Lombardo di Monte Jato

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Lombardo di Monte Jato

Messaggioda Morello » giovedì 31 dicembre 2015, 10:17

Cari amici, augurandovi un Buon 2016, vi pongo un quesito di fine anno. Giorni addietro sono incappato in una trasmissione televisiva in cui è apparso il Conte Lombardo di Monte Jato, nobile siciliano. Potete fornirmi informazioni su tale casato? Io in rete non ho trovato nulla. Grazie.
Cordialmente.

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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 31 dicembre 2015, 14:49

Se ti riferisci a questa persona:
http://www.ilsussidiario.net/News/Cinem ... 5-/666362/

Lombardo.

Godette nobiltà in Messina, Palermo, Sutera, Marsala e Taormina. Possedette il diritto di mezzograno sulle tonnare di Solanto, San Giorgio, Arenella, i feudi di Francavilla Oliveto, Gibellina, Manchi di Belice, Scala, Serravalle e marina di Rigitano. Un Francesco fu pretore di Palermo nel 1359-60, e tale eccelsa carica tennero un Giacomo nel 1379-80, un Nicolò negli anni 1403-4-5 e 1409-10, un Andrea nell’anno 1413-14. Un Nicolò, milite, da Palermo, a 29 gennaio 1396 ottenne la castellania di Castrogiovanni; un Giorgio fu commendatore dell’ordine di Malta nell’anno 1422; un altro Giorgio fu castellano di Mistretta nel 1479; un Paolo fu giurato di Palermo nell’anno 1500-1501; un Andrea fu capitano di giustizia della stessa città nel 1512-13; un Pietro Andrea fu conservatore del Real Patrimonio nel 1527, pretore di Palermo negli anni 1537-38 e 1547-48 e governatore della nobile compagnia dei Bianchi di detta città negli anni 1541-42, 1544-45 e 1547-48; un Antonino fu senatore di Palermo nell’anno 1585-86 e detta carica tenne un Francesco nel 1591-92; un Annibale ed un Michele, da Messina, furono ascritti alla mastra nobile del Mollica e a detta mastra furono ascritti un Giovan Bernardo del fu Bartolo ed un messer Simone; un Biagio fu capitano di Sutera nel 1578 e detta carica tenne un Onofrio nel 1615; un Rosario, un Paolo, un Alberto ed un Giovan Lorenzo, nel 1759, facevano parte della nobiltà di Marsala; un Benedetto fu giudice della corte pretoriana di Palermo nel 1768-69, del tribunale del Concistoro nel 1779-80-81 e della Gran Corte nel 1796.

Arma: vajato d’oro e di rosso.
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda mezzanotte » giovedì 31 dicembre 2015, 16:41

Perdonate la mia probabile distrazione, ma il Mango non parla di alcuna contea di Monte Jato! Anche a me è venuta la medesima curiosità. non sono riuscito a trovare alcun feudo con siffata denominazione. Che si tratti di una "nobilitazione" indebita? Lombardo è tralaltro cognome assai diffuso in Sicilia...
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 31 dicembre 2015, 17:38

Gli unici Lombardo nobili siciliani ( che mi risultino ). Cercherò su altri testi.
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 1 gennaio 2016, 10:12

Quelle che ho postato sono note sui Duchi di Cumia (s.S.) mpr tratt. di Don e Donna.

Esiste una famiglia Lombardo Baroni di S.Chirico e patrizi di Lucera .
Non ho trovato ancora riferimenti al predicato di Monte Jato .
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda Masny1991 » domenica 3 gennaio 2016, 17:25

Conosco personalmente il Duca di Cumia, e non ha nulla a che fare con il personaggio dell'articolo riportato.
Si tratterà magari di una nobiltà acquistata da nuovi principi imperiali stellari bizantini? [bangin.gif]
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda Morello » lunedì 4 gennaio 2016, 9:59

