Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registrazioni

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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda stefano55 » mercoledì 5 maggio 2021, 17:43

Oggi su Facebook ho letto che per il Chief Herald di Malta lavora l'araldista italiano Marco Foppoli.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda Dinamic » lunedì 27 dicembre 2021, 23:39

Buonasera,
per quanto di interesse, riprendo la discussione relativa alla creazione dell’Ufficio del Chief Herald of Arms of Malta, in quanto di recente sono emerse delle novità che appaiono essere molto interessanti.
Il Parlamento di Malta, in data 13 luglio 2021, ha approvato il disegno di legge ACT No. XLI of 2021 (https://www.parlament.mt/media/113182/a ... ritage.pdf), con il quale è stato modificato il CULTURAL HERITAGE ACT, Cap. 445, legge primaria della Repubblica di Malta che regola la conservazione e la gestione del patrimonio culturale.
Da quanto si apprende dal sito del Parlamento di Malta, l’intervento legislativo si è reso necessario al fine di “(...) aggiornare l'atto principale secondo la prassi e gli standard correnti di gestione del patrimonio, in particolare gli obblighi normativi, modificare e correggere gli errori, istituire un ufficio del Chief Herald of Arms (...)”.
La novità di rielievo è appunto contenuta nell’art. 5 dell’ ACT No. XLI of 2021, che emenda l’art. 8 del CULTURAL HERITAGE ACT, Cap. 445, introducendo la seguente allocuzione “ (...) to set up and manage the Office of the Chief Herald of Arms of Malta (...)”, dando pertanto esistenza ed una solida base legale (legge primaria votata ed approvata dal Parlamento di Malta) all’ufficio che già operava dal 2019.
Con un recentissimo ulteriore intervento legislativo (legge secondaria) del 24 dicembre 2021, la L.N. 489 of 2021 CULTURAL HERITAGE ACT (CAP. 445) Heraldry and Genealogy Regulations, 2021 (https://legislation.mt/eli/ln/2021/489/eng), sono stati regolati i poteri dell’Ufficio e del Chief Herald of Arms per quanto concerne la concessione o la registrazione di stemmi araldici.
Da quanto si apprende dalle citate norme e dalle fonti ufficiali, ho personalmente preso atto che la Repubblica di Malta, seppur seguendo un percorso assolutamente diverso da quello di altri paesi, si è dotata di un organismo governativo che regola l’araldica privata e pubblica, ma mi piacerebbe conoscere le opinioni in merito.
Cordiali saluti a tutti.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda ermete » giovedì 30 dicembre 2021, 8:20

pierfe ha scritto:Lei è impreciso in quello che afferma, non è una associazione privata che "registra" come lei afferma "migliaia" di stemmi (se vede bene sono solo qualche decina di stemmi, numero veramente eseguo), e per quel che può valere io stesso ho riserve sul modo con cui vengono inseriti.
La critica documentata viene da uno studioso rispettabile di araldica di una certa fama Martin Goldstraw , cosa ben diversa se avesse criticato come de 'The Armorial Register ® - International Register of Arms, non le pare?


Purtroppo devo dissentire e per questo mi scuso. Uno o mille che differenza fa ? Trattasi sempre d'impresa commerciale e il numero delle registrazioni potrà indicare solo la riuscita o il fallimento di questa attività imprenditoriale.

Sappiamo perfettamente tutti che è difficile per non dire impossibile scindere l'interesse personale da quello di giudizio, senza passare per ingenui. E' lo stesso principio per cui i giudici si devono astenere dal giudicare su casi in cui siano coinvolti interessi loro personali o legami di conoscenza. O il motivo per cui i medici hanno l'obbligo di dichiarare tutti i contratti commerciali sottoscritti nelle loro pubblicazioni scientifiche. Goldstraw è un imprenditore e il suo giudizio ancorché interessante o competente non può certo essere considerato super partes.

