da Patrizio Giangreco » martedì 30 dicembre 2014, 23:49
Occorre tener presente che la Cavalleria, in quanto categoria sociale specificamente definita, è nata e si è sviluppata attorno all’anno mille e ha avuto la sua piena espressione e giustificazione con le Crociate. All’epoca, esisteva la classe nobiliare costituita dai proprietari terrieri che, in base alle regole e distinzioni feudali, erano direttamente legati al sovrano. In tale contesto, i Cavalieri costituivano il gradino immediatamente inferiore alla classe nobiliare ed erano anch’essi direttamente legati al proprio Signore. Con le Crociate vennero costituiti gli Ordini Cavallereschi, sulla cui storia non è certo questo il luogo su cui soffermarsi.
Dopo l’epoca crociata, che si può considerare come l’epoca della cavalleria militante, gli Ordini Cavallereschi sono diventati dei riconoscimenti, o premi, che i sovrani concedevano ai propri sudditi per le loro imprese in vari campi, tale uso è stato mutuato da qualunque forma di governo (persino dai paesi socialisti), fino all’epoca attuale.
A tale stato di cose fanno eccezione due sole istituzioni: l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e il Sovrano Militare Ordine di Malta, che sono gli unici ad aver conservato intatto attraverso la loro storia il carattere di ordine cavalleresco militante. Cito soltanto questi perché sono gli unici ad avere un riconoscimento ufficiale della Santa Sede (che tutelava gli ordini cavallereschi all’epoca crociata) nominandone per il primo il Gran Maestro e per il secondo un Rappresentante (Patrono), entrambi nella persona di un cardinale.
Gli ordini cavallereschi attuali non hanno quindi connotazioni sociali particolari, l’unica eccezione è costituita dal Regno Unito dove, esistendo ancora una struttura sociale che identifica la classe nobiliare, si è inteso dare anche agli insigniti degli ordini cavallereschi , nei soli due gradi più alti o in quelli a classe unica, una connotazione sociale, concedendo agli stessi l’appellativo di Sir o Dame. Ci sono poi altre peculiarità che potrebbero essere oggetto di prossime discussioni.
Ritengo, pertanto, impraticabile una qualche tavola sinottica che paragoni i gradi dei vari ordini assegnando ad essi dei pesi e dei ranghi.