Scusate il ritardo nella risposta e grazie a tutti. Mi riferivo appunto alla persona apparsa nel citato programma televisivo. Anch'io ho trovato, in rete, notizie su altre famiglie nobili Lombardo siciliane, ma nulla sui conti di Monte Jato.
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda Luigi Guttri » lunedì 4 gennaio 2016, 11:24

"Jato. Lat. Jatus (V.M.) Monte e piccola terra oggi ruinata, che credesi comunemente la Jeta degli antichi, i di cui popoli Jetini enumeransi da Plinio trai mediterranei, e che Silio si ha come celebre;... l'eccelso Jeta. Appellasi oggi volgarmente S. Cosmo dalla Chiesa nel vertice del monte dedicata ai SS. Mart. Cosmo e Damiano, dicevasi però un tempo Monte Azu, e di Gazu. Sollevasi da ogni parte ripido come a picco con ardua salita, ed infatti ai suoi supremi dossi non può venirsi che per uggioso calle; raccolgonsi nondimeno nei giorni della Pentecoste le circonvicine genti, e con somma frequenza visitano la Chiesa e venerano i SS: Martiri; si appartiene quella ai parrochi della Chiesa di Morreale, ai quali si competono i dritti del territorio ed i censi; sebbene il Conte Ruggiero concesse Jato nel 1093 al Vescovo di Mazzara, e Guglielmo I vollene soggetti gli uomini ai monaci Cistercensi di S. Niccolò di Gurguro; tuttavia Guglielmo II diede in dono nel 1176 alla Chiesa di Morreale il castello o la terra di Jato; indi furono concessi molti privilegi agli abitanti dall'Arcivescovo di Benevento. Ma quivi ridottisi i Saraceni per fermezza del luogo ribellandosi contro Federico I Re di Sicilia, ed avendo resistito, dopo lungo assedio distrusse il Re sin dai fondamenti la espugnata fortezza, distrusse il casale; relegò i Mori nella Puglia colle loro famiglie, e restituì finalmente il luogo alla Chiesa.
Scrive Diodoro soggetti i Jetini ai Cartaginesi, ma da questi rivoltatisi, discaeciando il presidio, dieronsi ai Romani e loro, come affermano, apprestarono con altri dei soccorsi per l'assedio di Siracusa. Stefano fa menzione di Jeta. Jeta castello di Sicilia, secondo Filisto nel lib. 6; Jetea dicesi la gente. Rimane ancora una moneta di rame in cui si esprime un soldato fornito di scudo e di asta, e nel rovescio una corona d'alloro col motto IAITINΩN."

fonte: Vito Amico, Dizionario topografico della Sicilia, Volume 1, Seconda Edizione, Salvatore Di Marzo Editore, Palermo, 1858, pag. 554, https://books.google.it/books?id=KU3CtuIupQ0C&pg=PA554