L'intervento pernicioso dell'Inglese Golstraw, auto investitosi padre del diritto maltese, ha fatto però fatto infuriare i Maltesi che volendo dimostrare la loro sovranità e indipendenza da vecchie ruggini, hanno emanato una legge secondaria che di fatto blinda il Capo Araldico rendendolo un dipendente pubblico e le sue certificazioni emanazione diretta dello stato. A questo punto o s'invade militarmente Malta o le sue certificazioni, come IAGI insegna, sono valide a tutti gli effetti di legge. Certamente più valide di un qualsiasi titolo sabaudo nella Repubblica Italiana. E tutte le eventuali incongruenze nella repubblica maltese non riguardano noi ma eventualmente la corte costituzionale di questo paese. Fino ad allora vale la legge.

Scusate ma la coerenza in questi argomenti e in questo forum è d'obbligo e chi scrive svolge tutt'altro lavoro dedicando tempo e denaro all'araldica solo per passione.

pierfe ha scritto:L'uso in epoca preunitaria è altra cosa ed è complicatissimo far valere il diritto, poichè ci sono tanti che potrebbero vantare questo diritto, mentre lo stemma oggi è considerato dagli Stati (dove è tutelato con Uffici Araldici di carattere personale) come personale.


Chiedo scusa se mi permetto ma oserei aggiungere personale ma famigliare. In Sud Africa, ad esempio, lo stemma viene registrato uno alla volta ma si eredita per discendenza secondo il diritto Inglese. In Italia questo non c'era e lo stemma era utilizzato da tutti i membri della famiglia allo stesso tempo.

Mi sfugge il motivo del perchè i preunitari dovrebbero essere così complicati da rivendicare.

Cav.OSSML ha scritto:Pur nella consapevolezza del fatto che una certificazione promanante da una fonte pubblica statuale abbia in ogni caso un valore superiore a quella promanante da una fonte privata, continua tuttavia a sfuggirmi l’utilità pratica e/o morale di una registrazione, oggi come oggi, di uno stemma di famiglia.
La mia famiglia ha in “uso” documentato uno stemma da almeno quattro generazioni.


Cerchiamo di evitare ipocrisie e disinteresse. Se siamo quì a perdere tempo a leggere e scrivere in questo forum è perchè siamo appassionati o interessati a questi argomenti. Diversamente ci troveremo al bar dello sport a parlare di calcio o a giocare a bocce.

Uno stemma veniva assunto in origine per distinguersi dalle altre famiglie e oggi si assume esattamente per lo stesso identico motivo. La distinzione e la riunione sotto un'arma di individui discendenti da uno stesso capostipite e aventi il desiderio di emergere e non confondersi.

Lei stesso ci fa capire questo buttando sul piatto l'uso di uno stemma da quattro generazioni. Un intento neanche troppo velato di voler affermare la propria distinzione famigliare seguendo l'impulso della passione che tutti noi abbiamo. E chiedo scusa se mi permetto ma anche dal sui nick name emerge la volontà di distinguersi dagli altri utenti "ordinari" mostrando la distinzione di un Ordine Cavalleresco.

Quindi lasciamo stare i "non capisco perchè ..." di falsa superiorità alla materia e parliamo di araldica che è l'unica cosa che ci interessa.


Messanensis ha scritto:Limita o limitava?
Non capisco quale possa essere oggi la differenza di diritto all'uso dello stemma tra:
a) il discendente di famiglia di uno stato preunitario con il proprio stemma esposto su palazzi e monumenti, magari descritto in documenti antichi (per esempio processi nobiliari, privilegi reali, ecc.), ma non registrato durante il Regno d'Italia
b) il discendente di famiglia che invece durante il Regno d'Italia si fece autorizzare l'utilizzo dello stemma.
Potresti chiarire?


Domanda molto interessante in effetti. Speriamo che qualcuno riesca a risponderci con rimandi a fonti e citazioni di leggi.

pierfe ha scritto:Per avere un diritto di uso di stemma durante il regno d'Italia, ogni generazione doveva farlo registrare, come avviene in ogni Paese dove esiste Ufficio Araldico di Stato.
Ci sono famiglie che lo hanno lasciato su monumenti ma non l'hanno mai fatto registrare e questo limita di molto il suo diritto all'uso.


Uno stemma appartenuto a un mio antenato diretto non mi spetterebbe più nel caso non fosse stato registrato ad ogni generazione? E' possibile avere il riferimento alle leggi?

