Una figlia adottiva

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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda antonio33 » sabato 21 febbraio 2015, 22:29

Quindi, giustamente, dare del bastardo a qualcuno non è necessariamente un'offesa: tuttavia sarebbe perlomeno scortese rivolgersi a un figlio naturale (oggi), illegittimo (ieri), chiamandolo bastardo...
Anche un cane è diventato un meticcio.

Saluto tutti.
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 24 febbraio 2015, 17:07

Penso anche io che in un qualsiasi lavoro storico araldico genealogico attuale si possano usare come termini corretti figli legittimi, adottivi, naturali, se appurato solo legali(quelli putativi). Sempre rammentando, come fattoci presente da Guido5, che le tabulae legis predominano sullo jus sanguinis: nel caso citato da Goethe in Germania, riguardo la somiglianza di un sovrano locale con mi sembra un salumiere dovuta al comportamento della madre e non del padre, non cessa il diritto di regnare di quel dinasta e dei suoi discendenti. Idem per appartenenza a famiglie nobili, e naturalmente anche per famiglie borghesi. Ciao,
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda antonio33 » mercoledì 25 febbraio 2015, 10:58

fabrizio guinzio ha scritto:... le tabulae legis predominano sullo jus sanguinis...


fabrizio guinzio ha scritto:Penso anche io che in un qualsiasi lavoro storico araldico genealogico attuale si possano usare come termini corretti figli legittimi, adottivi, naturali, se appurato solo legali(quelli putativi).


Condivido. Se oggi mi accingo alla stesura di un albero genealogico è giusto che adoperi la terminologia attuale.

Quindi, ad esempio, facendo riferimento al medioevo, indicherò Tizio, detto il Bastardo, figlio naturale (anche se ovvio...)

Ciao e grazie!
Saluto tutti.
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 26 febbraio 2015, 15:21

Il termine " bastardo " ha assunto una connotazione offensiva che in origine non esisteva .
Un po' come " villano" ovvero abitante delle ville, campagne oppure negro , che in italiano è aggettivo e sostantivo, fino a pochi decenni fa del tutto innocuo , ovvero nigger, termine in origine neutro nella lingua inglese , diventato dispregiativo .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda contegufo » giovedì 26 febbraio 2015, 18:40

Salve

Credo che nel caso in questione pur mantenendo fede alla verità storica il termine più adatto sarà quello che non offende oggi la comune sensibilità.

Saluti
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda antonio33 » domenica 8 marzo 2015, 18:40

Esempio:
Nell'albero genealogico il nostro è citato come
Tizio (1265 1298) detto Tizio il Bastardo.

Penso che nessun eventuale disceso potrà lamentarsi. Anche perché, come giustamente afferma Sergio:
GENS VALERIA ha scritto:Il termine " bastardo " ha assunto una connotazione offensiva che in origine non esisteva


Saluto e ringrazio tutti.
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda Tilius » lunedì 9 marzo 2015, 1:56

Dante ha scritto:Oh Romagnuoli tornati in bastardi!

Io vorrei tanto sapere donde viene codesta favoletta che il termine bastardo non avesse significato dispregiativo insino dal suo primiero utilizzo...
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 9 marzo 2015, 2:19

Tilius ha scritto:Io vorrei tanto sapere donde viene codesta favoletta che il termine bastardo non avesse significato dispregiativo insino dal suo primiero utilizzo...


Dalla Treccani:
bastardo agg. [dal fr. ant. bastard (mod. bâtard), voce di origine incerta]. –
1. Termine generico per indicare un ibrido fra due razze, spec. di animali o di piante; frequente anche come s. m. (f. -a).
2.
a. Che ha nascita illegittima: un figlio b., una figlia b.; più frequente come sost.: è un b., una bastarda. Con questo sign. è in genere spreg., e spesso adoperato come ingiuria.
b. Per estens., spurio, non schietto: parole, locuzioni b.; o degenere, corrotto: tempi b.; discendenti bastardi.
3. Nelle arti e nei mestieri, è riferito ad arnesi, strumenti, ecc. che si discostano dalla forma o dalla grandezza comune o tipica:


Di conseguenza più che connotazione dispregiativa, direi che un tempo era sinonimo di "illegittimo" o "naturale", ma è ovvio che non fosse un complimento perché in sostanza significava non essere "normale/giusto", cioè nato da una coppia sposata. Che poi un tempo, a differenza di oggi, lo si usasse nel linguaggio comune, mi pare ovvio leggendo i vari testi storici e le varie genealogie, ma rimane comunque un termine che anche all'epoca indicava una situazione non positiva [sweatdrop.gif]
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda Tilius » lunedì 9 marzo 2015, 8:34

Comprendo che in passato qualche (raro) personaggio abbia avuto la grandezza di sostanze e di valore e di retaggio (ancorché irregolare) e (non ultima) di autoironia onde trasformare l'odioso appellativo in una sorta di marchio di fabbrica, ributtante soprannome di cui menar vanto invece che vergogna (ma il tutto funzionava essenzialmente attraverso quel precipuo livello del riscatto che scaturiva dal'l'affiancare le imprese personali all'orrido nomignolo, onde per contrasto ne scaturisse sia il magnificarsi ulteriore della gloria delle prime, sia l'annichilirsi del letterale, ingiurioso significato per il secondo).
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda antonio33 » lunedì 9 marzo 2015, 11:01

Tilius ha scritto:Comprendo che in passato qualche (raro) personaggio abbia avuto la grandezza di sostanze e di valore e di retaggio (ancorché irregolare) e (non ultima) di autoironia onde trasformare l'odioso appellativo in una sorta di marchio di fabbrica, ributtante soprannome di cui menar vanto invece che vergogna.


