La Blutfahne nell'araldica tedesca

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La Blutfahne nell'araldica tedesca

Messaggioda Ardashir » mercoledì 5 novembre 2003, 20:38

Gentili Signori,

chiarisco fin da subito, onde evitare accuse o reprimende, che la Blutfahne di cui parlerò NON è quella nazista di triste memoria.
Mi è capitato di trovare in diverse occasioni negli stemmi di Case regnanti tedesche di media importanza, come gli Ascanidi di Anhalt, un quarto di rosso, chiamato in una fonte "Blutfahne", che viene di solito giustificato dicendo che sarebbe dovuto a non ben specificati "privilegi reali" conferiti a queste Case in epoca medioevale, privilegi che, in alcuni casi, si estendevano al voto nell'elezione del Rex Romanorvm et Germaniae. Ora, i dubbi che mi sorgono spontanei sono i seguenti:
1) Se veramente la Blutfahne è legata alla dignità elettorale, come mai le Case degli elettori sanciti dalla Bolla d'Oro non presentano questo quarto nei loro pur complessissimi stemmi? E, inoltre, come mai una simile dignità è legata a Case che storicamente NON hanno mai partecipato alle elezioni imperiali, come per l'appunto gli Ascanidi?
2) E'storicamente credibile che esistesse nel XIII e nel XIV secolo un artificio araldico di questo genere quando sappiamo che anche solo la semplice inquartatura era di là da venire nel 1200? O non potrebbe essere, piuttosto, un qualcosa che si è voluto inserire nelle Grandi Armi di certe antiche Case in epoca posteriore per affermare supposti privilegi?

Mi rendo conto di esser stato molto poco preciso e un po' fumoso, ma i dati a mia disposizione sono assai pochi. Spero, pertanto, che qualcuno di Voi possa cortesemente fornirmi delucidazioni.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda omero » giovedì 6 novembre 2003, 19:48

Egregio Sig. Forlanini,

mi ha colpito il Suo quesito (conosco la storia della Blutfahne di hitleriana memoria, ma poco so di quella imperiale), così ho cercato notizie in proposito. Le informazioni che vengo a darLe non sono pertinenti alle Sue domande specifiche e probabilmente ne era già a conoscenza, ma legano questo argomento alla storia di alcuni stemmi di città italiane. Forse le informazioni che seguono possono interessare qualcuno degli esperti colleghi presenti su questo forum e spingerli magari a cercare risposte ai suoi quesiti.

"... l’insegna della ghibellina città di Como, uguale a quella di altri comuni filo-imperiali del nord come Novara e Pavia, a sua volta si ritiene sia derivata dall’identica e antichissima Blutfahne (bandiera del sangue), quella bandiera da guerra rossa con croce bianca con la quale, da sempre, gli imperatori romano-germanici e i loro alleati scendevano in battaglia..." http://www.alpinia.net/libri/bormio/stemma.htm

"... Sotto lo stendardo crociato che sventola alto sulla torre del palazzo comunale, in esso i colori sono invertiti rispetto a quelli dei guelfi e la croce bianca campeggia sullo sfondo rosso. Quel vessillo sanguinolento è lo stesso di Como, Pavia, Novara, Asti, le città ghibelline che furono alleate del Barbarossa. E’ la famigerata Blutfahne, la bandiera di guerra a emblema dell’Impero Romano Germanico..."

E' abbastanza interessante notare come buona parte delle città che sono state alleate del Barbarossa abbiano o abbiano conservato vessilli simili alla Blutfahne (vessillo sanguinolentum) imperiale. Una recente teoria araldica spiegherebbe in maniera originale :?: la croce di S. Giorgio (e quindi di riflesso interessa le varie forme di "Blutfahne italiane"), secondo cui i Guelfi e Ghibellini si sarebbero distinti anche proprio per i colori invertiti sugli stendardi crociati.