Quindi se io mi chiamassi Rossi e la mia famiglia avesse portato legalmente nel 1600 un canguro in campo fucsia, oggi io non lo potrei più rivendicare? [yikes.gif]
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda herald » domenica 2 gennaio 2022, 10:54

Ermete, complimenti per l’intervento molto logico e interessante. Buon anno!
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda pierfe » lunedì 3 gennaio 2022, 2:11

pierfe ha scritto:Lei è impreciso in quello che afferma, non è una associazione privata che "registra" come lei afferma "migliaia" di stemmi (se vede bene sono solo qualche decina di stemmi, numero veramente eseguo), e per quel che può valere io stesso ho riserve sul modo con cui vengono inseriti.
La critica documentata viene da uno studioso rispettabile di araldica di una certa fama Martin Goldstraw , cosa ben diversa se avesse criticato come de 'The Armorial Register ® - International Register of Arms, non le pare?


ermete ha scritto: Purtroppo devo dissentire e per questo mi scuso. Uno o mille che differenza fa ? Trattasi sempre d'impresa commerciale e il numero delle registrazioni potrà indicare solo la riuscita o il fallimento di questa attività imprenditoriale.

Sappiamo perfettamente tutti che è difficile per non dire impossibile scindere l'interesse personale da quello di giudizio, senza passare per ingenui. E' lo stesso principio per cui i giudici si devono astenere dal giudicare su casi in cui siano coinvolti interessi loro personali o legami di conoscenza. O il motivo per cui i medici hanno l'obbligo di dichiarare tutti i contratti commerciali sottoscritti nelle loro pubblicazioni scientifiche. Goldstraw è un imprenditore e il suo giudizio ancorché interessante o competente non può certo essere considerato super partes.

L'intervento pernicioso dell'Inglese Golstraw, auto investitosi padre del diritto maltese, ha fatto però fatto infuriare i Maltesi che volendo dimostrare la loro sovranità e indipendenza da vecchie ruggini, hanno emanato una legge secondaria che di fatto blinda il Capo Araldico rendendolo un dipendente pubblico e le sue certificazioni emanazione diretta dello stato. A questo punto o s'invade militarmente Malta o le sue certificazioni, come IAGI insegna, sono valide a tutti gli effetti di legge. Certamente più valide di un qualsiasi titolo sabaudo nella Repubblica Italiana. E tutte le eventuali incongruenze nella repubblica maltese non riguardano noi ma eventualmente la corte costituzionale di questo paese. Fino ad allora vale la legge.

Scusate ma la coerenza in questi argomenti e in questo forum è d'obbligo e chi scrive svolge tutt'altro lavoro dedicando tempo e denaro all'araldica solo per passione.

Pierfe risponde: per prima cosa non volevo più intervenire in questa discussione perché non porta a nulla, ma ci sono offervazioni da fare Martin Goldstraw è uno studioso serio di araldica conosciuto e stimato in tutto il mondo, guardi che in molte cose dissento con lui, ma è sempre un valido studioso. Non vedo poi il suo interesse personale in quello che tratta, al contrario risponde dettagliatamente sul tema da esperto.
Lei è sicuro di non avere interessi personali su questo tema? Fosse anche una registrazione d’arma proveniente da Malta?
Lui tratta di cosa è un Araldo di Stato nella maniera corretta accettata dai Paesi Britannici.

Lei scrive: CHI SCRIVE SVOLGE TUTT'ALTRO LAVORO DEDICANDO TEMPO E DENARO ALL’ARALDICA (compra e vende stemmi per caso)? Solo per passione.
Vede che risponde da solo… lei come afferma è un amateur mentre Golstraw è uno studioso professionista…
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda pierfe » lunedì 3 gennaio 2022, 2:17

pierfe ha scritto:L'uso in epoca preunitaria è altra cosa ed è complicatissimo far valere il diritto, poichè ci sono tanti che potrebbero vantare questo diritto, mentre lo stemma oggi è considerato dagli Stati (dove è tutelato con Uffici Araldici di carattere personale) come personale.


Ermete ha scritto: Chiedo scusa se mi permetto ma oserei aggiungere personale ma famigliare. In Sud Africa, ad esempio, lo stemma viene registrato uno alla volta ma si eredita per discendenza secondo il diritto Inglese. In Italia questo non c'era e lo stemma era utilizzato da tutti i membri della famiglia allo stesso tempo.

