Nobili del contado e professioni

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » lunedì 13 aprile 2015, 14:56

Buongiorno a tutti i gentili forumisti,

Continuando nelle mie ricerche familiari ho recentemente consultato il Libro della Gabella dei nobili del contado di Firenze, del 1362, ed ho
trovato che a volte accanto al nome delle persone citate viene indicata anche una professione.. e delle piu' varie, devo dire: sovente si
trova "labor" (come nel caso di un mio antenato diretto, mentre due suoi fratelli sono citati senza alcuna specifica ulteriore) che immagino sottintenda
"laborator terrae", cosa che non mi stupisce piu' di tanto, ma anche "pizzicagnolus", "calzolarius", "botteghaius" ed altre attivita' mercantili
che mi hanno invece stupito abbastanza. Inoltre, mentre nella maggioranza dei casi non c'e' nessuna
indicazione professionale o altra specificazione, in qualche caso ho trovato l'indicazione "nobilis". Trattandosi dell'elenco delle gabelle
pagate appunto dai nobili del contado fiorentino, non capisco bene perche' in qualche caso venga ulteriormente specificato..
Per completezza, alcune famiglie sicuramente storiche non hanno la specifica "nobilis": ad esempio i Frescobaldi e i Tornaquinci.
Qualcuno mi puo' dare un aiuto a capirne di piu'?
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 13 aprile 2015, 16:42

Dogberry ha scritto:Buongiorno a tutti i gentili forumisti,

Continuando nelle mie ricerche familiari ho recentemente consultato il Libro della Gabella dei nobili del contado di Firenze, del 1362, ed ho
trovato che a volte accanto al nome delle persone citate viene indicata anche una professione.. e delle piu' varie, devo dire: sovente si
trova "labor" (come nel caso di un mio antenato diretto, mentre due suoi fratelli sono citati senza alcuna specifica ulteriore) che immagino sottintenda
"laborator terrae", cosa che non mi stupisce piu' di tanto, ma anche "pizzicagnolus", "calzolarius", "botteghaius" ed altre attivita' mercantili
che mi hanno invece stupito abbastanza. Inoltre, mentre nella maggioranza dei casi non c'e' nessuna
indicazione professionale o altra specificazione, in qualche caso ho trovato l'indicazione "nobilis". Trattandosi dell'elenco delle gabelle
pagate appunto dai nobili del contado fiorentino, non capisco bene perche' in qualche caso venga ulteriormente specificato..
Per completezza, alcune famiglie sicuramente storiche non hanno la specifica "nobilis": ad esempio i Frescobaldi e i Tornaquinci.
Qualcuno mi puo' dare un aiuto a capirne di piu'?


Un nobilis accanto ad un nome non abbisogna di particolari spiegazioni, all'epoca, in Toscana, era personaggio che viveva di rendita oppure mercante che non si "sporcava le mani " con il [cool.gif] vile denaro.
In ogni caso persona distinta dal popolo .
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » lunedì 13 aprile 2015, 17:32

Si', certo.. pero' quello che non capisco e' come mai, trattandosi di un elenco specifico di "nobili del contado", in quanto
sottoposti a tassazione diversa e non compresi negli altri estimi, ci fosse necessita' di specificare a volte "nobilis"...
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 13 aprile 2015, 17:56

Sembrerebbe non ci fosse stata distinzione di ceto , qualcosa non quadra ... [hmm.gif]
forse in quel contesto "condadino" si trattava di persone equiparate esclusivamente per censo .
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » lunedì 13 aprile 2015, 18:51

L'avevo pensato.. Ma ho poi scoperto che a Firenze fino al catasto del 1427 la tassazione era differenziata tra nobili del contado, registrati in loro specifici libri, e gli altri abitanti, registrati in Estimi.
Quindi tutti gli individui compresi in questo libro dovevano essere, almeno a livello fiscale, considerati nobili...? Mi fa strano poi che la specifica "nobilis" non sia presente nel caso di famiglie indubitamente titolate, uuna per tutte, i Frescobaldi...
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 13 aprile 2015, 22:24

Ho l'impressione ( tutta da verificare ) che i contribuenti , più abbienti del contado fossero denominati
nobili nel senso di no (ta) bili ossia persone "in vista". Attualmente è l'unica ipotesi che mi sovviene.
Quali sono e dove sono custoditi questi libri che hai consultato ?
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Delehaye » lunedì 13 aprile 2015, 22:46

Dogberry ha scritto:sovente si trova "labor" (come nel caso di un mio antenato diretto, mentre due suoi fratelli sono citati senza alcuna specifica ulteriore) che immagino sottintenda "laborator terrae", cosa che non mi stupisce piu' di tanto, ma anche "pizzicagnolus", "calzolarius", "botteghaius" ed altre attivita' mercantili che mi hanno invece stupito abbastanza.


certo che un pizzicagnolo, un calzolaio o un bottegaio... fa difficile vederli nobili...
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » martedì 14 aprile 2015, 6:46

Si tratta del "Libro della gabella dei nobili del contado", del 1362, presso l'archivio di Stato di Firenze. Più tardi posso provare ad inserire un paio di immagini, ma ancora non ne ho di buona qualità.
Questa specifica gabella è citata nelle cronache storiche del tempo tra le entrate del comune di Firenze.
Probabilmente tutto è strettamente legato alla peculiarità di Firenze, dove il ceto dominante cittadino, mercantile e finanziario, era in grande contrasto con le "sopravvivenze" della nobiltà feudale del contado?
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 14 aprile 2015, 8:57

Dogberry ha scritto:Si tratta del "Libro della gabella dei nobili del contado", del 1362, presso l'archivio di Stato di Firenze. Più tardi posso provare ad inserire un paio di immagini, ma ancora non ne ho di buona qualità.
Questa specifica gabella è citata nelle cronache storiche del tempo tra le entrate del comune di Firenze.
Probabilmente tutto è strettamente legato alla peculiarità di Firenze, dove il ceto dominante cittadino, mercantile e finanziario, era in grande contrasto con le "sopravvivenze" della nobiltà feudale del contado?

