Stella al merito del lavoro

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Stella al merito del lavoro conferibile ai dip. pubblici

Messaggioda nicolad72 » domenica 29 marzo 2015, 23:29

Delehaye ha scritto:ma un lavoratore dipendente di ente "pubblico" (mettiamo locale) che non sottostà a nessuna decorazione di merito "settoriale"... come potrebbe essere decorato? [hmm.gif]

Con l'OMRI...

perchè il libero professionista bravo (che non riveste la qualifica di imprenditore) come può essere premiato... con l'OMRI.

Ripeto: non creiamo casi che non esistono!
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » domenica 29 marzo 2015, 23:35

le campane son state suonate! ;)
ovviamente si fa specula e nessuno si erge nè a tuttologo nè a "oro colato"
ringrazio Nicola di aver delucidato il tutto! [thumb_yello.gif]
il forum serve anche per fugare dubbi, con discussioni e non con assiomi! ;)
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Re: Stella al merito del lavoro conferibile ai dip. pubblici

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 29 marzo 2015, 23:39

Delehaye ha scritto:
un testo di legge non è un testo tautologico! va interpretato...
per momento si è scoperto che "i concetti fondamentali cui il disegno di legge si ispira", che sono bene evidenziati e scritti in discussione parlamentare nei lavori preparatori, concetti MAI più emendati/discussi/criticati, sono diversi dalla prassi di concessione dell'onorificenza...


Ma ci mancherebbe, hai pienamente ragione nell'affermare che il testo di legge che abbiamo in mano è diverso da quanto il relatore aveva discusso e di cui hai riportato l'interessante intervento. Quello che volevo indicare nel mio precedente intervento è che al di là dei desiderata del relatore, se poi quella legge, con quel testo (che è chiarissimo ed esclude i dipendenti pubblici) è stata votata, non troverei l'appiglio per andare a rifarsi ai desiderata delle discussioni in parlamento: qui non c'è interpretazione o dubbio che tenga, il testo è chiaro e se volevano inserire anche i dipendenti pubblici avrebbero potuto farlo, ma non l'hanno fatto, quindi....

Inoltre, se non ho letto male (ammetto di aver cercato il decreto originale, ma non trovandolo mi affido a quanto riportato da Wikipedia nella speranza sia corretto), la stella al merito del lavoro nel decreto degli anni '20 era concessa
ai soli lavoratori manuali d'ambo i sessi, cittadini italiani, occupati nell'industria, nel commercio o nell'agricoltura; ne erano espressamente esclusi i funzionari e gli impiegati

Se questo corrisponde al vero, si riallaccia a quanto avevo scritto in chiusura del mio intervento sulle finalità iniziali che aveva la stella e per il motivo per cui sono esclusi i dipendenti pubblici (sia in passato sia nel presente; anzi, inizialmente erano escluse anche le aziende con partecipazione statale inserite in leggi successive).

P.S. Nicola ha spiegato meglio di me il tutto, ma ormai avevo preparato questa risposta e l'ho inserita quasi in contemporanea agli altri interventi, quindi tenetevela :)
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » lunedì 30 marzo 2015, 2:05

art. 1 del Regio Decreto n° 3167 del 30 dicembre 1923 pubblicato nella G.U.R.d'I. n° 36 del 12 febbraio 1924:
1. E' istituita la decorazione della "Stella al merito del lavoro".
2. La decorazione della "Stella al merito del lavoro" è concessa esclusivamente ai lavoratori d'ambo i sessi occupati nelle industrie, nel commercio e nell'agricoltura, i quali si segnalino per singolari meriti di perizia, di fedeltà e di buona condotta morale.
3. La decorazione è riservata ai lavoratori manuali.
4. Essa non può essere conferita nè a funzionari, nè ad impiegati o impiegate pubblici o privati di nessuna categoria.
fonte: http://augusto.digitpa.gov.it/gazzette/ ... 1924036_P1

art. 1 del Regio Decreto-Legge n° 20 del 3 gennaio 1926 pubblicato nella G.U.R.d'I. n° 116 del 15 gennaio 1926:
1. La decorazione della "Stella al Merito del Lavoro", istituita con R. decreto 30 dicembre 1923, n. 3167, potrà essere concessa ai lavoratori manuali, i quali siano occupati nel territorio del Regno e delle Colonie ed abbiano i requisiti prescritti dal suddetto decreto, ancorchè dipendenti da aziende appartenenti allo Stato, alle Provincie, ai Comuni ed ai corpi morali.
fonte: http://augusto.digitpa.gov.it/gazzette/ ... 1926011_P1

