NUOVO STEMMA DI MARCO FOPPOLI

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Messaggioda Karl von Blaas » martedì 20 dicembre 2005, 9:28

Il nuovo stemma di Mons. Merisi, mi piace, è ben fatto, armonioso ed elegante al colpo d'occhio, bello e originale nella sua composizione simbolica. La questione degli angoli mi sembra davvero il classico "pelo nell'uovo" soprattutto con quello che, come scrive Canonicus, ci è abitualmente dato a vedere. Chissà magari il disegnatore è persona "spigolosa" e questo si riflette nei suoi disegni, ma se il mio "occhio araldico" non mi inganna in quelle tante curve vedo invece l'intento di definire e valorizzare in modo armonioso tramite una targa verticale e stretta simboli "lunghi e scarni" come le spighe che solitamente negli scudi normali sono schiacciate e, in questo caso, con il capo, lo sarebbero state ancora di più. Tuttavia il gusto estetico è sempre cosa personale.

Trovo invece esagerato il commento che qui sopra si legge che "per qualche angolo in più" lo stemma in parola non sarebbe in linea con la "semplicità grafica" consigliata agli emblemi dei nuovi prelati, quasi che quel disegno ci offrisse una complessa targa barocca carica di orpelli e volute rococò. Lo stemma è chiaramente semplice e al contempo armonioso e bene ha fatto il commentatore della diocesi di Lodi a rilevarne la valenza positiva.
Karl von Blaas
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 20 dicembre 2005, 12:59

Gentili Signori,
concordo con il gentile Karl von Blaas. Seppur anche io avrei preferito qualche angolo in meno, trovo l'insieme armonioso e semplice, oltre che ricco di contenuti e araldicamente corretto, aspetto che al giorno d'oggi, soprattutto negli stemmi ecclesiastici, è molto raro. I miei complimenti quindi all'esperto Foppoli.
Cordiali saluti
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 20 dicembre 2005, 15:47

I complimenti al collega ed amico Marco sono unanimi, e fuori discussione.

Così come fuori discussione è il fatto che
...il gusto estetico è sempre cosa personale.

Per quello che può valere, al vecchio frate quello scudo così angoloso appare dissonante rispetto al resto: la forma oblunga (come giustamente è stato fatto notare) ben si adatta alla verticalità dei soggetti, il sovrabbondare di angoli invece contrasta con la "pulizia" dell'interno dello scudo.

Ed è ugualmente vero che un testa di cavallo più liscio e lineare non avrebbe affatto stonato nell'intera composizione.

Non si tratta di peli nelle uova, ma di valutazioni estetiche, dalle quali l'araldica (scienza dell'estetica per eccellenza) non può esimersi.

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Messaggioda Luca Marcarini » martedì 20 dicembre 2005, 19:17

