"Diritto" all'uso di uno stemma

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"Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Dogberry » martedì 23 dicembre 2014, 12:52

Buongiorno a tutti i cortesi forumisti,

Ritorno su un tema gia' varie volte trattato per sottoporre il mio caso personale, ed avere delle opinioni sicuramente piu' fondate su esperienza e conoscenza
specifica di quanto possa essere la mia.. Dopo un bel po' di ricerche e di "scavi" sono riuscito a risalire abbastanza indietro nelle origini della mia famiglia
da trovarne il collegamento con la famiglia Bencini di Firenze, di cui si trova documentato uno stemma di cittadinanza, sia in vari testi che in sepolture nella chiesa di Santa Maria Novella. In dettaglio (cerchero' di essere breve, non vorrei annoiare oltremodo), il capostipite dei vari rami familiari e' un tal Baldese, nato intorno al 1250, da cui nasce Albizzo intorno al 1280, da cui Bencino intorno al 1310 e da cui originano almeno tre fratelli: Leonardo di Bencino (che spesso pero' "si firma" Baldesi), Giovanni di Bencino di Albizzo di Baldese, notaio, che a volte "si firma" Johannes Bencini, a volte Johannes q. Bencino Baldesi, a volte Johannes q. Bencino.., e Andrea di Bencino, nato attorno al 1350, da cui origina il mio avo diretto Pagholo di Andrea, nato nel 1386 circa (tutti questi "circa" e "attorno" si devono al fatto che i documenti da me consultati, perlopiu' catastali e notarili, non sempre collimano al 100% riguardo alle eta', un anno in piu' o un anno in meno evidentemente non erano considerati fondamentali..). Andrea di Bencino nel Catasto fiorentino del 1427 risulta iscritto nella famiglia di Giovanni di Bencino di Albizzo di Baldese, mentre Pagholo in anni successivi risulta residente nel contado, come poi tutti i suoi discendenti e miei antenati.
Lo stemma Bencini risulta essere stato utilizzato sia dai fratelli Leonardo di Bencino che da Giovanni di Bencino ecc.., come pure gia' in precedenza da un loro cugino, piu' anziano di una decina d'anni, che porta pero' il cognome Baldesi ed il cui ramo familiare si estingue con la sua unica figlia. Vorrei sottolineare che non c'e' nessun legame con un'altra e molto piu' famosa famiglia Baldesi di Firenze, nel mio caso si tratta di un cognome "transitorio" che si e' poi stabilizzato in Bencini a partire dalla fine del Trecento. Mi rendo conto di averla fatta anche troppo lunga: non ho trovato nessuna traccia del fatto che Andrea di Bencino, e tantomento Pagholo suo figlio, abbiano mai fatto uso personale di questo stemma familiare, dato che le sepolture da Pagholo in poi non sono in Santa Maria Novella a Firenze bensi' in una pieve del contado, Sant' Andrea a Cercina, dove c'e' si' una lapide di famiglia, ma che non riporta nessuno stemma, solo la dicitura "restaurata nel 1712"; presumo quindi ne esistesse una precedente, di cui pero' non ho trovato finora alcuna memoria. Pertanto.. secondo voi puo' essere corretto storicamente un uso (ovviamente del tutto privato) di questo stemma familiare da parte del mio ramo, visto che comunque l'avo Andrea di Bencino era fratello di chi lo aveva utilizzato, oppure no?
Si tratta di uno stemma di cittadinanza, gli eredi di Leonardo e Giovanni hanno avuto alcune cariche pubbliche nel Cinquecento e Seicento ma niente di trascendentale (podesta' in alcuni paesi e cittadine, priori delle arti) mentre i miei antenati diretti sono stati inizialmente medi proprietari di terre nel contado, con proprieta' rapidamente frazionate tra i molti eredi, divenuti altrettanto rapidamente contadini, prima lavorando il proprio campo, e poi mezzadri, con diciamo alterne fortune economiche. Vorrei comunque concludere sottolineando che riuscire ad arrivare al Trecento (ed immodestamente e come auspicio, mi piace aggiungere "per ora"...) e' stato di per se' di enorme soddisfazione, a prescindere dai risultati, e vorrei pertanto unirmi di nuovo all'invito sempre rinnovato dai nostri amministratori e moderatori: scavare sempre a ritroso...
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda fama78 » martedì 23 dicembre 2014, 19:01

Complimenti per la ricerca. Per quanto riguarda l'uso dello stemma penso (perché sono il meno adatto nel trarre conclusioni visto che sono un neofita della materia) che si possa usare liberamente: in primis perché, come sostenuto da altri eminenti forumisti, in Italia non c'è regolamentazione per l'uso degli stemmi visto che stiamo in Repubblica, in secundis perché, essendo un discendente diretto-affine, ne avresti tutto il diritto senza che ciò creerebbe menzogna. Ma ripeto, questo è un pensiero di neofita.
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 23 dicembre 2014, 19:14