art. 1 della Legge n° 2389 del 18 dicembre 1952 pubblicata nella G.U.R.I. n° 302 del 31 dicembre 1952 (ABROGATO):
1. La decorazione della "Stella al merito del lavoro", istituita con regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3167, è concessa esclusivamente ai lavoratori subordinati d'ambo i sessi dipendenti da imprese private o da imprese cooperative, anche se soci di queste ultime, i quali si segnalino per singolari meriti di perizia, di laboriosità e di buona condotta morale.
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=052U2389

art. 1 della Legge n° 1427 del 20 dicembre 1965 pubblicata nella G.U.R.I. n° 1 del 3 gennaio 1966 (VIGENTE):
2. Di esse possono beneficiare anche i lavoratori subordinati di ambo i sessi dipendenti da Enti pubblici che svolgano attività analoga a quella di imprese privato purchè abbiano rapporti di lavoro regolati da contratti di impiego privato.
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=065U1427

art. 1 della Legge n° 316 del 1° maggio 1967 pubblicata nella G.U.R.I. n° 133 del 29 maggio 1967 (ABROGATO):
1. La decorazione della "Stella al merito del lavoro", istituita con il regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3167, è concessa ai lavoratori dipendenti da imprese pubbliche o private, anche se soci di imprese cooperative, nonché da aziende o stabilimenti dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli Enti pubblici, che si siano particolarmente distinti per singolari meriti di perizia, di laboriosità e di buona condotta morale.
2. La decorazione comporta il titolo di "Maestro del lavoro"
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=067U0316

art. 1 della Legge n° 143 del 5 febbraio 1992 pubblicata nella G.U.R.I. n° 43 del 21 febbraio 1992 (VIGENTE):
1. La decorazione della «Stella al merito del lavoro», istituita con il regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3167, è concessa ai lavoratori ed alle lavoratrici dipendenti da imprese pubbliche e private, anche se soci di imprese cooperative, da aziende o stabilimenti dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e degli enti pubblici, nonché ai lavoratori ed alle lavoratrici dipendenti da organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro e dalle associazioni legalmente riconosciute a livello nazionale, che abbiano almeno uno dei seguenti titoli:
a) si siano particolarmente distinti per singoli meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale;
b) abbiano con invenzioni o innovazioni nel campo tecnico e produttivo migliorato l’efficienza degli strumenti, delle macchine e dei metodi di lavorazione;
c) abbiano contribuito in modo originale al perfezionamento delle misure di sicurezza del lavoro;
d) si siano prodigati per istruire e preparare le nuove generazioni nell’attività professionale.
2. La decorazione comporta il titolo di «Maestro del lavoro».
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=092G0154

questa è la cronistoria.
c'è da dire che ad ogni passaggio c'è una "apertura" differente... quella del 1967, ancorchè scritta in maniera PESSIMA e non capibile, voleva aprire a TUTTI i lavoratori dipendenti (al di la della "committenza" pubblica e/o privata)... poi (come ha spiegato benissimo Nicola) quell'intento... è naufragato per... "sintassi"! ;)
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Tilius » lunedì 30 marzo 2015, 8:01

Delehaye ha scritto:3. La decorazione è riservata ai lavoratori manuali.

...

c'è da dire che ad ogni passaggio c'è una "apertura" differente... quella del 1967, ancorchè scritta in maniera PESSIMA e non capibile, voleva aprire a TUTTI i lavoratori dipendenti (al di la della "committenza" pubblica e/o privata)... poi (come ha spiegato benissimo Nicola) quell'intento... è naufragato per... "sintassi"! ;)


Per quanto non tenga in alta opinione né l'aspetto legislativo della nostra tradizione parlamentare, né quello attuativo della nostra tradizione amministrativa... forse non é solo il pessimo enunciato a dover essere considerato causa della mancata elargizione a todos della decorazione in argomento.

