pierfe ha scritto:Ho trovato il topic di grande interesse e con dei buoni approfondimenti, ma un po' fuori dal tempo.
Se la nobiltà non è riconosciuta nella Repubblica italiana non può esserci il more nobilium, se la vita del nostro tempo è diversa in continua evoluzione da quella statica dei secoli passati come sarebbe possibile valutarlo?
Quale beneficio si godrebbe oggi se si vivesse more nobilium?
Impariamo a dare ai nostri studi quella serietà e quella concretezza che meritano e smettiamo di far sorridere chi è fuori di questi giri dei nostri discorsi.
Solo lo Stato ha l'autorità per certificare quella che un tempo si chiamava nobiltà, e da noi questa possibilità non esiste più!
Non esistono ordini italiani dove chi entra con "prove nobiliari" certifica pubblicamente la sua possibile nobiltà.
Non esistono organizzazioni dove si ottiene un riconoscimento di carattere pubblico della propria nobiltà.
In Italia non ci sono oggi pubblicazioni che certificano la nobiltà della propria famiglia perchè sono tutte interpretazioni del pensiero personale di chi pubblica questi libri, inserendo quello che più torna utile secondo criteri che sono spesso fuori dalle normative che erano stabilite dal Regno d'Italia.
Oggi possiamo considerare e distinguere solo Famiglie Storiche e Famiglie NON Storiche valutando quanto fecero quelle famiglie durante il lungo spazio dei secoli, così vedremo delle Famiglie che ressero le sorti di piccole comunità per secoli molto più storicamente valide di altre che ottennero un titolo nobiliare per aver ad esempio pagato una Chiesa senza poi aver realizzato nessun' altra azione degna di nota a favore della comunita...
La nobiltà odierna esiste solo nei discorsi di chi si interessa a questo evento storico, o si limita ad un discorso privato che non porta ad alcun beneficio che si esterni nel pubblico eludendo quindi l'importante valore che ebbe nel passato, pertanto offre solo la certezza che se un simile "nobile" fosse anche plurilaureato, ricchissimo e non facesse nulla nella vita per non stancarsi pensando così di emulare il more nobilium del passato, nella reltà oggettiva avrebbe solo la certezza certificata privatamente che non lo vive.
Escludo da questo discorso il Sovrano Militare Ordine di Malta - SMOM che appartiene ad un ordinamento statuale che non è italiano, e in quanto Sovrano applica i criteri che meglio ritiene validi compreso il suo concetto di more nobillium.
Pier Felice degli Uberti
Da un punto di vista storico però non è mai esistito uno stile di vita comune a tutti i nobili italiani nè tantomeno alle persone che vivevano "more nobilium".
In età moderna o contemporanea c'erano nobili che vivevano come grandissimi signori e nobili che vivevano come alla stregua di pezzenti.
Per il "more nobilium" poi le differenze erano ancora più chiare: in alcuni piccoli paesi del sud Italia bastava essere poco più che grossi contadini e massari per essere considerati di vita "more nobilium". Per contro nelle grandi città per essere considerati di vita "more nobilium" occorrevano patrimoni ingenti quasi quanto necessitava per l'acquisto di un feudo!
Dunque lo stile di vita del nobile o del "more nobilium vivens" è sempre stato un ideale.
Non è mai esistita una codifica di ciò che queste categorie sociali avrebbero dovuto essere.
Per tali motivi penso che sia più che possibile immaginare come una persona che non è nobile, oggi possa vivere "alla maniera dei nobili".
Lo stile di vita che una persona può e vuole avere è indipendente dal riconoscimento dello stato.



nessuno stemma!
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