Stemma di Gubbio

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 20 ottobre 2005, 16:44

eugubino ha scritto:A questo punto domanda: chi conosce stemmi, anche antichi, con il monte come quello eugubino?
Grazie a tutti
Fabrizio


Oltre ai due già citati in qualche risposta precedente, aggiungiamo lo stemma della famiglia aquilana Camponeschi.

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Messaggioda eugubino » giovedì 20 ottobre 2005, 17:03

Ecco qua un altro esempio di stemma con monte all'italiana goticheggiante il cui modello non ha "attecchito" sulla sagomatura del monte contenuto nello stemma comunale ufficiale.

Si tratta chiaramente dello stemma di Gubbio e si trova in uno dei tre (+ uno) pannelli del prospetto della sepoltura del vescovo Gabriele Gabrielli morto nel 1383.

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Messaggioda eugubino » venerdì 21 ottobre 2005, 20:00

Franz Joseph von Trotta ha scritto:... la questione del capo d'angiò è stata molto ben trattata e delineata dal Savorelli nel suo saggio "Piero della Francesca e l'ultima crociata. Araldica, storia e arte tra gotico e rinascimento", Le Lettere 1999. Gli usi e le consuetudini araldiche e temporali legate alla pezza sono molto ben studiate e, credo, che uno spunto utile per il caso di Gubbio si possa sempre nascondere tra quelle righe...


Potrei avere l'esatto riferimento bibliografico.

Grazie

Fabrizio
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Messaggioda eugubino » sabato 22 ottobre 2005, 15:23

Ok, pensavo si trattasse di una rivista.
Ho trovato tutto, come non detto!
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Messaggioda eugubino » lunedì 24 ottobre 2005, 7:58

Anche se si tratta di una semplice memoria postuma, la registro ugualmente:

"Nell'anno 1315 Roberto Rè di Napoli, Capo e Fautore della Parte Guelfa prende la Città di Gubbio sotto la sua protezione, e si stabilì il Governo per la detta parte, ed accordò alla Città di aggiungere allo Stemma il restello con tre Gigli presi dal suo Arme".

Purtroppo, ad oggi, non è ancora emerso alcun documento che possa avvalorare tale plausibile ipotesi.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 24 ottobre 2005, 11:06

Gentile Eugubino,

come richiesto Le invio i dati bibliografici:

Alessandro Savorelli, Piero della Francesca e l'ultima crociata. Araldica, storia e arte tra gotico e Rinascimento, Le Lettere, Firenze 1999, pp. 150, con 24 tavole fotografiche ed illustrazioni di Marco Foppoli
isbn 88 7166 455 8,
euro 15,49

Cordiali saluti

FJVT
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Messaggioda eugubino » lunedì 24 ottobre 2005, 14:55

Grazie per il dettaglio!
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Messaggioda eugubino » lunedì 24 ottobre 2005, 15:30

Questo affresco, dipinto dal perugino, naturalizzato eugubino, Orlando Merlini nella sala dell’arengo del palazzo dei Consoli, risale al 1503. Raffigura Sant’Ubaldo e Sant’Agostino che reggono il vessillo di Gubbio caratterizzato da uno scudo a testa di cavallo recante la nota arma eugubina.
La cosa interessante riguarda però le circostanze che portarono alla realizzazione di tale affresco. Cito:
“Nel giugno del 1502 lo Stato d’Urbino fu assalito dalle truppe di Cesare Borgia: anche Gubbio cadde in mano al Valentino. Solo nel 1503 le città del Ducato si ribellarono e richiamarono l’antico signore. Così il Consiglio di Gubbio poté riunirsi nuovamente in nome di Guidubaldo di Montefeltro il 28 agosto 1503. L’occupazione del Borgia durò un anno e qualche mese, proprio come dice l’iscrizione(1): perché allora non credere che l’animale che tenne Gubbio parte per forza e parte per inganno altri non fosse che il Valentino? (...) L’autore della memoria, tutto teso a celebrare i meriti del Santo patrono di Gubbio, non s’interessò minimamente dell’altro Santo che figura nel dipinto. Ammettendo che le parole della didascalia siano attribuibili a S. Agostino, tutto torna perfettamente: il 28 agosto, giorno della 1503 in cui Gubbio tornò a Guidubaldo di Montefeltro, coincide con il natale di questo secondo Santo”.

