da Elmar Lang » domenica 29 maggio 2022, 20:16
Gentile Professor Ferri,
sono assai dispiaciuto che Ella non potrà o non vorrà leggere la mia risposta.
La ringrazio per aver affermato che Ennio Flaiano sarebbe orgoglioso di me: cosa questa che considero un prezioso, immeritato complimento. Ammetto che gli scritti di Flaiano siano tra i miei livres de chevet.
Anche se temo Ella intendesse invece raffigurarmi come uno dei tipi d'italiano di cui il Nostro si faceva beffa. e qui, mi spiace per Lei, ha preso lucciole per lanterne. Succede, non gliene voglio di certo.
Tornando in argomento:
io credo che atteggiamenti verbalmente (e sottolineo, verbalmente) "muscolari", non facciano bene alla causa di chi cerca una soluzione ai conflitti; credo invece che l'analisi e la ricerca di punti di contatto tra le parti, possano invece essere assai utili, se non indispensabili. Atteggiamenti che se possono far parte della dialettica da "Bar Sport" quale è quella che sostanzialmente si pratica nei Fora internettiani, cui ahinoi non sfuggono neppure luoghi culturalmente elevati come questo nel quale ci stiamo or ora confrontando, non dovrebbero invece essere patrimonio dialettico e formale di chi è stato delegato a rappresentarci nei consessi internazionali.
Con rammarico infatti, sono costretto a rammentare che le recenti esternazioni del nostro Ministro degli Esteri, hanno sgomentato le altre Cancellerie "occidentali" e con dispiacere mi trovo a dover riconoscere che la risposta da parte del Ministro degli Esteri della Federazione Russa Dr. Lavrov (piaccia o no, preparatissimo e titolato diplomatico di lungo corso) sono state purtroppo meritatissime e le dimissioni del nostro Ministro sarebbero state quantomeno doverose, a scusante del danno provocato, che è stato un duro colpo alla già vacillante credibilità internazionale dell'Italia e ci ha in pratica esclusi da qualunque seria trattativa tesa alla soluzione del conflitto in corso.
La "demonizzazione dell'avversario" è uno dei modi più sciocchi e controproducenti per condurre una dura contrapposizione politica, per di più se sfociata in aperto conflitto.
Mi chiedo altresì in quale contesto io abbia giustificato "le azioni criminali di un leader politico che si comporta come un volgare assassino".
La politica internazionale, purtroppo richiede anche una buona dose di cinismo e temo di dover soggiungere che -alla disperata ricerca di fonti energetiche- il nostro governo sta andando col cappello in mano al cospetto di dittatori e satrapi la cui pratica del potere non è dissimile da quella attribuita al Presidente Russo. Così come in passato abbiamo onorato un impresentabile criminale, diretto responsabile del massacro di migliaia e migliaia di Italiani. Cinismo della politica? Si, perché fu comunque, anche se a nostro detrimento, un'utile vicinanza ai tempi della c.d. "guerra fredda".
Nel comprendere la sofferenza della popolazione civile coinvolta nel conflitto russo-ucraino, cui soprattutto deve andare il nostro pensiero ed ogni nostro sforzo, dobbiamo quindi ricercare i perché si sia giunti a quel che vediamo giornalmente venirci riportato dalle agenzie. E tra i perché, vi è il silenzio su quanto avvenuto laggiù dal 2014.
E, ragionando in termini pragmatici, crediamo davvero che fornire aiuti militari al Governo ed alle FF.AA. Ucraine sia sufficiente a farli vincere quella che ormai è divenuta una guerra contro la Russia? Se la risposta a questo quesito fosse un convinto "SI", allora non ci resta che pregare il Signore.
Per quanto mi riguarda, io non La inserirò mai nella mia lista delle persone sgradite (lista brevissima peraltro), perché amo leggere i pareri diversi, anche se espressi con durezza; La leggerò quindi in questa sede, come in qualunque altra, con lo stesso interesse e considerazione che Le ho sempre riservato.
Ella sia certo che non è piccola consolazione per me lo sperare e il credere nella sua benevola considerazione. Facciamo ch'io non m'inganni in questa opinione che ardisco possa essere certezza e mi creda sempre devotamente suo,
E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)