prima iscrizione, tutta su un unico verso, aggiungendovi tra parentesi «(MDCCC…)», nel tentativo di suggerire una data. Nella descrizione di Forcella (1878), l’epitaffio in lingua francese era preceduto dall’indicazione di un «Vaso cinerario di marmo». Galletti (Cod. 7921) trascrisse l’epigrafe disegnandogli intorno una cornice a fascia, avente sopra il D.O.M. lo schizzo di un vaso con due anse, concordemente alla descrizione di Forcella. Con la demolizione della chiesa, nel 1937, tutte le memorie andarono disperse. § ASVR, K24, Morti, 1759-1801, f. 2v; BAV, Galletti, 7921-A, f. 40r, n. 115. § Forcella 1878, XII, p. 166, nn. 213-214 (1,2); Frascarelli 1870, p. 477, n. 732 (2); Bulgari 1959, II, p. 494.

LUIGI VALADIER
Roma 26 febbraio 1726 - Roma 15 settembre 1785, argentiere e scultore bronzista. 1764 1785 S. Luigi dei Francesi sepolcro

D . O . M EQVES ALOYSIVS VALADIER SIBI FRATRIBVS SORORIBVS CONSANGVINEIS POSTERISQVE OMNIBVS QVI EX SVA PROGENIE NASCENTVR SEPVLCHRVM POSVIT DIE XI IANVARII MDCCLXIV

A Dio Onnipotente. Il Cavaliere Luigi Valadier per sé, i consanguinei fratelli e sorelle e tutti i discendenti che nasceranno dalla sua progenie. Pose il sepolcro nel giorno 11 gennaio 1764. Figlio di Andrea Valadier, al quale dedicò la memoria sepolcrale in S. Dionigi dei Francesi (III.42), Luigi seguì la professione paterna di argentiere, raggiungendo però una fama maggiore, con la diversificazione della sua attività anche nella statuaria bronzea e nella produzione di preziosi manufatti di marmo e metalli vari, come i celebri desert.
Sposato con Caterina Della Valle, figlia dello scultore Filippo e sorella della miniatrice Camilla (III.55), tra i molti figli avuti dalla coppia, il più celebre fu l’architetto Giuseppe Valadier, anch’egli sepolto a San Luigi, con altra lapide (V.11). Luigi acquistò il sepolcro nella chiesa nazionale francese, già nel 1764, nella terza cappella della navata destra, dedicata a S. Giovanna di Valois, dove fu posta un’iscrizione distintiva della famiglia. Oberato da preoccupazioni finanziarie e lavorative, il 15 settembre 1785, all’età di 59 anni, l’argentiere si gettò nel Tevere, all’altezza dell’Arsenale Pontificio di Clemente XI, subito dopo Porta Portese. Pur se avvistato da alcuni passanti, i soccorsi si dimostrarono inutili: Valadier fu ripescato dalle acque del fiume già cadavere e trasportato nella chiesa di S. Maria in Trastevere, dove si svolsero gli accertamenti sulle cause della morte. Il 17 settembre la salma fu trasferita per le esequie in S. Luigi dei Francesi, e il parroco registrò la morte pietosamente, come dovuta a un «deplorevole e infelice caso» (ASVR). Sicuramente contribuì alla sepoltura ecclesiastica la sua notorietà e la vicinanza all’ambiente ecclesiale, essendo impegnato proprio negli ultimi tempi, nella fusione della campana per la basilica di S. Pietro. La tomba fu utilizzata dalla famiglia Valadier fino al 1862, quando venne venduta ad August Guillemin. § ASVR, K42, Morti, 1773-97, f. 97v; Ib., K24, Morti, 1759-1801, f. 98v; Ib., K21, Morti, 1781-99, f. 60v. § Diario di Roma, 24/9/1785, n. 1120, p. 3; Forcella 1873, III, p. 54, n. 140; D’Armailhacq 1894, p. 224; Bulgari 1959, II, p. 496; Le Normand 1981, pp. 225-26; Genovese 2019d.

GIUSEPPE VALADIER Roma 14 aprile 1762 - Roma 1° febbraio 1839, architetto. 1839 S. Luigi dei Francesi Sepolcro
A Ω QUI RIPOSA IL CONTE CAV GIUSEPPE VALADIER MORTO IL DI 1 FEBBRAIO MDCCCXXXIX DI ANNI LXXVII NOBILE ROMANO PATRIZIO SABINO VERO CATTOLICO
E CELEBRATISSIMO ARCHITETTO IN OGNI TEMPO FU ONORATO DALLA FRANCIA NE RICEVETTE LA DECORAZIONE DELLA LEGIONE DI ONORE E FU ASCRITTO ALLE PRINCIPALI ACCADEMIE DI BELLE ARTI IL FIGLIO ANTONIO AL PADRE OTTIMO DESIDERATISSIMO QUI GIACE ANCORA LAURA CAMPANA M͞SA DI CAVELLO AMATISSIMA MOGLIE ▼ DEL CON CAV GIUSEPPE E MADRE CARISSIMA DEL CON CAV ANTONIO VALA DIER motto sullo stemma SUPERAT ET CRESCIT MALIS

