Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 30 settembre 2016, 14:20

Robert Capa, la guerra l'ha vista per davvero, sbarcando in Normandia assieme alle ondate di truppe, sotto un fuoco infernale, armato solo della sua Contax-II

La foto qui postata, è del marzo '45, quando il Nostro si stava imbarcando per lanciarsi sulla Germania, assieme ad altre punte avanzate di truppe USA. Sopra al paracadute d'emergenza, si intravvede la fotocamera Rolleiflex.

Sarebbe poi caduto, ucciso da una mina antiuomo nel 1954, durante la Guerra d'Indocina.

Scusate l'OT...
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 30 settembre 2016, 14:24

Giornalisti civili USA embedded con le truppe americane:
Immagine
Tu li sapresti riconoscere che sono dei civili al seguito dei militari?
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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda nicolad72 » venerdì 30 settembre 2016, 14:32

conosciamo gnr da tanto tempo... cerca le eccezioni per farle divenire regole...

Tom, reputo tu abbia dedicato fin troppo tempo a discutere con lui...
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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda Andrew Martin Garvey » venerdì 30 settembre 2016, 15:02

Per quanto concerne il riconoscimento, mi sembra che sulla sinistra vi sia un militare e in piedi sulla destra vi è un un altro militare: anzi sono sicuramente militari perché armati. Il giornalista è forse colui che sta lavorando ad uno pezzo giornalistico al computer? Oppure è un militare che sta usando il computer per mandare coordinati al suo comando o facendo qualche altra attività militare? In mezzo dietro non si capisce se è un giornalista o un militare.
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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 30 settembre 2016, 15:05

L'articolo da cui è tratta la foto non specifica quale dei 4 sia il giornalista. Ma la questione è più in generale: spesso capita che al fronte i civili al seguito delle Forze Armate indossino abbigliamento militare per necessità operative senza per questo essere dei militari.
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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda gnr56 » venerdì 30 settembre 2016, 16:17

Ho scritto che dipende dalle situazioni.

Che cosa descrive l'articolo che accompagna la foto pubblicata da Tomaso?

To become an embedded journalist, these reporters signed contracts with the military. This agreement put limits on what could or could not be reported on

e precisa ulteriormente

These guidelines stipulated that embedded reporters would live, work and travel as part of the units with which they were embedded to provide in-depth war coverage, and that stories must be factual, whether good or bad.

Se sei parte dell'unità, ti vestirai come l'unità si veste. Siamo nell'esercito americano, una realtà diversa dalla nostra dove un giornalista embedded solitamente non si veste da militare, al massimo potrà indossarne qualche capo. In passato, invece, il corrispondente di guerra italiano si vestiva, specie nella I GM e nella 2 GM, come un militare.


Immagine

Guelfo Civinini, inviato di guerra per il Corriere della Sera.

In questa foto la troupe non è vestita da militare

Immagine
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Re: 7 ottobre 2016 - Torino - Mostra Corpo Militare EI-ACISM

Messaggioda gnr56 » venerdì 30 settembre 2016, 16:59

Art. 26

Sono parificati al personale indicato nell'articolo 24, il personale delle Società nazionali della Croce Rossa e quello delle altre società volontarie di soccorso, debitamente riconosciute e autorizzate dal loro Governo, che sia adibito a funzioni analoghe a quelle esercitate dal personale indicato nel suddetto articolo, a condizione che il personale di queste società sia sottoposto alle leggi e ai regolamenti militari.



Accettato che si può essere dei civili sottoposti alle leggi e regolamenti militari, che si possa o no indossare abiti militari senza essere militari, che non si debba necessariamente essere solo della CR o dello Smom per intervenire in un coflitto in applicazione alla I Convenzione di Ginevra, la mostra di Torino pone un interrogativo.

Hanno ancora senso i due Corpi Militari ausiliari di sanità in Italia?
L'essere "militari" che vantaggio ha e dà alle FF.AA. e al Paese?
Potrebbero fare quel che fanno senza avere lo status militare ma da corpi civili seppur militarmente organizzati?

(per inciso, ho chiamato SMD Pubblica Informazione e mi confermano che i giornalisti italiani embedeed non si vestono da militari in nessuna occasione, al più e per sola protezione usano giubbotti antiframmentazione o elmetti o altre protezioni balistiche)
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 30 settembre 2016, 17:15

Cari amici ho diviso la discussione viewtopic.php?f=5&t=20890 lasciando la parte dedicata alla mostra sul corpo Militare SMOM nella sezione eventi e spostando la parte sul corpo militare CRI in Piazza Principale.
Buon proseguimento.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda gnr56 » venerdì 30 settembre 2016, 18:16

Sarebbe più corretto intitolare la discussione come "i Corpi Militari ausiliari di Sanità italiani unici casi internazionali"

