Conti Guidi di Romena

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Davide Shamà » venerdì 14 ottobre 2005, 23:28

eugubino ha scritto:La sua nobiltà venne confermata dalla Magistratura Eugubina del 1468, e confermata dai Privilegi del Duca Guidobaldo da Montefeltro del 1504 e di Papa Giulio II nello stesso anno.

Il primo dato (1468) penso di poterlo verificare con relativa facilità (magari nel documento potrebbe essere indicato anche il nome del padre di Giuliano), per gli altri si vedrà!

Si è fatto tardi ... :?


sono curiosissimo, mi faccia sapere i dettagli. Nelle mie fonti non c'è nulla in proposito. Bisognerebbe vedere qual'è la fonte usata dall'estensore di quella voce sul web, per questo ora rimango perplesso. Io posso solo dire che i discendenti di Antonio finirono di sicuro a Faenza.
Ultima modifica di Davide Shamà il venerdì 14 ottobre 2005, 23:55, modificato 2 volte in totale.
Davide Shamà
 

Messaggioda pierluigic » venerdì 14 ottobre 2005, 23:30

il Repetti era un grande erudito
i moderni ricercatori contestano gli scrittori e genealogisti seicenteschi settecenteschi e molti degli ottocenteschi


il Repetti e' invece molto considerato ( sebbene neanche lui sempre sia vangelo )

se lei Eugubino va alla voce Romena vedra che si parla anche di montegranelli


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Messaggioda pierluigic » venerdì 14 ottobre 2005, 23:44

dimenticavo mi sappia dire se a Romena ha trovato tutte le sue risposte


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Messaggioda Davide Shamà » sabato 15 ottobre 2005, 2:14

sono dell'opinione che questa linea dei Guidi, se è effettivamente discendente dal ceppo di Romena, abbia preso il cognome "Montegranelli" perchè illegittima. Così si spiegherebbero alcuni problemi:

1. il cambiamento del cognome (caso unico tra tutti i rami del casato viventi in esilio) e l'assunzione della denominazione originata da un luogo di provenienza relativo alla famiglia Guidi
2. l'esclusione della linea dalle genealogie ufficiali
3. l'uso del blasone dei Guidi
4. l'uso di nomi "strani" fuori dalla tradizione dinastica guidesca (come Giuliano e Sebastiano).

Allo stato attuale delle mie ricerche Azzo, il probabile capostipite, morì senza prole legittima (secondo il Passerini senza figli). Ho reperito qualche altra notizia e l'ho pubblicata nel file in sito. Confermo che andò al servizio dei Manfredi di Faenza e che non finì a Gubbio !

Il Repetti comunque sia era ben noto al Passerini, le sue genealogie furono pubblicate molti anni dopo e tenevano conto del lavoro del predecessore. Da quanto visto pubblicato in quel sito mi pare che sia il Repetti che il Passerini, almeno per alcune casate, abbiano tratto informazioni dalle stesse fonti. In alcuni casi sbagliando entrambi.
Davide Shamà
 

Messaggioda pierluigic » sabato 15 ottobre 2005, 3:40

E' vero

anche in questo caso devono aver tratto le notizie dalle stesse fonti

incuriosito dalla faccenda mi sono alzato presto e ho fatto un giro anch'io

Ho girato per Romena , Raginopoli , Monte Granelli ma si torna sempre a Azzo, Carlo , Alessandro di Antonio di Bandino di Uberto di Aghinolfo II e a Roberto di Giovanni di Aghinolfo II cioe' i personaggi gia' documentati da te nelle tue genealogie ( ti do del tu come mi avevi proposto )

