Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: vale ancora?

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Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: vale ancora?

Messaggioda Memini » domenica 10 ottobre 2021, 16:42

Buonasera, questa mia potrà sembrare una provocazione o la considerazione logica di un ignorante della materia nobiliare :fate Voi.
Il R.D. del 7 giugno 1943, che disciplina l'Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano, viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno del 24 luglio 1943.
Esso prevede espressamente, fatta salva la Sovrana Prerogativa, che: 1) i provvedimenti di Grazia per Decreto Reale emanati dal Re Imperatore debbano comunque essere controfirmati dal Duce Capo del Fascismo per poter acquisire validità; 2) i provvedimenti di Giustizia competono al Duce, Capo del Fascismo.
Ma, capriccio della Storia, il 25 luglio 1943 a seguito del Gran Consiglio del Fascismo, il Duce viene arrestato e privato di ogni residua dignità, compresa quella di controfirmare qualsiasi atto sovrano. Pertanto è ragionevole pensare che tutte le norme contenute nel citato Decreto siano risultate di impossibile attuazione pratica e decadute col crollo del Regime fascista.
Tuttavia il Corpo della Nobiltà Italiana (peraltro associazione di diritto privato, se non erro) e, talora, il SMOM si rifanno a norme contenute nel Decreto anzidetto che, come si dice in araldica, appare come un animale "nato monco".
Allora, ha ancora un senso appellarsi a tali norme, giuridicamente imperfette perchè prive della necessaria ratifica ? Possono tali norme ispirare valutazioni nell'ambito del Diritto nobiliare ?
Ferma restando la fondamentale e definitiva successiva Sentenza della Cassazione che relega il Diritto Nobiliare Italiano a un mondo privo di interesse per lo Stato Repubblicano, quegli Enti o Istituzioni che ancora si richiamano alle norme del 1943 si rendono conto della poca consistenza residua di quelle norme o preferiscono continuare ad attenersi ad esse per motivi che ormai sono fuori dal Diritto e dalla Storia ?
E non sarebbe il caso, ferma restando ormai in Italia l'assenza di una "fons honorum" riconosciuta, di rivedere tutta la materia nobiliare cominciando dagli Stati preunitari in una dimensione che privilegi la Storia delle singole famiglie e, con esse, del Paese tutto ?
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Re: Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: vale ancora?

Messaggioda vugiemme » venerdì 15 ottobre 2021, 10:09

I titoli nobiliari non sono aboliti ma non sono riconosciuti e tutelati come invece lo sono i predicati. Non possono essere creati nuovi titoli nobiliari in Italia.
Le pronunce del CNI non hanno valore in Italia ma gli addetti ai lavori la considerano la fonte più autorevole per il "riconoscimento" dei titoli preesistente non già riconosciuti in costanza di monarchia.
Lo smom ha piena Fons Honorum, crea nobilitazioni ad personam (grazia magistrale) e riconosce i titoli preestenti (onore e devozione e grazia e devozione).
Per il resto mi pare che la questione sia un po' di lana caprina.
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Re: Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: vale ancora?

Messaggioda Memini » venerdì 15 ottobre 2021, 10:57

Buongiorno. La ringrazio del Suo contributo che peraltro non aggiunge niente a quanto ampiamente noto.
Non toso pecore o capre, e ho voluto solo sottolineare la incompiutezza di un provvedimento che viene
ancora considerato un faro da alcuni che si occupano della materia nobiliare, quando in realtà non
essendo storicamente possibile ratificare nessuno dei provvedimenti da esso contemplati di fatto
non può avere efficacia. Lo Statuto Albertino riconosceva già i titoli a quanti ne avessero legittimamente
diritto; i successivi provvedimenti della Consulta Araldica, spesso emanati con poco rispetto delle situazioni
preesistenti non hanno risolto tutti i casi esaminati.
Ecco perché sarebbe da considerare oggi, in mancanza di una fons honorum nazionale, una ricostruzione storica
di tutta la Nobiltà Italiana per come si è costituita nei secoli, prima e dopo l'Unità d'Italia.
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Re: Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: vale ancora?

Messaggioda vugiemme » sabato 16 ottobre 2021, 12:02

Egregio sig. Memini,
Visto che la mia risposta non l'ha soddisfatta provo a illustrarla meglio.
Scuserà gli errori ma scrivo dal telefono.
Lo Smom è completamente svincolato dalla normativa italiana, i processi araldici seguono un iter a sé stante, vero è che i candidati utilizzano prove derivanti da riconoscimenti italiani in costanza di Monarchia quindi quando i titoli originari provenivano da Fons Honorum incontestata. Ancora oggi lo smom riconosce de Plano le famiglie già iscritte al libro d'oro (quello di Roma).
Ricordo per completezza che per entrare nella categoria di grazia e devozione occorrono comunque 100 anni sul ramo Paterno, quindi i problemi sulle nobiltà ubertine non sono ancora stati affrontati. Discorso diverso per i motu proprio.
Per quanto riguarda il CNI, questo utilizza la normativa in essere in costanza di monarchia perché l'unica fonte di diritto, ma si limita a riconoscere titoli preesistenti, non a crearne nuovi.
Condivido con lei che la normativa sia mozza, ma come lei stesso ha ricordato lo stato non ha interesse a normare ex novo una materia che non abbia una utilità pratica concreta.
In Italia i titoli interessano a pochi e non hanno utilità.
La gente preferisce guardare la de Filippi e il grande fratello.
In conclusione, non c'è monarca, non c'è dice, Ergo la legge non è applicabile dallo stato, e lo stato non ha interesse a valorizzare consuetudini degli stati pre unitari che confliggano con il concetto di unità del paese e soprattutto che vadano contro i principi costituzionali in particolare quello di uguaglianza.
Cordialmente
Vugiemme (giurista)
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Re: Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano: vale ancora?

Messaggioda Memini » domenica 17 ottobre 2021, 12:19

Buongiorno, gentile Sig. Vugiemme,
continuo a ringraziarla ma Ella sfonda un uscio aperto.
Siamo perfettamente d'accordo sull'irrilevanza giuridica dei titoli, sulle consuetudini di CNI e Smom (anche se talora criticabili), sul fatto che non c'è Monarca, non c'é (per fortuna) Duce ergo non vi sono fons honorum e quindi legge.
Io però mi ostino a vedere la vicenda dal punto di vista dello storico e siccome, come diceva il buon Vico, "verum est id quod factum", in questa prospettiva dovremmo rivedere la storia di tutte quelle famiglie che hanno costituito nei secoli la Nobiltà italiana e che magari sono state cassate o messe da parte da chi preferisce appigliarsi a norme non valide ma che talora ancor oggi possono fare comodo. [knight.gif]
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