Mi sfugge il motivo del perchè i preunitari dovrebbero essere così complicati da rivendicare.

Pierfe risponde: se lei vede nei Paesi di tradizione britannica che cita lo stemma è veramente personale perché il titolare dello stemma è solo la persona che l’ha registrato, matricolato, avuto in concessione.
Alla morte dell’armigero lo stesso Stato (se non è mutata la legge), lo trasmette al suo erede come eredità incorporea come è sempre stato da sempre. Un membro di quella famiglia lo può registrare, ma viene brisato, salvo rari casi.
Ho parlato di Stati Preunitari perché la legislazione araldica non era uguale dappertutto e quindi ci sono differenze importanti.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda pierfe » lunedì 3 gennaio 2022, 2:41

pierfe ha scritto:Per avere un diritto di uso di stemma durante il regno d'Italia, ogni generazione doveva farlo registrare, come avviene in ogni Paese dove esiste Ufficio Araldico di Stato.
Ci sono famiglie che lo hanno lasciato su monumenti ma non l'hanno mai fatto registrare e questo limita di molto il suo diritto all'uso.


Ermete ha scritto: Uno stemma appartenuto a un mio antenato diretto non mi spetterebbe più nel caso non fosse stato registrato ad ogni generazione? E' possibile avere il riferimento alle leggi?

Quindi se io mi chiamassi Rossi e la mia famiglia avesse portato legalmente nel 1600 un canguro in campo fucsia, oggi io non lo potrei più rivendicare?

Pierfe risponde: Comprendo che è un amateur della materia araldica come lei stesso ha scritto sopra “CHI SCRIVE SVOLGE TUTT'ALTRO LAVORO DEDICANDO TEMPO E DENARO ALL’ARALDICA SOLO PER PASSIONE”, ma dovrebbe approfondire un pochino questa materia sotto l’aspetto giuridico, legga anche l’ultima legge araldica del Regno d’Italia REGIO DECRETO 7 giugno 1943 n. 651 - Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano - pubblicato nel Supplemento Ordinario della G.U del Regno n. 170 del 24 luglio 1943 ed il successivo Regio Decreto del 7 giugno 1943, n. 652 dove trova tutte le risposte che questa volta sintetizzo:

1) Tutte le famiglie nobili fanno uso di uno stemma

2) Le famiglie dette di distinta cittadinanza dopo 100 anni di pubblico uso potevano ottenere il riconoscimento dello stemma di cittadinanza.

Una famiglia aveva il pieno diritto legale di far uso dello stemma araldico se:
a) se era nobile con l’iscrizione nel Libro d’oro della nobiltà italiana (oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato)
b) se otteneva i dovuti decreti del Presidente del Consiglio o le Reali Lettere Patenti di Concessione (in caso di sanatorie)

Se la famiglia non otteneva il riconoscimento dello stemma NON aveva il diritto legale di farne uso, e ricadeva nell’ambito privato (ovvero lo stemma anche se fosse stato inventato da un remoto antenato, legalmente non era tutelata).

Se la sua famiglia nel 1600 avesse fatto uso di uno stemma sicuramente lo si troverebbe in qualche documento pubblico (armoriali degli Stati Preunitari, Archivio di Stato, Archivi diocesani, Archivi Comunali) e se avesse mantenuto nei secoli una certa notabilità lo stemma lo si troverebbe in monumenti e archivi pubblici. È ovvio che se lo usa solo nella carta da lettera o disegnato dopo la firma come lei stesso si rende conto ha carattere privato e nulla più, e non avrebbe potuto essere riconosciuto durante il Regno d’Italia.

Oggi nel 2022 nella Repubblica Italiana non è riconoscibile come stemma (emblema) araldico, e qualunque registrazione fatta in Italia pensando di tutelarlo non ha carattere araldico, ma ad esempio commerciale e per un numero limitato di tempo.

Se lo registra in un Ufficio Araldico di Stato all’estero ha valore di registrazione dal momento il cui l’Araldo di Stato lo certifica, matricola, concede, e non è uno stemma italiano ma del Paese dove l'Araldo lo ha registrato, concesso, matricolato.