La faccio molto semplice: cos'è lo stemma? Una rappresentazione grafica del cognome?
Inteso in questo senso se hai dimostrato che appartieni a quella determinata famiglia puoi rappresentare il tuo cognome nello stesso modo in cui lo facevano i tuoi parenti, anche se i tuoi antenati non lo hanno fatto.
Se appartenete alla stessa famiglia e hai documentato questo, io credo sia naturale fare ciò e non avrebbe senso creare un nuovo stemma.
Potresti al limite brisare quello stemma, modificarlo leggermente (magari cambiando un colore) per far capire che sono due rami diversi.
Ma sempre la stessa famiglia sono.
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda contegufo » martedì 23 dicembre 2014, 20:13

Salve

Ma certo, dopo una così bella ricerca lo stemma è tuo a tutti gli effetti e penso che nessuno di buon senso avrebbe da ridire.
Ci mancherebbe altro!
Bravo.

Saluti
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Dogberry » martedì 23 dicembre 2014, 21:17

Grazie a tutti per il vostro parere e per i complimenti... Devo dire di avere avuto anche una discreta fortuna, soprattutto ad avere incontrato fin dall'inizio prima un parroco davvero gentile, poi persone molto competenti e disponibili sia all'Archivio Diocesano che all'Archivio di Stato di Firenze. A questo punto sceglierò la mia variante preferita tra gli stemmi che ho trovato nei vari testi per inserirla come avatar... Una spero perdonabile piccola vanità..
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Tilius » martedì 23 dicembre 2014, 22:31

L'uso di un tale stemma poco si accorda con le legislazioni araldiche del tempo in cui esistevano, legislazioni araldiche.

Che si possano vantare diritti in un certo senso morali (la famigghia é la famigghia...) é certamente una suggestione romantica che infonde entusiamo, ma, ancora, ha poche basi, giacché, a quanto mi pare di capire, nel proprio ramo familiare l'utlizzo di uno stemma, quale che sia, non é mai attestato (né il censo della famiglia, mi pare di capire, ne avrebbe giustificato l'uso, se non fugacemente... e comunque tali figaci occasioni, a quanto se ne sa, non furono colte).

Certo, da un punto di vista eminentemente pratico, l'uso di una tale stessa arma avrebbe infinitamente più senso (logico, oltre che storico) che non inventarsene una ex-novo.

Giro il quesito in quest'ottica di mera praticità: esistono rami ancora fiorenti della famiglia che veramente utilizzò un tale stemma? E che magari hanno utilizzato questo stemma insino a tempi recenti?
Se no, vada pur via tranquillo col suo recupero antiquario.
Se sì, si faccia uno scrupolo di coscienza: cosa ne penserebbero i miei lontanissimissimi parenti se ne usurpassi lo stemma?
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Tilius » martedì 23 dicembre 2014, 22:33

Alessio Bruno Bedini ha scritto:La faccio molto semplice: cos'è lo stemma? Una rappresentazione grafica del cognome?
Inteso in questo senso se hai dimostrato che appartieni a quella determinata famiglia puoi rappresentare il tuo cognome nello stesso modo in cui lo facevano i tuoi parenti, anche se i tuoi antenati non lo hanno fatto.
Se appartenete alla stessa famiglia e hai documentato questo, io credo sia naturale fare ciò e non avrebbe senso creare un nuovo stemma.

Caro ABB, la fai semplicissima & praticissima.
E tutta questa semplicità discende dal fatto che non esite più alcuna legislazione araldica che tuteli la materia (araldica nobiliare).
In altri tempi, tutta questa semplicità non sarebbe stata possibile.
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 23 dicembre 2014, 22:46

Tilius ha scritto:Caro ABB, la fai semplicissima & praticissima.
E tutta questa semplicità discende dal fatto che non esite più alcuna legislazione araldica che tuteli la materia (araldica nobiliare).
In altri tempi, tutta questa semplicità non sarebbe stata possibile.


Bè sbagli perchè in passato si faceva anche di peggio.
Sono numerosi i casi di abusi araldici nel Cinquecento e nel Seicento.
Famiglie che si riallacciavano arbitrariamente ad altre con lo stesso cognome.
E' celebre il caso dei Guidi di Volterra che dopo un processo, con decreto del 1719, su istanza di Francesco Guidi, arcivescovo di Pisa, e di Camillo Guidi, ammiraglio delle galere toscane, furono dichiarati discendenti degli antichi Conti Guidi di Dovadola,
Ci comunque furono molti altri casi fino al Novecento.