Figlio di Luigi Valadier e Caterina della Valle, figlia dello scultore Filippo, Giuseppe Valadier viveva in via del Babuino n. 89, già sede della fonderia paterna, nella parrocchia di S. Maria del Popolo; sulla facciata della sua casa fu posta una targa nel 1873, a cura del Comune di Roma. Benché sposato con Margherita Spagna, nel testamento del 30 dicembre 1835 esprimeva il desiderio di riposare nella tomba del padre accanto alla prima moglie, Laura Campana marchesa di Cavello, e ai suoi familiari (III.49). Volontà esaudite dal figlio Antonio, che gli dedicò un’epigrafe nella stessa cappella, intitolata a S. Giovanna di Valois, con un elogio in lingua italiana che ricorda anche il nome della madre.
In mezzo agli ultimi versi è lo stemma nobiliare, diviso da una croce di sant’Andrea con un fiore per ciascun comparto, timbrato dalla corona marchionale con sette perle
visibili e abbracciato dalla croce della Legion d’Onore, sul cui nastro si legge Supera e prende forza dai propri mali. Tratto dall’Hercules furens di Seneca, il motto si dimostra
perfettamente calzante alle vicende biografiche dell’architetto. Servi (1839) così lo commentava: «Veramente gli conveniva il motto araldico che sta nell’arma di sua
famiglia [...]. Infatti lottava con l’avversa fortuna, e rimanendone rovesciato dai colpi villani, risorgeva forte come l’Anteo della favola». La lapide è murata sulla parete destra in basso, mentre Forcella la registra sul lato opposto; ma forse a causa di un refuso, perché alla cornice di marmo grigio scuro è sovrapposto il monumento di Luisa Guillemin del 1861. Quest’ultima memoria è strettamente connessa ai Valadier, i quali cedettero ad August Guillemin la cella sepolcrale di famiglia, nonostante la mancata autorizzazione del passaggio di proprietà da parte dei Pii Stabilimenti Francesi (Le Normand 1981).
§ ASR, TNC, Uff. 19, Not. Camillo Gallesani, testamento 30/12/1835; ASVR, K40, Morti, 1836-54, f. 38r; Ib., K24, Morti, 1837-55, f. 21; APAVP, Congregazioni, 1837-40, 10/2/1839.
§ Servi 1839; Ciampi 1870, p. 68; Forcella 1873, III, p. 69, n. 175; Viti 1889, pp. 181-82; D’Armailhacq 1894, p. 224; Le Normand 1981, pp. 225-26.

anno della morte 1839 Giuseppe Valadier architetto età 76 Chiesa S. Luigi dei Francesi Tip. T
anno della morte 1759 Andrea Valadier argentiere età 64 Chiesa S. Dionisio Tip. T
anno della morte 1785 Luigi Valadier argentiere età 59 Chiesa S. Luigi dei Francesi Tip. T

"MONUMENTA": Memoriali di Artisti nelle chiese di Roma (2023) - 1 parte dal 1300 al 1700 By Anna Lisa Genovese
MONUMENTA: Memoriali di Artisti nelle Chiese di Roma (2024) By Anna Lisa Genovese

sotto ritratto di Giuseppe Valadier con medaglia e lo stemma
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » mercoledì 18 giugno 2025, 17:32

Grazie Cawdor, pero' non si dice quando fu concesso il titolo comitale, e non marchionale, e quello di patrizio sabino. Conosco la lapide in San Luigi dei Francesi con lo stemma e la Legion d'Onore ben visibile in punta.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda franco poggiali » giovedì 19 giugno 2025, 10:56

Calice VALADIER.jpg
Un calice di Luigi Valadier
Preg.
non posso aiutare per quanto concerne il titolo comitale e quello di patrizio sabino però se riesco vi allego uno splendido calice di Luigi Valadier (1726-1785) andato in asta di recente che ha spuntato la ragguardevole cifra di oltre 35000 euro più i diritti d'asta del 30%. Sicuramente é finito in mano a collezionisti privati e non avremo più occasione di vederlo. I collezionisti di calici ecclesiastici di alta epoca sono molti sia in Italia che all'estero.
Si tratta di un calice eucaristico in argento fuso, sbalzato, cesellato e dorato dal piede mistilineo modanato e fusto a balaustro e sottocoppa con bordo sagomato percorsi longitudinalmente da un motivo a nastro con decoro a ventagli susseguenti e orizzontalmente da un motivo a fogliette lanceolate e perlinature.
Questo modello trova riscontri stilistici, anche se in forma meno elaborata, in quello “in oro e argento” raffigurato dal Maestro nel disegno su carta databile tra il 1770 e il 1775 all’interno dell’album Valadier conservato presso la Pinacoteca Comunale dì Faenza (fig. 1) simile nelle ripartiture a larghe nervature scandite longitudinalmente da fasce a nastro decorate e dall’originale smerlatura del sottocoppa.
Lo stile esecutivo nella sua equilibrata e assoluta eleganza mantiene le caratteristiche stilistiche del maestro Luigi Valadier che così ben descrive Alvar Gonzales Palacios: “[...] quel tocco che resta romano senza essere del tutto neoclassico nè del tutto francese, e che potrebbe ancora chiamarsi barocchetto [...]” e ancora: “[...] Luigi Valadier seguì questa doppia inclinazione al punto che il suo stile è ambivalente ma resta sempre personale [...]”.
Questo prezioso calice, eseguito probabilmente verso il 1750 / 1770, al culmine della fama del Valadier, quando anche il Pontefice Pio VI andò in visita nella sua bottega, è rara testimonianza di oreficeria religiosa creata da questo straordinario e indiscusso protagonista del panorama artistico italiano ed internazionale del XVIII secolo.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » giovedì 19 giugno 2025, 13:49

