Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 23 settembre 2014, 9:18

Delehaye ha scritto:
Messanensis ha scritto:La Corte Costituzionale nella solita sentenza disse testualmente "nel passato ordinamento un titolo nobiliare era da considerare "esistente" indipendentemente dal "riconoscimento" amministrativo o giurisdizionale, che aveva solo una funzione di accertamento (peraltro necessario al legittimo uso ufficiale del titolo). Dunque l'atto di riconoscimento di un titolo nobiliare durante il Regno d'Italia aveva natura puramente dichiarativa: il titolo esisteva anche prima del riconoscimento, ma solo grazie al riconoscimento se ne poteva fare uso legittimo.


permettimi però... [angel]

per "spiegare" come una normativa (emanata dai Poteri Legislativo/Esecutivo) del Regno d'Italia intendesse la "nobiltà" si utilizza una Sentenza (emanata dal Potere Giudiziario) della Repubblica Italiana (che per giunta riguarda SOLO la cognomizzazione dei predicati! ed ha come riferimenti di discernimento la Costituzione repubblicana)??? [hmm.gif]
un po' acrobatica come cosa... non credi? :D
non credi che per spiegare QUELLA normativa bisognerebbe utilizzare... magari proprio il corpus normativo del regno? cioè ciò che quella legislazione e quella normativa avevano architettato???

un titolo nobiliare dello Stato A rimane "esistente" nello Stato B, che ha "inglobato" lo Stato A, anche se lo Stato B non lo riconosce (il titolo) e non se ne può fare un uso legittimo.

credo che su questo assunto siamo TUTTI d'accordo. Sergio, io, tu.. [thumb_yello.gif] [cheers.gif]

ma... ma c'è un ma!
qualsiasi normativa nobiliare che sia dello Stato A, che sia dello Stato B, che sia dello Stato C... impone non solo i prerequisiti che un soggetto deve avere per poter successivamente essere BENEFICIARIO [ricordiamoci che un titolo nobiliare è una CONCESSIONE che fa il Sovrano (che sia un re, o sia un gruppo di "nobili" o "patrizi" di una città...), paragonarlo ad un "canone tv"... vabbè... ] di un titolo nobiliare, ma detta i requisiti per mantenerlo e finanche il perché ed il percome esso possa essere PERSO!
non si può SOLO prendere per buono e sempiterno il SOLO atto di concessione (irridendo poi il concedente... vd. "canone tv"!) e NON tener conto di come quel titolo DEVE essere tenuto/mantenuto per essere e rimanere valido!

se vengo beneficiato di un titolo, al di la delle legislazione dei "sovrani" successivi, significa essere coerente e leale al mio concedente e rispettarne le norme e le leggi, TUTTE! anche quelle che mi dicono che se non faccio questo o quello, o che facendo altro PERDO il mio titolo!

Ergo, il mio titolo nobiliare dato dallo Stato A, può non essere legale e riconosciuto nello Stato B, e nel contempo degrada eticamente/moralmente se non vengono comunque rispettati i prerequisiti ed i requisiti per la concessione ed il mantenimento secondo quello che e dettato dalle lettere patenti e dalla normativa nobiliare ALMENO coeva e successiva dello Stato A.


Intendiamoci : Parliamo di riconoscimento di un titolo non concessione di un titolo Nobiliare.

Essere riconosciuti nobili durante il Regno d'Italia o in precedenti Stati preunitari significa essere veri nobili se si discende da una vera famiglia nobile (il riconoscimento era un permesso d'uso come oggi è l'abbonamento alla TV o la tassa di registrazione di un contratto d'affitto...

