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- Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro
dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.
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Signore di Castello ha scritto:Cari Amici,
vedete, il SMOM è l'Ordine più prestigioso al mondo e le sue tradizioni aristocratiche sono radicate nella sua anima per cui stravolgerne i caratteri come da alcuni si auspica comporterebbe una sua riduzione a copia di altri Ordini militanti di base democratica.
Attualmente esistono alcuni Ordini equestri nei quali non vi è traccia di distinzione di ceto (in senso lato). Infatti, in quegli Ordini la classe dirigente può essere assunta senza restrizioni. Ebbene, la cosa migliore sarabbe lasciare il SMOM così com'è e accostarsi a quegli Ordini laddove con ottime capacità e tanta fortuna è possibile avere incarichi dirigenziali.
Ricordo una frase di circa 20 anni fà: "l'Ordine di Malta non fa gli uomini, sono gli uomini a fare l'Ordine di Malta"

“Macché punizione del Papa! Guam non è un confino” Intervista al Card. Raymond Leo Burke
sabato, 18 febbraio 2017
Il cardinale Raymond Leo Burke è il Patrono dell’Ordine di Malta. Da qualche giorno il porporato americano, 68 anni, considerato da molti un oppositore di Papa Francesco per via delle sue posizioni tradizionali, è stato inviato a 12.000 km da Roma, sull’Isola di Guam per indagare su un caso di pedofilia risalente agli anni 70. Secondo alcuni si tratta di una punizione del Pontefice nei confronti del cardinale, ma a quanto risulta a Stanze Vaticane – Tgcom24, il Papa è stato informato dell’incarico affidato al card. Burke dalla Congregazione per la Dottrina della Fede soltanto a cose fatte, quando il porporato era già sull’isola del Pacifico.
Cardinale Burke come nasce questa missione sull’Isola di Guam?
La missione è nata per una richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede che io servo quale preside del suo Tribunale Apostolico. Dovrò trattare una delicata causa ecclesiastica penale.
Perché è stato scelto lei?
Il Papa ha affidato la causa alla Congregazione, e la Congregazione ha proceduto secondo la giusta procedura a formare i membri del Tribunale. In ogni caso, penso di esser stato scelto in base ai miei studi di diritto canonico e la mia lunga esperienza con i processi ecclesiastici.
Quindi non è stato il Papa a chiederle di andare?
Il Papa non ha mai parlato con me di questo compito. Ho comunicato esclusivamente con i superiori della Congregazione per la Dottrina della Fede che è la procedura usuale in questi casi.
Quanto durerà questo incarico sull’Isola di Guam?
La parte della mia missione che si deve svolgere a Guam sarà prossimamente completata. Quanto tempo ci vuole per completare tutta l’istruzione della causa non è chiaro, ma spero di poter finire il lavoro prima dell’estate.
In tanti hanno detto che si tratta di una “punizione” del Papa perché lei è un oppositore. È così?
No, non vedo questa missione come una punizione del Papa e certamente non la sto vivendo come una punizione! È normale per un Cardinale, secondo la sua preparazione e disponibilità, di ricevere speciali incarichi per il bene della Chiesa. Non sono stato sorpreso dalla richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede e ho accettato, conscio della grave responsabilità che comportava, ma senza nessun pensiero di altre motivazioni da parte di Papa Francesco o dalla Congregazione.
(Fabio Marchese Ragona)