Se si considerassero gli introiti delle terre già o ancora soggette al feudalesimo magnate ( allora nobiltà per antonomasia, mentre il ceto dominante era quello dei cittadini ).
Una singolare forma di separazione, molto interessante e per me inedita.
Singolare l'uso della parola nobile al di fuori del contesto usuale.
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » martedì 14 aprile 2015, 10:15

Anche per me e' una questione molto interessante, soprattutto dal punto di vista storico, al di la' delle mie ricerche familiari personali..
Nella Cronica di Giovanni Villani, libro Duodecimo Cap. XXIII, ad esempio si riporta (l'anno e' il 1343) di come De' nobili del contado.. con tutto ch'avessono nome di conti erano annullati si' ch'erano al pari degli altri meno possenti gentili uomini; quelli da Lucardo, e quelli da Quona, e quelli da Monte Rinaldi, e quelli della Torricella... e i Benzi da Fegghine, e quegli da Lucolena... e piu' altre schiatte di contado annullate e venuti lavoratori di terra
Da ricordare anche che gli ordinamenti del Comune precludevano ai nobili le cariche pubbliche, tanto che piu' di una famiglia muto' censo, facendosi "popolana", talvolta anche cambiando cognome. A volte all'interno di una stessa famiglia un ramo si fece popolano, mentre un altro resto' immutato, precludendosi pero' anche la possibilita'
di risiedere in citta'..
Mi chiedo a questo punto se le attribuzioni di professioni in questo Libro della Gabella non avessero la funzione di indicare chi, seppure sempre iscritto tra i nobili del contado, avesse, come dire, intrapreso un cammino verso il ceto dominante mercantile e artigiano.. Qualcuno mi saprebbe dire se esistano studi specifici su questo argomento? Ho trovato molti spunti interessanti soprattutto nella recente Storia di Firenze 1200-1575 di John J. Najemy, ma chiaramente non e' un testo che si addentri profondamente in questo genere di dettaglio. Grazie!
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 14 aprile 2015, 11:22

Le istituzioni comunali redigevano liste di proscrizione per allontanare i nobili magnati dal potere pubblico della città.
I feudatari per potersi inurbare e fare affari , dovevano , come ben dici, intraprendere una carriera dovevano apparire "al pari degli altri meno possenti gentili uomini"


“ Le aristocrazie dai signori rurali al patriziato” scritto a sei mani dai docenti universitari: Renato Bordone , Guido Castelnuovo , Gian Maria Varanini.
Edizioni Laterza , € 17.60 / 22.00


"Nel XIV Secolo ”Nasce una duplice nuova idea di nobiltà: il magnate nobile protervo e in rotta con le istituzioni comunali, si distingue dalla nobiltà civica, più tardi chiamato patriziato, espressione di un’aristocrazia quasi addomestica dalla politica cittadina. All’osmosi classica tra prestigio e potere si oppone una più netta separazione tra lo status sociale e la condizione giuridica del singolo nobile. Da qui lo sviluppo precoce, in Italia, di una trattatistica nobiliare che discute della natura della nobiltà in bilico fra le sue caratteristiche collettive -di sangue, ricchezza, reputazione- e i suoi requisiti individuali imperniati sulla virtù e su i talenti ad essa connessi.”
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » martedì 14 aprile 2015, 12:47

Molte grazie per la segnalazione del testo!
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » martedì 14 aprile 2015, 12:58

Provo ad allegare alcune immagini, non sono un granche' ma sono in attesa delle riproduzioni ufficiali.. In questa pagina si trova un nominativo
con la specifica "bottegaio":
Immagine
Questa invece contiene una descrizione "nobilis"
Immagine
E questa, per curiosita', e' la coperta del testo da me consultato in Archivio di Stato
Immagine
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda Dogberry » domenica 19 aprile 2015, 6:13

Scusate se torno su questo topic, ma analizzando meglio il testo di cui ho postato alcune immagini, mi pare abbastanza chiaro che alcuni nominativi siano preceduti dal termine "dominus" ... In specie, anche il "dominus bencini labor" di cui parlavo all'inizio. Se non sbaglio, "dominus", ecclesiastici a parte, dovrebbe essere sempre riferito ad esponenti della nobiltà, per quanto piccola... Potrei quindi ritenere di aver trovato l'attestazione storica del titolo di "principe della zolla" attribuito dall'indimenticato Brera a sé stesso e a Fausto Coppi? ;)
A parte questa gloria a cui ambirei alquanto... sarei grato per pareri ben più probanti del mio, sia rispetto alla "decifrazione" che all'ambito storico (ricordo, contado di Firenze, 1362)
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Re: Nobili del contado e professioni

Messaggioda malgoth » domenica 19 aprile 2015, 22:19

Gentile Dogberry permetta una considerazione e una domanda:

1) Purtroppo, penso di leggere "DOMENICUS Bencini Labor" e non Dominus....

2) Potrei cortesemente conoscere l'esatta collocazione di tale Manoscritto in ASF?

Grazie...
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