Lo stemma di mons. Giuseppe Merisi è indubbiamente molto bello e carico di numerosi e particolari significati. Ho seguito passo a passo la sua invenzione da parte di Emanuele Colombo e la realizzazione grafica di Marco Foppoli che ha avuto la bontà di sottopormi, in tempo reale, le diverse stesure del disegno.
Il Vescovo, dal canto suo, pur avendo fornito alcuni "desiderata" in ordine al contenuto, ha dimostrato grande intelligenza e sensibilità affidandosi a degli esperti per la creazione del proprio stemma, non rendendosi così complice di quella diffusa brutalizzazione dell'araldica ecclesiastica che (a ragione) tanto dispera tutti gli appassionati della nostra scienza.
Mi spiace che frà Eusanio non sia d'accordo con il breve commento "ad usum delphini" dello stemma apparso a mia firma sul sito della Diocesi di Lodi. A mio parere la semplicità della realizzazione grafica voluta dalle direttive vaticane attiene (ritengo) più al contenuto dello scudo che alla forma di esso. Se infatti, incidentalmente, nella presente versione il profilo ha assunto una forma a testa di cavallo più o meno "angolata", in altre realizzazioni esso potrebbe invece tranquillamente adottare la tradizionale forma sannitica. La forma dello scudo, infatti, non è un elemento dello stemma. E, sebbene l'impressione complessiva possa essere influenzata anche da questa, lo stemma in sè è semplice o complicato, giusto o sbagliato per il suo contenuto (che non può mutare) e non per la forma dello scudo (che può invece tranquillamente essere variata a piacimento).
Da un punto di vista strettamente tecnico, inoltre, la scelta di restringere sinuosamente il campo, a mio modesto parere, elude magistralmente l' "horror vacui" che può creare in una parte di questo la presenza di una figura asimmetrica come il destrocherio. Nel disegno di Foppoli, infatti, le figure si incastrano alla perfezione nell'area dello scudo.
Un meritato plauso, pertanto, agli amici Emanuele e Marco che hanno donato alla prestigiosa ed antichissima serie araldica dei vescovi di Lodi un nuovo stemma che non sfigura accanto a quello dei predecessori di mons. Merisi. Il quale, in fatto di araldica, raccoglie la difficile eredità del vescovo emerito di Lodi Giacomo Capuzzi, il cui stemma era stato realizzato personalmente da mons. Bruno B. Heim.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 20 dicembre 2005, 20:19

Luca Marcarini ha scritto:Lo stemma di mons. Giuseppe Merisi è indubbiamente molto bello e carico di numerosi e particolari significati.

Vero. É uno stemma modernamente bello, e simbolicamente valido.

...(omissis)...Il Vescovo, dal canto suo, pur avendo fornito alcuni "desiderata" in ordine al contenuto, ha dimostrato grande intelligenza e sensibilità affidandosi a degli esperti per la creazione del proprio stemma, non rendendosi così complice di quella diffusa brutalizzazione dell'araldica ecclesiastica che (a ragione) tanto dispera tutti gli appassionati della nostra scienza.

Certo.

Mi spiace che frà Eusanio non sia d'accordo con il breve commento "ad usum delphini" dello stemma apparso a mia firma sul sito della Diocesi di Lodi.

No, attenzione!
In sè, il commento da te redatto trova pienamente d'accordo il vecchio frate.
Però l'accenno alla "...semplicità grafica...", secondo il gusto personale del vecchio frate (ripeto: secondo il gusto personale), contrasta con la forma dello scudo prescelto.


A mio parere la semplicità della realizzazione grafica voluta dalle direttive vaticane attiene (ritengo) più al contenuto dello scudo che alla forma di esso.

Certo...

Se infatti, incidentalmente, nella presente versione il profilo ha assunto una forma a testa di cavallo più o meno "angolata", in altre realizzazioni esso potrebbe invece tranquillamente adottare la tradizionale forma sannitica.

...esatto...

La forma dello scudo, infatti, non è un elemento dello stemma.

...com'è a tutti noto...

E, sebbene l'impressione complessiva possa essere influenzata anche da questa,

...ecco :P ! Hai colto in pieno il motivo per cui il gusto personale del vecchio frate (sottolineo: il gusto personale) trova "angoloso" codesto scudo.

lo stemma in sè è semplice o complicato, giusto o sbagliato per il suo contenuto (che non può mutare) e non per la forma dello scudo (che può invece tranquillamente essere variata a piacimento).

Appunto! Uno scudo di dimensioni identiche ma con meno "spigoli" non è detto che ci stesse poi così male...

Da un punto di vista strettamente tecnico, inoltre, la scelta di restringere sinuosamente il campo, a mio modesto parere, elude magistralmente l' "horror vacui" che può creare in una parte di questo la presenza di una figura asimmetrica come il destrocherio. Nel disegno di Foppoli, infatti, le figure si incastrano alla perfezione nell'area dello scudo.

Esatto! Questo è un particolare che va sottolineato con larga evidenza.

