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pierfe ha scritto:Lei è impreciso in quello che afferma, non è una associazione privata che "registra" come lei afferma "migliaia" di stemmi (se vede bene sono solo qualche decina di stemmi, numero veramente eseguo), e per quel che può valere io stesso ho riserve sul modo con cui vengono inseriti.
La critica documentata viene da uno studioso rispettabile di araldica di una certa fama Martin Goldstraw , cosa ben diversa se avesse criticato come de 'The Armorial Register ® - International Register of Arms, non le pare?
pierfe ha scritto:L'uso in epoca preunitaria è altra cosa ed è complicatissimo far valere il diritto, poichè ci sono tanti che potrebbero vantare questo diritto, mentre lo stemma oggi è considerato dagli Stati (dove è tutelato con Uffici Araldici di carattere personale) come personale.
Cav.OSSML ha scritto:Pur nella consapevolezza del fatto che una certificazione promanante da una fonte pubblica statuale abbia in ogni caso un valore superiore a quella promanante da una fonte privata, continua tuttavia a sfuggirmi l’utilità pratica e/o morale di una registrazione, oggi come oggi, di uno stemma di famiglia.
La mia famiglia ha in “uso” documentato uno stemma da almeno quattro generazioni.
Messanensis ha scritto:Limita o limitava?
Non capisco quale possa essere oggi la differenza di diritto all'uso dello stemma tra:
a) il discendente di famiglia di uno stato preunitario con il proprio stemma esposto su palazzi e monumenti, magari descritto in documenti antichi (per esempio processi nobiliari, privilegi reali, ecc.), ma non registrato durante il Regno d'Italia
b) il discendente di famiglia che invece durante il Regno d'Italia si fece autorizzare l'utilizzo dello stemma.
Potresti chiarire?
pierfe ha scritto:Per avere un diritto di uso di stemma durante il regno d'Italia, ogni generazione doveva farlo registrare, come avviene in ogni Paese dove esiste Ufficio Araldico di Stato.
Ci sono famiglie che lo hanno lasciato su monumenti ma non l'hanno mai fatto registrare e questo limita di molto il suo diritto all'uso.
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pierfe ha scritto:Pierfe risponde: per prima cosa non volevo più intervenire in questa discussione perché non porta a nulla, ma ci sono offervazioni da fare Martin Goldstraw è uno studioso serio di araldica conosciuto e stimato in tutto il mondo, guardi che in molte cose dissento con lui, ma è sempre un valido studioso. Non vedo poi il suo interesse personale in quello che tratta, al contrario risponde dettagliatamente sul tema da esperto.
Lei è sicuro di non avere interessi personali su questo tema? Fosse anche una registrazione d’arma proveniente da Malta?
Lui tratta di cosa è un Araldo di Stato nella maniera corretta accettata dai Paesi Britannici.
Lei scrive: CHI SCRIVE SVOLGE TUTT'ALTRO LAVORO DEDICANDO TEMPO E DENARO ALL’ARALDICA (compra e vende stemmi per caso)? Solo per passione.
Vede che risponde da solo… lei come afferma è un amateur mentre Golstraw è uno studioso professionista…
pierfe ha scritto:Pierfe risponde: se lei vede nei Paesi di tradizione britannica che cita lo stemma è veramente personale perché il titolare dello stemma è solo la persona che l’ha registrato, matricolato, avuto in concessione.
Alla morte dell’armigero lo stesso Stato (se non è mutata la legge), lo trasmette al suo erede come eredità incorporea come è sempre stato da sempre. Un membro di quella famiglia lo può registrare, ma viene brisato, salvo rari casi.
Ho parlato di Stati Preunitari perché la legislazione araldica non era uguale dappertutto e quindi ci sono differenze importanti.
pierfe ha scritto:Pierfe risponde: Comprendo che è un amateur della materia araldica come lei stesso ha scritto sopra “CHI SCRIVE SVOLGE TUTT'ALTRO LAVORO DEDICANDO TEMPO E DENARO ALL’ARALDICA SOLO PER PASSIONE”, ma dovrebbe approfondire un pochino questa materia sotto l’aspetto giuridico, legga anche l’ultima legge araldica del Regno d’Italia REGIO DECRETO 7 giugno 1943 n. 651 - Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano - pubblicato nel Supplemento Ordinario della G.U del Regno n. 170 del 24 luglio 1943 ed il successivo Regio Decreto del 7 giugno 1943, n. 652 dove trova tutte le risposte che questa volta sintetizzo:
1) Tutte le famiglie nobili fanno uso di uno stemma
2) Le famiglie dette di distinta cittadinanza dopo 100 anni di pubblico uso potevano ottenere il riconoscimento dello stemma di cittadinanza.
