Signore di Castello ha scritto:La figura di regio giudice ai contratti soprattutto nel 600 era di appannaggio della nobiltà. Infatti, negli archivi di stato si può agevolmente verificare che ogni famiglia nobile, compreso quelle ricevute nel SMOM nelle classi nobili di onore e devozione e grazia e devozione, ha nell'alberano qualche regio giudice ad contracta.
Tuttavia alcune pubblicazioni, probabilmente redatte frettolosamente, non misurano il periodo storico con il ceto del regio giudice a contratti limitandosi ad un'unica definiziaone generica dell'ufficio.
Non è così.
Come non tutti sanno, un notaio del 500-600 era sicuramente nobile mentre un notaio del 1800 era facilmente un borghese ma poteva essere anche un nobile. Così un vescovo del 500-600 era sicuramente nobile, mentre uno dell'800 poteva non esserlo. Pertanto, ai fini di un riconoscimento nobiliare, bisogna individuare il periodo storico nel quale è stata concessa la nomina regia o ecclesiastica per verificare il ceto e la considerazione di cui godeva una famiglia in quel dato momento storico (solo in quel momento). Quali erano gli ascendenti del nominato e quali i discendenti.. Quali sono state le loro gesta.. etc... Infatti, il susseguirsi di cariche, privilegi, usi, e il mantenimento di uno status per secoli fino ai giorni nostri può legittimare un discendente di quell'antica famiglia a definirsi nobile.
Se la nomina di regio giudice ai contratti è l'unica carica presente nella genealogia di una famiglia il risultato è che la stessa non è mai stata nobile.
Scusate per le lungaggini.
Cordialmente
Questo intervento mi è sfuggito e lo leggo solo oggi.
Quanto scritto devo dire essere palesemente falso.
1. Il giudice a contratti non era appannaggio della nobiltà
Ho esaminato quasi tutti i relevi feudali calabresi dal Cinquecento all'Ottocento e molte delle relazioni ostiatim ancora conservate presso l'archivio di stato di Napoli: il giudice non è quasi mai nobile.
Ci sono alcuni casi di piccola nobiltà, soprattutto nel Cinquecento, ma sono rari.
2. Per quanto riguarda i notai è praticamente la stessa cosa.
Ho consultato migliaia di atti notarili presso gli archivi di stato di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Ancona, Roma, L'Aquila e la sezione di Locri: i notai anche del Cinquecento raramente sono nobili. Certamente sono benestanti e rispettati ma non nobili.
3. E' sbagliato tentare un paragone con i Vescovi.
Questi certamente in età moderna erano quasi sempre nobili.
Ma stiamo parlando di rendite elevate che i notai o i giudici certamente non godevano.
Sull'argomento cito ancora NAYMO V., Notai e notariato in Calabria in Età Moderna, Soveria Mannelli 2008.
Per quanto riguarda il reclutamento non saprei invece dire più di quanto detto in questa discussione
http://lecalabrie.forumup.it/about593-lecalabrie.htmlSi potrebbe immaginare che il reclutamento fosse a livello di università dato che ogni giudice a contratti opera esclusivamente entro il territorio comunale.
Inoltre non abbiamo atti relativi al reclutamento conservati presso gli archivi di stato o presso gli archivi delle famiglie nobili, almeno da quanto io sappia.
Un'ultima questione metodologica: vi invito quando esponete delle tesi, soprattutto se controverse, a inserire una vostra esperienza di ricerca oppure una pubblicazione.
Altrimenti le vostre tesi rischiano di essere un "parlare per sentito dire", cosa che in un forum che vuole essere scientifico come il nostro non è accettabile.