Rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie - anni 1820

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Rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie - anni 1820

Messaggioda gmastrota88 » venerdì 8 luglio 2016, 12:57

Ciao a tutti,
vorrei approfondire il concetto di rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie (in particolare nei primi anni venti del XIX sec., essendo i dati in mio possesso relativi a quel periodo). I miei quesiti sono se sia possibile ricavare una stima dell'estensione dei terreni dalla rendita e quali cifre sono ascrivibili a piccole proprietà, quali a medie e quali a proprietà più ingenti: in breve vorrei dare un significato pratico a questo concetto, in termini di valore reale.

I casi specifici da me incontrati presentano rendite da 650, 1000 e 3500 ducati annui, i terreni relativi alle rendite si trovano, a seconda dei casi, tra Campania, Calabria e Molise.

L'ultimo caso è il più pittoresco, visto che l'individuo titolare della rendita, dichiarò, in sede di contrattazione matrimoniale, la rendita di 3500 ducati (a fronte di una dote di 12,000 duc., che è molto o poco??), ed il padre della sposa diede il consenso al matrimonio, ma in seguito dichiarò di aver scoperto che la rendita dichiarata era falsa (secondo le sue stime ammontava a 1200 ducati, che dunque immagino essere poco) e revocò il permesso di matrimonio scatenando una causa legale (che lo vide perdente: la rendita più alta era vera, ma c'erano svariate pendenze e debiti che non la rendevano effettiva).

Saluti
gmastrota88
 
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Re: Rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie - anni 182

Messaggioda petecciano » sabato 23 luglio 2016, 1:06

La rendita catastale dell'epoca era molto vicina alla reale ( differentemente da quanto avviene oggi). Se non vado errato per poter accedere al maggiorasco, negli stessi anni, bisognava dimostrare di possedere una rendita di 2000 duc ( circa) per fondare il maggiorasco e di ulteriori 2000 da destinare ai figli esclusi dal maggiorasco. La rendita poteva anche derivare da censi e canoni ( quindi da crediti assistiti da diritti reali sui terreni) . Orientativamente 3000 duc di rendita corrispondeva a circa 3000 tomolate ( 4032 mq) di terreno ...di media qualità e con piantagioni non specializzate. 3000 tomolate corrispondono a circa 1200 ha. Sempre orientativamente ( è ovvio che per i terreni fortemente montani , abbassandosi la rendita ....saliva l'estensione.Per una conversione del valore del ducato ci sono le apposite tabelle e calcoli anche in questo sito.
Si tratta, comunque di cifre alte ( considerato che il potere di acquisto di un ducato/oro è pari a quello di 50 euro odierni)
petecciano
 
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Re: Rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie - anni 182

Messaggioda gmastrota88 » sabato 23 luglio 2016, 10:52

Grazie mille della risposta,
ho dato un`occhiata, in questi giorni, al valore del ducato all`epoca, attraverso vari indicatori, in particolare alla consistenza degli stipendi annui di varie figure professionali (es.: Impegato Banco di Napoli: 360 ducati, Prof. Univ.: 480 ducati, Colonnello: 1100 ducati, etc.), dal che dedurrei che queste rendite vadano ascritte ad una fascia medio-alta dei 650 ducati ed ad una alta-molto alta dei 3500.
Per quanto riguarda l`estensione, a quanto ho capito, si tratta di centinaia se non migliaia di ettari di terra a coltivazione di media qualità, che Lei sappia c`è un modo per risalire alla cifra esatta (moltiplicatori e simili?), oppure per scoprire effettivamente quali terreni fossero, attraverso chessó un elenco dei proprietari, un catasto, etc.?

Grazie ancora e saluti
gmastrota88
 
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Re: Rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie - anni 182

Messaggioda petecciano » sabato 23 luglio 2016, 23:06

gmastrota88 ha scritto:Grazie mille della risposta,
ho dato un`occhiata, in questi giorni, al valore del ducato all`epoca, attraverso vari indicatori, in particolare alla consistenza degli stipendi annui di varie figure professionali (es.: Impegato Banco di Napoli: 360 ducati, Prof. Univ.: 480 ducati, Colonnello: 1100 ducati, etc.), dal che dedurrei che queste rendite vadano ascritte ad una fascia medio-alta dei 650 ducati ed ad una alta-molto alta dei 3500.
Per quanto riguarda l`estensione, a quanto ho capito, si tratta di centinaia se non migliaia di ettari di terra a coltivazione di media qualità, che Lei sappia c`è un modo per risalire alla cifra esatta (moltiplicatori e simili?), oppure per scoprire effettivamente quali terreni fossero, attraverso chessó un elenco dei proprietari, un catasto, etc.?

Grazie ancora e saluti


Penso di no: se anche esistesse un "tariffario" applicabile ( cioè la rendita attribuita a un tomolo di terreno) rimarrebbe il problema di conoscere la tipologia dei terreni ( o l'estensione dei medesimi) . Insomma: con il solo totale non si può risalire all'estensione. Comunque, all'epoca, ricordo di aver visto anche permute di proprietà a distanza basate solo sulla rendita fondiaria: evidentemente il criterio era univoco ed accettato.
Un catasto esisteva di sicuro, su basi comunali. Quindi....bisognerebbe esaminare tutti i catasti onciari , comune per comune. Non facile. Anche perchè ciascun comune esigeva separatamente. Io ho visto, nell'archivio di casa, che per comodità ( trattandosi di una grossa proprietà) c'era una sorta di catasto privato, aggiornato anno per anno, in modo da avere in mano tutti i dati per controllare l'imposizione fondiaria.
petecciano
 
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Re: Rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie - anni 182

Messaggioda gmastrota88 » domenica 24 luglio 2016, 13:07

Grazie ancora,
ho consultato, vista l'epoca, dove possibile il catasto provvisorio murattiano, ma trattandosi di zone urbane, ho trovato pochi ettari di terreni e principalmente proprietà immobiliari (palazzi, case, appartamenti, magazzini, etc. comunque tutte cose escluse dalla rendita fondiaria). Proverò a consultare l'onciario di qualche paesino adiacente alle località di mio interesse, non si sa mai se le generazioni precedenti già avessero proprietà terriere.

Saluti
gmastrota88
 
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