Pretese al trono: significato oggi

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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda N85 » domenica 12 aprile 2015, 13:15

Delehaye ha scritto:
federico95 ha scritto:Beh l'articolo 139 è un articolo della costituzione come gli altri, ergo riforma costituzionale con cui lo si abroga e poi altra riforma costituzionale con cui si cambia la forma repubblicana in monarchia. Dunque, anche per me, molto difficile, ma non impossibile


[yikes.gif] [sweatdrop.gif] [zip.gif] [thumbdown.gif] [nono.gif] [crybaby.gif]

non vorrei fare il Nicola della situazione... (anzi in questo caso verrei esserlo!!!!!!!!!!!!!) .....

prima di lanciarsi in visioni visionarie di architettura costituzionale fai-da-te... magari un tantinello di diritto bisognerebbe conoscerlo!!!
l'art. 139 è IMMODIFICABILE! non è un art. come gli altri...
quindi, nessuna riforma può modificarlo! o abrogarlo!
vuoi che l'italia sia un regno?... bene, fai un colpo di stato ed instaura la monarchia!

federico ma tu quanti anni hai? hai per caso fatto il servizio militare? perchè se l'avessi fatto ti ricordo che HAI GIURATO di difendere la Repubblica e le sue Istituzioni!!! così giusto per ricordartelo...


Non capisco davvero perché aggredire in questo modo un neo-iscritto, che pone quesiti non banali, quando basterebbe aprire un manuale a caso di diritto costituzionale per rendersi conto che moltissimi illustri costituzionalisti si sono cimentati sul problema, per oggi sempre rimasto puramente teorico, della modifica della forma repubblicana,elaborando diverse possibili soluzioni in tal senso.
Una di queste proposte e' proprio quella ripresa da federico della doppia modifica costituzionale (prima il 139, poi l'art.1); un'altra proposta è una modifica costituzionale per introdurre un nuovo referendum istituzionale.
Al netto di queste prospettazioni resta sempre l'ipotesi estrema della rivoluzione con conseguente rottura dell'ordinamento. Insomma, l'immutabile in diritto costituzionale e' poco più di una pia illusione...
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 12 aprile 2015, 13:46

Grazie Tomaso per la correzione! Quindi Re Umberto II ha sciolto l'unico autentico giuramento fatto dalle Forze Armate, mantenendo la parte verso la Patria. Dalla cameratesca collaborazione di Piero Calamandrei con Dino Grandi di Mordano è derivata una grande legislazione, quella del ventennio, ma nessuno è perfetto nemmeno loro due come esempio di coerenza. Il contesto(un referendum con il vero risultato incerto, il nostro Paese come il Brasile prima del referendum è ancora nell'elenco delle origini illegali) giustifica il terrore anti - sabaudo ma oggi, dopo Re Giorgio il contesto mi pare cambiato. La forma repubblicana la ha salvata anche il grande Napoleone ma la sostanza? Non sarebbe stato meglio salvare la sostanza e vietare il partito monarchico? si sarebbe dovuto chiamare partito repubblicano coronato come i fascisti detti missini! Ma il tutto non è italiana "commedia dell'arte"? Anche lo Statuto albertino era stato dichiarato carta eterna della Monarchia, pure questo poco seriamente! Un partito repubblicano è esistito a pieno diritto durante il Regno ed un partito monarchico in Repubblica. Arlecchini, pulcinella e via discorrendo.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda Delehaye » domenica 12 aprile 2015, 14:00

Romegas ha scritto:Una cosa non modificabile non è democratica. Infatti questo articolo è un obbrobrio perché non permette al popolo sovrano di poter cambiare la sua forma di governo anche con il referendum. Questo non è indice di democrazia.


un articolo discusso ampissimamente in commissione specifica dell'assemblea costituente (che ti ricordo assolutamente proporzionale del quadro politico dell'epoca!)... che viene messo in votazione democraticamente e che democraticamente passa in votazione... vabbè "non è democratico"... cosa è allora la democrazia???