Questo è il pensiero che pierfe ha manifestato e che io condivido al 101% .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Messanensis » martedì 23 settembre 2014, 9:39

Delehaye ha scritto:
Messanensis ha scritto:La Corte Costituzionale nella solita sentenza disse testualmente "nel passato ordinamento un titolo nobiliare era da considerare "esistente" indipendentemente dal "riconoscimento" amministrativo o giurisdizionale, che aveva solo una funzione di accertamento (peraltro necessario al legittimo uso ufficiale del titolo). Dunque l'atto di riconoscimento di un titolo nobiliare durante il Regno d'Italia aveva natura puramente dichiarativa: il titolo esisteva anche prima del riconoscimento, ma solo grazie al riconoscimento se ne poteva fare uso legittimo.


permettimi però... [angel]

per "spiegare" come una normativa (emanata dai Poteri Legislativo/Esecutivo) del Regno d'Italia intendesse la "nobiltà" si utilizza una Sentenza (emanata dal Potere Giudiziario) della Repubblica Italiana (che per giunta riguarda SOLO la cognomizzazione dei predicati! ed ha come riferimenti di discernimento la Costituzione repubblicana)??? [hmm.gif]
un po' acrobatica come cosa... non credi? :D
non credi che per spiegare QUELLA normativa bisognerebbe utilizzare... magari proprio il corpus normativo del regno? cioè ciò che quella legislazione e quella normativa avevano architettato???


Avevo riportato quello che diceva la Corte non come dimostrazione, ma soltanto perchè spiegava molto bene il concetto che il riconoscimento di un titolo nobiliare che si faceva durante il Regno d'Italia aveva natura puramente dichiarativa. Questo è ciò che si evince dalla legislazione del Regno d'Italia (che ovviamente è quella che davvero conta, essendo la legislazione in vigore al tempo): basta leggerla ed avere un minimo di infarinatura giuridica per rendersi conto che quello che dice la Corte è corretto!
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Messanensis » martedì 23 settembre 2014, 10:10

GENS VALERIA ha scritto:
Messanensis ha scritto:
Messanensis ha scritto:E in queste due ultime ipotesi, da quale momento la successione nobiliare verrebbe regolata dalla legge dello Stato preunitario o dai termini dell'atto di concessione? Ab origine dal momento in cui avvenne la concessione o solo dal 1948?

GENS VALERIA ha scritto: Occorre rimanere rigorosamente legati ai termini dell’atto di concessione della nobiltà, indipendentemente da qualunque mutazione intervenuta in epoca successiva ( all'atto di concessione oppure alla maturazione della nobiltà generosa in qualunque epoca.


Quindi ab origine, dal momento della concessione, senza tenere conto della legislazione nobiliare succedutasi nel tempo?

Certo !
Una coppia di fratelli genovesi vennero creati nobili del Sacro Romano Impero .
La Repubblica di Genova non riconobbe la loro nobiltà in quanto ceto aristocratico praticamente blindato che avrebbe potuto (in teoria ) ammettere solo una famiglia del Levante ed una del Ponente all'anno, il Regno di Sardegna non li riconobbe quindi nobili così come il Regno d'Italia, anche che se essi produssero sempre la documentazione originaria comprovante il loro status e furono sempre riconosciuti pacificamente ( e privatamente ) da tutti, quali nobili .
Per quali motivi dovrebbero tenere conto delle legislazioni nobiliari succedutasi nel tempo ?
Tempus regit actum
Memento


Proprio perchè a causa delle legislazioni nobiliari succedutasi nel tempo i discendenti dei fratelli genovesi non furono mai riconosciuti nobili!!! Tu stesso dici che produssero sempre la documentazione, ma che mai furono riconosciuti!
E' evidente che non furono mai riconosciuti nobili perchè la legislazione succedutasi nel tempo non lo consentiva
(mica per capriccio)!
Il tempus regit actum è da te citato a sproposito: "tempus regit actum" significa che ogni atto è regolato dalla legge del tempo in cui esso si verifica: la norma sopravvenuta dovrà essere applicata alle fattispecie successive alla sua entrata in vigore, mentre quella precedente, che è stata abrogata, continuerà ad aver vigore soltanto nei riguardi dei rapporti giuridici nati prima dell’abrogazione stessa e che siano ancora pendenti (nel nostro caso non esistono rapporti giuridici pendenti!). L'atto di concessione è venuto alla luce secondo le norme in vigore in quel momento (tempus regit actum: l'actum è l'atto di concessione), i successivi riconoscimenti nei secoli successivi devono avvenire secondo le norme in vigore nel momento in cui si chiede il riconoscimento (tempus regit actum: in questo caso l'actum è il riconoscimento).