L'intenzione originaria era cristallina: premiare i lavoratori più umili, per i quali non erano previste o possibili altre decorazioni, mentre per i ranghi della pubblica amministrazione già si avevano - solo per citare i due di più ampio corso - l'Ordine della Corona d'Italia e quello dei SSML. Non cito nemmeno l'Esercito, fra quei ranghi, per il quale, oltre ai due citati, si aveva una pletora di onorificenze specifiche.

Sapendo l'ingordigia di chi ha già e ancor più vuole, si volle espressamente vietare il conferimento ad ogni altra categoria che non fosse quella del lavoro manuale, onde evitare scippi inverecondi.

Inverecondia che invero il legislatore del '67 sapeva perfettamente dove stesse di casa; meno chiaro gli era dove abitassero grammatica e sintassi (se infili sostantivi e/o aggettivi inutili e ridondanti per il mero gusto burocratico italiota del farlo, prima o poi qualcuno ti presenta il conto...).

Mi piace pensare che la NON applicazione sia dovuta a un rigurgito di decenza, inconfessato quanto fermo.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » lunedì 30 marzo 2015, 9:26

Tilius ha scritto:Inverecondia che invero il legislatore del '67 sapeva perfettamente dove stesse di casa; meno chiaro gli era dove abitassero grammatica e sintassi (se infili sostantivi e/o aggettivi inutili e ridondanti per il mero gusto burocratico italiota del farlo, prima o poi qualcuno ti presenta il conto...).

Mi piace pensare che la NON applicazione sia dovuta a un rigurgito di decenza, inconfessato quanto fermo.


Concordo pienissimamente!!! [thumb_yello.gif]

Conoscendo da che parte di barricata sto il mio intento non era riferibile a perorare novelli scippi e pettipieni!
Avere comunque dei riferimenti chiari ed inequivocabili sarebbe desiderabile. Il testo novellato nel 1968 e confermato nel 1992 sebbene con integrazioni, purtroppo pone almeno in specula (grazie Nicola di averci spiegato che almeno l'applicazione é... salva!!!) dei dubbi.

anche se l'operaio (non l'impiegato) "bravo" direttamente dipendente dal pubblico (dal 1923 ad oggi) resta de facto escluso da ogni onorificenza/decorazione... premiare il lavoro meramente manuale, ok! ma fare figli e figliastri? OCI, OSSL, OMRI... allo spazzino di turno? o al fognatore? o all'interratore?... mi piacerebbe conoscere se sono state elargite! eheheheheh
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 30 marzo 2015, 11:55

L'esigenza di creare nell'Italia unita una decorazione che premiasse i meriti del lavoro degli italiani, risale se ben ricordo all'epoca di Umberto I, con l'istituzione nel 1898 della “Decorazione del merito agrario ed industriale” (destinata sostanzialmente agli imprenditori, con una medaglia d'onore per i lavoratori dipendenti).
Solo pochi anni più tardi, probabilmente per lo scarso successo che la decorazione aveva incontrato presso l'opinione pubblica (troppo pochi i conferimenti, sotto forma di una decorazione-medaglia piuttosto convenzionale, e percepiti di minore importanza rispetto ad altre onorificenze), il successore Vittorio Emanuele III decise di "elevare" nel 1901 la decorazione in "ordine" per aumentarne il prestigio.
Ma già nel 1923-24 (quando la società italiana stava ormai entrando nell'era industriale), si sentì l'esigenza di differenziare in maniera più marcata i conferimenti tra imprenditori-datori e lavoratori dipendenti, e l'onorificenza venne quindi sdoppiata nell' "Ordine al Merito del Lavoro" per i primi, e nella "Stella al Merito del Lavoro" per i secondi (con la creazione di nuove e più "accattivanti" insegne smaltate). Abbiamo poi visto quante e quali successive modifiche abbiano interessato la Stella del Lavoro negli anni successivi fino ai nostri giorni...

Se l'Ordine del Lavoro ha mantenuto sostanzialmente invariate le sue finalità originarie di premiare le capacità di quegli italiani che riescono a "costruire" un'impresa di successo (si spera - soprattutto visti i tempi che corrono - onestamente e legalmente), la Stella - nata dall'esigenza di riconoscere il prolungato impegno, l'efficienza e la dedizione al lavoro (manuale e non) dei dipendenti più o meno di ogni campo e livello - ha assistito come abbiamo visto a molti successivi adattamenti nei suoi criteri di conferimento (seguendo i mutamenti sociali che hanno gradualmente trasformato il nostro Paese nell’ultimo secolo).