Faccio notare che anche sulla copertina che il patrono eugubino tiene nella mano destra è raffigurato il “segno” che contraddistingueva Gubbio, cioè il monte d’argento in campo rosso.

(1) Si fa riferimento ad una iscrizione che anticamente era visibile alla base dell’affresco e che, secondo testimonianze contenute in una memoria del XVII secolo così recitava:
Quando si celebrava il mio natale.. e nominava il millesimo
Questa Città tornò sotto da l’ale
Di quel Signore, che solo Dio gli dé,
E fu data repulsa e l’animale
Che n’era possessore di male fé,
Che tenuta l’havea.. mesi, e un anno
Parte per forza e parte per inganno
.


[notizie estratte da: E.A. Sannipoli, L’affresco della Restaurazione feltresca, in “Gubbio Arte”, a. V (1986), nn. 4-6, pp. 3-4]




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Messaggioda eugubino » giovedì 27 ottobre 2005, 14:56

Nel topic dedicato allo stemma della famiglia Panfili si faceva cenno all'arma eugubina con il solito monte a cinque cime ombreggiata di verde.

Più volte è stata fatto notare l'atipicità, diciamo così, del monte alla tedesca che caratterizza lo stemma di Gubbio il quale avrebbe resistito alle spinte evolutive per trasformarsi in monte all'italiana.

Lo stemma che segue, realizzato tra il 1867 e il 1872, e posto al piano terra del Palazzo Municipale - sul quale ho posato gli occhi decine di volte senza "vedere" nulla - mi sembra che riassuma i due punti sopra accennati: monte all'italiana verde a cinque cime!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 27 ottobre 2005, 15:38

Il disegno è araldicamente corretto, e di estremo interesse.

La forma del monte è esattamente stata da te blasonata, caro Fabrizio: è uno dei pochi esempi di monte eugubino effigiato all'italiana, correttamente a 5 cime di cui 3 sotto e 2 sopra.

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Messaggioda eugubino » giovedì 27 ottobre 2005, 16:02

Beh, si vede che Nicola Ungherini, anziano pittore-decoratore, al quale il comune affidò i lavori di decorazione di questa sara, era un tipo aggiornato e che nel dettaglio delle cose vedeva realizzata la sua competenza e perizia.

Oltre a quello di Gubbio nella sala ci sono altri stemmi.

Li posterò un'altra volta.
Per il momento inserisco una bella decorazione paesaggistica e a grottesche.

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Messaggioda eugubino » giovedì 27 ottobre 2005, 16:03

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Il disegno è araldicamente corretto, e di estremo interesse.


forse anche perché il monte è appoggiato in basso, a contatto del bordo dello scudo?
Ultima modifica di eugubino il giovedì 27 ottobre 2005, 16:11, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 27 ottobre 2005, 16:07

No: a differenza delle altre figure (che, quando sostenute dalla punta, vanno blasonate come tali) è la posizione normale per i monti, i colli, le campagne e simili.

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 27 ottobre 2005, 16:17

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:(...)

La forma del monte è esattamente stata da te blasonata, caro Fabrizio: è uno dei pochi esempi di monte eugubino effigiato all'italiana, correttamente a 5 cime di cui 3 sotto e 2 sopra.

Bene :D vale


E per fortuna! Altrimenti quello stemma sarebbe stato solo uno dei tanti di quelli raffigurati in quella foggia... Non sarebbe quell'interessantissimo e bel "fossile araldico" che è.
FJVT

P.S. Non esageriamo con il termine "fossile" che qualche innovatore dell'ultim'ora magari pensa bene di modificare lo stemma!
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Messaggioda eugubino » giovedì 27 ottobre 2005, 17:37

Come non essere d'accordo!!!!! :P
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