anche i principi della prima parte della Costituzione sono immodificabili... come i diritti dell'uomo... bene allora anche per quelli non è... democratici? [zip.gif]
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 12 aprile 2015, 15:32

Al di là di democratico o non democratico(la nostra Storia tutto è ma poco democratica lo è di sicuro) la nascita della nostra Repubblica è considerata illegale come quella della Prima Repubblica brasiliana, anche il Regno d'Italia ha avuto origini illegittime poi sanate(corona ferrea consegnata dalla Corona austriaca a quella italiana e trattato lateranense con il Papato). Un secondo referendum, anche in vittoria conclamata del monarchismo, era stato promesso da Sua Maestà viste le note "circostanze" che hanno caratterizzato il primo. Dei primi 4 partiti del dopoguerra il secondo era comunista stalinista ed il quarto neofascista detto missino...è tutto dire sulla democraticità del nostro popolo, secondo l'antifascista doc Salvemini la nostra attuale Costituzione era, ai suoi tempi(oggi è cambiata) una delle peggiori del mondo. Fatemi un esempio storico di una realtà politica perenne(il termine eterno lo abbiamo usato male, eterno è solo Dio) in questo mi sembrano ridicoli sia il Padre Statuto albertino che la Figlia Costituzione denicoliana. Sto leggendo il Medioevo simbolico del Pastoureau che afferma che nessun principio o visione del mondo è perenne. Sarebbe finita la storia!
Ultima modifica di fabrizio guinzio il martedì 14 aprile 2015, 21:22, modificato 3 volte in totale.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 12 aprile 2015, 15:32

In conclusione, dovremmo cercare di essere considerati scientifici, in ogni campo. Che io sappia la Gran Bretagna(priva di Costituzione)il Commonwealth i Paesi nordici e scandinavi hanno fama di democraticità e minima corruzione, altri ahimè...Oltretutto il quadro politico attuale italiano è totalmente mutato da quello degli anni Quaranta del secolo scorso, la Costituzione spagnola del 1978(altro Paese che dirlo storicamente democratico ci vuole coraggio!) riconosce diritti totalmente ignorati dalla nostra ormai antiquata e via dicendo. Post - scriptum: mi è sfuggito che N85 ha dimostrato la fattibilità in dottrina giuridica costituzionale del cambiamento istituzionale italiano! Ma noi italiani potremmo tranquillamente cambiare in altri modi, da commedianti, alla napoleonica alla garibaldina alla...primo dopoguerra(Statuto albertino massacrato) ...secondo dopoguerra etc.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda Delehaye » domenica 12 aprile 2015, 18:13

eterno è dio se uno crede che possa esistere un dio!

il 139 è IMMODIFICABILE nella dottrina giuridica italiana!
come è IMMODIFICABILE la forma repubblicana italiana!

il termine "immodificabile" deve essere letto come termine giuridico, e non come termine profferito in altri luoghi e/o contesti!
è ovvio che NULLA (e sottolineo NULLA) è stato così, è così e così sarà in eterno!

quel termine vuole semplicemente e fortissimamente dire che la Costituzione, nelle sue parti fondative, è IMMODIFICABILE.
certo che se la maggioranza o la minoranza (ma più forte perchè con più potere, qualsiasi esso sia...) vuole cambiare la forma statuale dell'Italia lo possa fare senza lacci e lacciuoli! non c'è il sale sulla coda, per nessuno...
ma nel farlo c'è una CESURA con quella Costituzione, con QUEL PROGETTO!
l'Italia sarà un'ALTRA cosa!
quella Costituzione sarà violata, rotta, NON più usabile per un progetto DIVERSO nelle fondamenta!
e c'è da dire che ci saranno milioni o anche 1 sola persona che si opporranno alla distruzione della Costituzione! con TUTTI i mezzi disponibili: con le armi finanche! chi crede nei giuramenti! chi ha una sola parola! chi ha giurato credendo in quel giuramento! chi crede in quei valori! quel giuramento (che è un atto seppur obbligatorio... volontario: nessuno ti obbliga a fare quella professione che impone quel giuramento!) vincola le Persone! poi ci possono essere millemila opportunismi e personucole, figurarci, ne è piena la storia!