"Attorno al XI° secolo d.C. i Normanni conquistarono la Sicilia, il territorio della Valle Jato fu suddiviso in Feudi che furono dati ai nuovi "nobili". Nel 1079 le tredicimila famiglie abitanti di Jato, forti della difendibilità del territorio e di avere al sicuro gli armenti e le pecore, stanchi dei sorprusi feudali, si ribellarono al Conte Ruggero rifiutando di pagare le imposte e prestare servizi. Nel 1182 Il Re Normanno Guglielmo II, donava al Monastero di Santa Maria la Nuova (il costituendo e potentissimo Arcivescovado di Monreale), tutto il territorio della Valle Jato con tutto quel che conteneva (compresi i villani) sviluppando una struttura contadina subordinata ai soprusi della classe nobiliare. Jato, ultimo baluardo arabo in Sicilia, nel 1246 dopo oltre vent’anni d’assedio, si arrese per fame all’Imperatore Svevo Federico II che la rase al suolo e deportò i sopravvissuti a Lucera di Puglia. Lo spopolamento della valle causato dalla distruzione di Jato indusse, per continuare a far produrre le proprie terre, l’Arcivescovado di Monreale a favorire l’immigrazione di nuclei stranieri, nei feudi di Dammusi, Chiusa e Signora s’insediò una comunità Armena. Dopo la conquista Spagnola della Sicilia, la duplice classe feudale, di nobili ed ecclesiastici formatasi ai primi del 1300, con pesanti pressioni fiscali portò il ceto più povero a condizioni misere di sussistenza. Alla fine del 1600 i feudi della Valle Jato, per conto del Real Tempio di Monreale, venivano gestite dai Padri Pellegrini (Collegio della Compagnia di Gesù di Trapani), mantenendo e per certi versi aggravando le condizioni di vita dei gabelloti. A completare il pieno potere ovvero "l'alta giurisdizione", dei Signorotti, si aggiunse il mero e misto imperio e cioè il diritto di vita o di morte sopra il vassallaggio. Nel 1767 i Gesuiti vengono espulsi dalla Sicilia e i loro beni confiscati e aggregati al Tribunale del Real Patrimonio. Il 30 Agosto 1779 Don Giuseppe Beccadelli di Bologna, Marchese della Sambuca e Principe di Camporeale, compra, pro persona nominanda, "li cinque territori o siano senimenti di terre…. Con case, fabbriche, acque, beverature, mercati, mandre, vigne, alberi domestici e silvestri, magazzini e tutt’altro in essi esistesti per onze ottantamila (88.930) di moneta del Regno di Sicilia". Per decreto del Re Ferdinando IV il 30 Maggio 1779 gli viene confermata la "concessione del mero e misto imperio con l'alta giurisdizione di poter farvi università o popolazioni e reluirvi i censi accollati nella compra." Nell’ex Feudo Mortilli attorno al casamento della Masseria Gesuitica il Marchese della Sambuca, alla fine del 1779, dà inizio alla fondazione di San Giuseppe delli Mortilli (oggi San Giuseppe Jato). L’11 Marzo 1838 un tremenda frana travolge e distrugge due terzi del neonato paese, gli scampati al disastro si rifugiano nella vicina località di Piangiporrello (oggi San Cipirello), dove probabilmente esistevano dei casali rurali, qui, una nota Ministeriale del 21 Luglio 1838, dispone che i disastrati riedifichino il nuovo Comune. Con la frana il Principe di Camporeale non ha più diritto ai censi i quali andavano assorbiti direttamente dal Comune. A poco più di un anno dalla frana, con l’intervento del Governo Borbonico, a San Cipirello si costruivano 158 case su una richiesta di 400 "suoli di case". In fase progettuale San Cipirello nacque come borgata e quindi dipendeva amministrativamente dal Comune di San Giuseppe Jato. Nel 1842 gli abitanti del nuovo Borgo fecero richiesta al Governo Borbonico di scindersi da San Giuseppe Jato per divenire un Comune autonomo, ma venne respinta perché la popolazione era di poco più di 700 anime. Solo ventidue anni dopo, con Real Decreto dell’11 Dicembre 1864 n° 2048, la Borgata di San Cipirello viene costituita Comune autonomo."
fonte: http://www.jatonet.it/valle.htm
Ultima modifica di Luigi Guttri il lunedì 4 gennaio 2016, 15:15, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda Morello » lunedì 4 gennaio 2016, 12:53

Grazie per le delucidazioni sulla località e sulla sua storia, non vedo citati, mi pare, i Lombardo!
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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 4 gennaio 2016, 13:00

Masny1991 ha scritto: ( ...)
Si tratterà magari di una nobiltà acquistata da nuovi principi imperiali stellari bizantini?


?????? Qualche esempio please :?
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Lombardo di Monte Jato

Messaggioda mezzanotte » lunedì 4 gennaio 2016, 20:26

Io ipotizzo una "nobilitazione sul campo", anzi sui vigneti delle contrade di Monte Jato...Perdonate l'illazione.
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