Come già ricordato, per i dipendenti pubblici si erano già dall'inizio del novecento consolidati quegli "automatismi" che prevedevano il conferimento di onorificenze alla carriera (in particolare la Corona d'Italia per gli impiegati e l'OSSML per le gerarchie più elevate) - per lo più dopo vent'anni di onorato servizio - ed esistevano diverse altre distinzioni di anzianità per i dipendenti statali di diversi settori di attività.
Credo quindi che fin dall'inizio, nelle intenzioni dei legislatori che crearono l'Ordine e poi la Stella del Lavoro, fossero esclusi dalle finalità premiali delle due decorazioni i funzionari e i dipendenti dello stato (anche perché si presume che questi ultimi, vincolati da un giuramento di fedeltà e di impegno nei riguardi della nazione, debbano svolgere il proprio lavoro come un dovere e un onere).

Possiamo essere più o meno in accordo con i suddetti principi e criteri di assegnazione, ma concordo in ogni caso sul fatto che la normativa della Stella – nonostante i tanti aggiustamenti – rimanga formulata in maniera poco chiara e opinabile (come in molti altri casi purtroppo, vedi ad esempio la legge 178/51). Dico questo perché so di diversi casi di proposte segnalate in buona fede da diversi uffici pubblici, per lavoratori dipendenti più che meritevoli e degni, che sono state respinte al mittente con la scarna formuletta “non previsto dalla normativa”… [hmm.gif]
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Re: Stella al merito del lavoro conferibile ai dip. pubblici

Messaggioda gnr56 » lunedì 30 marzo 2015, 12:05

nicolad72 ha scritto:La normativa parla di imprese sia pubbliche che private.
Il dipendente di impresa pubblica non è un dipendente pubblico.
Ergo non può essere conferita a dipendenti pubblici, perché l'impresa pubblica (a capitale pubblico) è comunque disciplinata dal codice civile ed i loro dipendenti non hanno lo status di pubblici dipendenti, i quali solo quelli che dipendono direttamente dallo stato o da alti enti pubblici (che sono cosa diversa dalle imprese pubbliche).


Volendo accettare la lettura interpretativa di Nicolad72 e di T.G. Cravarezza dell' art. 1 della Legge n° 143 del 5 febbraio 1992 pubblicata nella G.U.R.I. n° 43 del 21 febbraio 1992 (VIGENTE), vorrei comprendere meglio la distinzione operata tra dipendenti di impresa pubblica e pubblici dipendenti.

Nel campo sanitario, ad esempio, Le Aziende Sanitarie Locali e Azienda Ospedaliere e Ospedaliero Universitarie hanno sia personalità giuridica pubblica che autonomia imprenditoriale.

Ciò si esplica nell’’obbligo di adozione di un atto aziendale di diritto privato, che ne disciplina l’’organizzazione ed il funzionamento (art. 3, comma 1-bis, d.lgs. n. 502 del 1992), nella capacità di disporre del proprio patrimonio secondo il regime della proprietà privata (art. 5, d.lgs. n. 502 del 1992), nel dovere di informare la propria attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità, nel dovere di rispettare il vincolo di bilancio, attraverso l'equilibrio di costi e ricavi, compresi i trasferimenti di risorse finanziarie, nonché nella capacità di agire di regola mediante atti di diritto privato, e nella possibilità di concludere secondo le norme di diritto privato indicate nell'atto aziendale i contratti di fornitura di beni e servizi.

Ne consegue che le unità sanitarie locali, costituite in aziende, pur avendo secondo il giudice amministrativo la natura di enti strumentali delle regioni (Cons. St., sez. V, 27 aprile 2003, n. 4306), nel perseguire i propri fini agiscono in concreto utilizzando gli strumenti di un imprenditore privato.