Visto che citiamo la Treccani:
di Gino Benzoni
FEDERICO da Montefeltro, duca di Urbino. - Nasce a Gubbio (Perugia) il 7 giugno 1422, frutto, ci si affretta a spiegare, d'una relazione tra il maturo conte di Montefeltro ed Urbino Guidantonio ed una giovane "soluta", ossia non sposata; per rendere costei un po' meno fantomatica le si sono poi attribuite le fattezze d'una damigella di corte, Elisabetta degli Accomanducci dei conti di Petreio, in seguito sposa ad un conte Bandi riminese, cui darà un figlio, chiamato anch'egli Federico.


E, come se poi non bastasse, sempre nell'ambito del parentado dei Montefeltro, il Tizio di cui sopra sarebbe Filippo (1265 1298), detto Filippuccio il Bastardo, fratellastro di Corrado, conte di Pietrarubbia.

Bastardo era un nome (Bardo in aiuto per citazione esatta...) con il quale era normale battezzare.

Per la tranquillità di quei lontani parenti che ebbero la fortuna (o la disgrazia?) di avere una figlia adottata da un personaggio famoso (risalite all'origine di questo argomento...), comunque, sull'albero genealogico mi limiterò a un figlia adottiva.
Saluto tutti.
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda bardo » lunedì 9 marzo 2015, 14:38

antonio33 ha scritto:Bastardo era un nome (Bardo in aiuto per citazione esatta...) con il quale era normale battezzare.


Ricordo Bastardo Malatesta, vissuto nella prima metà del XIV secolo. Di lui abbiamo un bel sigillo (S. BASTARDI DE MALATESTIS) conservato al Museo Nazionale di Ravenna.

Interessante anche la figura del notaio cesenate Matteo Bastardi, figlio di Giovanni e nipote di Donato, mercante di calzature, dal quale poi si trasmise il cognome. Nel proprio testamento il notaio ricorda di far celebrare per i nonni paterni delle messe nell'anniversario della morte:

Item unum annuale in ecclesia episcopatus et unum annuale in ecclesia fratrum predicatorum pro anima Bastardi callegarii. Item unum annuale in ecclesia sante Marie servorum pro anima domine Malgarite olim uxoris dicti Bastardi (ASC, notarile, Stefano Stefani, 23, 1 luglio 1457)

Sempre nella seconda metà del XV secolo troviamo ser Andrea Bastardi, notaio di Dovadola.

cfr. Il testamento di un notaio e la storiografia tra XIV e XV secolo, in P.G. Fabbri, La società cesenate nell'età di Malatesta Novello Malatesti, Cesena 2000, pp. 37-45.
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda antonio33 » martedì 10 marzo 2015, 4:27

Grazie a Bardo, come sempre gentile, puntuale e preciso...
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda Guido5 » martedì 10 marzo 2015, 17:17

Cari amici,
beh, parlando di Romagna non dimentichiamo che in alcune zone (forse con una punta di malizia) bastérd vuol dire semplicemente bambino. Segnalo inoltre che a Malta gli atti di battesimo riportavano la dizione “figlio legittimo e naturale”…
Tornando al problema posto da antonio33, nel mio albero genealogico c’è una vicenda interessante che non potevo ignorare. Il 29 agosto 1860 è nato a Costantinopoli Józef Mikurski, figlio dei "coniugi illegittimi" Józef Mikurski (talis pater, talis filius!) e Bernardine Fourouge, polacco lui, trasferitosi prima in Francia poi in Turchia, francese lei. Józef junior è stato battezzato due anni dopo, il 19 marzo (festa di san Giuseppe) e ha avuto come padrino il mio trisavolo Józef Ratyński. Quest’ultimo, senza figli dopo quattro anni di matrimonio, ha adottato il bambino che ha preso così il suo cognome. Come a volte capita, dopo l’adozione Józef Ratyński e sua moglie Zofia hanno avuto cinque figli ma la nascita del primo maschio, nel 1871, ha scatenato la gelosia di Józef jr. che ha tentato si soffocare il fratello nella culla e, per questo, è stato messo in collegio… I suoi discendenti in linea maschile hanno il cognome Ratyński. Cosa curiosa, Józef Migurski (la pronuncia è praticamente identica a Mikurski) è il protagonista di un racconto di Lev Tolstoj "За чтo?" ("Per che cosa?") anche se in realtà si tratta di Wincenty Mikurski, fratello di Józef senior.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda antonio33 » martedì 10 marzo 2015, 20:21

Guido5 ha scritto:
Come a volte capita, dopo l’adozione Józef Ratyński e sua moglie Zofia hanno avuto cinque figli ma la nascita del primo maschio, nel 1871, ha scatenato la gelosia di Józef jr. che ha tentato si soffocare il fratello nella culla e, per questo, è stato messo in collegio…


Che sapesse di essere stato adottato?
[offtopic.gif] Molto spesso il modo migliore che hanno i genitori per curare la gelosia di un figlio nei confronti di un fratellino è manifestare affetto al geloso e così rassicurarlo.
Mandarlo in collegio, invece...

Saluto tutti.
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Re: Una figlia adottiva

Messaggioda Tilius » martedì 10 marzo 2015, 21:57

A me paiono le classiche eccezioni che... etc etc etc.
Contenti voi... Immagine Immagine Immagine
http://www.etimo.it/?term=bastardo
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