Grazie Alessio per aver creato una discussione apposita perché la tematica è molto interessante.
Siamo passati dal ritenere requisito quasi essenziale la militarizzazione dei volontari della Croce Rossa e delle associazioni umanitarie operanti con le Forze Armate al comprendere che né le Convenzioni di Ginevra né la maggioranza degli Stati mondiali richiede tale ordinamento. Al momento, per quanto abbiamo potuto appurare, sembrerebbe che solo l'Italia abbia militarizzato i volontari dei due grandi Enti che supportano sanitariamente le Forze Armate cioè CRI e ACISMOM. Sarebbe interessante riuscire ad appurare se esistono altri stati con Corpi Militari della Croce Rossa o di altri enti umanitari.
A questo punto le domande sono essenzialmente due.
[1] Perchè l'Italia ha sentito l'esigenza di militarizzare i volontari di tali due Enti?
[2] Oggi vi è ancora tale necessità? Quale apporto conferisce la militarizzazione di tali volontari?
1)
La prima domanda deve essere contestualizzata alla fine dell'800, in un'Italia dove le Forze Armate erano in prima linea sia all'estero nelle varie guerre sia in Patria a supporto della popolazione nelle calamità naturali (non esisteva o quasi la protezione civile e per qualsiasi necessità interveniva l'Esercito), ma anche nella vita quotidiana; uno Stato dove molto era militare o "para-militare".
Ovvio quindi che volendo impiegare dei volontari a supporto della Sanità militare che, visti i numeri dei militari e visti i molteplici campi in cui erano impiegati, aveva difficoltà a gestire adeguatamente tutto e tutti, la loro militarizzazione fosse una scelta molto logica. Si aveva quindi a disposizione del personale aggiuntivo, già addestrato secondo i canoni militari, che conosceva i protocolli militari, che era militare a tutti gli effetti e quindi la collaborazione tra i due Enti (Associazione e Forze Armate) era più semplice.
Bisognerebbe capire però perchè altri Stati non adottarono comunque tale sistema. Un conto gli USA che forse non fanno testo avendo sempre diviso in modo molto netto l'ambiente civile da quello militare, ma altri Stati come la Francia, il Regno Unito, la Germania, l'Impero Austro-Ungarico... mi pare che non militarizzarono i volontari della Croce Rossa e di altre organizzazioni umanitarie, ma al massimo li equipararono ai militari (sulla scia di quanto fa la Svizzera odierna o le Crocerossine Italiane). Ma questa è una domanda che richiede il contributo di esperti di tali Stati dato che non conosco come si organizzarono all'epoca.
2)
La questione riguardante l'utilità odierna di tali Corpi è invece più "politica". Se infatti è abbastanza logica la militarizzazione dei volontari della Croce Rossa e dell'Acismom in un'Italia di fine '800 e inizio '900, per le esigenze sociali e militari dell'epoca, oggi come oggi tale necessità è meno presente.
Infatti le Forze Armate hanno meno uomini rispetto al passatoe gli interventi di guerra sono minori, coinvolgono molti meno uomini, sono più circoscritti, richiedono altissima professionalità e di conseguenza la sanità militare è in grado di soddisfare tali esigenze militari senza più necessitare di quel gran numero di personale che la Croce Rossa e l'ACISMOM fornirono fino al secondo dopoguerra.
Anche in Patria per le calamità naturali ormai la Protezione Civile è sempre più rodata e competente, le associazioni di volontariato e sanitarie sempre più professionali ed equipaggiate e l'impiego dell'Esercito, salvo i primissimi giorni dell'evento catastrofico in cui interviene per ristabilire le necessità di base, lascia poi sempre più spesso il campo ai civili nel "dopo evento" e nella ricostruzione.
A questo punto, come giustamente chiede GNR, servono ancora i Corpi Militari CRI e ACISMOM? O non sarebbe uguale impiegare per le calamità naturali dei corpi di soccorso civili (lo SMOM Italia ha il CISOM ad esempio) e per l'ambito militare eventualmente sfruttare meglio la riserva selezionata con medici e infermieri richiamati in base alle esigenze?
La mia risposta, per quanto difficile vista la grande stima che ho per entrambi i Corpi, è "forse sì"! Lo ripeto, ho grande stima per quanto hanno fatto in passato e anche per quanto hanno fatto in epoca contemporanea. Basti ricordare anche solo gli ultimi terremoti in cui sia la CRI sia l'ACISMOM sono intervenuti prontamente (il Corpo Militare ACISMOM fu forse il primo a montare la tenda comando nel centro dell'Aquila alle 6 del mattino dell'avvenuto terremoto). Però bisogna essere pragmatici: ha senso mantenere una struttura che, oggi come oggi, forse per il suo essere militare, è rallentata nell'operare dovendo richiedere mille autorizzazioni gerarchiche, rispetto alla snellezza delle associazioni civili che operano ormai da decenni nel campo del soccorso con notevoli capacità e professionalità? Esempio banale ma che aiuta a comprendere. La Marina Militare si è appoggiata inizialmente al CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta, quindi civile) per l'assistenza sanitaria sulle sue imbarcazioni a favore degli eventuali naufraghi recuperati. Eppure c'era il Corpo Militare Acismom o Cri a disposizione, perché scegliere un corpo civile? Questo fa comprendere come oggi i civili possono rapportarsi e operare con i militare senza necessità di militarizzarli. O, altro esempio, il Cisom ha fornito assistenza sanitaria al poligono della Finanza piemontese per diverso tempo (eppure, anche in questo caso, potevano usare i due Corpi militari).
Ultimo piccolo appunto. Non deve passare la falsa idea che il Corpo Militare ACISMOM sia una sorta di "Esercito dello SMOM", perchè non è assolutamente così. E' composto dai volontari dell'ACISMOM (che, ricordo, non è l'Ordine di Malta inteso come Stato, ma un'associazione dello SMOM) che sono cittadini italiani richiamati in servizio dall'Esercito, quindi, davvero, evitiamo di tirare in ballo l'Ordine di Malta come Stato e altre assurdità del genere.