Dal Vaticano, 15 febbraio 2017
Cari Fratelli e Sorelle,
a distanza di pochi giorni dalla mia nomina a Delegato speciale del Santo Padre presso il vostro Ordine, desidero rivolgere a ciascuno di voi una cordiale parola di saluto. Mi preme, in primo luogo, portare la benedizione del Papa e l’assicurazione che Egli ha a cuore il bene dell’Ordine, la sua pace, il suo rinnovamento spirituale e che, per questo, prega intensamente.
Dal giorno in cui il Santo Padre mi ha conferito l’incarico ho cercato di esservi vicino con la preghiera e con una conoscenza più approfondita della vostra storia e della vostra attuale presenza nel mondo. Non si può non rimanere positivamente impressionati di fronte alla vostra testimonianza di carità che è brillata nello scorrere del tempo sin dalla vostra fondazione.
È noto che, nel corso dei secoli, il Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta ha svolto un inestimabile lavoro nella sua missione ospedaliera, nelle sue numerosissime attività umanitarie, nel suo ammirevole aiuto ai rifugiati e ai migranti, nei suoi interventi tempestivi dopo le catastrofi naturali, nell’efficace prevenzione della diffusione delle epidemie, nell’assistenza sociale improntata alla protezione dei più deboli. Le multiformi dimensioni, che ne hanno caratterizzato e ne caratterizzano la sua missione in difesa della dignità umana, rappresentano il più grande patrimonio dell’Ordine melitense, patrimonio che va tutelato e sviluppato.
Di fronte a tanto vostro ben operare trova puntuale applicazione l’espressione della Carta Costituzionale dell’Ordine che così ne riassume il fine: «Promuovere la gloria di Dio mediante la santificazione dei Membri, il servizio alla Fede e al Santo Padre e l’aiuto al prossimo».
Sono convinto che “il dare e promuovere gloria a Dio” debba essere la stella polare del nostro agire e l’unica giustificazione dell’essere membri dell’Ordine di Malta. Ciascuno è pertanto invitato, qualunque sia il suo grado di appartenenza all’Ordine, a mettere Dio al primo posto nella vita personale e sociale. Da tale primato derivano gli atteggiamenti che più ci possono giovare: la conversione sincera del nostro cuore; l’impegno a chiederci se ogni nostra azione è orientata a rendere gloria a Dio; l’esame di coscienza personale e comunitario per verificare se siamo capaci di posporre gli interessi personali o di gruppo, affinché prevalga il bene superiore dell’Ordine.
Il mio impegno, che si svolge in stretta collaborazione con S.E. il Ven. Balì Ludwig Hoffmann von Rumerstein, Luogotenente Interinale, desidera avvalersi della cooperazione di tutti ed è finalizzato, come mi chiede il Santo Padre, alla promozione della concordia tra le componenti religiose, clericali e laicali dell’Ordine.
Mi prefiggo, pertanto, come obiettivo primario, di instaurare un dialogo costruttivo fra tutti i membri affinché possano emergere i problemi da risolvere e si possano individuare le soluzioni per far fronte alla presente situazione in un clima di serenità e di fattiva collaborazione.
A tale scopo, non mancherò di valutare con l’Ecc.mo Luogotenente le opportune iniziative da intraprendere e di cui sarà mia premura rendervi partecipi.
Nel comunicarvi questi miei sentimenti e propositi, vi ringrazio per il vostro sostegno nella preghiera e invito tutti a rafforzare il reciproco e concorde affidamento al Signore, per intercessione della Vergine Maria e del Beato Gerardo, vostro fondatore.
Angelo Becciu
Delegato speciale
Cardinal Burke Firmly Rejects Account by Order of Malta’s Acting Head
Posted by Edward Pentin on Saturday Feb 18th, 2017 at 4:31 PM
The Cardinal Patron of the Order says he is “stunned” by Von Rumerstein’s account of Albrecht von Boeselager's dismissal and considers it “a calumny”; also gives interview detailing his recent visit to Guam.
Cardinal Raymond Burke has firmly rejected an account given by the acting head of the Sovereign Military Order of Malta who said in an interview this week that the cardinal, and not the Order's Grand Master, was the one who asked its Grand Chancellor to resign in December.
Here below are Cardinal Burke’s remarks in response to the account given by Fra' Ludwig Hoffmann von Rumerstein, who is reportedly suffering from ill health and not in possession of all his faculties:
“The account given by Fra’ Ludwig Hoffmann von Rumerstein is not accurate. I had no authority to ask the Grand Chancellor to resign. I simply stated that the person who knowingly permitted the distribution of contraceptives in the Order’s works should take responsibility, and then the Grand Master once again asked the Grand Chancellor to resign which he refused to do. Then the Grand Master proceeded to his dismissal without my involvement at all. The account of the Grand Master and myself stands.
To be frank, I am stunned by what Hoffmann von Rumerstein states in the article. I consider it a calumny.”
More on this story to follow next week.
***
Meanwhile, Cardinal Burke has given an interview to Italian television, giving details of his visit to Guam this week where he has been acting as presiding judge over clerical sex abuse case dating back to the 1970s.
In the brief interview, the patron of the Order of Malta said the Congregation for the Doctrine of the Faith sent him on the mission as he serves as president of the Congregation’s apostolic tribunal, and that he has known about the assignment since last October.
The cardinal said his duty was to “deal with a delicate ecclesiastical penal trial”, and that the Pope had “never spoken to me about this task.” He added that he “dealt exclusively” with superiors of the CDF “which is the usual procedure in such cases.”
He further explained that the Pope had “entrusted the case to the Congregation, and the Congregation had proceeded according to the standard procedure for training the members of the Court.”
“In any case,”, he continued, “I think I’ve been chosen based on my study of canon law and my long experience in ecclesiastical trials.”
Earlier this week, the Vatican issued a statement saying the CDF constituted the tribunal on Oct. 5 2016. The tribunal is “autonomous and its work is separate from the Congregation,” the Vatican said, adding that in addition to Cardinal Burke as presiding judge, four other bishops are serving as judges on the case.
Asked how long the assignment will last, the cardinal said it will soon be completed (sources have told the Register this part of the assignment finished today). He added “it’s not clear” how long it will take to complete the entire case, but he hopes to “finish the job before the summer.”
When journalist Fabio Marchese Ragona asked if it was “punishment” from the Pope because he has questioned some of the Holy Father’s actions, the cardinal said: “No, I do not see this mission as a punishment of the Pope and certainly I’m not living it as a punishment!”
He said it is “normal for a cardinal, according to their preparedness and availability, to receive special assignments for the good of the Church.” He added he was “not surprised” by the CDF’s request and he accepted it, “conscious of the heavy responsibility that it involves, but without any thought of other motivations on the part of Pope Francis or the Congregation.”


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