se fosse SOLO come dici tu Guido... ma c'è un lungo e forte dibattito sulla materia... saresti poco accorto e assolutamente fuori dallo spirito di ricerca-scientifica che prima hai invocato!

magari... giusto per sapere che la materia è dibattuta:
http://www.sa-ero.archivi.beniculturali ... o_1998.pdfè solo un esempio della miriade di materiale sulla materia tra 2 visioni contrapposte.
poi... l' "
andare in mano agli estranei"... riguarda non l'accesso al dato... ma al supporto originale (che potrebbe essere manomesso nel contenuto o deteriorato!).
questa cosa è ANCHE riportata per i documenti anagrafici civili, infatti la consultazione diretta delle schede anagrafiche era già vietata dal Regolamento anagrafico - D.P.R. del 30 gennaio 1958 n° 136.
La pubblicità degli atti di stato civile non implica peraltro che essi siano direttamente consultabili (ossia "fisicamente") da parte di estranei all'Amministrazione, giacché, a prescindere dal pericolo di alterazione e sottrazioni, che gli ufficiali pubblici non avrebbero possibilità di prevenire o di impedire, un accesso indiscriminato li renderebbe presto inservibili.
Analogo principio è stabilito, per i documenti anagrafici, dall'art. 37 del D.P.R. 30 maggio 1989 n° 223 (tutt'ora vigente, tranne i commi 2 e 3 abbrogati dal 07.03.2001), il quale vieta l'accesso di estranei all'ufficio e la consultazione diretta delle schede.
Guido5 ha scritto:Pasquale si rilegga il CIC can. 535, § 4: "In ogni parrocchia vi sia il tabularium o archivio, in cui vengano custoditi i libri parrocchiali, insieme con le lettere dei Vescovi e gli altri documenti che si devono conservare per la loro necessità o utilità; tali libri e documenti devono essere controllati dal Vescovo diocesano o dal suo delegato durante la visita o in altro tempo opportuno e il parroco faccia attenzione che essi non vadano in mano ad estranei".
Si legga ANCHE il Can. 487 - §2.
È diritto degli interessati ottenere, personalmente o mediante un procuratore, copia autentica manoscritta o fotostatica dei documenti che per loro natura sono pubblici e che riguardano lo stato della propria persona.Guido5 ha scritto:Vincenzo non sembra sapere che anche in Italia, in mancanza di dati nell'archivio di stato civile, fanno fede quelli dei libri parrocchiali.
e questa tua affermazione... da dove la evinci???
inoltre, dare degli
arrampicatori di specchi a chi ha una opinione diversa (suffragata da documentazione probante) non mi sembra (neppure qiuesta!) una visione nè da ricercatore nè storico nè scientifico... nevvero???