Si può, quindi, definire il loro dipendenti come rientranti nella nozione di dipendente di impresa pubblica e non di dipendente pubblico?
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda gnr56 » lunedì 30 marzo 2015, 12:13

Mario Volpe ha scritto: Dico questo perché so di diversi casi di proposte segnalate in buona fede da diversi uffici pubblici, per lavoratori dipendenti più che meritevoli e degni, che sono state respinte al mittente con la scarna formuletta “non previsto dalla normativa”… [hmm.gif]


Trattandosi di una benemerenza non vi è(sino ad ora) alcun interesse a "contestare" tale orientamento.

Mi domando, però, se qualcuno manifestasse questo interesse come si potrebbe esprimere il T.A.R. del Lazio in merito?
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 30 marzo 2015, 12:26

Sulla questione delle "aziende" ospedaliere, devo essere sincero che anche a me era sorto il medesimo dubbio. Dubbio del resto che riguarda proprio e solo questa fattispecie perché sulla distinzione iniziale tra aziende con partecipazione pubblica e uffici pubblici penso sia tutto invece molto chiaro.
A questo punto attendiamo il parere di qualche esperto, anche se, da ignorante della materia, riterrei che pur utilizzando la denominazione "azienda" e pur avendo un'autonomia quasi privatistica, non riesco a considerare identiche le aziende ospedaliere dalle aziende a partecipazione pubblica come può essere un'azienda dell'acqua locale.

Riguardo invece la questione di un ricorso al tar, penso che non ci sia molto da discutere e interpretare: la legge è chiarissima in merito e non so come un giudice del tar potrebbe accogliere la richiesta di un dipendente pubblico in merito a tale benemerenza.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda nicolad72 » lunedì 30 marzo 2015, 12:52

Il contratto di lavoro delle Asl e delle AO è di diritto pubblico ego esclusi dalla normativa. Il denunciato "agiscono come" rafforza la natura pubblica non la sminuisce perche se si trattasse di società e enti privati a capitale pubblico quel "agiscono come" non avrebbe alcun senso.

Poi la stella è riservata ai dipendenti d'ordine escludendo quelli di concetto.
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » lunedì 30 marzo 2015, 12:58

vorrei precisare che il mio intento NON è quello di avere una "nuova" insegna per addobbare chicchessia... [dev.gif]
ma solo discettare, il più amichevolmente possibile, confortati da dati certi e fonte primarie, su quello che oggettivamente parrebbe un "pastrocchio" (ovviamente dal mio punto di vista, che NON ha nessuna validità reale, essendo solo un'opinione, pergiunta discutibile e rigettabile!) [angel]


Mario Volpe ha scritto:Come già ricordato, per i dipendenti pubblici si erano già dall'inizio del novecento consolidati quegli "automatismi" che prevedevano il conferimento di onorificenze alla carriera (in particolare la Corona d'Italia per gli impiegati e l'OSSML per le gerarchie più elevate) - per lo più dopo vent'anni di onorato servizio - ed esistevano diverse altre distinzioni di anzianità per i dipendenti statali di diversi settori di attività.

ma per gli impiegati di "bassa lega" dipendenti direttamente dagli enti pubblci/locali? essi che possibilità avevano di vedersi conferita ieri un OCI o un OSSML, o oggi un OMRI? [hmm.gif] [zip.gif], escludendo le decorazioni "settoriali"... che non coprivano/coprono tutti i settori...

Mario Volpe ha scritto:Credo quindi che fin dall'inizio, nelle intenzioni dei legislatori che crearono l'Ordine e poi la Stella del Lavoro, fossero esclusi dalle finalità premiali delle due decorazioni i funzionari e i dipendenti dello stato (anche perché si presume che questi ultimi, vincolati da un giuramento di fedeltà e di impegno nei riguardi della nazione, debbano svolgere il proprio lavoro come un dovere e un onere).

il punto di flesso c'è stato nella definizione (scritta pedestramente e oggettivamente non capibile nel senso che volevano dai i legislatori!) dell'art. 1 nel 1967! e che è quello che tutt'ora (dovrebbe essere visto che quel brano non è stato intaccato dal novellamento del 1992!).
un premio dovrebbe/deve premiare una eccezionalità! non certo l'ordinarietà! se una professione è particolarmente "eroica" non si premia quel lavoratore con una decorazione... bensì lo si individuerà, magari, con un distintivo di appartenenza!
il discorso che fa il carissimo Mario però si scontra con tutto l'apparato decorativo messo su all'inizio con le decorazioni "settoriali" che premiavano varie funzioni e attività.
restano esclusi (di fatto!) i "bassi" lavoratori pubblici, seppur eccezionali!