Una famiglia aveva il pieno diritto legale di far uso dello stemma araldico se:
a) se era nobile con l’iscrizione nel Libro d’oro della nobiltà italiana (oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato)
b) se otteneva i dovuti decreti del Presidente del Consiglio o le Reali Lettere Patenti di Concessione (in caso di sanatorie)
pierfe ha scritto: se la famiglia non otteneva il riconoscimento dello stemma NON aveva il diritto legale di farne uso, e ricadeva nell’ambito privato (ovvero lo stemma anche se fosse stato inventato da un remoto antenato, legalmente non era tutelata).
pierfe ha scritto: Se la sua famiglia nel 1600 avesse fatto uso di uno stemma sicuramente lo si troverebbe in qualche documento pubblico (armoriali degli Stati Preunitari, Archivio di Stato, Archivi diocesani, Archivi Comunali) e se avesse mantenuto nei secoli una certa notabilità lo stemma lo si troverebbe in monumenti e archivi pubblici. È ovvio che se lo usa solo nella carta da lettera o disegnato dopo la firma come lei stesso si rende conto ha carattere privato e nulla più, e non avrebbe potuto essere riconosciuto durante il Regno d’Italia.
pierfe ha scritto: Oggi nel 2022 nella Repubblica Italiana non è riconoscibile come stemma (emblema) araldico, e qualunque registrazione fatta in Italia pensando di tutelarlo non ha carattere araldico, ma ad esempio commerciale e per un numero limitato di tempo.
pierfe ha scritto: Se lo registra in un Ufficio Araldico di Stato all’estero ha valore di registrazione dal momento il cui l’Araldo di Stato lo certifica, matricola, concede, e non è uno stemma italiano ma del Paese dove l'Araldo lo ha registrato, concesso, matricolato.
Vede oggi noi tutti dovremmo approfondire seriamente questa materia con seri confronti giuridici, storici e aggiungo sociali, e riesaminare ampliando l'argomento anche il concetto di "nobiltà" (in questo ultimo numero 2021 del Notiziario AIOC e Notiziario IAGI ho voluto approfondire questo argomento.
Mi permetta di augurare un buon anno 2022 ricco di successi e tanta salute.
Ovviamente con quanto ho scritto concludo i miei interventi in questa discussione.
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ermete ha scritto:Scusate la mia maleducazione un sereno e felice 2022 a tutto il forum
ermete ha scritto:Le ho inviato per email il Notiziario IAGI 2021 dove può travare spunti sulla materia ed aggiungo questo numero vede realmente la situazione della nobiltà nella Repubblica Italiana astenendosi dal raccontare le consuete favole sulla materia.
ermete ha scritto:Ho indicato uno spartiacque ovvero il Regno d'Italia dove la nobiltà e l'araldica era codificata dalla legge, prima negli Stati Preunitari le leggi esistevano non tutti gli Stati le avevano uguali e quindi si dovrebbe trattare diversamente per ogni Stato.
ermete ha scritto:Cav.OSSML ha scritto:Pur nella consapevolezza del fatto che una certificazione promanante da una fonte pubblica statuale abbia in ogni caso un valore superiore a quella promanante da una fonte privata, continua tuttavia a sfuggirmi l’utilità pratica e/o morale di una registrazione, oggi come oggi, di uno stemma di famiglia.
La mia famiglia ha in “uso” documentato uno stemma da almeno quattro generazioni.
Cerchiamo di evitare ipocrisie e disinteresse. Se siamo quì a perdere tempo a leggere e scrivere in questo forum è perchè siamo appassionati o interessati a questi argomenti. Diversamente ci troveremo al bar dello sport a parlare di calcio o a giocare a bocce.
Uno stemma veniva assunto in origine per distinguersi dalle altre famiglie e oggi si assume esattamente per lo stesso identico motivo. La distinzione e la riunione sotto un'arma di individui discendenti da uno stesso capostipite e aventi il desiderio di emergere e non confondersi.
Lei stesso ci fa capire questo buttando sul piatto l'uso di uno stemma da quattro generazioni. Un intento neanche troppo velato di voler affermare la propria distinzione famigliare seguendo l'impulso della passione che tutti noi abbiamo. E chiedo scusa se mi permetto ma anche dal sui nick name emerge la volontà di distinguersi dagli altri utenti "ordinari" mostrando la distinzione di un Ordine Cavalleresco.
Quindi lasciamo stare i "non capisco perchè ..." di falsa superiorità alla materia e parliamo di araldica che è l'unica cosa che ci interessa.
Baby Face Nelson ha scritto:Non c'è alcuna forma di ipocrisia. Ha ragione: lo scopo di uno stemma è quello di distinguere il proprietario dagli altri. Cav. OSSML non ha affermato il contrario. Intendeva solo dire che uno stemma registrato non è meno tuo di uno non registrato.
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pierfe ha scritto:Le autorità araldiche di Stato ancora esistenti sono:
La Corte del Lord Lyon, Scozia http://www.lyon-court.com/lordlyon/CCC_FirstPage.jsp (concede stemmi a cittadini italiani solo se in possesso di baronie scozzesi)
L'Ufficio del Capo Araldo d'Irlanda, Irlanda http://www.nli.ie/en/intro/heraldry-introduction.aspx (concede o matricola solo a cittadini irlandesi o discendenti di irlandesi)
L'Autorità Araldica del Canada, Canada https://www.gg.ca/document.aspx?id=81 (concede stemmi solo a cittadini canadesi)
Il Collegio delle Armi, Inghilterra https://www.college-of-arms.gov.uk/ (concede o matricola stemmi solo a sudditi inglesi o di origine inglese residenti all'estero)
South African Bureau di Araldica, Sudafrica http://www.national.archives.gov.za/ (per moratoria di 2 anni le registrazioni sono riservate solo a cittadini sudafricani)
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