Un meritato plauso, pertanto, agli amici Emanuele e Marco che hanno donato alla prestigiosa ed antichissima serie araldica dei vescovi di Lodi un nuovo stemma che non sfigura accanto a quello dei predecessori di mons. Merisi.

...e a te per il tuo commento! :wink:

Il quale, in fatto di araldica, raccoglie la difficile eredità del vescovo emerito di Lodi Giacomo Capuzzi, il cui stemma era stato realizzato personalmente da mons. Bruno B. Heim.
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MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO

Messaggioda FML » mercoledì 21 dicembre 2005, 9:15

Leggendo il nome :shock: e ammirando il bello :2: stemma araldico di S.E. Mons. Giuseppe Merisi è impossibile non pensare, quasi per un riflesso incondizionato :roll: , all'illustrissimo genio dell'arte suo omonimo e, inoltre, conterraneo Michelangelo Merisi da Caravaggio. Cosa sappiamo relativamente allo stemma di questo portento dell'arte italiana e mondiale che fu anche Cavaliere di Malta?

F. :D
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Messaggioda eugubino » mercoledì 21 dicembre 2005, 11:36

Ma come avrà fatto Caravaggio a diventare cavaliere di Malta?
Con il suo carattere, il suo passato non proprio edificante ... boh!! :shock: :shock:
Forse i cavalieri non hanno indagato abbastanza...


Da qualche parte esisterà pure il suo casteggio di ammissione.
Lì ci saranno anche i riferimenti alla sua nobiltà (ma era nobile?), al suo stemma (ce l'aveva? forse in uno stemmario lombardo c'è l'arma dei Merisi), ai suoi quarti (chi erano i suo maggiori?).

C'è n'è abbastanza... :wink:



Qualche spunto preso in rete

da:
http://www.correrenelverde.it/storiadel ... vaggio.htm

In una mattina di giugno del 1606 Caravaggio viene sfidato alla pallacorda da Ranuccio Tomassoni da Terni, procuratore di prostitute per il Papa e per i Cardinali; la partita è vinta da Caravaggio ma ne nasce un tafferuglio che coinvolge anche i padrini dell’uno e gli amici dell’altro che, a quanto riferiscono le cronache, furono quelli che diedero origine al diverbio iniziale; Caravaggio brandisce la spada e trafigge per tre volte Ranuccio uccidendolo.

Caravaggio è condannato a morte in tutto il Regno pontificio e, per sfuggire alla condanna, scappa da Roma e si rifugia a Napoli – capitale del Regno delle due Sicilie e fuori dei confini papalini - nel palazzo del Principe di Zagarolo, Don Marzio Colonna.

Protetto dai Colonna, Caravaggio va a Malta ospite dei Cavalieri di Malta, quei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, un Ordine religioso che accoglieva i giovani nobili più turbolenti e scapestrati restituendo loro una sorta di immunità.

E’ di quel periodo la commissione del Ritratto di Alof de Wignacourt, Gran Maestro dell’Ordine Gerosolimitano; il quadro oggi si trova al Louvre.

Questo grande personaggio favorì in tutti modi l’artista concedendogli fin da subito tutti i privilegi riservati ai giovani aspiranti cavalieri, ma, come all’improvviso e senza conoscere la vera ragione Michelangelo Merisi si trovò nuovamente agli arresti nella "guva" (fossa profonda tre metri scavata nella roccia) del Forte di Sant’Angelo a Malta.

Unico indizio di questo nuovo arresto è contenuto nella nota di espulsione dall’Ordine dei Cavalieri che lo definisce membro "putridum et foetidum".

Come misteriosa è la causa dell’arresto, altrettanto misteriosa è la fuga dalla "guva", nel solo volgere di una settimana.

