Oplologia Medievale

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Oplologia Medievale

Messaggioda MVC » mercoledì 19 febbraio 2003, 2:32

So che questo non è proprio l'argomento del forum,
ma mi piacerebbe molto poter trattare anche qualche argomento di oplologia medievale ( semprechè la cosa non crei disturbo e semprechè tra di voi ci sia qualche appassionato).

Cordiali saluti
MVC
MVC
 

Messaggioda sebpasq » mercoledì 19 febbraio 2003, 20:53

Caro Mauro
io sono interessatissimo.
Qual'è l'arma che ti interessa di più?

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda MVC » giovedì 20 febbraio 2003, 3:46

Caro Sebastiano,

Mi affascinano molto le armi da taglio.
Molto più di quelle da punta, in asta, da getto o da botta.
In particolare le spade, e in primis la cosiddetta "bastarda" ( alias "da una mano e mezza"). Poi reputo eccezionali gli "stocchi" trecenteschi ( quelli a sezione romboidale e con il "forte" della lama molto largo, mentre le "spade di stocco" ( che son diverse dagli stocchi), più tarde, non mi dicono granchè...)
Ma ci sono diverse spade particolari che di solito non si conoscono e che a me fanno impazzire...Tipo il Granchio Pisano, oppure la "Storta" ( cioè l'antenata della sciabola) usata spesso anche dai semplici popolani con il nome e le fattezze del più semplice "falcione" o "roncone".
Poi il top del top del simbolo ARISTOCRATICO è storicamente la CINQUEDEA rinascimentale. Specie il tipo lavorato a traforo e seghetto...

Mi aggradano molto anche alcuni tipi di "Manosinistre" come la "Daga a Rondelle" o il terribile "Sfondagiaco" ( una volta un mio amico fabbro-armiere ne realizzò uno perfetto...E ti assicuro che ad impugnarlo ti sconcerta, pensando al fatto che una volta lo usavano per davvero...)

Se poi andiamo sul pieno cinquecento, adoro la "Striscia" ( tipica dell'epoca), con i fornimenti molto elaborati. Sia da "lato" che da "cavallo".

Ma oltre alle armi bianche ( non amo e non conosco le bocche da fuoco ) mi interessano moltissimo gli usberghi, le corazze e le armature.
Non so che darei per una "Panziera" trecentesca, magari con scollo lavorato a mezzo tortiglione e con la costolatura centrale...

Pensa che avevo iniziato a realizzare una cotta di maglia del tipo "a grana d'orzo" ( a cinque anelli, per capirci) con lo stesso metodo medievale.
Ho fatto da me perfino gli anellini, avvolgendo un fil di ferro intorno ad un tondino e poi tagliando la spirale ottenuta. Poi dopo averli intrecciati uno ad uno, vanno richiusi...
E' tanto che non la continuo, ma devo assolutamente rimettermici su, non appena ho 1 po' di tempo.

Vabbhè, ora mi fermo sennò non la finisco più... :D

Ma ci sarebbe tanto da parlare di armi e armature. Della loro evoluzione e di quanto hanno contribuito a fare la Storia...

E tu, hai delle preferenze? O dei particoleri periodi di riferimento?

A presto e grazie
Mauro
MVC
 

Messaggioda walter.sassone » giovedì 20 febbraio 2003, 14:07

Caro Mauro,
la tua passione deve essere grande leggendo quanto hai scritto.
Non sono esperto in merito anche se sono molto affascinato dal medioevo.
Ricordo di aver visto a Bevagna durante la Festa delle Gaite la rappresentazione della Bottega dell'Armaiolo e ti dirò che è stato molto entusismante per le riproduzioni esposte.
Se non ricordo male il "Pseudo Artigiano" lì rappresentato dovrebbe riprodurre le armi che tanto ti affascinano.
Ti consiglio di farci un salto considerato che non dovresti fare molta strada.
P.S.
Visita questo sito http://www.bevagna.it
Walter Sassone
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Messaggioda MVC » giovedì 20 febbraio 2003, 16:24

Caro Walter,
è vero, la manifestazione di Bevagna è veramente ben fatta ed interessante.
Da vedere assolutamente!!!

Per quanto riguarda i mastri armaioli, purtroppo, non è che siano tantissimi, specialmente in Italia. Anche se, per fortuna, ancora ce ne sono di ottimi. Sostenuti soprattutto dai numerosi gruppi di combattimento storico che, meno male, si stanno diffondendo sempre di più..
Gruppi che abbisognano di armi costruite espressamente per combattere (in modo coreografato e NON agonistico, altrimenti srabbe una strage ogni volta... :shock: ) e che, dunque, non possono certo usare le spade o le corazze di latta che si trovano nei negozi di souvenir.