Vede oggi noi tutti dovremmo approfondire seriamente questa materia con seri confronti giuridici, storici e aggiungo sociali, e riesaminare ampliando l'argomento anche il concetto di "nobiltà" (in questo ultimo numero 2021 del Notiziario AIOC e Notiziario IAGI ho voluto approfondire questo argomento.

Mi permetta di augurare un buon anno 2022 ricco di successi e tanta salute.

Ovviamente con quanto ho scritto concludo i miei interventi in questa discussione.
Pier Felice degli Uberti
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda ermete » lunedì 3 gennaio 2022, 22:15

Intanto ringrazio Pierfe per la cortese e paziente risposta e ricambio gli auguri per un sereno e felice 2022

pierfe ha scritto:Pierfe risponde: per prima cosa non volevo più intervenire in questa discussione perché non porta a nulla, ma ci sono offervazioni da fare Martin Goldstraw è uno studioso serio di araldica conosciuto e stimato in tutto il mondo, guardi che in molte cose dissento con lui, ma è sempre un valido studioso. Non vedo poi il suo interesse personale in quello che tratta, al contrario risponde dettagliatamente sul tema da esperto.
Lei è sicuro di non avere interessi personali su questo tema? Fosse anche una registrazione d’arma proveniente da Malta?
Lui tratta di cosa è un Araldo di Stato nella maniera corretta accettata dai Paesi Britannici.

Lei scrive: CHI SCRIVE SVOLGE TUTT'ALTRO LAVORO DEDICANDO TEMPO E DENARO ALL’ARALDICA (compra e vende stemmi per caso)? Solo per passione.
Vede che risponde da solo… lei come afferma è un amateur mentre Golstraw è uno studioso professionista…


Vorrei chiarire subito che non ho mai neanche insinuato che Goldstraw possa essere incompetente in materia. Può essere il più grande tra i professionisti ma essendo lui coinvolto legalmente in operazioni commerciali araldiche "per stranieri", ho tutto il diritto di poter chiedermi se sia davvero super partes.

Teniamo conto che lui registra stemmi a pagamento e la chiusura della Repubblica del Sud Africa, può certo averlo agevolato. Non è un mistero che dopo la chiusura di questo ufficio non esistevano altre vere alternative di stato alla registrazione di uno stemma.
L'apertura di un ufficio a Malta potrebbe, e usiamo il condizionale, sottrarre clienti all'iniziativa di Goldstraw. Naturalmentesono miei opinioni personalissime in quanto non ho mai scambiato chiacchiere con questa persona.

Ringrazio Pierfe per avermi accostato a Goldstraw ma io non mi sono mai permesso di farlo. Ho specificato che faccio un altro lavoro proprio per evitare di essere scambiato per un professore di araldica intento a svolgere lezioni magistrali. Ho semplicemente posto domande, scritto mie convinzioni e contestato posizioni partigiane.
Non ho mai guadagnato soldi con l'araldica, anzi ne ho solo spesi e in alcuni casi con grande o meglio grandissimo pentimento.


pierfe ha scritto:Pierfe risponde: se lei vede nei Paesi di tradizione britannica che cita lo stemma è veramente personale perché il titolare dello stemma è solo la persona che l’ha registrato, matricolato, avuto in concessione.
Alla morte dell’armigero lo stesso Stato (se non è mutata la legge), lo trasmette al suo erede come eredità incorporea come è sempre stato da sempre. Un membro di quella famiglia lo può registrare, ma viene brisato, salvo rari casi.
Ho parlato di Stati Preunitari perché la legislazione araldica non era uguale dappertutto e quindi ci sono differenze importanti.

Lo stemma è strettamente personale è vero ma morto il detentore passa così com'è all'erede. Gli ultrageniti brisano lo stemma originale. Resta comunque che lo stemma è famigliare in quanto lo ereditano i membri di quella famiglia. Lo si può vedere sulle armi di William d'Inghilterra.

pierfe ha scritto:Pierfe risponde: Comprendo che è un amateur della materia araldica come lei stesso ha scritto sopra “CHI SCRIVE SVOLGE TUTT'ALTRO LAVORO DEDICANDO TEMPO E DENARO ALL’ARALDICA SOLO PER PASSIONE”, ma dovrebbe approfondire un pochino questa materia sotto l’aspetto giuridico, legga anche l’ultima legge araldica del Regno d’Italia REGIO DECRETO 7 giugno 1943 n. 651 - Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano - pubblicato nel Supplemento Ordinario della G.U del Regno n. 170 del 24 luglio 1943 ed il successivo Regio Decreto del 7 giugno 1943, n. 652 dove trova tutte le risposte che questa volta sintetizzo:
1) Tutte le famiglie nobili fanno uso di uno stemma

2) Le famiglie dette di distinta cittadinanza dopo 100 anni di pubblico uso potevano ottenere il riconoscimento dello stemma di cittadinanza.