giocare a calcio impone (in maniera IMMODIFICABILE) che ci siano 2 squadre che si contendono (principalmente con i piedi) un pallone che serve a fare punteggio (con il goal) su un campo "solido"!
poi ci sono millemila altre regole, che possono cambiare, figurarsi... e cambiano!!!
ma QUELLA fondativa NO! essa rimane QUELLA!
vuoi cambiare una di quelle regole fondative IMMODIFICABILI? bene...
vuoi che il campo non sia più "solido", ma acquatico? quello NON sarà più calcio ma pallannuoto...
vuoi che si giochi non più con i piedi ma con le mani? quello NON sarà più calcio ma pallammano...

quindi l'IMMODIFICABILITA' della Costituzione significa che chi si prende la responsabilità di violarla, la viola per sempre e completamente! nessuna possibilità di pezze a colori, cambi "soft", o porcate del genere!
vuoi cambiarla? chi cambia si prende TUTTE le responsabilità di quel gesto! nel bene e nel male!
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 12 aprile 2015, 20:19

Sinceramente io mi sento vincolato alla volontà della nazione, liberamente e democraticamente espressa. Se N85 non ha preso un colpo di sole, cosa che escludo, esistono giuristi costituzionalisti che giustificano un cambio istituzionale italiano e conseguentemente spiegano, senza tirare in ballo bizzarrie latine e sudeuropee come pensavo io, la presenza di un partito democratico e monarchico(e di movimenti - associazioni monarchiche etc.) in Italia. Ora capisco perché deputati e senatori di quel partito hanno potuto tranquillamente dichiararsi realisti e sedere nel Parlamento del nostro Stato e perché la Corte Costituzionale abbia accettato un partito monarchico senza obbligo di cambio di denominazione. Carissimo Delehaye, io desidero essere in primis democratico e in secundis monarchico, in primis fattuale(viene prima il fatto) poi giuridico(viene dopo). Amo le Costituzioni ma non le idolatro: la Germania repubblicana nazista aveva la costituzione democratica di Weimar, quella sovietica all'epoca di Stalin era una costituzione all'avanguardia, chiedo perdono ma io avrei preferito vivere in Gran Bretagna, democratica monarchica e senza una formale(ma sostanziale sì) Costituzione. Preferisco la sostanza alla forma. Che Dio mi perdoni e salvi la Regina! Ciao,
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda Delehaye » domenica 12 aprile 2015, 20:42

fabrizio guinzio ha scritto:Carissimo Delehaye, sinceramente in Accademia militare non mi hanno insegnato...

fabrizio guinzio ha scritto:io desidero essere in primis democratico e in secundis monarchico...


[hmm.gif] [sweatdrop.gif] [yikes.gif] [crybaby.gif] [stretcher.gif]
vorrei capire quale significato dai al Giuramento, che avrai, per forza, dovuto profferire... avendo frequentato l'Accademia militare... (di seguito il testo post 1978):

« Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni. »

nessuno ti ha obbligato a dover entrare in Accademia! è stata una tua libera scelta, scelta che imponeva essere repubblicano fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del proprio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni!
se tu NON hai queste visioni... beh...
bisogna fare delle scelte, sempre! e prendersi le responsabilità e le conseguenze che ne derivano!
facile, troppo facile avere la botte piena, di vino ottimo, una moglie ubriaca e pure stupenda!!! parafrasando un agio popolare...

nel Regolamento 1929 (quello del Regno) si diceva che chi avesse violato il giuramento (« Giuro di essere fedele al Re ed ai suoi Reali Successori, di osservare lealmente lo statuto e le altre leggi dello Stato e di adempiere tutti i doveri del mio stato, al solo scopo del bene inseparabile del Re e della Patria. »), che era solennemente vincolante di parola d'onore, sarebbe stato uno spergiuro e macchiato d'infamia!!!