Lascio la parola ai dotti colleghi.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 novembre 2003, 20:02

Ottima ricerca, :P caro Pier Carlo! Ci hai battuti tutti sul tempo... :(

...e sei sulla giusta strada, soprattutto. Il quesito è interessante (come tutti quelli dell'egregio Sig. Ardashir, del resto...), e merita una ricerca puntuale che, nel mio piccolo, sto ancora perfezionando per una (spero rapida) replica.

Hai ragione nel dire che i Ghibellini, nella fattispecie, si identificavano globalmente nella cromia rosso-bianco, e in specifico nella croce d'argento in campo rosso, così frequente negli stemmi civici di tale antica fede.

E non solo civici: ti sei dimenticato lo stemma attuale (e la storia più antica) dei Savoia :wink: ?

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Messaggioda omero » giovedì 6 novembre 2003, 20:22

Ti ringrazio caro Fra' Eusanio,

e sono felice di essere sulla giusta strada :wink:!

p.s.: non mi sono dimenticato del nesso con i Savoia, dovresti saperlo mio illuminato maestro :D !
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 novembre 2003, 20:28

omero ha scritto:Ti ringrazio caro Fra' Eusanio,

e sono felice di essere sulla giusta strada :wink:!

p.s.: non mi sono dimenticato del nesso con i Savoia, dovresti saperlo mio illuminato maestro :D !


...lo so, lo so, la domanda era retorica :wink: !

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Messaggioda Ardashir » giovedì 6 novembre 2003, 21:00

Gentilissimi Signori,

ho nuovamante da ringraziarvi per le pronte ed interessanti risposte. Il fatto che di rosso alla croce d'argento fosse lo stemma usato da vari comuni filo-imperiali può in effetti fornire utili dati a livello cronologico a cui francamente, pur conoscendoli, non avevo dato affatto peso nel redigere la domanda. Se le città ghibelline avvertivano già nell'XI secolo l'importanza del rosso come colore indicativo del privilegio reale questo indica in modo ben chiaro come lo stesso, plausibilmente, potesse anche avvenire fra i principi tedeschi e come questo particolare uso araldico sia effettivamente di origini medioevali.
Tuttavia, mi è parso francamente eccessivo il voler porre il vessillo di rosso alla croce d'argento addirittura come (cito uno dei testi notati dal gentilissimo Sig. Omero) l'"emblema dell' Impero Romano-Germanico". Se infatti la Blutfahne può esser stata un importante simbolo identitario sia nell'ambito delle lotte fra guelfi e ghibellini sia nel contesto principesco teutonico, credo che l'unico stemma accreditato del Sacro Romano Impero sia sempre stato (fino all'introduzione dell'aquila bicipite da parte di S.M.C. Sigismondo) la classicissima di nero all'aquila d'oro.

Vi ringrazio ancora per la cortesia e per le utili informazioni fornitemi e Vi saluto cordialmente.
Ultima modifica di Ardashir il giovedì 6 novembre 2003, 21:14, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 novembre 2003, 21:14

...sì, caro amico, dove l'aquila è il tradizionale animale "totemico" della germanicità (guardate gli spiccioli da €1 e da €2 oggi coniati in Germania, e ve ne renderete immediatamente conto... :wink: ), con la bicromia oro-nero ad essa tipica.

La quale, però, è tutt'altra cosa rispetto ai simboli guelfi e ghibellini...

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Messaggioda Ardashir » giovedì 6 novembre 2003, 21:20

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...sì, caro amico, dove l'aquila è il tradizionale animale "totemico" della germanicità (guardate gli spiccioli da €1 e da €2 oggi coniati in Germania, e ve ne renderete immediatamente conto... :wink: ), con la bicromia oro-nero ad essa tipica.

La quale, però, è tutt'altra cosa rispetto ai simboli guelfi e ghibellini...