Mi spiace ero convinto che il Repetti potesse far fare qualche passo avanti


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Messaggioda Davide Shamà » sabato 15 ottobre 2005, 3:49

pierluigic ha scritto:E' vero

anche in questo caso devono aver tratto le notizie dalle stesse fonti

incuriosito dalla faccenda mi sono alzato presto e ho fatto un giro anch'io

Ho girato per Romena , Raginopoli , Monte Granelli ma si torna sempre a Azzo, Carlo , Alessandro di Antonio di Bandino di Uberto di Aghinolfo II e a Roberto di Giovanni di Aghinolfo II cioe' i personaggi gia' documentati da te nelle tue genealogie ( ti do del tu come mi avevi proposto )

Mi spiace ero convinto che il Repetti potesse far fare qualche passo avanti


pierluigi


eheheeh, il Repetti l'ho consultato quando ho tentato di dare un senso alla genealogia antica dei della Gherardesca . Il Passerini aveva fatto un sacco di errori e ho notato che li aveva ripresi dal Repetti e da altri autori precedenti. Ho provato a correggere con fonti moderne, ma purtroppo non sono entrato in possesso di una pubblicazione universitaria degli anni settanta che rivoluzionava il lavoro dei due illustri studiosi. Così ho dovuto ripiegare su altre fonti sarde e fonti indirette. Motivo per cui non
escludo qualche grossa sorpresa almeno per i primi 200 anni anni di genealogia dei della Gherardesca. Sui Guidi il lavoro è stato diverso. Qualitativamente le tavole littiane sono nettamente migliori. A parte alcune inesattezze relative al X secolo, che spero di eliminare definitivamente - ma la successione dovrebbe essere esatta comunque -, l'unico errore (peraltro indicato con molti dubbi dal Passerini stesso) è relativo alla linea di Volterra. Da quanto posso dire non è del medesimo ceppo. Poi, tutto è possibile, come appunto una linea illegittima dimenticata finita chissà dove. Per avere sicurezza ci tocca aspettare il responso delle ricerche dell'amico eugubino. Se il documento del 1468 indica che Giuliano è figlio senza dubbio di Azzo allora i Montegranelli sono discendenti sicuri. Magari illegittimi, ma pur sempre Guidi.
Al momento io non ho altro sotto mano.
Davide Shamà
 

Messaggioda pierluigic » sabato 15 ottobre 2005, 9:40

Il Rauty sottolinea le origini pistoiesi dei Guidi

nelle genealogie di natale rauty si parte da teudilgrimus b.m Grimaldi , homo Pistoriense padre di tetgrimus I compater et fidelis del re Ugo a sua volta padre di Guido I e di Rainerius diacono che fu condannato dall'imperatore Ottone nel 967




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Messaggioda Davide Shamà » sabato 15 ottobre 2005, 11:17

pierluigic ha scritto:Il Rauty sottolinea le origini pistoiesi dei Guidi

nelle genealogie di natale rauty si parte da teudilgrimus b.m Grimaldi , homo Pistoriense padre di tetgrimus I compater et fidelis del re Ugo a sua volta padre di Guido I e di Rainerius diacono che fu condannato dall'imperatore Ottone nel 967




pierluigi


purtroppo non ho ancora sotto mano il volume del Rauty :cry:
Davide Shamà
 

Messaggioda eugubino » sabato 15 ottobre 2005, 14:39

Gentili signori, reputando molto difficile che i proprietari dell’hotel Montegranelli abbiano fatto fare una ricerca storica in vista della compilazione della sintetica scheda web mi sono andato a vedere cosa contiene il “libro base” della storiografia eugubina.
Ho trovato la fonte.
La trascrivo. Come potrete rendervi conti ci sono molti spunti di ricerca.
Preciso solo il riferimento bibliografico: O. LUCARELLI, Memorie a guida storica di Gubbio, Città di Castello 1888, pp. 301-302.


MONTEGRANELLI (conti di)

St. – Scudo inquartato in traverso d’argento e di rosso.