fabrizio guinzio ha scritto:Preferisco la sostanza alla forma.

un giuramento, ergo... è solo forma???
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 12 aprile 2015, 21:09

In certi casi sì. Se un giuramento è antidemocratico per me vale nulla. Ho amici militari spagnoli di idee politiche repubblicane(incluso un ammiraglio), amici militari italiani di idee politiche monarchiche. Credo che abbiano un sostanziale diritto ad averle ed a poter auspicare un cambiamento istituzionale, con metodi democratici, al di là del rispettivo giuramento al Re od al Presidente. Qualsiasi articolo neghi quel diritto, incompatibile con una autentica democrazia, che valore sostanziale, effettivo, morale, può mai avere? Diventa un obbligo formale e basta. In Norvegia sono stati fatti referendum e votazioni parlamentari monarchia - repubblica e credo che ogni nazione democratica debba avere diritto di scelta. Comunque, se rammento bene lo squallido articolo esiste anche in Spagna, democrazia discutibile anche se meno della nostra, mi sono dimenticato di chiedere notizie in merito. Se così fosse il giuramento dei militari spagnoli che valore potrà mai avere? E che valore aveva quello fatto alla Seconda Repubblica spagnola nata in seguito ad elezioni non governative ma puramente amministrative o in una Repubblica confermata con un referendum "leggermente" discusso come quello, più recente, albanese. Per carità di amata Patria non parliamo del nostro referendum che è una pagina da dimenticare. Ciao,
Ultima modifica di fabrizio guinzio il domenica 12 aprile 2015, 21:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 12 aprile 2015, 21:15

federico95 ha scritto:Allora mi chiedevo: che significato ha il fatto stesso che ci siano, a tutt'oggi, dei pretendenti al trono, cioè persone che, in poche parole, negano la legittimità dell'ordine costituito (la Repubblica in questo caso) e rivendicano invece il loro diritto ad essere riportati al potere, ripristinando l'ordine precedente?


Cercando di ritornare in parte in tema, personalmente non trovo nulla di così strano che un discendente di chi regnò su un territorio possa legittimamente dichiararsi pretendente al trono del Regno dei suoi avi nel caso, lontano/vicino/possibile/impossibile/futuro..., la Nazione decida per un cambio istituzionale e renda nuovamente disponibile il trono.
Questo non significa sovvertire l'ordine istituito o rappresentare un nemico dello Stato, semplicemente significa dichiarare la propria disponibilità a ricoprire quel ruolo che fu degli avi nel qual caso si rendesse nuovamente disponibile il trono ed anche un modo per mantenere viva la storia e ciò che i propri avi fecero nel passato.

Per quanto riguarda l'Italia, al di là di quanto alcuni costituzionalisti possano aver espresso, personalmente concordo con Delahye. Anche io ho sempre studiato che l'articolo 139 non è modificabile come gli altri articoli della nostra Costituzione e leggendo anche gli interventi dei padri costituenti nella formulazione di suddetto articolo, è chiara la volontà di renderlo intoccabile. Tutto ciò è democratico? Da un lato può essere considerato democratico visto che gli stessi padri costituenti furono eletti proprio per redigere il testo della costituzione e in quel momento rappresentavano il popolo italiano; dall'altro lato è altrettanto vero che vincolare un articolo della costituzione per l'eternità impedendo al popolo di poterlo modificare, non rappresenta il massimo della democraticità. Ad ogni modo, come ha scritto giustamente Delahye, se mai si giungesse ad una sua modifica, così come per i primi articoli della costituzione, si dovrebbe parlare non già di una semplice "modifica" della costituzione (come è già serenamente avvenuto in passato), ma di un cambiamento sostanziale della costituzione e quindi dovremmo considerarla una "nuova" costituzione. Poi, per carità, se tutto avviene senza spargimento di sangue, nulla di male.
Non vedo però il nesso sull'illegalità di eventuali partiti monarchici rispetto all'articolo 139. Se è vero che la forma istituzionale non è modificabile, non è altrettanto vero che sia vietata la formazione di partiti monarchici (come è invece per il partito fascista), pertanto ci possono tranquillamente essere partiti monarchici (come effettivamente ci furono per moltissimo tempo anche con notevole rappresentanza) senza che ciò sia in contrasto con la nostra costituzione o le leggi dello Stato. Che poi tali partiti, comunque, non possano modificare l'articolo 139, è una questione a parte [sweatdrop.gif]