Una famiglia aveva il pieno diritto legale di far uso dello stemma araldico se:
a) se era nobile con l’iscrizione nel Libro d’oro della nobiltà italiana (oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato)
b) se otteneva i dovuti decreti del Presidente del Consiglio o le Reali Lettere Patenti di Concessione (in caso di sanatorie)


Confermo di essere un appassionato della materia ma non un professionista pertanto le mie dilettantesche domande mi servono proprio per approfondire quello che non so.

Si, ero a conoscenza di questo ma quello che intendevo poteva essere contenuto nel mancante punto c) la presenza nei libri araldici antichi e preunitari.

La risposta alla domanda è proprio nel riconoscimento della cittadinanza e l'USO PUBBLICO che voleva dire averlo innalzato su un palazzo, sulla tomba o nella carta intestata, passati cent'anni poteva essere richiesta appunto la cittadinanza. Ergo a nessuno era vietato l'uso pubblico altrimenti nessuno avrebbe mai potuto richiedere la cittadinanza.

Resta il dubbio sull'obbligo di registrazione ad ogni generazione, non capisco dove trovarlo.


pierfe ha scritto: se la famiglia non otteneva il riconoscimento dello stemma NON aveva il diritto legale di farne uso, e ricadeva nell’ambito privato (ovvero lo stemma anche se fosse stato inventato da un remoto antenato, legalmente non era tutelata).


Ecco il punto è questo: una cosa è la non tutela una cosa è il divieto come vige nei paesi anglosassoni. La mia domanda era: esisteva una legge che impediva a chiunque di dotarsi di uno stemma araldico?

pierfe ha scritto: Se la sua famiglia nel 1600 avesse fatto uso di uno stemma sicuramente lo si troverebbe in qualche documento pubblico (armoriali degli Stati Preunitari, Archivio di Stato, Archivi diocesani, Archivi Comunali) e se avesse mantenuto nei secoli una certa notabilità lo stemma lo si troverebbe in monumenti e archivi pubblici. È ovvio che se lo usa solo nella carta da lettera o disegnato dopo la firma come lei stesso si rende conto ha carattere privato e nulla più, e non avrebbe potuto essere riconosciuto durante il Regno d’Italia.


Intendevo proprio questo poichè dal suo precedente intervento sembrava che nonostante la presenza nelle raccolte araldiche preunitarie non fosse possibile averne un riconoscimento.

pierfe ha scritto: Oggi nel 2022 nella Repubblica Italiana non è riconoscibile come stemma (emblema) araldico, e qualunque registrazione fatta in Italia pensando di tutelarlo non ha carattere araldico, ma ad esempio commerciale e per un numero limitato di tempo.


Si, penso che ormai sia una situazione che conoscono tutti gli appassionati.


pierfe ha scritto: Se lo registra in un Ufficio Araldico di Stato all’estero ha valore di registrazione dal momento il cui l’Araldo di Stato lo certifica, matricola, concede, e non è uno stemma italiano ma del Paese dove l'Araldo lo ha registrato, concesso, matricolato.
Vede oggi noi tutti dovremmo approfondire seriamente questa materia con seri confronti giuridici, storici e aggiungo sociali, e riesaminare ampliando l'argomento anche il concetto di "nobiltà" (in questo ultimo numero 2021 del Notiziario AIOC e Notiziario IAGI ho voluto approfondire questo argomento.

Mi permetta di augurare un buon anno 2022 ricco di successi e tanta salute.

Ovviamente con quanto ho scritto concludo i miei interventi in questa discussione.