Il livello di molti mastri armaioli stranieri, però, spesso è di gran lunga superiore. Conobbi ( durante i tre giorni di "Saga 2001" a San Marino)
un mastro tedesco che faceva il "figurante" nella ricostruzione storica del villaggio nella Prima Torre. Alla faccia del figurante!!!!
Si era portato dietro dei lavori realizzati, e ti posso assicurare che ( se li avesse invecchiati per bene) chiunque avrebbe potuto giurare che si trattava di pezzi originali del '400/500.

Era riuscito addirittura a modellare lo SPESSORE dell'acciaio per distribuire il peso e la resistenza ( specie della corazza) in modo ottimale.

Esattamente come facevano nel medioevo ( e questo è anche uno dei tanti motivi per cui tali oggetti costavano un patrimonio, ma anche oggi un'armatura completa del genere costa attorno ai dodici milioni di vecchie lire, se poi è personalizzata con incisioni, acqueforti o bruniture, non ci mette nulla ad arrivare ai 18/20 milioni).
Ho indossato un intero braccio ( Spallaccio, cannone, cubitiera bracciale, manopola ecc..) ebbene, a prenderlo in mano pesava tantissimo, ma una volta indossato permetteva qualsiasi movimento, più di molti indumenti moderni...Addirittura aveva incernierato i pezzi con alcuni occhielli ad asola, in modo che i rivetti potessero scorrere leggermente e permettere un maggiore adattamento....

Comunque, invito te e tutti gli appassionati di queste cose, a visitare il seguente sito.

http://www.varmouries.com/


Si tratta del più grande mastro armaiolo attualmente in circolazione ( o almeno tale è considerato da moltissimi, e anche io sono d'accordo)
E' un canadese e si chiama Robert Valentine.
C'è da chiedersi come riesca un comune mortale a fare delle cose così perfette....
Ah, per gustarvi appieno il sito ( che è ricchissimo e molto molto ampio)
prendetevi un bel po' di tempo e mettetevi comodi...

Mi fa davvero piacere aver trovato amici che condividano con me questa passione. :P

Un caro saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 20 febbraio 2003, 20:14

Gentile sig.MVC,
anche a me appassionano molto le armi, soprattutto quella da taglio o comunque tutte le armi che non siano da fuoco (le trovo meschine, poco leali e poco cavalleresche). Non ho la cultura a riguardo che dimostra di avere il sig. MVC, ma gradirei sapere se esistono libri a riguardo abbastanza completi, almeno in ambito di excursus storico sulle armi da taglio. Ho trovato inoltre un negozio di Roma che realizza armi, armature, oggetti antichi...con gli stessi materiali dell'epoca (magari con tecniche però più moderne). Non solo a riguardo di armi medievali, ma armi che partono dai faraoni ad oggi. Davvero ben realizzate. Se trovo l'indirizzo lo faccio sapere ai sigg. del froum.
Saluti
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda sebpasq » giovedì 20 febbraio 2003, 20:59

Caro Mauro
credo proprio che saremo costretti a nominarti esperto di opoplogia del forum!
Comunque vado subito a vedere il sito da te consigliato.
Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda Baronevalmont » giovedì 20 febbraio 2003, 22:14

Sig Mauro,

visto che questo argomento mi affascina molto, ma sono completamente ignorante in materia, potrebbe indicarmi un testo che possa darmi l'ABC sulla storia delle armi medievali?
Grazie


Baronevalmont
Nec me gestorum paenitet.
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Messaggioda MVC » venerdì 21 febbraio 2003, 3:29

Gentili amici
intanto grazie per le vostre appassionate risposte.
Purtroppo non esiste un libro che spieghi l'abc delle armi bianche medievali.
Questo perchè è praticamente impossibile descrivere a parole una spada nei dettagli. O meglio, si potrebbe anche fare ma non potrebbe mai supplire all'immagine. Immagine la cui semplice visione vale già a far apprendere un primo distinguo basilare.

Per questo motivo l'unico consiglio che mi sentirei di suggerire è quello di procurarsi dei buoni CATALOGHI di musei, mostre o case d'asta.
E, naturalmente, visitare i musei. Stibbert di Firenze e Poldi Pezzoli di Milano in primis.