In un'epoca in cui la nobiltà dava dei privilegi c'era una grande differenza tra essere e non essere nobili, tra chi era nobile e chi vive more nobilium, perchè chi era nobile godeva di grandi privilegi, mentre chi viveva more nobilium no. La differenza è enorme!
I discendenti dei fratelli genovesi non furono mai riconosciuti nobili, nè nella Repubblica di Genova nè nel Regno di Sardegna. La realtà storica è questa: la realtà storica inconfutabile è che i discendenti vissero more nobilium, erano reputati nobili, ma mai godettero di nobiltà e dei privilegi connessi con la nobiltà. Erano semplicemente discendenti di nobili. Se tu sostieni che i discendenti dei due fratelli erano nobili non fai altro che affermare un falso storico.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Messanensis » martedì 23 settembre 2014, 10:27

GENS VALERIA ha scritto: Intendiamoci : Parliamo di riconoscimento di un titolo non concessione di un titolo Nobiliare.

Essere riconosciuti nobili durante il Regno d'Italia o in precedenti Stati preunitari significa essere veri nobili se si discende da una vera famiglia nobile (il riconoscimento era un permesso d'uso come oggi è l'abbonamento alla TV o la tassa di registrazione di un contratto d'affitto...

Questo è il pensiero che pierfe ha manifestato e che io condivido al 101% .


Anch'io condivido questo pensiero al 101%, che però è valido solo da quando la nobiltà ha perso i suoi privilegi, da quando un titolo nobiliare è un titolo puramente onorifico.

In uno Stato preunitario c'era differenza sostanziale tra chi era riconosciuto nobile (e godeva di privilegi) e chi discendeva da nobili ma non era riconosciuto tale (e non godeva privilegi). In quel periodo i titoli onorifici erano soltanto un accessorio! Quello che contava davvero erano i privilegi connessi a quel titolo! Se guardiamo la nobiltà del XV secolo con gli occhi del XX o XXI secolo facciamo un grande errore!
C'era una differenza enorme tra una persona che faceva parte della nobiltà di una città (e quindi partecipava all'amministrazione della stessa e godeva di determinati privilegi) e chi invece ne era escluso (pur discendendo da un remoto antenato nobile). Non parliamo poi della differenza abissale che poteva esistere tra un conte del XV secolo con i suoi immensi privilegi ed una qualunque persona che, pur discendendo da un nobile vissuto 300 anni prima, non faceva nemmeno parte di una nobiltà cittadina e non godeva di alcuno status nobiliare in quanto, sulla base della legislazione vigente, non aveva i requisiti per essere considerato nobile. Quella persona per te era un nobile, per me e per la storia non lo era.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 23 settembre 2014, 13:46

Messanensis ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Intendiamoci : Parliamo di riconoscimento di un titolo non concessione di un titolo Nobiliare.

Essere riconosciuti nobili durante il Regno d'Italia o in precedenti Stati preunitari significa essere veri nobili se si discende da una vera famiglia nobile (il riconoscimento era un permesso d'uso come oggi è l'abbonamento alla TV o la tassa di registrazione di un contratto d'affitto...

Questo è il pensiero che pierfe ha manifestato e che io condivido al 101% .


Anch'io condivido questo pensiero al 101%, che però è valido solo da quando la nobiltà ha perso i suoi privilegi, da quando un titolo nobiliare è un titolo puramente onorifico.

In uno Stato preunitario c'era differenza sostanziale tra chi era riconosciuto nobile (e godeva di privilegi) e chi discendeva da nobili ma non era riconosciuto tale (e non godeva privilegi). In quel periodo i titoli onorifici erano soltanto un accessorio! Quello che contava davvero erano i privilegi connessi a quel titolo! Se guardiamo la nobiltà del XV secolo con gli occhi del XX o XXI secolo facciamo un grande errore!
C'era una differenza enorme tra una persona che faceva parte della nobiltà di una città (e quindi partecipava all'amministrazione della stessa e godeva di determinati privilegi) e chi invece ne era escluso (pur discendendo da un remoto antenato nobile). Non parliamo poi della differenza abissale che poteva esistere tra un conte del XV secolo con i suoi immensi privilegi ed una qualunque persona che, pur discendendo da un nobile vissuto 300 anni prima, non faceva nemmeno parte di una nobiltà cittadina e non godeva di alcuno status nobiliare in quanto, sulla base della legislazione vigente, non aveva i requisiti per essere considerato nobile. Quella persona per te era un nobile, per me e per la storia non lo era.