La famiglia de’ conti di Montegranelli, che ha fiorito in Gubbio per circa quattrocent’anni, non fu che una diramazione dell’antichissima e celebre stirpe de’ conti Guidi, palatini di Toscana e signori del Casentino; oggi conti Guidi di Mantova e marchesi di Bagno; siccome risulta da una sentenza resa dal supremo magistrato di Firenze il 29 gennaio 1720 nella causa di nobiltà intentata dai conti di Romena e Montegranelli contro il Comune di Firenze (1). Laonde i nostri Montegranelli discesero pur essi da Guido il vecchio e dalla contessa Gualdrada, celebri feudatari al tempo d’Ottone I, e da quel Guido Guerra che fu principale cagione della vittoria degli Angioini a Benevento, del quale l’Alighieri cantò nel XVI dell’Inferno per bocca di Iacopo Rusticucci:

Nepote fu della buona Gualdrada
Guido Guerra ebbe nome ed in sua vita
Fece col senno assai e colla spada.

Nel secolo XIII la famiglia de’ conti Guidi già era divisa in vari tronchi, tra i quali quello del conte Aghinolgo capo stipite dei conti di Romena e di Montegranelli, indicato pur esso dal divino Poeta insieme ai fratelli Guido ed Alessandro nel canto XXX dell’inferno coi versi

Ivi è Romena là dov’io falsai ecc (2).

Da questo conte Aghinolfo discese Antonio di Montegranelli celebre guelfo che dovette combattere nel 1389 le truppe ghibelline guidate dal conte di Bogno discendente dal ramo principale dei conti Guidi, restando prigioniero di questo suo parente; il qual Antonio fu poi nominato podestà di Firenze nel 1406 (3). Il conte Azzo di Antonio bandito e taglieggiato dalla repubblica fiorentina per disdegno d’aver preso servizio nell’esercito del Duca di Milano, vagò esule per varie città italiane, finchè poi sembra si rifugiasse a Gubbio insieme al fratello Alessandro (4).
Certo è che nel 1468 troviamo definitivamente stabilita in Gubbio questa illustre famiglia nella persona di Giuliano figlio del suddetto Azzo, cavaliere di gran merito, ascritto nello stesso anno alla cittadinanza e patriziato eugubino, come risulta dai libri delle Riforme (5).
Giambattista e Sebastiano figli di Giuliano furono i fondatori di due distinte diramazioni de’ conti Montegranelli, da entrambe le quali sortirono sempre soggetti illustri e benemeriti della patria per le cariche ricoperte e le onoreficenze ricevute. Dal 1477, in cui fu gonfaloniere di giustizia il conte Giuliano, fino a tutto lo scorso secolo, il libro dei Magistrati contiene moltissimi nomi di Montegranelli investiti della stessa carica. Il ramo di Sebastiano si estinse in Fabio nella seconda metà del secolo XVII, e quello di Giambattista ebbe termine ai nostri giorni colla morte di Ferdinando canonico della Cattedrale, del quale furono eredi con piena ragione i signori NANNI SETA di Mondavio, da molto tempo stabilitisi a Gubbio.


(1). Copia autentica di questa sentenza e di tutti i documenti prodotti nella causa dai conti di Romena si conserva presso il sig. Giulio Nanni, uno degli eredi Montegranelli.
(2). Scipione Ammirato, Albero e storia dei conti Guidi con l’aggiunta di S. Ammirato il giovane – Firenze, tip. di Amador Mani e Vincenzo Landi, 1640, - p. 78-80 e segg.
(3). Opera suddetta, pag. 88-89.
(4). Armanni . V. lettera al Card. Bogno, Vol. I delle lettere, pag. 191.
(5). Nella predetta lettera l’Armanni è in dubbio se Giuliano fu figlio di Azzo o di Alessandro; ma dai documenti fornitimi gentilmente dal Sig. Nanni risulta chiaramente la paternità da me accennata.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 15 ottobre 2005, 15:24

eugubino ha scritto:...(omissis)...Intanto aspettiamo il buon frate per un commento allo stemma...(omissis)...


