Ormai è passato un anno dalla concessione della suprema "onorificenza" degli Hidalgos, che per me è importantissima in quanto a questa splendida associazione ho dedicato moltissimi anni della mia vita, imparando a conoscere bene il loro spirito, che è lo stesso che ho portato in tutte le associazioni delle quali in qualche modo controllo l’operato. Si, sono orgoglioso di essere l'ultimo dei 45 Benemeriti creati in 65 anni di storia (specie dopo che viene destinata anche ai vivi)
https://www.hidalgosdeespana.es/asociac ... nemeritos/ ; e uno dei rari italiani. Questa è la lista completa:
1) Carlo Mistruzzi di Frisinga, Principe di Petrastormina (autore del famoso Trattato di Diritto Nobiliare in 3 volumi, già segretario generale della Junta de Italia degli Hidalgos)
2) Frà Riccardo Mazzaccara di Celenza e Carlantino (Marchese) e vice presidente della Junta de Italia degli Hidalgos
3) Liliana Guastini Simoni de Cadenas (la prima moglie di Vicente de Cadenas y Vicent che ha supportato la nascita e la realizzazione di questa idea col suo personale sacrificio.
4) Giovanni Carbonelli, Barone di Letino (che fu presente all'atto di Cannes del 1900 e fondatore della Junta de Italia degli Hidalgos).
5) Luciano Moricca Caputo, Marchese della Petrella (così riconosciuto da SAR l'Infante Don Carlos, Duca di Calabria), una persona adamantina di una correttezza morale ed onestà unica e difficilmente imitabile che fu il primo italiano ad entrare nell'Asociacion de Hidalgos nel 1956 e della cui Junta de Italia fu il primo segretario della Junta de Italia.
6) Pier Felice degli Uberti Palermo, che è stato l'ultimo segretario generale della famosa Junta de Italia dell'Ascociaion de Hidalgos a fuero de España, così tanto odiata da certi amateur italiani della nobiltà che per le sue caratteristiche e per invidia che destava arrivarono persino a chiederne la "testa" in ambito CILANE, tanto che l'Asociacion de Hidalgos nel 2008 riformò gli statuti ed escluse per il futuro dall'Associazione i nobili stranieri (mantenendo ovviamente quelli che erano già entrati).
Pensate l’invidia che suscitavamo…: nel 1993 il Corpo della Nobiltà Italiana – CNI giunse persino, calpestando i nostri diritti (eravamo parte della CILANE) a proibirci la consegna a tutti i partecipanti alla CILANE di Milano del primo numero della nostra rivista Nobiltà!!!
Perché ci invidiavano tanto? In effetti la Junta de Italia aveva personalità giuridica, svolgeva un'alacre attività che dava fastidio ad altre associazioni similari perché noi consideravamo la nobiltà una dignità seria (durante la mia gestione e quella del Duca de Vargas Machuca, avevamo la possibilità di giudicare le prove nobiliari prive di riconoscimento pubblico o certificate da importante organizzazioni, ma noi ben conoscendo che questo mondo è pieno di tarocconi non volevamo responsabilità ed ammettevamo solo quelle famiglie riconosciute dal Libro d'oro della nobiltà italiana (Archivio Centrale dello Stato), quelle degli Elenchi Ufficiali (1921, 1933, 1934-36), quelle contenute nell'Elenco Storico della nobiltà italiana edito nel 1961 dal SMOM, membri con prove nobiliari del SMOM, e quando avevamo dubbi li accettavamo perché iscritti nel Corpo della Nobiltà Italia, attribuendo così ad altri eventuali responsabilità.
Ed aggiungo che, nonostante ci fosse un accordo fra l’Unione della Nobiltà d’Italia e gli Hidalgos in base al quale i membri dell’Unione della Nobiltà Italia (fondata nel 1986 con a quel tempo presidente Domenico Cavazzoni Pederzini) potevano entrare nell’Asociacion de Hidalgos per il semplice fatto di essere membri dell’Unione della Nobiltà Italiana, io non ho mai voluto applicare quell’accordo, pur essendo contemporaneamente Segretario Generale dell’Unione della Nobiltà d’Italia – UNI e Segretario Generale della Junta de Italia degli Hidalgos. Il mio modo di pensare all’interno dell’UNI sulle ammissioni era più aperto rispetto a quello degli Hidalgos: considerando che l’Italia era ed è una realtà dove la nobiltà non è riconosciuta, bisognava secondo me trovare delle soluzione che l’aprissero a nuova categorie di persone; e così l’UNI decise di accettare ad esempio anche i membri del Costantiniano se ammessi in categorie nobiliari. Ma i criteri di ammissione degli Hidalgos erano più tradizionali di quelli dell’UNI e così non ho mai voluto utilizzare questo accordo!
Oggi con il senno del poi sono felice che in questo modo abbiamo ereditato 52 anni di vita della Junta de Italia facendola confluire per fusione in Famiglie Storiche d’Italia (nata nel 2003 dalla trasformazione dell’Unione della Nobiltà Italiana fondata nel 1986). acquistando così una importante tradizione storica realmente legata alla realtà della nostra epoca (viviamo in un Paese dove la nobiltà non è più riconosciuta da 71 anni), e contemporaneamente aumentando la nostra libertà di gestione in un modo che non avevamo prima, con la bellezza di lavorare allo stesso livello assieme a quella che è oggi la Real Asociacion de Hidalgos dee España.
Concludo con una nota divertente, pensate che quando hanno visto il quadro che mi rappresenta certi miei “amici” hanno criticato il mio stemma che sembra sormontato dalla corona reale di Spagna, perché la loro ignoranza non gli permette di capire che è stato posto in quel modo perché la RAHE ha voluto che si vedesse oltre ai mandoppi che sono il simbolo dell’associazione che mi compete anche un'altra distinzione ottenuta durante il mio primo anno di associazione nel lontano 1983, ovvero le HOJAS de ROBLES, che sono sormontate proprio dalla corona reale di Spagna. Ora ditemi voi, cosa dovrei pensare di certa gente?
Grazie a tutti
Pier Felice degli Uberti