Non dimentichiamo che esistevano differenze tra le varie nobiltà italiche , posso essere d'accordo solo in parte con quanto hai esposto.

I privilegi ( anche economici e giudiziari ) originano dall'impegno del nobile nel difendere, proteggere e rappresentare il popolo in cambio della fedeltà ed il riconoscimento del suo stato .

Il privilegio è frutto dello status derivante dalla posizione nella società , attuale o che “viveva di rendita” elitaria magari da tre-quattro secoli .
Nel microcosmo di un territorio circoscritto spesso era il popolo che , a prescindere dell'antichità e dal potere reale omaggiava e gli concedevano privilegi al “Signor Conte” anche quando il potere era solo di facciata e le fortune vacillavano , ma il titolato apparteneva ad una storica e distinta famiglia radicata nel luogo e come tale meritava rispetto e dedizione.
A Firenze fu una forma di difesa di chi deteneva il potere ( guai a chiamarli nobili ! ) che imponeva liste di proscrizione per impedire ai nobili di origine feudale ( magnati ) ed discendenti dei loro discendenti di accedere alle cariche cittadine , un vero terrore . In casi come questi erano nuovi privilegi che tenevano alla larga vecchi privilegi , ma i trattava di mera politica esclusiva.

Posso parlare di ciò che conosco maggiormente:
nell'ambito delle aristocrazie cittadine , a Venezia ogni nobiluomo poteva ambire alle magistrature cittadina , anche al al dogato , in quanto pari erano non vi erano titoli . I titoli delle famiglie dei territori che offrirono dedizione furono mantenuti così come i relativi privilegi rimasero immutati nei secoli.
Con un simile sistema, le famiglie che “fecero letteralmente” Venezia , non persero un grammo dei loro sobri privilegi per quasi un millennio nonostante alterne fortune economiche e politiche . Ciò fino al ciclone Napoleone, il quale tuttavia , ricostituì la nobiltà dotandola di solidi privilegi e per far ciò indossò una corona innanzi al papa.

Oggi se il vescovo siede in prima fila , alla sinistra del prefetto ciò è frutto dello status derivante dalla posizione nella società.
Se in una processione le classi nobiliari di un ordine cavalleresco seguono un determinato cerimoniale rappresenta vero privilegio per chi si riconosce nell'ordine e nei suoi valori.

Secondo me erano i privilegi che costituivano un accessorio al titolo degli appartenenti del ceto di chi deteneva il potere ed ai loro discendenti .
Terminato il potere in maniera definitiva, perduti con esso i privilegi anacronistici , al ceto dirigente rimasero titoli, trattamenti nobiliari e la memoria storico-morale.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Delehaye » martedì 23 settembre 2014, 14:58

così come la nobiltà poteva essere concessa da un sovrano o da una libera città (per entrare in un sedile bisognava NON solo avere dei prerequisiti, ma avere l'assenso delle altre famiglie che già sedevano, ed in alcume parti d'italia ciò non bastava ancora... c'era bisogno ANCHE dell'assenso regio!), così essa poteva essere PERSA!

la degradazione della nobiltà è un capitolo troppo spesso NON volutamente trattato!