Penso che anche su questo siamo tutti d'accordo che un emblema trovi la sua protezione nello stato in cui la registrazione è stata fatta. Resta il fatto che esistono, oggi come ieri, dei rapporti di reciprocità tra stati e comunità internazionali che rendono questo argomento abbastanza complesso. Parlo non solo di questioni nobiliari ma anche di protezione d'immagine.

Sposo senza nessuna remora la necessità di approfondimento e riesame della "nobiltà". Dato che non ho letto i suoi articoli, sarei felice se me li potesse mandare da studiare.
Ultima modifica di ermete il lunedì 3 gennaio 2022, 22:22, modificato 1 volta in totale.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda ermete » lunedì 3 gennaio 2022, 22:17

Scusate la mia maleducazione un sereno e felice 2022 a tutto il forum [cheers.gif]
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda pierfe » lunedì 3 gennaio 2022, 22:51

ermete ha scritto:Scusate la mia maleducazione un sereno e felice 2022 a tutto il forum [cheers.gif]


Non ho visto maleducazione nei suoi interventi, non avrei risposto.
Perchè è veramente interessato alla materia mi permetto di ricordare alcuni dati per comprendere maggiormente l'argomentazione.

Ho indicato uno spartiacque ovvero il Regno d'Italia dove la nobiltà e l'araldica era codificata dalla legge, prima negli Stati Preunitari le leggi esistevano non tutti gli Stati le avevano uguali e quindi si dovrebbe trattare diversamente per ogni Stato.

L'ultima legge nobiliare come ho scritto era del 1943 quindi per gli stemmi di cittadinanza erano necessari un uso pubblico su monumenti di almeno 100 anni quindi l'uso pubblico risaliva almeno al 1843 ovvero prima del Regno d'Italia.
La successione e registrazione la troviamo nel Libro Araldico degli Stemmi dei Cittadini Italiani (Archivio Centrale dello Stato).

Come ho detto ogni famiglia nobile aveva lo stemma che ad ogni generazione doveva essere iscritto nel Libro d'oro della nobiltà italiana (Archivio Centrale dello Stato).
Se non avvenivano i riconoscimenti dello Stato l'uso era contra legem (anche se nella realtà era una legge non applicata).
Legga le varie leggi nobiliari del Regno d'Italia, trova dati interessanti.

Le ho inviato per email il Notiziario IAGI 2021 dove può travare spunti sulla materia ed aggiungo questo numero vede realmente la situazione della nobiltà nella Repubblica Italiana astenendosi dal raccontare le consuete favole sulla materia.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda ermete » martedì 4 gennaio 2022, 22:27

ermete ha scritto:Le ho inviato per email il Notiziario IAGI 2021 dove può travare spunti sulla materia ed aggiungo questo numero vede realmente la situazione della nobiltà nella Repubblica Italiana astenendosi dal raccontare le consuete favole sulla materia.

Grazie infinite, leggero con interesse.

ermete ha scritto:Ho indicato uno spartiacque ovvero il Regno d'Italia dove la nobiltà e l'araldica era codificata dalla legge, prima negli Stati Preunitari le leggi esistevano non tutti gli Stati le avevano uguali e quindi si dovrebbe trattare diversamente per ogni Stato.


Certo, sono d'accordo ma è un fatto che questo spartiacque ideale ha penalizzato le famiglie preunitarie che, per condizioni economiche o per sfregio al nuovo stato, non vollero riconoscimenti.
Sono però convinto che la nobiltà debba riprendere il valore del tempo e non di chi l'ha per ultimo riconosciuta. Vale a dire che in epoca sabauda era già quasi solo una cosa onorifica senza nessuna vera distinzione sociale o amministrativa. Prima del regno la nobiltà era cosa seria e man mano che si arretra cresce d'importanza. Paradossalmente la nobiltà sabauda dovrebbe "cedere il passo".

Vorrei chiudere con un pensiero che a me piace molto di Gaetano Salvemini del 1932 e che penso quì si possa adattare in modo eccellente:

Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda Baby Face Nelson » martedì 11 gennaio 2022, 9:40

ermete ha scritto:
Cav.OSSML ha scritto:Pur nella consapevolezza del fatto che una certificazione promanante da una fonte pubblica statuale abbia in ogni caso un valore superiore a quella promanante da una fonte privata, continua tuttavia a sfuggirmi l’utilità pratica e/o morale di una registrazione, oggi come oggi, di uno stemma di famiglia.
La mia famiglia ha in “uso” documentato uno stemma da almeno quattro generazioni.