Bene :D vale


Gentilissimp Sig. Da Ocre,

certamente, come Lei sottolinea, si deve operare una netta distinzione fra la simbologia legata alla lotta fra i due massimi uffici della cristianità (Chiesa e Impero) in Italia e, più propriamente, i simboli ufficiali da essi adottati.
Del resto, se prendiamo l'ambito tedesco, notiamo che il leone è un carico utilizzato dalle casate più slegate dall'autorità imperiale mentre l'aquila è adottata dai ligi servitori del nomen imperii e dunque è possibile ricostruire anche qui un uso di carattere prettamente ideologico dell'araldica.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 novembre 2003, 21:31

Giustissimo: difatti, il leone è il simbolo guelfo per eccellenza, come l'aquila (ed in parte il drago, suo lontano parente simbolico) lo è per i ghibellini...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 novembre 2003, 21:40

...ma adesso è il momento di tornare ab ovo, cioé alla Blutfahne o, per meglio dire, all'importanza del rosso nella simbologia cromatica germanica.

Ed è proprio dalla voce Rosso che partiamo, precisamente dall'omonimo lemma dell'arcinota Enciclopedia araldico-cavalleresca del Crollalanza, dove l'Autore ci parla sveltamente del germanico blütige Fahne, latinamente vexillum cruentum, per sottolinearne la similitudine terminologica con il sangriento, termine con cui l'araldica ispanica identifica appunto il rosso. La cosa ci lascerebbe indifferenti, qui, se il Crollalanza non aggiungesse che con tale termine si identifica, in Germania, un campo tutto rosso senza figure, a rappresentare i "diritti di regalia nelle armi di Prussia, Anhalt, ecc.".

Qualcosa di simile lo troviamo a pag. 50 del libro "Araldica" di O. Neubecker (Milano 1980), dove per "(Campo) di regalia" si identifica il rosso pieno allusivo alla bandiera imperiale rossa di investitura, presente in alcuni stemmi principeschi. Le note carenze della traduzione italiana di questo libro non ci fanno pretendere più di tanto, però tre pagine dopo vi ritroviamo la riproduzione del grande stemma di Prussia, dove tale campo occupa nitidamente il posto della pianura diminuita.

Tutto ciò non ci è sufficiente: allora cerchiamo ancora, ed in aa.vv., Commentario al Libro di devozione di Alberto di Brandeburgo, Modena 1997, pag. 140, troviamo che l'augusto prelato aveva nel proprio stemma, al 14° quarto (in pratica, al centro della punta), il famoso di rosso pieno. Ne datiamo quindi l'uso al 1534, anno cui egli lo fece miniare nel detto Libro di devozione (oggi in Biblioteca Estense Universitaria a Modena, manoscr. a.U.6.22). Il campo viene ancora definito "di regalia", o Regalienfeld, e tutto sommato il suo nome in tedesco è forse la conquista migliore che abbiamo fatto finora...

Ci riscattiamo, però, attraverso un altro testo: aa.vv., Wappen und Flaggen des Deutschen Reiches und seiner Bundesstaaten, Dortmund 1984 (3ª ed.). La mia ignoranza della lingua tedesca non mi frena: a pag. 12, la grande arma del regno di Prussia mostra la Regalienfeld nel 52° quarto ( :shock: tranquilli: equivale alla nostra pianura diminuita...), ed è qui in uso da decreto del 16.8.1873.
Pag. 60: la grande arma del ducato di Sassonia-Meiningen la mostra nel 15° quarto (il 14° nel blasonarla all'italiana: è un troncato di 5, partito di 2), ed in più è diaprata...

:? Vi state perdendo? O altri cupi pensieri :evil: vi assalgono?