esistono i prerequisiti, il more nobilium centenario, il prestigio ed i poteri economico-finanziario, politico e militare ed ecclesiale..., esiste la scaltrezza e l'intelligenza del singolo, la potenza di un gruppo familiare coeso... esistono i rapporti stretti con le famiglie assise, con i sovrani del tempo e del luogo... esistono le lettere patenti... ma esistono ANCHE le normative e le legislazioni coeve e successive di quello stesso Stato che emananva la lettera!
ed in quelle normative e legislazioni si diceva CHIARAMENTE il perchè ed il percome io, creato nobile, potevo continuarlo ad esserlo! senza perdere quel titolo! e venivano spesso e volentieri perfino elencati i casi di perdita di quel titolo e di quel privilegio! nelle millemila varianti dell'Italia dei millemila Stati!

chi era diventato nobile... doveva fare i salti mortali per rimanerlo! e non parlo perchè colpito da "normo.legislazioni" dinastico-statuali susseguenti! ma delle normo-legislazioni a cui doveva riferirsi il suo status e titolo!

ignorare questa parte, nell'affermare l'infinita perpetualità di un titolo nobiliare all'infinito... fa PERLOMENO pensare ad un uso STRUMENTALE! per sottolineare privilegi (oggi sempre più etico-morali...) NON più spettanti
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 23 settembre 2014, 15:12

Delehaye ha scritto:così come la nobiltà poteva essere concessa da un sovrano o da una libera città (per entrare in un sedile bisognava NON solo avere dei prerequisiti, ma avere l'assenso delle altre famiglie che già sedevano, ed in alcume parti d'italia ciò non bastava ancora... c'era bisogno ANCHE dell'assenso regio!), così essa poteva essere PERSA!

la degradazione della nobiltà è un capitolo troppo spesso NON volutamente trattato!

esistono i prerequisiti, il more nobilium centenario, il prestigio ed i poteri economico-finanziario, politico e militare ed ecclesiale..., esiste la scaltrezza e l'intelligenza del singolo, la potenza di un gruppo familiare coeso... esistono i rapporti stretti con le famiglie assise, con i sovrani del tempo e del luogo... esistono le lettere patenti... ma esistono ANCHE le normative e le legislazioni coeve e successive di quello stesso Stato che emananva la lettera!
ed in quelle normative e legislazioni si diceva CHIARAMENTE il perchè ed il percome io, creato nobile, potevo continuarlo ad esserlo! senza perdere quel titolo! e venivano spesso e volentieri perfino elencati i casi di perdita di quel titolo e di quel privilegio! nelle millemila varianti dell'Italia dei millemila Stati!

chi era diventato nobile... doveva fare i salti mortali per rimanerlo! e non parlo perchè colpito da "normo.legislazioni" dinastico-statuali susseguenti! ma delle normo-legislazioni a cui doveva riferirsi il suo status e titolo!


ignorare questa parte, nell'affermare l'infinita perpetualità di un titolo nobiliare all'infinito... fa PERLOMENO pensare ad un uso STRUMENTALE! per sottolineare privilegi (oggi sempre più etico-morali...) NON più spettanti


La cosa importante è che tu ne sia convinto .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Delehaye » martedì 23 settembre 2014, 15:20

vuoi dire che è una mia invenzione? che la degradazione della nobiltà non era prevista da nessun ordinamento? che il fatto di avere dei prerequisiti e dei requisiti valeva SOLO ed esclusivamente all'atto della concessione del titolo e non dopo... e poi... yuppyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy facciamocomevogliamo???

se TU ne sei convinto...
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Delehaye » martedì 23 settembre 2014, 15:27

si sono combattute guerre con centinaia, migliaia, decine di migliaia di morti per questioni dinastiche! per imporre una propria linea familiare su altre in termini di successione!

altra cosa IMPORTANTE da dover studiare ed esserne consci...
NON basta avere, genericamente, un avo nobile per dirsi nobile.

io nell'albero genealogico discendente da quell'avo, come sono posizionato? i diritti di successione secondo la lettera patente, secondo la normativa di quello stato, secondo le normative delle dinastie/stati susseguenti come e quali sono?

altra cosa da sottolineare!!!
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Messanensis » martedì 23 settembre 2014, 15:56

GENS VALERIA ha scritto: Posso parlare di ciò che conosco maggiormente:
nell'ambito delle aristocrazie cittadine , a Venezia ogni nobiluomo poteva ambire alle magistrature cittadina, anche al al dogato , in quanto pari erano non vi erano titoli . I titoli delle famiglie dei territori che offrirono dedizione furono mantenuti così come i relativi privilegi rimasero immutati nei secoli.
Con un simile sistema, le famiglie che “fecero letteralmente” Venezia , non persero un grammo dei loro sobri privilegi per quasi un millennio nonostante alterne fortune economiche e politiche . Ciò fino al ciclone Napoleone, il quale tuttavia , ricostituì la nobiltà dotandola di solidi privilegi e per far ciò indossò una corona innanzi al papa.