Poi ci sono altri musei europei che hanno dei veri tesori inestimabili e, a differenza dei nostri, sono visitabili on line.
Se andate a questo indirizzo web, avrete la lista dei musei virtuali ( sono le scritte in azzurro), cliccateci sopra e gustatevi i reperti originali nei loro dettagli ( sono tantissimi, ma tanti tanti!)

http://www.arador.com/gallery/index.html

Un esperto scrittore potrebbe anche raccontare in modo dettagliato come è fatta una "Beidana" piemontese o, peggio ancora, una "Katzbalger" lanza, ma finchè uno non la vede....
Ci sono, comunque, anche delle riviste mensili come "Medioevo" che spesso hanno trattato e trattano interessanti e didascalici inserti dedicati all'uopo.

A tal proposito una serie di quattro speciali ( fatti veramente bene)uscirono nei numeri di <Novembre 1998, Dicembre 1998, Gennaio 1999, Febbraio 1999.

Esiste, tuttavia, una pubblicazione ( credo che si tratti di un unico numero e ormai fuori commercio) dal titolo "SCRIMA, Tradizioni marziali dell'occidente"
il cui curatore ed autore è il maestro d'armi Antonio G.G. Merendoni. E la casa editrice la Stupor Mundi di Bologna.
Se riuscite a procurarvela potrete trovare moltissime indicazioni tecnico storiche, descrizioni dettagliate, immagini fotografiche ecc. sulle armi bianche ( addirittura c'è tutta l'evoluzione della spada e delle armi in asta (le varie alabarde, buttafuori, picche, ali di pipistrello, forconi, partigiane, partigianette ecc.)

Il M° Merendoni, comunque so che ha collaborato anche con la casa editrice "il Cerchio" di Rimini, e può darsi che vi siano altre pubblicazioni che a me sfuggono.

Inoltre c'è un OTTIMO libro, molto agile e intuitivo di Ennio Pomponio, dal titolo "templari in battaglia" edizioni Penne e Papiri.
Qui vengono illustrate e descritte minuziosamente tutte le armi usate dal Tempio, oltre al suo assetto e la sua strategia in battaglia.

Infine, ma qui andiamo su cose molto "esoteriche" adatte a chi già è molto avvezzo alla materia, c'è uno dei libri più belli ed interessanti che io abbia mai letto sulle armi e la guerra. "Comuni in guerra, armi ed eserciti nell'Italia delle città", di Aldo A. Settia, ediz. Clueb.
In pratica si tratta di una ricca esegesi delle fonti (statuti e inventari comunali) sulla quantità e le tipologie delle armi ( da offesa e da difesa) che venivano immagazzinate e poi usate nei comuni del '200.
Interessantissimo aspetto è anche l'approfondimento di alcune figure molto particolari di uomini in arme.

Se doveste avere difficoltà nel procurarveli, fatemelo sapere che posso mettervi a disposizione le copie in mio possesso.

Un cordiale saluto
Mauro

P.S. Vi prego di non considerarmi un esperto ma solo un semplice appassionato. E comunque mi farebbe piacere scambiare idee e opinioni a prescindere dai tecnicismi. Anche solo su semplici nozioni che tutti abbiamo normalmente, gusti, periodi di riferimento, preferenze personali eccetera.
MVC
 

Messaggioda LUCIANO STROPPA » venerdì 21 febbraio 2003, 21:18

Condivido pienamente la carenza di libri sull’abc delle armi bianche medioevali.
Se può essere utile elenco alcuni libri e cassette che reputo interessanti:
G. Embleton & J. Howe, Il Soldato Medievale, Ermanno Albertelli Editore, 1994 ;
Mary Brewer, The Art of Mail Armor, Paladin Press, 2002 (testo inglese, interessantissimo per la fabbricazione delle maglie in ferro - cotte, camagli, guanti, ecc.-);
Ennio Pomponio, Templari in battaglia, Ed. Pienne & Papiri, 1996;
Oswald Graf Trapp e Mario Scalini, L’Armeria Trapp di Castel Coira, Magnis, Vol 1° 1929 (testo inglese, ristampa anastatica dell’edizione del 1929), Vol 2° (testo italiano, tedesco, inglese)
Terence Wise, The Kinghts of Christ, Osprey, 1984 (testo inglese);
T. Wise, Armies of the Crusades, Osprey, 1978 (testo inglese);
David Nicolle, Saladin and the Saracens, Osprey, 1986 (testo inglese);
D. Nicolle, Knight Hospitaller (1) 1100-1306, Osprey, 2001 (testo inglese);
D. Nicolle, Knight Hospitaller (2) 1306-1565, Osprey, 2001 (testo inglese);
D. Nicolle, Italian Militiaman 1260-1392, Osprey, 1999 (testo inglese);
D. Nicolle, Italian Medieval Armies 1300-1500, Osprey, 1983 (testo inglese);
Cassetta video “Combattimento Medioevale”;
Cassetta video “Il fior di battaglia”.
Le due cassette, curate dall’amico Massimo Malipiero di Udine, trattano le armi e le tecniche di combattimento secondo il manuale di scherma (sec. XIV) di Fiore dei Liberi e possono essere richieste presso la Compagnia dè Malipiero di Udine.
Inoltre, i periodici Medioevo (De Agostani-Rizzoli) e Costume (Trentini).
Luciano Stroppa
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 22 febbraio 2003, 11:40