A parte quanto accennato all'inizio di questo topic, la semplicissima bicromia di quest'arma lascia ben poco da aggiungere, se non che la sua semplicità suona a piena conferma della remota antichità del suo utilizzo.

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Messaggioda Davide Shamà » sabato 15 ottobre 2005, 15:29

la storia della venuta in Gubbio di Alessandro non mi sembra molto convincente. E' più probabile che ci siano finiti i presunti discendenti di Azzo piuttosto che lui stesso o il fratello. Riporto qualche nota del Passerini su questo signore per spiegarmi meglio:

nel maggio del 1414 fu condotto di 3 lance e 50 fanti, quando apprestavasi l'esercito a far guerra a Ladislao re di Napoli; ed essendosi fatta nell'anno stesso la pace vi fu rammentato come uno degli alleati della repubblica di Firenze. Ma ben presto le diventò nemico, perciocchè, sedotto dalle promesse di Filippo Maria Visconti duca di Milano, prese soldo da lui contro gli antichi amici della sua casa, e di più istigò il fratello ad imitarne l'esempio. Appena fu noto il tradimento a Firenze, con bando del 30-10-1424, fu condannato nell'avere e nella persona con taglia di 500 fiorini sopra il suo capo; e per eseguire la sentenza si pose mano sopra i suoi beni e si occuparono i castelli di Sorbano, Moltalto, Castelnuovo e Attezzi. Servì il duca di Milano durante la lunga guerra che dovè sostenere contro la repubblica; ma non ebbe che danno, perchè l'astuto principe, largo a promette quanto corto all'attendere, nessuna mantenne delle promesse che avevagli fatto. Ridotto povero fu impiegato alla corte dei Manfredi di Faenza, ove il 2-5-1451, valendosi dei privilegi imperiali della sua famiglia, creò notaro Matteo da Boccagnano, celebre letterato, più noto con il nome di Matteo Chironio"

I discendenti di Alessandro rimasero a Faenza dove goderono di molti privilegi e furono immischiati negli intrighi della corte locale.

Azzo sposò una componente della famiglia Manfredi di Faenza e là andò a servire. Viveva nel 1447 ma risulta morto nel 1455.

Sulla veridicità dei processi fiorentini del XVIII secolo non ci giurerei troppo. Nello stesso periodo (1715) si fecero riconoscere la discendenza dai Guidi di Romagna i Guidi di Volterra, che in realtà non c'entrano nulla.
E infine resta la questione del cognome a dare molti sospetti sulla legittimità o meno della dinastia di Gubbio.
Ultima modifica di Davide Shamà il sabato 15 ottobre 2005, 15:53, modificato 1 volta in totale.
Davide Shamà
 

Messaggioda eugubino » sabato 15 ottobre 2005, 15:33

In effetti, al di là delle ipotesi, mancano soprattutto i documenti.
Si vedrà!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 15 ottobre 2005, 15:35

Davide Shamà ha scritto:...(omissis)...se fra' Eusanio ci verrà incontro confermando il mio sospetto, credo che questo indizio blasonico non sia determinante per stabilire una connessione genealogica sicura.


Difatti, caro Davide, molte famiglie non discendenti da un'altra più nota potrebbero avere :wink: mille motivi e :twisted: nessuno scrupolo nell'usarne lo stemma o, al limite, uno molto simile...

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Messaggioda Davide Shamà » sabato 15 ottobre 2005, 15:52

eugubino ha scritto:In effetti, al di là delle ipotesi, mancano soprattutto i documenti.
Si vedrà!


è questo che mi inquieta non poco! Se poniamo però come autentico il fatto di essere discendenti dai Guidi allora è necessario tenere conto dell'ipotesi inerente all'illegittimità. Ripeto, spiega alcune incongruenze. Tra l'altro, permettetemi una domanda ingenua: se Azzo ebbe figli dalla moglie, una parente dei Manfredi di Faenza (famiglia che serviva come condottiero), perchè mai questi sarebbero andati a Gubbio ? Non potevano restare a Faenza con gli altri cugini?