In ultimo, parere personale. Io sono sempre stato abbastanza favorevole all'istituto monarchico. Un monarca garantisce maggiore imparzialità rispetto ad un presidente repubblicano eletto dai partiti, maggiore unità del Paese ed è simbolo identitario di maggiore valenza. Specificato ciò, però, ritengo anche che non sia un istituto adattabile a qualsiasi contesto sociale, storico, geografico, culturale. Mentre una repubblica la si può instaurare dovunque senza troppi problemi, una monarchia, soprattutto se costituzionale, necessità di un forte appoggio popolare: da questo punto di vista potremmo considerarla anche maggiormente democratica, poiché una repubblica anche con pochi favorevoli può sopravvivere, una monarca che non è accettato dal popolo, o mantiene il trono con la forza o sarà deposto inevitabilmente. Per quanto riguarda l'Italia, dopo 69 anni di repubblica, difficilmente potrà ormai tornare alla forma istituzionale monarchica. I testimoni del Regno si stanno pian piano spegnendo, senza contare che già quando nacque ebbe sempre un forte dualismo repubblica/monarchia e anche le difficoltà riscontrate nell'ultimo ventennio. Inoltre, oggi come oggi, abbiamo una Real Casa d'Italia divisa su due pretendenti (che a loro volta hanno rispettive schiere di sostenitori). Ed infine ci sono forti sostenitori anche di Casate di regni preunitari, in particolar modo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Abbiamo quindi una popolazione divisa su troppi fronti (pochissimi testimoni del Regno ed anch'essi comunque divisi tra repubblicani e monarchici; molti sostenitori della repubblica; tra i monarchici ulteriori divisioni tra i due pretendenti sabaudi e i pretendenti delle Casate preunitarie) e pensare che si possa raggiungere quella maggioranza utile ad un cambio istituzionale, io lo trovo più che difficile, quasi impossibile. Pertanto mi sento di consigliare ai monarchici, anziché a portare avanti idee di cambio istituzionale ormai davvero impossibili e che rischiano solo di relegarli nell'angolo dei nostalgici snobbati da tutti, di dedicare le proprie forze a promuovere una maggiore cultura dell'istituto monarchico, della storia patria, della storia della Real Casa d'Italia e anche delle Casate degli stati preunitari, al fine di mantenere viva la conoscenza nei giovani del passato per prenderne spunto di riflessione per il presente e futuro.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda Tilius » lunedì 13 aprile 2015, 10:55

Alessio Bruno Bedini ha scritto:"Il guaio più grosso della Repubblica è che, mentre il Re poteva essere di sangue straniero e di solito lo era, il presidente bisogna
sceglierlo fra gl'italiani" (Indro Montanelli, Diari 1957/78, 2009)

Montanelli era un ottimo giornalista e storico.
Ma talvolta scriveva delle fregnacce colossali.
Questa volta é una di quelle.
IMHO.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda Tilius » lunedì 13 aprile 2015, 12:19

Delehaye ha scritto:eterno è dio se uno crede che possa esistere un dio!

il 139 è IMMODIFICABILE nella dottrina giuridica italiana!
come è IMMODIFICABILE la forma repubblicana italiana!

il termine "immodificabile" deve essere letto come termine giuridico, e non come termine profferito in altri luoghi e/o contesti!
è ovvio che NULLA (e sottolineo NULLA) è stato così, è così e così sarà in eterno!