Ringrazio anche io per le preziose informazioni dei Sigg. MVC e Stroppa. La rivista Medievo la seguo di tanto in tanto, anche se preferisco l'epoca romana (monarchica, repubblicana e imperiale). In ogni caso cercherò di reperire i libri consigliatimi. Proverò ad informarmi presso l'Ufficio Storico dell'Esercito se vi sono pubblicazioni a riguardo e Vi farò sapere
Cordialmente
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Messaggioda LUCIANO STROPPA » lunedì 24 febbraio 2003, 21:01

Leggendo gli inventari contenuti negli atti di riconsegna e di immissione nel possesso dei castelli del Comune di Fabriano da parte dei castellani, ho potuto analizzare l’armamentario fabrianese utilizzato tra il Duecento e i primi del Trecento.
Il patrimonio dell’Archivio Storico Comunale di Fabriano, infatti, è incompleto con lacune di secoli: sono conservati i protocolli dei notai-cancellieri del Comune risalenti al periodo compreso dal 1285 al 1313 e quelli successivi dal 1529, mentre le Riformanze, dopo alcuni frammenti datati dal febbraio all’aprile 1304 e dal febbraio 1325 al maggio 1327, sono presenti regolarmente solo dal 1435.
Questo, purtroppo, perché a causa dell’incendio seguito all’eccidio dei Chiavelli, signori di Fabriano, sono andati perduti molti documenti.
L’armamentario era ingente ed imponente per quantità e per tipologia: tarças (targia per targa = scudo), balistas (balestre normali, grosse, in legno a staffa, con due piedi, di osso, ecc.), quadrelli (dardi, molti già inastatos et impennatos, ossia pronti all’uso, altri in sacchi), arruncelli (arrancelli, arrundelli, arrones = armi a roncola o a ronciglio), lancioni, “cappellinas de ferro” (elmi), moschette, pavesses (pavesi), funi a tormentis, ecc.
Alcuni scudi erano “cum bracçalibus et guctis” (per ornamento?), altri dipinti con stemmi: cum listis rubeis in campo albo cum quadam rorula carri, cum duobus leonibus scaccatis, cum listis et merllis, cum lupis, pictas ad roccham, scaccatas cum duobus leonibus, pictas ad leones albos, ecc.
Un castello possedeva quattro colonne o supporte di legno “ad usam palestratione” (palestratio = esercizio di lotta).
Interessante è la “malvicina sine ferro”, una macchina da guerra per abbattere le mura, forse a mo’ di ariete, così chiamata (malvicina) quasi a far intendere il danno che si poteva avere quando si avvicinava. Purtroppo questa macchina non è descritta nei particolari (come è logico, in quanto non si descriveva, come non si descrive oggi, un oggetto il cui uso è attuale, comune e a conoscenza di tutti) e quindi non è possibile individuare con certezza quale fosse stata.
Orbene, qualcuno di voi si è mai imbattuto in un simile termine (malvicina)? In caso affermativo, la macchina è descritta?
So di chiedere troppo ma, come si dice, tentar non nuoce!

Cordiali saluti.
Luciano Stroppa
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Messaggioda MVC » martedì 25 febbraio 2003, 14:19

Gentile Sig. Stroppa,
la descrizione che ha fatto è veramente interessante e degna di nota.
Mi ha colpito molto la presenza, in questi inventari, della "malvicina sine ferro", una macchina del tutto insolita, almeno come nomenclatura.

