Ciao a tutti,
vorrei approfondire il concetto di rendita fondiaria nel Regno delle Due Sicilie (in particolare nei primi anni venti del XIX sec., essendo i dati in mio possesso relativi a quel periodo). I miei quesiti sono se sia possibile ricavare una stima dell'estensione dei terreni dalla rendita e quali cifre sono ascrivibili a piccole proprietà, quali a medie e quali a proprietà più ingenti: in breve vorrei dare un significato pratico a questo concetto, in termini di valore reale.
I casi specifici da me incontrati presentano rendite da 650, 1000 e 3500 ducati annui, i terreni relativi alle rendite si trovano, a seconda dei casi, tra Campania, Calabria e Molise.
L'ultimo caso è il più pittoresco, visto che l'individuo titolare della rendita, dichiarò, in sede di contrattazione matrimoniale, la rendita di 3500 ducati (a fronte di una dote di 12,000 duc., che è molto o poco??), ed il padre della sposa diede il consenso al matrimonio, ma in seguito dichiarò di aver scoperto che la rendita dichiarata era falsa (secondo le sue stime ammontava a 1200 ducati, che dunque immagino essere poco) e revocò il permesso di matrimonio scatenando una causa legale (che lo vide perdente: la rendita più alta era vera, ma c'erano svariate pendenze e debiti che non la rendevano effettiva).
Saluti