gnr56 ha scritto:Nel campo sanitario, ad esempio, Le Aziende Sanitarie Locali e Azienda Ospedaliere e Ospedaliero Universitarie hanno sia personalità giuridica pubblica che autonomia imprenditoriale. [... etc...]

ti ricordo che qualcosina di più chiaro e vigente c'è (anche se è precedente alla normativa 1967 novellata - ma sostanzialmente invariata in quel passo - nel 1992, e quindi non tiene conto dei desiderata del legislatore 1967/1992):
art. 1 della Legge n° 1427 del 20 dicembre 1965 pubblicata nella G.U.R.I. n° 1 del 3 gennaio 1966 (VIGENTE):
2. Di esse possono beneficiare anche i lavoratori subordinati di ambo i sessi dipendenti da Enti pubblici che svolgano attività analoga a quella di imprese privato purchè abbiano rapporti di lavoro regolati da contratti di impiego privato.
fonte: http://www.normattiva.it/atto/caricaDet ... e=065U1427

gnr56 ha scritto:Mi domando, però, se qualcuno manifestasse questo interesse come si potrebbe esprimere il T.A.R. del Lazio in merito?

T.G.Cravarezza ha scritto:Riguardo invece la questione di un ricorso al tar, penso che non ci sia molto da discutere e interpretare: la legge è chiarissima in merito e non so come un giudice del tar potrebbe accogliere la richiesta di un dipendente pubblico in merito a tale benemerenza.

da una parte (come ci dice Nicola - che è esperto!) c'è un testo di legge, che a lettura è inequivocabile, anche se scritto pedestramente!
dall'altra parte (come ci dice Mario - che è esperto!) c'è una "prassi" burocratica di rigetto!
da un'altra parte ancora (come dice Del Carretto - che è il relatore della legge 1967!) c'è un desiderata del legislatore che cozza apertissimamente con la prassi burocratica e con un testo che seppur scritto pedestramente nella sua accezione di significato è chiara, leggendo i lavori parlamentari!

cosa farebbe un TAR? sempre se ci fosse una persona, a cui la burocrazia avesse diniegato l'onorificenza perchè “non previsto dalla normativa”, che s'imbarcasse in un ricorso...
nessuno di noi ha la palla di vetro.
ci possono essere 2 visioni di parte non solo sui "tecnicismi", ma anche sulle "opportunità" di tale "allargamento" della stella al merito del lavoro...
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Delehaye » lunedì 30 marzo 2015, 13:01

nicolad72 ha scritto:Poi la stella è riservata ai dipendenti d'ordine escludendo quelli di concetto.

questo è vero (se vogliano definire il "d'ordine" il "lavoro manuale"), però, solo dal 1924 fino al 1952!
NON più vero dal 1952 ad oggi!
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda Mario Volpe » lunedì 30 marzo 2015, 13:11

nicolad72 ha scritto:Poi la stella è riservata ai dipendenti d'ordine escludendo quelli di concetto.


Questo non mi risulta. Abbiamo recentemente insignito della Stella due italiani residenti negli Emirati che sono tutt'altro che "d'ordine": il primo, Capitano di Marina Mercantile, dirige a Dubai da molti anni gli uffici di una importante compagnia di navigazione italiana; il secondo, ingegnere (ed uno dei massimi esperti di impianti di desalinizzazione), è consulente presso un'importante società europea di ingegneria ad Abu Dhabi...
Il candidato deve essere un "dipendente" (e ovviamente non un imprenditore per il quale è proponibile l'OML), ma non necessariamente un semplice esecutivo o manovale...
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Re: Stella al merito del lavoro

Messaggioda nicolad72 » lunedì 30 marzo 2015, 14:19

Mario, non vedo perché non crederti, ma la cosa mi stranisce, mentre per un impiegato d'ordine l'esecuzione dei punti da a) a d) della legge del 1992 costituiscono meriti eccezionali che esulano dagli ordinari doveri, per dei quadri direttivi o dei dirigenti costituiscono un dovere inerente la funzione... da lì il mio assunto è riservato ai dipendenti "d'ordine".
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