E’, quindi, costretto a tornare in Italia; si ferma prima a Napoli, poi a Messina, Siracusa e a Palermo; alla fine ritorna a Napoli dove chiede il perdono del Papa e per risposta gli arrivano, in un vicolo di notte, tre Cavalieri di Malta che gli danno la più tragica e vergognosa delle punizioni squarciandogli e deturpandogli il volto; sopravvive e riesce a raggiungere Porto Ercole dove gli arriva il perdono del Papa (forse perché Caravaggio gli ha donato un suo grandioso quadro che oggi si trova alla Galleria Borghese : "Davide con la testa di Golia" dove Golia con la testa mozzata è l’autoritratto di Caravaggio con le labbra semiaperte, gli occhi dolenti quasi imploranti il perdono del Papa?).

Per un’ennesima volta Caravaggio ritorna in carcere perché viene scambiato con un bandito tutto sfregiato in volto che, proprio in quei giorni, è evaso; sarà liberato solo più tardi con mille scuse ma ormai è troppo tardi Caravaggio è malato di malaria e la feluca che lui doveva prendere per uno dei suoi innumerevoli viaggi è ormai partita, cade bocconi sulla spiaggia e si dice che lì agonizzò; morì poco dopo in un ospedale, senza assistenza e senza conforti religiosi; era il 18 luglio 1610.

Del suo corpo non si seppe più nulla.

Tutta la sua vita sembra una leggenda.




da:
http://www.artonline.it/cronologia.asp?IDArtista=12

Michelangelo Merisi (Caravaggio) nasce il 29 settembre a Milano, dove si trovava il padre Fermo - capomastro nelle proprietà del marchese di Caravaggio - con la seconda moglie Lucia Aratori, entrambi nativi di Caravaggio, nei dintorni di Bergamo. La famiglia Merisi possedeva alcuni beni e godeva di un discreto reddito



Se il padre faceva il capomastro mi sa proprio che gli antenati di M.M. non erano affatto nobili e probabilmente erano anche privi di stemma.



Anche ipotesi da verificare...

http://www.gayroma.it/culture/cultura/c ... re2001.htm
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Messaggioda Cottoneum » mercoledì 21 dicembre 2005, 13:24

Caravaggio nasceva da famiglia nobile, ed era particolarmente dissoluto e violento: all'epoca l'Ordine di Malta faceva da protezione per i giovin signori particolarmente viziosi, esistono moltissime biografie del Caravaggio che accennano a quanto appena detto.
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CARAVAGGIO

Messaggioda FML » mercoledì 21 dicembre 2005, 13:29

Grazie gentile amico di Gubbio per le abbondanti notizie che ci ha fornito circa la figura di quel grande genio dell'arte che fu il Cav. Michelangelo Merisi. Sicuramente, come lei ci suggerisce, un presunto stemma del Caravaggio si potrebbe ricercare tra i documenti che furono presentati al suo Ordine cavalleresco, in occasione dell'istanza di ammissione al cavalierato stesso. Le vicende burrascose che contraddistinsero la vita dell'Artista, a mio avviso, hanno contribuito a renderne più "mitica" e affascinante la storia. L'assassinio di Ranuccio Tomassoni (di antica famiglia ternana!), squallido protettore di corrotti e prostitute di alto borgo, condizionò per tutto il corso della vita l'operato del Caravaggio che, dalla testimonianza di suoi conoscenti, manifestò più volte segni di pentimento a riguardo.

Aspetto ulteriori notizie dagli amici dello S.M.O.M.

F. :wink:
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 21 dicembre 2005, 14:52

Due cosette forse da non trascurare a proposito del Caravaggio:
1 - il cognome è Merisi o Amerighi;
2 - ha dipinto vari stemmi, forse uno anche per lui...

