Delehaye ha scritto:Messanensis ha scritto:La Corte Costituzionale nella solita sentenza disse testualmente "nel passato ordinamento un titolo nobiliare era da considerare "esistente" indipendentemente dal "riconoscimento" amministrativo o giurisdizionale, che aveva solo una funzione di accertamento (peraltro necessario al legittimo uso ufficiale del titolo). Dunque l'atto di riconoscimento di un titolo nobiliare durante il Regno d'Italia aveva natura puramente dichiarativa: il titolo esisteva anche prima del riconoscimento, ma solo grazie al riconoscimento se ne poteva fare uso legittimo.
permettimi però...![]()
per "spiegare" come una normativa (emanata dai Poteri Legislativo/Esecutivo) del Regno d'Italia intendesse la "nobiltà" si utilizza una Sentenza (emanata dal Potere Giudiziario) della Repubblica Italiana (che per giunta riguarda SOLO la cognomizzazione dei predicati! ed ha come riferimenti di discernimento la Costituzione repubblicana)???![]()
un po' acrobatica come cosa... non credi?![]()
non credi che per spiegare QUELLA normativa bisognerebbe utilizzare... magari proprio il corpus normativo del regno? cioè ciò che quella legislazione e quella normativa avevano architettato???
un titolo nobiliare dello Stato A rimane "esistente" nello Stato B, che ha "inglobato" lo Stato A, anche se lo Stato B non lo riconosce (il titolo) e non se ne può fare un uso legittimo.
credo che su questo assunto siamo TUTTI d'accordo. Sergio, io, tu..![]()
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ma... ma c'è un ma!
qualsiasi normativa nobiliare che sia dello Stato A, che sia dello Stato B, che sia dello Stato C... impone non solo i prerequisiti che un soggetto deve avere per poter successivamente essere BENEFICIARIO [ricordiamoci che un titolo nobiliare è una CONCESSIONE che fa il Sovrano (che sia un re, o sia un gruppo di "nobili" o "patrizi" di una città...), paragonarlo ad un "canone tv"... vabbè... ] di un titolo nobiliare, ma detta i requisiti per mantenerlo e finanche il perché ed il percome esso possa essere PERSO!
non si può SOLO prendere per buono e sempiterno il SOLO atto di concessione (irridendo poi il concedente... vd. "canone tv"!) e NON tener conto di come quel titolo DEVE essere tenuto/mantenuto per essere e rimanere valido!
se vengo beneficiato di un titolo, al di la delle legislazione dei "sovrani" successivi, significa essere coerente e leale al mio concedente e rispettarne le norme e le leggi, TUTTE! anche quelle che mi dicono che se non faccio questo o quello, o che facendo altro PERDO il mio titolo!
Ergo, il mio titolo nobiliare dato dallo Stato A, può non essere legale e riconosciuto nello Stato B, e nel contempo degrada eticamente/moralmente se non vengono comunque rispettati i prerequisiti ed i requisiti per la concessione ed il mantenimento secondo quello che e dettato dalle lettere patenti e dalla normativa nobiliare ALMENO coeva e successiva dello Stato A.
Intendiamoci : Parliamo di riconoscimento di un titolo non concessione di un titolo Nobiliare.
Essere riconosciuti nobili durante il Regno d'Italia o in precedenti Stati preunitari significa essere veri nobili se si discende da una vera famiglia nobile (il riconoscimento era un permesso d'uso come oggi è l'abbonamento alla TV o la tassa di registrazione di un contratto d'affitto...
Questo è il pensiero che pierfe ha manifestato e che io condivido al 101% .


