"More nobilium"

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Re: "More nobilium"

Messaggioda Delehaye » martedì 17 marzo 2015, 17:45

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:...

Il termine "concessione" va bene per la nobiltà di Grazia.
Per la nobiltà di giustizia sarebbe più esatto il termine "riconoscimento".

T.G.Cravarezza ha scritto:Pertanto se serve quindi un'azione esterna alla famiglia, significa che lo status è qualcosa di "concesso", non un diritto naturale e inalienabile, perché altrimenti sarebbe appunto automatico, naturale e non necessitante di un'azione di terzi (vuoi il brevetto del sovrano, vuoi la cooptazione nel consiglio nobiliare cittadino...).

Certamente serviva "l'azione esterna".
Ciò però non toglie che una vota ottenuto questo "colpo di bacchetta magica" il diritto diventava ereditario e inalienabile.
Non serviva un'altra "azione esterna".


simpatico accostare i termini "concessione" con "ereditario e (n.d.r.: soprattutto!) inalienabile" [arf2.gif] [stretcher.gif]
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Delehaye » martedì 17 marzo 2015, 17:49

poi una cosa "non mi è chiara" ;) ... perchè moltissimi sovrani nelle loro legislazioni contunuavano ad inserire quelle "fandonie" del proprio intervento per fare la nobiltà... e quelle altre "fandonie" sulla perdita della nobiltà!

o erano dei mattacchioni che volevano giocare con i sudditi, imbrogliando le carte... o erano proprio tonti! non lo sapevano che loro, sovrani, dicevano e legiferavano in un senso e tutti i nobili invece s'attrezzavano diversamente??? [bangin.gif]
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 marzo 2015, 17:58

Delehaye ha scritto:simpatico accostare i termini "concessione" con "ereditario e (n.d.r.: soprattutto!) inalienabile" [arf2.gif] [stretcher.gif]


Perché no?
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Delehaye » martedì 17 marzo 2015, 18:04

dio? cosa c'entra dio??? [hmm.gif] [nonono.gif]

e poi che ORRIBILE nobiltà ha tratteggiato Sergio... una nobiltà gretta, menefreghista delle regole e delle gerarchie, egocentrica, tutta intenta a mantenere le proprie prerogative contro tutti e tutto, insensibile ed irriconoscente perfino verso il proprio sovrano o consesso nobiliare cittadino, unico fortisimamente voluta volonta la perpetuazione di uno status, alla facciaccia di tutto e tutti... mammamiaaaaaa
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 marzo 2015, 18:10

Dio nel senso del destino, del fato, della Provvidenza.
Interpreta come vuoi.
La frase comunque non è mia ;)
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Delehaye » martedì 17 marzo 2015, 18:16

;) ma "dare" NON è "concedere"...
;) ed un "dio" (o "fato", "destino", "Provvidenza") NON è un "sovrano ("terrestre")" od un "consesso nobiliare cittadino"...
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 marzo 2015, 18:28

L'autorità preposta (Sovrano, consiglio decurionale ecc.) in quel tipo di visione era mossa da Dio, dal fato, dal destino, dalla Provvidenza.
In questo senso la nobiltà era un qualcosa di trascendente.
Non sto scherzando, era questo il modo in cui era vista ;)

C'era anche un famoso libro sul tocco taumaturgico del re ..
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Re: "More nobilium"

Messaggioda nicolad72 » giovedì 19 marzo 2015, 12:03

Concordo con Alessio, ma aggiungerei anche la tradizione familiare.
Per vivere more nobilium occorre - oltre a censo, cultura, proprietà e via dicendo - anche continuità storica (tradizione), magari non antichissima (vogliamo parlare di almeno tre generazioni).
Per il resto mi limiterei a parlare di ceto alto-borghese che vive sicut, ma non more
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Re: "More nobilium"

Messaggioda contegufo » venerdì 20 marzo 2015, 21:13

Salve

Mi spiace tornare coi piedi per terra ma tutte queste attribuzioni sanno di ragionamento di "maniera" volendo impacchettare caratteristiche le più varie ognuna delle quali personalissima.
Nel mio piccolo ho conosciuto persone appartenenti al quel ceto ma devo dire che la realtà era ben diversa, salvo presentarsi in formale esibizione tanto naturale quanto forzata con cadute di stile di cui non ci si accorgeva nemmeno.
Tanta era la propria considerazione da non riuscire a percepire ne quello che si diceva ne quello che si faceva.
Il quadro che se ne trae mi sembra del tutto meccanico ......