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Messaggioda Luca Marcarini » giovedì 22 dicembre 2005, 9:30

Michelangelo Merisi (o Amerighi, Merigi, Merisio ecc.) non discendeva da famiglia nobile. Il padre, come è stato giustamente ricordato, era una sorta di capomastro della famiglia dei marchesi di Caravaggio. Essi, peraltro, nutrirono sempre un manifesto affetto per i figli di questo loro dipendente, non facendo mai mancare a Michelangelo e ai suoi fratelli, nel corso della loro vita, aiuto e protezione. La famiglia del pittore non possedeva, quindi, uno stemma gentilizio né mi risulta che utilizzasse altro emblema araldico. Michelangelo fu ricevuto nell’Ordine di San Giovanni il 14 luglio del 1608 quale Cavaliere di Grazia, classe riservata ai non aristocratici e, pertanto, non dovette presentare alcuna prova relativa alla nobiltà dei suoi natali. Diedero invece qualche problema i suoi burrascosi trascorsi, tanto che il Gran Maestro rimise la questione a Roma. Ma una volta pervenuto il “nulla osta” di Paolo V, l’artista potè vestire, anche se per poco, l’abito della Sacra Religione. Nel mese di dicembre del 1608, infatti, dopo soli cinque mesi, egli veniva espulso dall’Ordine. Circa altri aspetti della vicenda, debbo dire che, personalmente, non mi trovo d’accordo con l’affermazione del sig. Cairo relativa al fatto che l’Ordine di Malta facesse “da protezione per i giovin signori particolarmente viziosi” che mi pare giudizio generalizzante e non rispondente alla verità storica, né precedente né contemporanea alla permanenza di Caravaggio sull’isola. Basterebbe, del resto, leggere una qualsiasi storia sull’Ordine ben fatta (ad esempio quella di Ernle Bradford) per comprendere quale fosse, anche a fronte di un certo mutamento nei costumi di vita dei cavalieri, la realtà melitense del XVI e XVII secolo.
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Messaggioda MMT » giovedì 22 dicembre 2005, 13:00

Probabilmente il Caravaggio venne preso sotto l'ala protettrice dell'Ordine di Malta e ammesso in una classe non nobiliare o come donato.
Non dimentichiamo che egli era in cerca di protezione, non dimentichiamo che il Gran Maestro era un sovrano, e colto.
Concludendo dico che se io fossi stato il 53° Gran Maestro e avessi conosciuto la fama del grande artista, non me lo sarei fatto scappare senza almeno farmi fare un ritratto offrendogli in cambio la mia protezione.

Saluti,
Michele

ps: all'epoca l'Ordine non era un ricettacolo alla stregua della Legione Straniera.
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Messaggioda Guido5 » giovedì 22 dicembre 2005, 13:37

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:se io fossi stato il 53° Gran Maestro e avessi conosciuto la fama del grande artista, non me lo sarei fatto scappare senza almeno farmi fare un ritratto


...hai ragione: infatti, che io sappia, di ritratti di Alof de Wignacourt, opera di Caravaggio, ne esistono non uno ma due, uno a Parigi (Louvre) e uno a Firenze (Galleria Palatina). Non ne riporto le immgini perché siamo già molto fuori tema.

Ciao a tutti!
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Messaggioda eugubino » giovedì 22 dicembre 2005, 15:44

Allora apriamo un topic nuovo!
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Messaggioda Cottoneum » giovedì 22 dicembre 2005, 16:23

Luca Marcarini ha scritto:Circa altri aspetti della vicenda, debbo dire che, personalmente, non mi trovo d’accordo con l’affermazione del sig. Cairo relativa al fatto che l’Ordine di Malta facesse “da protezione per i giovin signori particolarmente viziosi” che mi pare giudizio generalizzante e non rispondente alla verità storica, né precedente né contemporanea alla permanenza di Caravaggio sull’isola.


Chiedo scusa per essermi spiegato male, non intendevo fare una generalizzazione del genere, che sarebbe oltretutto falsa e grossolana.
Vi sono stati tuttavia episodi decisamente spiacevoli, quasi di manzoniana memoria, come nel caso di alcuni membri della famiglia Stanga, o altri signori lombardi che vestirono l'abito di Malta.
Di conseguenza, ritratto quanto detto, non essendo del tutto corretto.
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