Alessio Bruno Bedini ha scritto:In sostanza può fare che vuole anche stravolgendo usi e consuetudini millenari? Sempre in nome della modernità e del progresso si intende...
La parità fra i sessi è un’istanza accolta e recepita da una vasta normativa internazionale.
Basti solo citare la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (cosiddetta Carta di Nizza del 7/12/2000), perfezionata nella sua applicazione dal Trattato di Lisbona del 2009, che ha riaffermato il principio di uguaglianza tra uomini e donne, inserendolo tra i valori e gli obiettivi dell’Unione Europea, attribuendo a esso valore giuridico vincolante.
Gli oppositori alla decisione del Capo della Real Casa di Savoia, S.A.R. Principe Vittorio Emanuele non sembrano volersi rendete conto, che considerata la normazione suddetta e vista la sensibilità dei giorni d’oggi, la legge salica è chiaramente anacronistica e rappresenta una evidente discriminazione nei confronti delle donne.
Per sostenere la loro tesi i suddetti oppositori sono costretti ad appellarsi allo Statuto Albertino, vale a dire alla Costituzione emanata da Carlo Alberto di Savoia nel 1848, con ciò dimenticando totalmente che lo Statuto è stato cancellato nel 1948 dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
La decisione non stravolge dei principi tradizionali millenari perchè, come giustamente ricordato, la legge salica nel passato non vigeva presso importanti Case Regnanti ed è stata comunque gradualmente abolita.
La legge salica vale ancora nelle monarchie dei Paesi musulmani: Arabia Saudita, Marocco, Giordania, Bahrein, Brunei, Kuwait e Qatar, e quindi in paesi dove il rispetto dei diritti umani presenta una certa criticità.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.