Come vedi caro Tilius non è questione di legislazione..
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Tilius » mercoledì 24 dicembre 2014, 0:33

Caro ABB, sbagli perché non é che, se in passato qualcuno barava e la faceva franca, questo significhi che non esistessero precise norme in materia, molto più frequentemente applicate in senso punitivo che non nelle poche eccezioni assolutive (fra cui quella che citi).
E anche se per assurdo queste norme fosse state una pagliacciata ( e non lo erano ) dando luogo a procedimenti sempre conclusisi in favore degli smaniosi d'altrui stemma ( e raramente si concludevano in tal senso ), ciò non torrebbe il fatto che esse comunque davano luogo a provedimenti giudiziari, la qual cosa non é mai semplice.

Oggi puoi fare quello che ti pare. Semplicemente.

Spero sia chiara la differenza dei due contesti.
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda N85 » mercoledì 24 dicembre 2014, 3:28

Caro Dogberry,
se sei un Bencini, non vedo problemi ad utilizzare lo stemma della tua famiglia. Fossi in te farei qualche ricerca per capire se esistano ancora dei discendenti degli altri rami ed eventualmente quale stemma utilizzino e, di conseguenza, potresti sceglierne una diversa variante (ho visto che già il Ceramelli Papiani, al fasc. 539, ne indica almeno due versioni) o utilizzare lo stesso con una brisura, in modo da mantenere il legame con la famiglia d'origine e allo stesso tempo non ingenerare confusione con gli altri rami.
Per la brisura da scegliere magari puoi farti consigliare da qualcuno in forum dopo aver pubblicato lo stemma
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 24 dicembre 2014, 5:29

Caro MT rimaniamo di idee diverse.
Per quello che ho avuto modo di studiare io, le cose erano molto semplici per chi aveva soldi.
Bartolomeo d´Aquino nato povero e diventato l´ho più ricco del Regno nel Seicento si ricollegó senza problemi agli Aquino, famiglia di San Tommaso, quando compró il titolo di Principe di Caramanico.

Da che mondo è mondo, quando si hanno soldi da distribuire le leggi sono eludibili (anche ai nostri giorni).
Sono io troppo realista o tu troppo romantico?
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda pierfe » mercoledì 24 dicembre 2014, 10:21

Lo stemma oggi è l'espressione grafica di un nome (inteso come cognome) e se assunto oggi l'espressione grafica del nome di una persona, non della famiglia.
Ritengo che quando uno usa lo stemma di una famiglia omonima commette un furto araldico, comportamento grave dal punto di vista morale, la soluzione come è stata qui scritta è la brisura, ma deve essere chiara e definita, rendendolo un altro stemma che nulla ha a che vedere con la famiglia a cui si riferisce (questo vale per l'Italia al contrario di quanto avviene in Scozia dove ciascuno ha il suo stemma brisato).
A questo punto l'uso di uno stemma è in Italia è un fatto privato, ricordo che in Italia le leggi araldiche del regno d'Italia erano molto diverse da quelle spagnole o del Regno Unito, e per le famiglie non nobili l'uso degli stemmi doveva avere carattere pubblico e per almeno 100 anni (si doveva dimostrare che non era solo usato nei biglietti o carta da visita).
Il mio consiglio se uno vuole uno stemma e non un logo (un autore del secolo passato consigliava di registrare l'assunzione dello stemma dal notaio e registrarlo come marchio) deve rivolgersi solo ad un ufficio araldico di Stato.
Per noi italiani oggi esiste solo quello della Repubblica del Sudafrica (che ha valore in tutti i Paesi del Commonwealth), oppure Zimbawe o Kenia.
Del resto solo nel secolo passato e durante il regno d'Italia quando uno non poteva dimostrare i 100 anni di distinta civiltà si rivolgeva agli araldi spagnoli.
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Dogberry » mercoledì 24 dicembre 2014, 11:08

Grazie di nuovo per le illuminanti opinioni. Sinceramente non ho alcuna intenzione di "appropriarmi" dello stemma di una famiglia omonima (sinceramente devo dire che non vedo pero' nel mio caso perche' dovrebbe trattarsi di omonimia: sara' a causa della mia scarsa competenza specifica), figuriamoci: forse non sono stato chiaro e completo nel mio primo messaggio. Sono soltanto risalito alla comune origine di una famiglia che prima della divisione in vari rami utilizzava questo stemma Immagine, che invece e' stato trasformato in questo (in due versioni diverse, nell'altra i leoni sono leoparditi) dai rami che avevo citato in occasione della nomina a cariche podestarili e simili:
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Il mio interesse riguarda naturalmente la prima versione, riallacciata alla comune origine antecedente alla divisione in rami successivi, e di cui tra l'altro apprezzo molto esteticamente la semplicita'.
Comunque il mio interesse assolutamente primario e' la ricerca genealogica e storica, questa "incursione" nell'aspetto araldico rappresenta per me una sorta di divertissement, absit iniuria verbis. Vedo invece che si tratta di un tema estremamente sensibile per chi ha molta piu' competenza, e non intendo certo toccare corde cosi' lontane dalla mia realta'.. al mio ego basta ed avanza discendere da chi ha contribuito a modellare questo paesaggio ;) :
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda antonio33 » mercoledì 24 dicembre 2014, 12:26