Grazie per l'immagine. Comunque ho notato che i Valadier usavano lo stemma dei Vallandier, famiglia francese del Forez, in quanto dicevano di discendere da essi.
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Cawdor » venerdì 20 giugno 2025, 15:27

Romegas ha scritto:[...]quando fu concesso il titolo comitale, e non marchionale, [...]


vari estratti

Nel 1790 Valadier sposava una figlia del Marchese Campana, Laura, grazie ai buoni uffici del Papa stesso. La scelta del Papa a vero dire era caduta sulla sorella Marianna,

Giustamente poi, nell'ottobre del 1779, creò Luigi cavaliere della milizia dorata (1): [...] Era l'ordine conferito allora dai pontefici. Avea inerente il titolo di conte lateranense e di nobile romano. Nello stemma della famiglia Valadier era il motto: Superat et crescit malis.

possibile che la nomina di conte fu data dopo la sua prima grande opera, è possibile che la fam. l'avesse già da prima o con un titolo ex novo dicendo di esser discendenti dei VaLLadier?

hanno italianizzato il cognome in Valadier e poteva diventar Valadieri per comodità linguistica?

https://www.google.it/books/edition/Opu ... frontcover

A la fin de la note de M. Donot, il est dit que le portrait de Valladier a été gravé par Michel Lasne, célèbre graveur, in-fº, 1627. Armes: d'azur au sautoir d'argent, cantonné de quatre roses feuillées et tigées au naturel. L'écu était surmonté à dextre d'une mitre et à senestre d'une crosse d'abbé, d'après Emmanuel Michel, Biographie du parlement de Mets. Mais M. Gras, dans son Répertoire héraldique, les blasonne ainsi d'or au sautoir de sable, cantonné de quatre roses de gueules, tigées et feuillées de sinople. (sceau du XVI s.)

empruntées à un sceau du XVIe siècle, où d'ailleurs les émaux ne figureraient pas, mais à l'Armorial du Lyonnais, Forez et Beaujolais qu'il a ici copié, même avec des inexactitudes de texte. L'auteur de l'Armorial les avait dessinées d'après le frontispice d'un des livres de Valladier. Elles doivent se bla-sonner, suivant la rectification que notre confrère se donne à lui-même d'azur au sautoir d'argent, cantonné de 4 roses de gueules, tigées et feuillées de sinople mouvantes de la pointe, le sautoir brochant sur les tiges. Il ne se souvient pas à quelle source il a puisé les variantes d'émaux indiquées dans l'Armorial; il suppose qu'elles proviennent d'un auteur moderne qui aura voulu éviter la superposi-tion de couleur sur couleur. Mais la nouvelle indication reproduite par Emmanuel Michel est exacte; elle est fournie par l'Armorial de Magneney, contemporain de Valladier, et le seul qui indique les émaux, lesquels y sont marqués par des lettres.

https://www.google.it/books/edition/Bul ... =it&gbpv=1

immagine da Bulletin historique, scientifique, littéraire, artistique et agricole illustré publié par la Société scientifique et agricole de la Haute-Loire 1913
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda MMT » mercoledì 25 giugno 2025, 13:47

Lo stemma proposto in questo topic e posto sulla lapide del Valadier ha una corona che potrebbe esser quella utilizzata dai conti palatini con sette perle visibili da non confondere con quella che successivamente il Regolamento Araldico del Regno d'Italia classificò come corona tollerata di barone (cfr. G. Guelfi Camajani, Vocabolario Araldico pag. 81: "Corona di Conte Palatino, simile a quella dei Conti feudali rialzata di 12 punte sormontate da altrettante perle delle quali se ne vedono soltanto sette. Questa fu poco usata e adesso è caduta totalmente in disuso adottando anche i Conti Palatini ereditari la corona a 16 punte"). Di queste corone se ne vedono altri esempi in giro per le chiese di Roma specie tra XVIII-XIX sec. (una mi pare a Sant'Eustachio).
Saluti
MMT
 
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Re: Stemma Valadier

Messaggioda Romegas » mercoledì 25 giugno 2025, 14:13

Gentile MMT, intendi quella sullo stemma del famoso Moroni posta in Sant'Eustachio a Roma?
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