Cerchiamo di evitare ipocrisie e disinteresse. Se siamo quì a perdere tempo a leggere e scrivere in questo forum è perchè siamo appassionati o interessati a questi argomenti. Diversamente ci troveremo al bar dello sport a parlare di calcio o a giocare a bocce.

Uno stemma veniva assunto in origine per distinguersi dalle altre famiglie e oggi si assume esattamente per lo stesso identico motivo. La distinzione e la riunione sotto un'arma di individui discendenti da uno stesso capostipite e aventi il desiderio di emergere e non confondersi.

Lei stesso ci fa capire questo buttando sul piatto l'uso di uno stemma da quattro generazioni. Un intento neanche troppo velato di voler affermare la propria distinzione famigliare seguendo l'impulso della passione che tutti noi abbiamo. E chiedo scusa se mi permetto ma anche dal sui nick name emerge la volontà di distinguersi dagli altri utenti "ordinari" mostrando la distinzione di un Ordine Cavalleresco.

Quindi lasciamo stare i "non capisco perchè ..." di falsa superiorità alla materia e parliamo di araldica che è l'unica cosa che ci interessa.


Mi scusi, ma temo che lei non ha capito bene. Non c'è alcuna forma di ipocrisia. Ha ragione: lo scopo di uno stemma è quello di distinguere il proprietario dagli altri. Cav. OSSML non ha affermato il contrario. Intendeva solo dire che uno stemma registrato non è meno tuo di uno non registrato. "C'è il rischio che altri lo copino", direte voi. Il rischio è minimo, esattamente per la ragione che lei ha menzionato: ognuno vuole distinguersi dagli altri, non copiarli. E se, comunque, qualcuno copia il mio stemma, questo non lo rende meno mio. Quindi il suo tono superiore e indignato e le sue parole al limite dell'insulto mi sembrano del tutto inutili.
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda Baby Face Nelson » martedì 11 gennaio 2022, 11:17

Baby Face Nelson ha scritto:Non c'è alcuna forma di ipocrisia. Ha ragione: lo scopo di uno stemma è quello di distinguere il proprietario dagli altri. Cav. OSSML non ha affermato il contrario. Intendeva solo dire che uno stemma registrato non è meno tuo di uno non registrato.


Mi scusi, intendevo il contrario: uno stemma non registrato non è meno tuo di uno registrato. [bangin.gif]
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda Baby Face Nelson » martedì 11 gennaio 2022, 11:41

pierfe ha scritto:Le autorità araldiche di Stato ancora esistenti sono:

La Corte del Lord Lyon, Scozia http://www.lyon-court.com/lordlyon/CCC_FirstPage.jsp (concede stemmi a cittadini italiani solo se in possesso di baronie scozzesi)

L'Ufficio del Capo Araldo d'Irlanda, Irlanda http://www.nli.ie/en/intro/heraldry-introduction.aspx (concede o matricola solo a cittadini irlandesi o discendenti di irlandesi)

L'Autorità Araldica del Canada, Canada https://www.gg.ca/document.aspx?id=81 (concede stemmi solo a cittadini canadesi)

Il Collegio delle Armi, Inghilterra https://www.college-of-arms.gov.uk/ (concede o matricola stemmi solo a sudditi inglesi o di origine inglese residenti all'estero)

South African Bureau di Araldica, Sudafrica http://www.national.archives.gov.za/ (per moratoria di 2 anni le registrazioni sono riservate solo a cittadini sudafricani)


Aggiungo alla lista la Commissione Araldica Nazionale della Repubblica di Moldova. [glasses3.gif]

https://cnh.prm.md/?fbclid=IwAR3fYwk9FT ... 5bfmOIo3jU
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Re: Bureau of Heraldry of South Africa - Moratoria registraz

Messaggioda Baby Face Nelson » martedì 11 gennaio 2022, 14:30

Per quanto ne so, la Commissione Nazionale di Araldica della Repubblica di Moldova registra gli stemmi dei cittadini moldavi e stranieri.
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