La mia personalissima valutazione su questa "malvicina" è che si trattasse più verosimilmente di un mezzo da guerra aperta, piuttosto che di una macchina ossidionale. Ciò che mi conduce a questa analisi sono alcuni elementi che provo ad illustrare e a sottoporre al Suo parere:

Il nome stesso, "malvicina" lascia intendere senza dubbio che l'attrezzo in questione dovesse avere un suo terribile effetto solo se posizionato VICINO al bersaglio. E questo contrasterebbe con i mezzi ossidionali da getto, in quanto dovevano essere necessariamente posti lontano ( come ad es. il Trabocco, il Mangano ecc.)

Le uniche macchine d'assedio che fossero preposte ad un attacco ravvicinato sono le torri ed i vari arieti da sfondamento.
Ora, escluderei a priori le torri ( per ovvii motivi, tra cui il fatto che erano costruite all'uopo e spesso distrutte dopo l'utilizzo, o, nel caso imporobabile di una conservazione inventariale sarebbero state smontate e descritte nei loro componenti). Il dubbio potrebbe, pertanto, venire sull'ariete. Dubbio che non mi sento assolutamente in grado di fugare.

Tuttavia, esiste una fonte documentaria ( per la precisione il trecentesco "Thexaurus" di Guido da Vigevano) che illustra molto chiaramente, oltre a diverse altre macchine, anche la cosiddetta "Panthera".
Si tratta di una specie di transenna protettiva, fatta di un robusto telaio di legno, sul quale venivano infissi "molti ferri acuti e leggeri lunghi due braccia e oltre, collocati in modo nessuno possa avvicinarsi"
Testualmente : ....( omissis) ...."ut nullus possit appropinquare"...(omissis)
E' evidente da tale descrizione la forte caratteristica di inavvicinabilità!

In pratica tale" Panthera" veniva montata su di un carro per renderlo inavvicinavile ai nemici durante una battaglia, e sul quale diversi uomini in armi potevano fare strage con lance, balestre o addiruttura manovrando ad arte alcuni di quegli infissi in ferro che potevano essere mobili, manovrandoli come se stessero vogando. Col risultato di falcidiare
chiunque si avvicinasse.

In sostanza, montando su un carro questo attrezzo, ne veniva fuori un "carro falcato" molto più versatile di quelli descritti, più anticamente, ad esempio da Vegezio. Ed in più la maneggevolezza di tale "panthera" dava la possibilità di collegare più carri disposti in riga. Tutti così irti ed inavvicinabili che, anche senza uomini a bordo, potevano costituire una barriera invalicabile per gli assalti nemici.

Ecco, questa descrizione mi fa riflettere molto su quel " sine ferro" che viene citato nell'inventario.
E mi fa supporre che la Malvicina potesse essere, in realtà, una specie di "Panthera" ( magari solo la parte dell'intelaiatura) riposta in magazzino priva di quegli aculei e di quelle falci in ferro.
Armamento che veniva, poi, montato allorchè si doveva usare.

Sarei veramente interessato a sapere cosa ne pensa di questa mia ipotesi, soprattutto alla luce della Sua esperienza e della Sua amplissima competenza.

Un cordiale saluto
Mauro
MVC
 

Messaggioda LUCIANO STROPPA » mercoledì 26 febbraio 2003, 17:45

Gentile sig. Mauro,

La ringrazio, innanzitutto, per la risposta e per gli apprezzamenti che, in tutta sincerità, non merito.

Ritengo la Sua ipotesi interessante e degna di essere considerata. Proverò a consultare gli atti e gli inventari alla ricerca di qualche notizia che possa ricondurmi al macchinario che ipotizza. Le farò sapere!

Avrei una domanda da farle:
il libro in Suo possesso è “Le macchine del re: Il “Texaurus Regis Francie” di Guido da Vigevano” di Giustina Ostini (1993)?

Cordiali saluti.
Luciano Stroppa
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Messaggioda MVC » mercoledì 26 febbraio 2003, 20:58

Gentile Sig. Stroppa,
purtroppo non sono in possesso del libro cui Lei si riferisce.

La citazione del Thexaurus l'ho ripresa da un libro di Aldo A. Settia ( "Comuni in guerra"), libro che nelle note riporta brani del da Vigevano.

Un cordialissimo saluto
Mauro


P.S. Se può interessare Lei o qualche altro amico del forum, faccio presente che ho, in formato digitale (PDF di Acrobat Reader"), la "Guida del raccoglitore e dell'amatore di armi antiche", la nota Opera del Comm. Iacopo Gelli pubblicata nella serie dei Manuali Hoepli nel 1900.
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