Va bene, continuo dopo...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 novembre 2003, 22:02

...andiamo avanti: sempre nel detto Wappen und Flaggen..., a pag. 62 la grande arma del ducato di Sassonia-Altenburg mostra la Regalienfeld nel 22° quarto (il 19° all'italiana: è un troncato di 6, partito di 2), ed anche qui è diaprata.
Pag. 64: la grande arma del ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha la porta nel 24° quarto (il 23° all'italiana: è il 3° nella pianura interzata in palo), anche qui diaprata.
Infine, a pag. 66, la grande arma del ducato di Anhalt la porta nell'11° quarto (il 10° all'italiana: è un troncato di 3, partito di 2), anche qui diaprata e riferita ad un decreto d'uso risalente al 1887.

Tali date ottocentesche, confirmatorie di usi pregressi, ci interessano in quanto ribadiscono quanto la Regalienfeld fosse radicata nell'uso da parte delle massime casate germaniche.
Ed un chiarimento migliore ci viene da un giovane e preparato studioso italiano, Mario Cignoni, che nel suo La spada e il leone (Firenze 1993), pag. 97, ci blasona le diverse componenti del complesso stemma dei principi elettori della casa di Sassonia, linea primogenita (o ernestina), i quali nella prima metà del XVI secolo furono protettori della persona e delle ideologie di Martin Lutero.

Fra tali componenti, spicca quella che Cignoni identifica ne "la Regale", italianizzata (anzi, toscanizzata...) forma della Regalienfeld, la quale fu di rosso, diaprato fin da quelle epoche ed in quello stemma. Sempre nello stesso libro, a pag. 98, egli dice che "...la 'Regale' era concessa, alle famiglie che avevano prerogative reali, direttamente dall'imperatore, sulla scia della Blutfahne medievale" la quale, già a metà XVI secolo, era comunque ormai solo un ricordo.

A tale data, la concessione della Regalienfeld era già ritenuta una pura onorificenza.

:oops: Scusate la prolissità, ma ci voleva proprio... :wink:

Bene :D valete, grati :P patienti
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Messaggioda Ardashir » venerdì 7 novembre 2003, 22:20

Gentilissmo Signor Da Ocre,

non si scusi affatto, il Suo intervento oltre che di grande interesse è esaustivo fin nei minimi dettagli ed ha soddisfatto appieno le domande che mi ero (e Vi aveVo) posto all'inizio di questo topic.

RingraziandoLa ancora per la Sua gentilezza e complimentandomi per la Sua prodigiosa velocità nel documentarsi, La saluto cordialmente.
Ardashir
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 novembre 2003, 22:47

Grazie a lei, egregio Sig. Ardashir.

Circa la "velocità", anzi, mi scuso se un parallelo impegno mi ha impedito di essere più sollecito.

Circa l'esaustività, però, la ricerca condotta mi ha aperto più interrogativi di quanti me ne abbia chiusi: di fatto, non ho trovato nulla circa gli usi, la concessione e/o la regolamentazione (in senso lato) della Regalienfeld prima del XVI secolo.

Certo il discorso va a ricadere nelle antiche cromie di parte, dove la fazione ghibellina usava il rosso come campo di sangue su cui stendere la croce bianca (mentre gli avversari guelfi davano alla Croce della Passione il risalto sulla purezza di un campo immacolato): da ciò, a vedere nel rosso il colore totemico di una Germania antipapista, il passo sarebbe breve, ed il succitato esempio della luterana primogenitura dei Sassonia parrebbe confermarlo...

...però non dimentichiamo che anche di leoni guelfi ne troviamo tantissimi nella medesima bicromia bianco-rossa! Siamo su un terreno reso scivolosissimo dalla difficoltà di trovare prove certe, ma qualche ragionamento sul fatto che il rosso sia da ritenere il colore dei Germani ci può stare.

A partire dal tricolore tuttora in uso presso di loro: le tre fasce nero-rosso-oro sono, di fatto, la bicromia nero-oro notissima negli stemmi d'oro, all'aquila di nero e simili (compresi i capi dell'Impero così abusati qui da noi) cui si sovrappone il rosso totemico...

...o no? :(

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