Saluti
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 20 marzo 2015, 21:34

Io parlo per l´età moderna, credo di averlo abbondantemente specificato.
La nobiltà era qualcosa di sacro.
Molti hanno studiato questo argomento.
Per quanto riguarda l´oggi le cose sono molto diverse.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda contegufo » venerdì 20 marzo 2015, 21:38

Salve

Le persone di ieri non sono molto diverse da quelle di oggi a cominciare dall'ipocrisia.....

saluti
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 20 marzo 2015, 21:57

contegufo ha scritto:Le persone di ieri non sono molto diverse da quelle di oggi a cominciare dall'ipocrisia...

No, per l´ipocrisia direi che le cose sono uguali ieri e oggi.
Molto interessante lo studio sull´uomo del Seicento "l´elogio della dissimulazione" di Villari..
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Re: "More nobilium"

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 21 marzo 2015, 12:07

Carissimi mi sembra che, per tutte le epoche(periodi aurei, o età ferree) si debba rammentare che una cosa sono i modelli ideali un'altra la realtà. La cavalleria, la nobiltà ed il relativo more nobilium di questo topic hanno vinto come modelli persistenti, sono concetti con significati positivi(non essere cavallereschi, essere ignobili hanno invece assunto, addirittura ed immeritatamente, connotati negativi) ma non hanno mai coinciso con la realtà mondana. La santità(i santi e le sante) per i cristiani, i giusti per gli ebrei, il bonus civis dicendi peritus per Roma antica, l'essere umano bello e buono per l'Ellade e potremmo continuare con altri esempi mi sembrano essere sempre stati, in questo mondo, purtroppo, realtà minoritarie. In tutte le Età, dall'Antichità ad oggi.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Delehaye » sabato 21 marzo 2015, 12:19

non è che poi questi nobili nella Storia siano stati veri e reali esempi di elementi positivi, sia eticamente, sia moralmente, sia "evangelicamente" (in un senso ampissimamente ecumenico!)... [confused.gif]

cerchiamo di dare, almeno noi, almeno oggi, un senso alla nobiltà, che non sia piaggerie o (auto)incensamenti, pieni di visioni imperiture ed eterne di una condizione quasi atavica quasi divina...
la nobiltà è stata la (auto)codificazione di una élite di potere (sia essa stata militare, amministrativa, economica e/o religiosa)!

la visione "cortese" lasciamola agli osannamenti letterari!
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Re: "More nobilium"

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 21 marzo 2015, 22:51

Carissimo Delehaye, non sono stato chiaro e sono pertanto stato frainteso. Il cavaliere se non ereditario o di particolari categorie non coincide e non coincideva con il nobile e pur avendo assunto questi signori connotati positivi non mi risulta mai essere giunti ad essere un modello di vertice come per esempio i santi e le sante cristiani, i giusti e le giuste israeliti, i boni cives dicendi periti dell'antica Roma o i belli e buoni antichi greci(pur belli solo nelle statue idealizzanti e tanto buoni da far dire al buon Virgilio timeo Danaos et dona ferentes), categorie che infatti sono del tutto indipendenti dall'essere o non essere aristocratici. Ho solo osservato che, parlando di categorie sociali dirigenti, solo la nobiltà ed il notabilato ed in senso lato il loro "more" sono riusciti a far avere un senso positivo alla parola che li identifica, nobilis = noto; la mia opinione è che il fatto sia dovuto all'essere prevalentemente un ceto militare, contrassegnati dalla spada(anche nelle carte da gioco) e quindi con l'eroismo - l'eroe per loro modello culturale. Oltretutto essendo gente d'armi non era "igienico" parlarne male. Comunque tutte categorie relativamente recenti, che se parliamo di antichità secondo un lord e politico inglese(l'autore del programma "House of cards") le categorie ed i mestieri più antichi del mondo sono la prostituzione il primo e la politica il secondo, che ha tanto ma proprio tanto in comune con il primo. Ciao.
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