quel termine vuole semplicemente e fortissimamente dire che la Costituzione, nelle sue parti fondative, è IMMODIFICABILE.
certo che se la maggioranza o la minoranza (ma più forte perchè con più potere, qualsiasi esso sia...) vuole cambiare la forma statuale dell'Italia lo possa fare senza lacci e lacciuoli! non c'è il sale sulla coda, per nessuno...
ma nel farlo c'è una CESURA con quella Costituzione, con QUEL PROGETTO!
l'Italia sarà un'ALTRA cosa!
quella Costituzione sarà violata, rotta, NON più usabile per un progetto DIVERSO nelle fondamenta!
e c'è da dire che ci saranno milioni o anche 1 sola persona che si opporranno alla distruzione della Costituzione! con TUTTI i mezzi disponibili: con le armi finanche! chi crede nei giuramenti! chi ha una sola parola! chi ha giurato credendo in quel giuramento! chi crede in quei valori! quel giuramento (che è un atto seppur obbligatorio... volontario: nessuno ti obbliga a fare quella professione che impone quel giuramento!) vincola le Persone! poi ci possono essere millemila opportunismi e personucole, figurarci, ne è piena la storia!

giocare a calcio impone (in maniera IMMODIFICABILE) che ci siano 2 squadre che si contendono (principalmente con i piedi) un pallone che serve a fare punteggio (con il goal) su un campo "solido"!
poi ci sono millemila altre regole, che possono cambiare, figurarsi... e cambiano!!!
ma QUELLA fondativa NO! essa rimane QUELLA!
vuoi cambiare una di quelle regole fondative IMMODIFICABILI? bene...
vuoi che il campo non sia più "solido", ma acquatico? quello NON sarà più calcio ma pallannuoto...
vuoi che si giochi non più con i piedi ma con le mani? quello NON sarà più calcio ma pallammano...

quindi l'IMMODIFICABILITA' della Costituzione significa che chi si prende la responsabilità di violarla, la viola per sempre e completamente! nessuna possibilità di pezze a colori, cambi "soft", o porcate del genere!
vuoi cambiarla? chi cambia si prende TUTTE le responsabilità di quel gesto! nel bene e nel male!



Caro Vincenzo, vorresti spiegarci il perché detto articolo sarebbe immodificabile (al di là del profluvio di maiuscole e punti esclamativi che francamente trovo censurabile, in te come in chiunque altro: non riesci davvero a farne a meno? ;) non si può chiamare in causa la vaiassa napoletana che sbraita al mercato, ché tu maschio sei, epperò... :D )?

Anche io troverei poco logico modificare il 139 e quindi l'1 , ché si perderebbe un po' il senso costitutivo di detta Costituzione.
Dal punto di vista prettamente tecnico si tratta però di un articolo come un altro, ergo revisionabile, ergo sopprimibile... [hmm.gif]
Grazie.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda Delehaye » lunedì 13 aprile 2015, 20:45

É immodificabile non solo perché nell'articolo lo si dichiara così ma anche per le motivazioni ampie e dettagliate che i Costituenti hanno espresso nel concepirlo così. Motivazioni che possono essere lette nei lavori della Costituente da me sopra citati.
Non sono io che l'ho detto e/o dichiarato. Ma é la Costituzione stessa che rende quell'articolo immodificabile, secondo il volere dei Costituenti. Volere che mai é stato messo in discussione in maniera formale anche per pura teoria. Lasciamo perdere le elucubrazioni di tizio, caio o sempronio, costituzionalisti, ma assolutamente minoritari nell'ambito della materia.