Appunto, a Venezia rimasero nobili per secoli sempre le stesse famiglie a prescindere dalla condizione economica. Ma ciò avvenne perchè erano le leggi del tempo in vigore a Venezia che lo consentivano!!!!

Secondo me erano i privilegi che costituivano un accessorio al titolo degli appartenenti del ceto di chi deteneva il potere ed ai loro discendenti .


Hai una visione molto romantica della nobiltà. Purtroppo storicamente la nobiltà non fu questo. Nobiltà era sinonimo di potere e privilegi. I titoli e gli onori venivano di conseguenza. Se la nobiltà fosse stata principalmente titoli e onori non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione francese...
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Delehaye » martedì 23 settembre 2014, 16:02

devo riportarti NUOVAMENTE anche qui le varie legislazioni (non solo quelle borboniche delle due sicile!) in cui c'è riferimento esplicito alla degradazione?
triti e ritriti ma che ad ALCUNI non fa comodo che esistano e non fa comodo rammentarli!

e poi ... se il sovrano (singolo o consesso cittadino di nobili) prevede dei prerequisiti e dei requisiti per farmi nobile... e quei requisiti vengono poi a mancare... sono ancora nobile?
tu dici sì!... vabbè...
Ultima modifica di Delehaye il martedì 23 settembre 2014, 16:08, modificato 1 volta in totale.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 23 settembre 2014, 16:07

Messanensis ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Posso parlare di ciò che conosco maggiormente:
nell'ambito delle aristocrazie cittadine , a Venezia ogni nobiluomo poteva ambire alle magistrature cittadina[/b] , anche al al dogato , in quanto pari erano non vi erano titoli . I titoli delle famiglie dei territori che offrirono dedizione furono mantenuti così come i relativi privilegi rimasero immutati nei secoli.
Con un simile sistema, le famiglie che “fecero letteralmente” Venezia , non persero un grammo dei loro sobri privilegi per quasi un millennio nonostante alterne fortune economiche e politiche . Ciò fino al ciclone Napoleone, il quale tuttavia , ricostituì la nobiltà dotandola di solidi privilegi e per far ciò indossò una corona innanzi al papa.


Appunto, a Venezia rimasero nobili per secoli sempre le stesse famiglie a prescindere dalla condizione economica. Ma ciò avvenne perchè [u]erano le leggi del tempo in vigore a Venezia che lo consentivano!!!!

Secondo me erano i privilegi che costituivano un accessorio al titolo degli appartenenti del ceto di chi deteneva il potere ed ai loro discendenti .


Hai una visione molto romantica della nobiltà. Purtroppo storicamente la nobiltà non fu questo. Nobiltà era sinonimo di potere e privilegi. I titoli e gli onori venivano di conseguenza. Se la nobiltà fosse stata principalmente titoli e onori non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione francese...


1) Le leggi del tempo lo consentirono per cinque secoli furono decise dai N.H. non dai sovrani per gentile concessione e comunque ci fu un discreto rinnovamento del ceto , durante i secoli.
2) La Rivoluzione Francese non ci fu per combattere i privilegi, titoli ed onori della nobiltà ( questo sì è romanticismo ) ma per permettere alla borghesia - terzo stato- di assumere il potere in Francia ( questo è pragmatismo ).
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Delehaye » martedì 23 settembre 2014, 16:10

GENS VALERIA ha scritto:1) Le leggi del tempo lo consentirono per cinque secoli furono decise dai N.H. non dai sovrani per gentile concessione e comunque ci fu un discreto rinnovamento del ceto , durante i secoli.


e chi erano quei N.H. se non i "sovrani" della res publica di venezia?
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
Avatar utente
Delehaye
 
Messaggi: 2332
Iscritto il: martedì 28 febbraio 2012, 1:42
Località: Napoli

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda Messanensis » martedì 23 settembre 2014, 16:30

GENS VALERIA ha scritto:1) Le leggi del tempo lo consentirono per cinque secoli furono decise dai N.H. non dai sovrani per gentile concessione e comunque ci fu un discreto rinnovamento del ceto , durante i secoli.[/u].