Entrambi corpi militari speciali di sanità militare, la loro formazione ha il fondamento nell'attuazione della I Convenzione di Ginevra (art.24,25 e 26), lo stesso periodo storico il 1866 per il CMV - ricorre quest'anno il 150° di fondazione, celebrato in Firenze, poichè quando si costituì era Capitale d'Italia- e per il CM SMOM il 1875, il costituirsi nell'ambito del Diritto militare italiano e nel rapporto con l'ausiliarietà alle FF.AA. l'uno e all'Esercito l'altro.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda Romegas » venerdì 30 settembre 2016, 18:34

Penso che il titolo sia giusto così. Lo SMOM è come uno stato, quindi stipula accordi alla pari con gli altri stati. La Croce Rossa è un organismo internazionale ed in Italia fino al 2012 era para-statale, quindi parte integrante di esso.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda gnr56 » venerdì 30 settembre 2016, 19:08

Non dovrebbe essere in discussione il nesso giuridico tra l'essere lo Smom un soggetto di diritto internazionale, privo del requisito della territorialità, e il Corpo Militare dello SMOM che si costituisce per volontà dell''Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, ente pubblico di diritto melitense, come per la Croce Rossa Italiana l'essere una Associazione privata di interesse pubblico e il suo Corpo Militare ma, sulla base del Diritto Internazionale Umanitario e del Diritto Militare italiano, il costituirsi e l'essere in vita di questi due Corpi che costituiscono un unicum a livello internazionale.

Infatti, come le altre Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa non hanno dato vita a Corpi Militari di Croce Rossa nazionali (la Spagna lo ha abolito nel 1985) così le altre Associazioni nazionali dello SMOM non hanno dato vita a Corpi Militari dello Smom nelle loro rispettive Nazioni.

In questo sta l'unicità della situazione italiana e materia di discussione e approfondimento.
Ultima modifica di gnr56 il venerdì 30 settembre 2016, 19:24, modificato 4 volte in totale.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda gnr56 » venerdì 30 settembre 2016, 19:18

Lettura interessante, se i giuristi del forum la potessero commentare

I Magistrati non possono far parte del CM del Sovrano Ordine di Malta

http://www.ilquotidianodellapa.it/_cont ... 07963.html

un ulteriore contributo

http://www.sicurezzacgs.it/magistrati-n ... ine-malta/
Ultima modifica di gnr56 il venerdì 30 settembre 2016, 19:22, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 30 settembre 2016, 19:21

Grazie Alessio per aver creato una discussione apposita perché la tematica è molto interessante.

Siamo passati dal ritenere requisito quasi essenziale la militarizzazione dei volontari della Croce Rossa e delle associazioni umanitarie operanti con le Forze Armate al comprendere che né le Convenzioni di Ginevra né la maggioranza degli Stati mondiali richiede tale ordinamento. Al momento, per quanto abbiamo potuto appurare, sembrerebbe che solo l'Italia abbia militarizzato i volontari dei due grandi Enti che supportano sanitariamente le Forze Armate cioè CRI e ACISMOM. Sarebbe interessante riuscire ad appurare se esistono altri stati con Corpi Militari della Croce Rossa o di altri enti umanitari.
A questo punto le domande sono essenzialmente due.

    [1] Perchè l'Italia ha sentito l'esigenza di militarizzare i volontari di tali due Enti?
    [2] Oggi vi è ancora tale necessità? Quale apporto conferisce la militarizzazione di tali volontari?

1) La prima domanda deve essere contestualizzata alla fine dell'800, in un'Italia dove le Forze Armate erano in prima linea sia all'estero nelle varie guerre sia in Patria a supporto della popolazione nelle calamità naturali (non esisteva o quasi la protezione civile e per qualsiasi necessità interveniva l'Esercito), ma anche nella vita quotidiana; uno Stato dove molto era militare o "para-militare".
Ovvio quindi che volendo impiegare dei volontari a supporto della Sanità militare che, visti i numeri dei militari e visti i molteplici campi in cui erano impiegati, aveva difficoltà a gestire adeguatamente tutto e tutti, la loro militarizzazione fosse una scelta molto logica. Si aveva quindi a disposizione del personale aggiuntivo, già addestrato secondo i canoni militari, che conosceva i protocolli militari, che era militare a tutti gli effetti e quindi la collaborazione tra i due Enti (Associazione e Forze Armate) era più semplice.
Bisognerebbe capire però perchè altri Stati non adottarono comunque tale sistema. Un conto gli USA che forse non fanno testo avendo sempre diviso in modo molto netto l'ambiente civile da quello militare, ma altri Stati come la Francia, il Regno Unito, la Germania, l'Impero Austro-Ungarico... mi pare che non militarizzarono i volontari della Croce Rossa e di altre organizzazioni umanitarie, ma al massimo li equipararono ai militari (sulla scia di quanto fa la Svizzera odierna o le Crocerossine Italiane). Ma questa è una domanda che richiede il contributo di esperti di tali Stati dato che non conosco come si organizzarono all'epoca.

