Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
VASO: qui nella forma di jarrón (vaso panciuto a forma allungata e collo stretto, che spesso contiene fiori, frequente nell’araldica ispanica). Il vaso esprime abitudine virtuosa e dignità conservata (Crollalanza, Enciclopedia Araldico-Cavalleresca, p. 601). E’ anche simbolo dell’uomo, in particolare rappresenterebbe il corpo umano come fragile involucro dell’anima (G. Heinz-Mohr, Lessico di iconografia cristiana, p. 345). Nella cultura ispanica il jarrón è spesso riferito alla Vergine Maria e anche alla “femminilità”. La forma del recipiente richiama anche l’anfora ripiena di olio che nell’antica Grecia veniva offerto ai vincitori giochi olimpici, e questa forma di “coppa” viene ancora oggi utilizzata come trofeo sportivo.
ONZA: raro felino dalla pelle maculata e di colore dorato araldicamente simile alla Pantera, simbolo di coraggio e di fierezza ma anche di genio e gentilezza. In natura è identificato con due diversi animali: il leopardo delle nevi (panthera uncia) e un tipo di lince chiamata lonza (leopardus uncia).
Secondo Louis Charbonneau-Lassay (Il bestiario del Cristo, Ed Arkeios, Roma 1994, vol. I, p. 438) in araldica “La Lonza è un animale simile alla Pantera, è simbolo di velocità, di leggerezza e di furberia e non vi altro animale che abbia una vista come la sua”.
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L'enorme gamma di figure araldiche unita alla possibilità di cambiare la loro posizione nel campo dello scudo, i diversi colori con cui questi si possono dipingere (rosso, azzurro, verde, nero) uniti ai due cosiddetti metalli (oro ed argento), dà luogo ad una immensa varietà di combinazioni.
La scelta di una figura piuttosto che un'altra, può essere dovuta ai motivi più disparati: a pura immaginazione per lo più, ma anche ad un fatto d'arme, alle qualità personali del proprietario, ad un evento importante, ad un episodio accidentale ora dimenticato e non più rintracciabile ecc.
Per la maggior parte degli scudi il motivo rimane ignoto a meno che non si tratti delle cosiddette armi parlanti, nelle quali gli oggetti rappresentati fanno allusione al nome della famiglia o al mestiere esercitato od a qualche evento storico. E qui si pone il problema del simbolismo in araldica. Esiste in realtà per questa scienza un linguaggio simbolico? In verità esso è solo frutto di credenze popolari o della fantasia degli araldisti classici (Menestrier, Ginanni) che hanno voluto attribuire un significato recondito ai vari colori o figure rappresentate sugli scudi. Il significato simbolico di animali come leoni, aquile, colombe è conosciuto da tutti, ugualmente per le stelle, le croci, i fiori, gli utensili ecc. E questo un simbolismo di tipo popolare: nessun significato esoterico quindi.
dpascale ha scritto:Ma le onzas, felini, non potrebbero far riferimento banalmente al lontano paese di origine degli architetti, ovvero Gatteo?
pierluigic ha scritto:.
L'enorme gamma di figure araldiche unita alla possibilità di cambiare la loro posizione nel campo dello scudo, i diversi colori con cui questi si possono dipingere (rosso, azzurro, verde, nero) uniti ai due cosiddetti metalli (oro ed argento), dà luogo ad una immensa varietà di combinazioni.
La scelta di una figura piuttosto che un'altra, può essere dovuta ai motivi più disparati: a pura immaginazione per lo più, ma anche ad un fatto d'arme, alle qualità personali del proprietario, ad un evento importante, ad un episodio accidentale ora dimenticato e non più rintracciabile ecc.
Per la maggior parte degli scudi il motivo rimane ignoto a meno che non si tratti delle cosiddette armi parlanti, nelle quali gli oggetti rappresentati fanno allusione al nome della famiglia o al mestiere esercitato od a qualche evento storico. E qui si pone il problema del simbolismo in araldica. Esiste in realtà per questa scienza un linguaggio simbolico? In verità esso è solo frutto di credenze popolari o della fantasia degli araldisti classici (Menestrier, Ginanni) che hanno voluto attribuire un significato recondito ai vari colori o figure rappresentate sugli scudi. Il significato simbolico di animali come leoni, aquile, colombe è conosciuto da tutti, ugualmente per le stelle, le croci, i fiori, gli utensili ecc. E questo un simbolismo di tipo popolare: nessun significato esoterico quindi.
TreccaniANTONELLI, Battista. - Nacque a Gatteo di Romagna da Girolamo e da Lucrezia Scuire; l'anno di nascita è ignoto. Fu fratello minore di Giovanni Battista, il più illustre di questa famiglia di architetti e tecnici militari. Chiamato in Spagna dal fratello, l'A. nel 1571 era alle dipendenze del maestro razionale del regno di Valencia, Vespasiano Gonzaga Colonna.
Dal suo testamento , datato 13 ottobre 1587 , sappiamo che nacque a Gatteo di Romagna e che era figlio di Girolamo Antonelli e Lucrecia Scuire .
Stupisce che lo stemma di Battista, un tempo presente sulla porta del Monte frumentario non sia mai stato descritto, ma solo citato nella cronaca del tempo.
pierluigic ha scritto:.
una storia veramente interessante ( come posso scaricare il file su yumpu ? )
Penso che il professor Mario Sartor possa metterla in contatto con la Spagna
Lei sa anche quando i cognomi entrano in uso a Gatteo e se quell'Antonelli e' gia un cognome o significa solo figlio di Antonello ?
e sa da che tipo di istituzioni era governata la comunita' . Talvolta anche modesti artigiani avevano uno stemma
Comunque le conoscenze matematiche, topografiche , idrauliche che doveva avere Juan Battista non erano proprio comuni e non facili a formarsi
Battista invece teoricamente potrebbe avere usato il prestito del fratello per i propri studi
Il cognome della madre , ammesso sia un cognome , e' un'incognita Potrebbe far pensare ad una provenienza estranea ( come dice lei cognome non romagnolo ) e quindi anche ipoteticamente ad un Gerolamo in movimento e ipoteticamente non secondario
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