Ma erano comunque le leggi in vigore che impedivano, a chi non aveva i requisiti necessari, di accedere al Maggior Consiglio e quindi al potere. Vuoi mettere un N.H. veneziano con un abitante di Venezia che invece era fuori dal Maggior Consiglio, anche se magari aveva un remoto antenato nobile del S.R.I? Secondo te stavano sullo stesso piano?

2) La Rivoluzione Francese non ci fu per combattere i privilegi, titoli ed onori della nobiltà ( questa sì è romanticismo ) ma per permettere alla borghesia - terzo stato- di assumere il potere in Francia ( questo è pragmatismo ).


Appunto, la storia insegna che il vento francese spirò in tutta Europa e la borghesia (la nuova classe ricca) erose il potere ai nobili, eliminando sempre più i loro secolari privilegi. A conferma che fino ad allora nobiltà era sinonimo di potere. Mentre da allora in poi le rimasero solo i titoli.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
Messanensis
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 1684
Iscritto il: mercoledì 15 gennaio 2003, 19:47
Località: Messina

Re: Dopo aver fatto una ricerca genealogica... ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 23 settembre 2014, 16:37

1) Tardo romana e bizantina fu la sua prima giurisprudenza familiare veneziana che si protrasse più a lungo dell’effettivo dominio imperiale, integrata da contaminazioni longobarde e usanze locali, ma non dalle consuetudini “saliche” della legislazione dei Franchi, tutto ciò prima che si sviluppasse un’autonoma e severa giurisprudenza nobiliare tra la fine del XIII° ed inizio del XIV° Sec.

Marino Zorzi, afferma che prima della Serrata del Maggior Consiglio
a Venezia“ la qualità di ”nobilis vir” veniva attribuita (…) a chi portava un nome antico ed illustre, collegato alla storia del ducato e della città, ma anche a chi ricopriva un ufficio pubblico di rilievo”.

Secondo H.G. Beck , Ideen und Realitäten. Byzanz :
“Nell’Impero Bizantino dei Secoli VIII e XII accanto all’aristocrazia amministrativa “aperta” e la nobiltà per nascita della provincia, la quale era in possesso di enormi ricchezze, anzitutto terriere vi era una nobiltà senatoria ereditaria, disomogenea per composizione”,

mentre per H. Ahrweiller , in "Bureaucracy in Traditional Society":
“ La nobiltà della provincia imperiale bizantina della Venezia altomedievale era associata alla ricchezza terriera e alla presenza negli uffici, tra il Secolo X ed il XI il concetto di nobiltà ereditaria si andava formando e consolidando”.

Praticamente la nobiltà veneziano si formò a Venezia e non fu " importata" ,non vi furono nobili precedenti e quelli che vennero a stabilirsi nel corso dei secoli non avevano riconoscimento nella città lagunare .
Come scrivevo venivano riconosciuti i nobili titolati che vivevano nei territori di Terraferma o Ultramarini.

Si era N.H. anche fuori dal Maggior Consiglio per qualche generazione , lo status non veniva perso , vi erano Magistrature che non permettevano la duplice presenza, ciò che dettava l'ascrizione al Patriziato era l'inserimento dei figli maschi nel libro d'oro .

2) E da allora il ceto dominante diventò classe dirigente ed un ordinamento sociale fondato sulla differenza degli uomini a seconda della loro nascita e della loro " condizione" durato più di un millennio si fondò esclusivamente sul potere ottenuto con il denaro.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

PrecedenteProssimo

Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 11 ospiti