pierfe ha scritto:Le scienze documetarie della storia sono "abitate" da persone che credono a quello che loro vogliono credere, purtroppo staccandosi dalla realtà oggettiva dei fatti.
La genealogia nella nostra epoca ha finalmente base scientifica, senza documenti è solo una leggenda.
Mi occupo di questo settore dal 1975 ed ho sempre più approfondito l'argomento su base documentale, quando ho iniziato a passare il mio tempo sui documenti genealogici, ho conosciuto personaggi di qualunque formazione culturale e con le più svariate idee sull'argomento.
A quei tempi un araldista professionista con mio sommo disgusto mi ha proposto di costruire sulla mia genealogia un titolo comitale inventato, o se pagavo di più anche marchionale...
Poi mi ha detto che con una sentenza a San Marino sarei stato riconosciuto con quel titolo comitale dalla Serenissima Repubblica del Titano, ricordo il prezzo, 10 milioni...
Poi 10 anni dopo quando incominciavo ad essere conosciuto in questo settore, mi si avvicinò completamente "vergine" perchè "se lo aiutavo con i miei amici spagnoli avrei guadagnato molto di più del mio lavoro di banca..."
Le mie credenze si sono modificate, allora ritenevo che un ente privato potesse sostituisi allo Stato nel riconoscere una nobiltà che non era stata certificata quando lo Stato la riconosceva, oggi invece non mi convincono neppure le corporazioni nobiliari pubbliche straniere di Paesi dove la nobiltà è tutelata, quando "riconoscono" una nobiltà che non riguarda il loro Paese.
Non credo neppure quando l'unico ordine sovrano riconosce una nobiltà ad una persona ammettendola in una categoria nobiliare, specie quando so bene che nel paese da cui viene la famiglia non esisteva la nobiltà, ma se le persone da quel momento vogliono crederci non fanno nulla di male, per me è la nascita di una "nobiltà" nuova magari virtuale, che si basa su una autorevolezza passata di grande importanza.
Forse perchè credo che nulla cambia nella storia di un uomo se oggi è nobile o non lo è, chi ci crede ancora è solo perchè ama sognare qualcosa che non c'è.
Proprio per soddisfare l'ego di tanti che si dedicano a questo settore l'ICOC ha accettato il concetto di sovranità affievolita dentro la figura del capo di una famiglia che nel secoli passati godeva della sovranità su territori (ovvio se ha partecipato al Congresso di Vienna), e quindi hanno un loro valore virtuale le ammissioni in ordini cavallereschi che richiedono le più svariate prove nobiliari, magari esaminate da dillettanti che non conoscono il diritto nobiliare (del resto lo stesso accadeva nel regno d'Italia quando l'opportunità politica pretendeva un riconoscimento di una nobiltà "costruita").
Pensate, questo concetto permette il godimento di vedere il proprio nome su libri che dichiarano di trattare la nobiltà italiana, un godimento che non ci sarebbe se non si credesse a qualcosa di inpensabile durante il periodo storico in cui la nobiltà aveva valenza giuridica.
Ma i libri sulla nobiltà attendibili (e anche qui con riserve) sono solo quelli pubblicati dallo Stato, e facendo le adeguate differenze fra una certezza (i cognomi preceduti da un asterisco), e una probabile nobiltà (quelli senza nulla...)
Se ora parlo di araldica devo dire che è residuale, e il costruirsi uno stemma ed usarlo non è un diritto su base araldica, ma un abuso come era detto in altri tempi. Uno stemma è araldicamente valido, non quando è costruito bene con le regole araldiche, ma quando è certificato da una autorità araldica di Stato, e basta...
Certo si può credere che lo stemma che abbiamo trovato nel cassetto sia proprietà della nostra famiglia da secoli, ma se non c'è il pubblico uso in monumenti pubblici, è un volere e non potere...
Infine gli ordini cavallereschi, oggi fanno parte di storiche istituzioni che del passato hanno solo il nome, con persone inimmaginabili in un periodo quando queste istituzioni avevano un reale posto nella società.
Quindi su questo argomento possiamo discutere tanto, e allo stesso tempo credere a qualunque cosa che per opportunità o cortigianeria viene scritto... del resto da bambini abbiamo creduto ai regali di Gesù bambino, di Babbo Natale o a quelli della Befana, quando maturiamo però consideriamo queste come bellissime leggende come qualcosa di buono che ci rendeva felici e sopratutto ci faceva sognare...
Pier Felice degli Uberti
Analisi realistica e cristallina della realtà. Mi trovo ancora d'accordo con le sue parole