2) La questione riguardante l'utilità odierna di tali Corpi è invece più "politica". Se infatti è abbastanza logica la militarizzazione dei volontari della Croce Rossa e dell'Acismom in un'Italia di fine '800 e inizio '900, per le esigenze sociali e militari dell'epoca, oggi come oggi tale necessità è meno presente.
Infatti le Forze Armate hanno meno uomini rispetto al passatoe gli interventi di guerra sono minori, coinvolgono molti meno uomini, sono più circoscritti, richiedono altissima professionalità e di conseguenza la sanità militare è in grado di soddisfare tali esigenze militari senza più necessitare di quel gran numero di personale che la Croce Rossa e l'ACISMOM fornirono fino al secondo dopoguerra.
Anche in Patria per le calamità naturali ormai la Protezione Civile è sempre più rodata e competente, le associazioni di volontariato e sanitarie sempre più professionali ed equipaggiate e l'impiego dell'Esercito, salvo i primissimi giorni dell'evento catastrofico in cui interviene per ristabilire le necessità di base, lascia poi sempre più spesso il campo ai civili nel "dopo evento" e nella ricostruzione.
A questo punto, come giustamente chiede GNR, servono ancora i Corpi Militari CRI e ACISMOM? O non sarebbe uguale impiegare per le calamità naturali dei corpi di soccorso civili (lo SMOM Italia ha il CISOM ad esempio) e per l'ambito militare eventualmente sfruttare meglio la riserva selezionata con medici e infermieri richiamati in base alle esigenze?
La mia risposta, per quanto difficile vista la grande stima che ho per entrambi i Corpi, è "forse sì"! Lo ripeto, ho grande stima per quanto hanno fatto in passato e anche per quanto hanno fatto in epoca contemporanea. Basti ricordare anche solo gli ultimi terremoti in cui sia la CRI sia l'ACISMOM sono intervenuti prontamente (il Corpo Militare ACISMOM fu forse il primo a montare la tenda comando nel centro dell'Aquila alle 6 del mattino dell'avvenuto terremoto). Però bisogna essere pragmatici: ha senso mantenere una struttura che, oggi come oggi, forse per il suo essere militare, è rallentata nell'operare dovendo richiedere mille autorizzazioni gerarchiche, rispetto alla snellezza delle associazioni civili che operano ormai da decenni nel campo del soccorso con notevoli capacità e professionalità? Esempio banale ma che aiuta a comprendere. La Marina Militare si è appoggiata inizialmente al CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, quindi civile) per l'assistenza sanitaria sulle sue imbarcazioni a favore degli eventuali naufraghi recuperati. Eppure c'era il Corpo Militare Acismom o Cri a disposizione, perché scegliere un corpo civile? Questo fa comprendere come oggi i civili possono rapportarsi e operare con i militare senza necessità di militarizzarli. O, altro esempio, il Cisom ha fornito assistenza sanitaria al poligono della Finanza piemontese per diverso tempo (eppure, anche in questo caso, potevano usare i due Corpi militari).

Ultimo piccolo appunto. Non deve passare la falsa idea che il Corpo Militare ACISMOM sia una sorta di "Esercito dello SMOM", perchè non è assolutamente così. E' composto dai volontari dell'ACISMOM (che, ricordo, non è l'Ordine di Malta inteso come Stato, ma un'associazione dello SMOM) che sono cittadini italiani richiamati in servizio dall'Esercito, quindi, davvero, evitiamo di tirare in ballo l'Ordine di Malta come Stato e altre assurdità del genere.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda Romegas » venerdì 30 settembre 2016, 19:33

Nessuno dice che il CM SMOM è l'esercito del medesimo ordine, io non l'ho mai detto. Hodetto solo che quando è stata siglata la recente convenzione con il Ministero della Difesa, era presente anche il Gran Cancelliere SMOM per la firma, e cosa vuol dire questo? Semplice, che l'accordo è tra due stati alla pari e che l'ACISMOM è un ente periferico del medesimo ordine.
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Re: Il corpo militare CRI come unico caso internazionale

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 30 settembre 2016, 19:46

Nella stipula dell'ultima convenzione dedicata al Corpo Militare Acismom, il testo tratta sempre e solo di "Associazione dei Cavalieri Italiani..." e mai dell'Ordine di Malta come Stato.
In secondo luogo il Gran Cancelliere è sempre indicato come rappresentante dell'Associazione e non dell'Ordine di Malta inteso come Stato, infatti la firma a fine della Convenzione lo indica come "Associazione dei Cavalieri...." e non come Ordine di Malta e quindi dello Stato.

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