Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Guido5 ha scritto: E adesso smettetela, per favore, di arrampicarvi sugli specchi...
...E' quello che dico a te, caro Guido (una volta ci davamo del tu) e a Gens Valeria che condivide in toto il tuo pensiero. Inoltre, invito entrambi a rileggere il canone 491 CDC alla luce dell'art. 2 del Regolamento Tipo degli Archivi Ecclesiastici Italiani proposto dalla CEI:Art. 2
L'archivio nasce e si sviluppa a servizio della persona o dell'ente che lo produce. Di regola solo
l'archivio storico (cf. can. 491, par. 2), in quanto bene culturale, diventa accessibile agli studiosi,
secondo le norme emanate dalle competenti autorità (cf. can. 491, par. 3).
Di seguito il link al testo completo : http://archivio.diocesi.lodi.it/LinkClick.aspx?fileticket=%2BfuyVFQrouk%3D&tabid=3328&mid=7128&language=it-IT.
Buono studio e a presto.
PMMO
Pasquale , l'interpretazione delle leggi ( anche ecclesiastiche ) è relativa ,figurati, ho dovuto penare non poco per poter ottenere atti di battesimo e matrimonio religioso di mio padre e di mio nonno ( mi erano stati richiesti dal mio Ordine ) da due parrocchie genovesi :
ho dovuto richiedere il permesso dell' arcivescovato producendo documenti di identificazione e indicando lo scopo della mia richiesta , per un mio trisavo in Veneto ho ottenuto copia dell' atto di battesimo con oscurata la parte superiore ed inferiore , in modo da non poter ottenere involontariamente notizie delle persone precedenti e seguenti l'atto.
I mormoni sanno perfettamente che l'accesso di moltissime atti parrocchiali sono loro precluse ...
Insomma , come spesso avviene in Italia , le leggi certe ed applicabili sono un'utopia, anche in campo ecclesiastico.
Saluti cordiali