pierfe ha scritto:A questo punto l'uso di uno stemma è in Italia è un fatto privato, ricordo che in Italia le leggi araldiche del regno d'Italia erano molto diverse da quelle spagnole o del Regno Unito, e per le famiglie non nobili l'uso degli stemmi doveva avere carattere pubblico e per almeno 100 anni (si doveva dimostrare che non era solo usato nei biglietti o carta da visita).

Per le famiglie non nobili... cioè per le quali non esista la patente.
Ho una domanda e approfitterei della cortesia e della competenza del dottor degli Uberti.
Qualora uno stemma sia in uso da secoli, precedente il regno d'Italia e mai confermato in alcun modo (almeno documentato) da concessioni, come (e se...) sarebbe stato normato dopo il conseguimento dell'unità d'Italia?
Un cordiale saluto natalizio a tutti!
Antonio
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Re: "Diritto" all'uso di uno stemma

Messaggioda Dogberry » martedì 30 dicembre 2014, 12:39

Buongiorno a tutti i cortesi forumisti,
In questi giorni maggiormente "rilassati" ho riletto sia il mio primo messaggio che alcune delle risposte, e mi sono reso conto sia di non essere probabilmente stato sufficientemente chiaro all'inizio, sia di avere lasciato senza risposta alcune osservazioni.. quindi, sperando di continuare a non annoiare troppo, volevo aggiungere alcune precisazioni. La mia famiglia e' Bencini, il cognome e' attestato fino dalla fine del Trecento, ed ho trovato la prova della discendenza dallo stesso capostipite, ovvero Bencino di Albizzo, Priore a Firenze nel 1346, cui si riferisce lo stemma familiare nella sua versione piu' "semplice". Dei suoi discendenti, una parte ha poi avuto cariche pubbliche ed ha usato una versione modificata dello stemma, aggiungendo i leoni, sia rampanti che leoparditi (al momento ne ignoro le ragioni), ovvero:

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Non so ancora se questo ramo familiare sia ancora esistente o meno: diciamo che e' stato il ramo piu' "attivo" pubblicamente, con vari rappresentanti che hanno ottenuto cariche quali podesta', priori, gonfalonieri. La traccia piu' recente che ho trovato riguarda un Vicario di Lari, nel 1767; gli anni di maggiore presenza pubblica di questo ramo familiare sono tra il 1470 ed il 1550 circa. A livello di curiosità, un esponente di questo ramo, Lionardo Bencini, e' stato raccomandato da Lorenzo de' Medici in una lettera del 1488 affinche' gli venisse concessa dal Papa la podesteria di Cesena: in tale lettera Lorenzo afferma a suo riguardo "io ordinariamente da me stesso li porto affectione assai, per essere stato sempre amico di casa mia" .. ma ad ogni modo la podesteria non venne ottenuta, e vorrei aggiungere che la lettera non risulta poi particolarmente "pressante".
Al momento attuale non mi risulta nessun uso, neanche nell'arco di tutto il Novecento, di tale stemma.
A partire dal 1450 circa, il mio ramo familiare ha invece rappresentato una sorta di "cugini di campagna", mi si passi la bêtise, ed effettivamente non ho riscontri riguardo ad un qualsiasi uso dello stemma "originario". Ho solo alcuni indizi di una sorta di piccola notabilita' "rustica", quali ad esempio l'essere l'unica famiglia della parrocchia di appartenenza ad avere sepoltura nella loggia della pieve, la presenza appunto di una lapide restaurata nel 1712, quindi preceduta da altra, di cui pero' non ho per ora trovato descrizioni od altro,
La mia intenzione era solamente chiedere se si possa ritenere storicamente corretto che il mio ramo familiare comunque identifichi il proprio cognome Bencini con la sua espressione grafica rappresentata dallo stemma originario, data l'origine diretta dall'antenato che lo utilizzava; forse parlando di "diritto" ho involontariamente sottinteso implicazioni piu' complesse, che non sono invece di mio interesse. Ad ogni modo, l'utilizzo piu' "pubblico" che vorrei farne sarebbe ad esempio uno sfondo scrivania...
Grazie di nuovo per le vostre opinioni e commenti.
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