Sono un ragazzo di quindici anni, appassionato sin dall'infanzia di araldica e genealogia, che per me sono due scienze importantissime al fine della comprensione della Storia, materia, per me, appassionante. Da alcuni anni sto ricostruendo l'albero genealogico della mia famiglia, passo dopo passo, e sto studiando i primi rudimenti d'araldica, grazie anche ad alcuni validissimi testi quali il Manuale del Montauto. Sono rimasto favorevolmente colpito da questo blog, che riunisce persone dotte e semplici appassionati del mondo dell'araldica, argomento, al giorno d'oggi, considerato "superato" e di marginale importanza. Quindi, oltre a rivolgervi un caloroso saluto ed i miei sinceri complimenti, volevo porvi una domanda riguardo allo stemma (e, in particolare, riguardo all'elmo) della mia bisnonna paterna, appartenente alla famiglia dei Testa di Roma. Prima della domanda, però, serve un breve excursus storico-nobiliare della casata: la famiglia nasce nel XV secolo, con un tale Johannes Testa Sellarius de regione Pariolis, diede, secondo l'Amayden, dei Conservatori di Roma e, sempre secondo lo stesso studioso, fu iscritta nella Bolla Benedettina, infine, secondo quanto ho trovato nell'Elenco provvisorio delle famiglie nobili e titolate della regione romana, viene attribuito alla famiglia il titolo di nobili patrizi, sempre collegato al titolo di Conservatore di Roma.
Tutto questo preambolo l'ho fatto perchè, sul seguente stemma posseduto dalla mia famiglia e realizzato dallo Studio Guelfi Camajani:

non mi tornano i conti riguardo all'elmo, perchè, pur avendo rabescature, bordature e visiera d'oro proprie dei patrizi, non è posto di profilo, la visiera è celata e ha ben sei affibbiature, quasi come se fosse di famiglia comitale. Voi cosa ne pensate?
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