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Al netto delle ricostruzioni, più o meno spurie e di carattere agiografico delle origini dei Vargas Machuca, è possibile affermare che le fortune della famiglia abbiano avuto origine con Juan Crisostomo (1605 o 1606-1677). Juan Crisostomo, nato nel 1606 a La Almunia de Doña Godina[5], si addottorò in legge presso l'Universidad de Irache (localizzata presso il Monasterio de Santa María la Real de Irache di Ayegui in Navarra) e fu in seguito cattedratico presso l'università di Saragozza.[6] Il suo cursus honorum lo portò a ricoprire vari incarichi di rilievo nella macchina amministrativa dell'Impero spagnolo. Fu nominato luogotenente della Corte del Justicia de Aragón, carica dalla quale era stato rimosso nel 1655 dalla Diputación del General del Reino de Aragón per essersi schierato contro gli interessi locali e a favore della Corona.[7][8] Filippo IV di Spagna lo ricompensò conferendogli la carica di uditore (1656) e in seguito di avvocato fiscale (1657) della Real Audiencia de Mallorca e poi di consigliere della Real Camera di Santa Chiara, importante organo giurisdizionale del regno di Napoli (1658).[9] Nel regno di Napoli, Juan Crisostomo ricoprì anche l'incarico di governatore della città di Capua. Morì nel novembre del 1677, venendo sepolto il 22 novembre come riportato da Innocenzo Fuidoro nei suoi "Giornali di Napoli".[10] Il Fuidoro menziona Cristoforo (Crisostomo) Vargas Machuca come spagnolo dotto e da bene. Vittorio Spreti, nella sua "Enciclopedia storico-nobiliare italiana" attribuisce ai Vargas Machuca il titolo di marchesi di San Vicente del Barco, concesso nel 1629 a Fadrique de Vargas y Manrique de Valencia.[11] In realtà sembrerebbe che nel 1660 Filippo IV confermò semplicemente i titoli nobiliari già appartenenti a Juan Crisostomo.[12]
e nel 1083 per la conquista di Madrid con JUAN o IVAN de Vargas che nella capitale iberica fondò la Casa Solariega.
Detto Ivan ospitò nelle sue proprietà Sant’ Isidro, venerato dagli spagnoli per aver guidato, sotto le sembianze di un pastore, le armate cristiane di Alfonso VIII attraverso passaggi sconosciuti della Sierra Moreno sino alla raduna di las Navas di Tolosa ove avvenne la vittoriosa battaglia contro i mori del 1212.
wikipediaIsidoro l'Agricoltore (in spagnolo Isidro Labrador), noto anche come Isidoro Agricola, o Isidoro Lavoratore (Madrid, 1080 – Madrid, 15 maggio 1130), fu un contadino spagnolo cui furono attribuiti eventi portentosi
Per fortuna una improntitudine di don Calogero, la sola della conversazione, tirò tutti dall'imbarazzo: "Principe" disse "so che quello che sto per dire non farà effetto su di voi che discendete da Titone imperatore e Berenice regina, ma anche i Sedàra sono nobili; fino a me essi sono stati una razza sfortunata seppellita in provincia e senza lustro, ma io ci ho le carte in regola nel cassetto, e un giorno si saprà che vostro nipote ha sposato la baronessina Sedàra del Biscotto; titolo concesso da Sua Maestà Ferdinando IV sulle secrezie del porto di Mazzara. Debbo fare le pratiche: mi manca solo un attacco."
La ricerca genealogica è una scienza ma non è una scienza esatta può capitare , in buona fede di prendere una strada parallela per poi tornare sui propri passi ed imboccare quella corretta, quello che conta è raggiungere la meta, può capitare di prendere un sentiero tortuoso, ripido e pieno di rovi per accorgersi che più avanti c'era una comoda strada,
La genealogia non è fantagenealogia tuttavia alcune note tramandate ma scarsamente confermate possono essere riportate a patto di premettere un " si dice che", " secondo fonti non confermate" , "la tradizione vuole che", "si narra".
Ciò è fattibile e ( a mio avviso ) doveroso.
Del resto le grandi famiglie patrizie erano le prime a fare, da molto tempo, impressionanti falsi genealogici nei quali esse stesse non credevano: a Bologna, ad esempio, i Grassi rivendicavano la continuità coi Grassi "Clarissimi" già illustri e caratterizzati da vescovi nel XII sec.; alterarono probabilmente ancora le loro più specifiche genealogie per nascondere la discendenza illegittima da cardinali e cortigiane e, a loro volta, finirono per riconoscere l’improbabile derivazione di famiglie fiamminghe o dei Grassi del palazzo veneziano, nobilitati da recenti e popolane origini chioggiotte.
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