Le ipotesi sono due:

1. i Montegranelli non sono del ceppo Guidi e i riconoscimenti posteriori sono basati su falsità
2. Giuliano "di Montegranelli" fu un bastardo che andò a cercare fortuna altrove. Facendosi riconoscere ufficialmente la parentela dalle autorità del luogo per qualche motivo che ci sfugge.

Avete altre soluzioni ? :D
Davide Shamà
 

Messaggioda pierluigic » sabato 15 ottobre 2005, 15:52

Per Davide Shama'

io possiedo

AAVV Formazione e strutture dei ceti dominanti nel medioevo ,marchesi conti e visconti nel regno italico" volume I Istituto storico italiano per il medioevo

AAVV Formazione e strutture dei ceti dominanti nel medioevo ,marchesi conti e visconti nel regno italico" volume II Istituto storico italiano per il medioevo


Manco del III volume dei ceti dirigenti che si esauri in un amen


l'albero genealogico del Rauty dall'887 ai figli di Gualdrada e' anche su

AAVV Formazione e strutture dei ceti dominanti nel medioevo ,marchesi conti e visconti nel regno italico" volume II Istituto storico italiano per il medioevo


Premesso posso inviarti delle fotocopie di ridotte parti di tuo interesse (non credo si violi la legge )

Ti allego l'indice

CINZIO VIOLANTE, Marchesi, conti e visconti tra circoscrizioni

d'ufficio signorie e feudi nel regno italico (secc. IX-XII) . Pag.1

GIUSEPPE SERGI, Uffici e circoscrizioni comitali e marchionali
ai confini fra i regni di Borgogna e d'Italia nei secoli X e
XI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » ……………………………21
ALESSANDRO BARBERO, La memoria dell'ufficio pubblico nelle
famiglie nobili tardomedievalì » 39
GIANCARLo ANDENNA, I conti di Biandrate e le città della Lom-
bardia occidentale (secoli XI e XII) . . . . . . . . » 57
ANDREA CASTAGNETTI, Le famiglie comitalí della Marca Vero-
nese (secoli X-XIII) . . . . . . . . . . . . . »……………… 85
VITO FUMAGALLI, I cosiddetti « conti di Lecco » e.l'arístocrazia
del regno italico tra IX e X secolo . . . . . . . . »…………….. 113
PIERPAOLO BONACINI, Conti ed ufficiali pubblici nel distretto
modenese dell'alto Medioevo . . . . . . . . . . »…………… 125
TIZIANA LAZZARI, I conti Alberti in Emilia . . . . . . . »…… 161
MARIA LUISA CECCARELLi LEmUT, I conti Alberti in Toscana
fino alinizio del XIII secolo . . . . . . . . . . »……………. 179
ROSSELLA RINALDI, Le origini dei Guidi nelle terre di Roma-

gna (secoli IX-X) . . . . . . . . . . . . . . »………………………………….. 211

NATALE RAUTY, I conti Guidi in Toscana . . . . . . . » 241
JEAN PAUL DELUMEAU, Dal conte Suppone il Nero ai marchesi
di Monte Santa Maria . . . . . . . . . . . . » …………265
PAOLO CAMMAROSANO, Le famiglie comitali senesi . . . .»……….287
SIMONE M. COLLAVINI, I conti Aldobrandeschi . . . . . . »……… 297
AMLETO SPICCIANi, Forme giuridiche e condizioni reali nei rap-
porti tra il vescovo di Lucca e signori laici (secolo XI).
Ipotesi di istituzioni parafeudali . . . . . . . . . »……………. 315
RENATO BORDONE, I visconti cittadini in età comunale . . . » 377

Indíci (a cura di CECILIA IANNELLA) . . . . . . . . . » 405




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