P.s.: Un po' di vajassagine ci vuole... Come rendere evidente al nobile di turno (in questo caso il re) che è fuori luogo? Con un napoletanissimo pernacchio di eduardiana memoria... Eheheh

P.p.s.: Ma un re sarà... nobile?????? Mumble mumble...

http://www.treccani.it/enciclopedia/revisione-costituzionale/ ha scritto: I limiti della revisione costituzionale. - Per quanto riguarda i limiti alla revisione costituzionale, la dottrina distingue tra quelli c.d. espliciti e quelli c.d. impliciti. Limite esplicito è l’art. 139 Cost., che dichiara esplicitamente sottratta alla revisione costituzionale la forma repubblicana dello Stato (Repubblica). Questo limite non è altro che la positivizzazione nel testo costituzionale del risultato del referendum-plebiscito del 1946, che ha sottratto la scelta a favore della Repubblica alla stessa Assemblea costituente. Oltre a tale limite, vi sono poi, secondo la dottrina maggioritaria, ulteriori limiti impliciti. In primo luogo, collegando l’art. 139 Cost. con l’art. 1 Cost., è stata ritenuta sottratta alla revisione costituzionale non solo la forma repubblicana, ma anche quella democratica dello Stato (Forme di Stato e forme di governo). Oltre a ciò, la giurisprudenza costituzionale ha ritenuto che siano insuscettibili di revisione costituzionale i principi supremi dell’ordinamento, cioè tutti quei principi che «appartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana», tra i quali vanno annoverati il principio di sovranità popolare (art. 1 Cost.), quello di unità della giurisdizione costituzionale, quello di unità e indivisibilità della Repubblica, quello di laicità dello Stato (Laicità dello Stato) ecc.

Diversa dalla revisione costituzionale è, invece, la c.d. rottura della costituzione, oggetto di specifica attenzione nel corso dell’esperienza costituzionale tedesca tra le due guerre mondiali e, in particolare, di C. Schmitt. Per leggi di rottura della costituzione si intendono quelle leggi, approvate con il procedimento di revisione costituzionale, che derogano alla Costituzione, ma non introducono una modificazione stabile del testo costituzionale (che rimane, perciò, in vigore). Di tali rotture della costituzione si avvalse Hitler per concentrare su di sé tutti i poteri nel 1933, pur mantenendo formalmente inalterata la Costituzione del 1919. Per evitare il rischio di rotture della costituzione, l’art. 79 della Legge fondamentale tedesca del 1949 – ma non la Costituzione italiana, che anzi indica all’art. 138 l’esistenza di «altre leggi costituzionali», diverse dalle leggi di revisione costituzionale – prevede che questa possa essere modificata soltanto da una legge che ne modifichi o integri espressamente il testo.


inoltre, consiglio di leggere queste note della Corte Costituzionale: http://www.cortecostituzionale.it/docum ... enezia.pdf, che si riferiscono alla Conferenza “Possibilità e limiti della revisione costituzionale” tenuta dal Presidente della Corte Costituzionale Prof. Franco Gallo presso l’Auditorium Santa Margherita dell’Università Ca’ Foscari, in Venezia, venerdì 14 giugno 2013.
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Re: Pretese al trono: significato oggi

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 14 aprile 2015, 16:16

Carissimo Vincenzo, ho riletto il tuo post(quello un poco "vigoroso", diciamo così) e mi trovo d'accordo sul concetto che il fatto reale precede e governa il legale. Io sono stato troppo "leguleio"(summa lex summa iniuria). Chiedo scusa fin da ora agli amici spagnoli, militari e civili: la Costituzione spagnola può essere completamente revisionata, con l'unica eccezione di non farlo in guerra o durante lo stato di emergenza. Così mi hanno detto. Ma aggiungono che l'articolo già 139 della nostra contraddice la democrazia. Post - scriptum: i giuristi costituzionalisti anche da te richiamati, se pur in dottrina minoritari, rendono il discorso relativistico e quindi ho capito perché in Italia è legalmente possibile la presenza di partiti e movimenti monarchici, a differenza di quelli fascisti. Sarebbe stata impossibile, senza la tesi in favore di una corrente di scienza giuridica possibilista verso il mutamento istituzionale. In dubio pro reo. Ciao e grazie,
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