Titolo di Principe e famiglie papali

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 16 settembre 2014, 13:27

Messanensis ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Che lo Stato si disinteressi totalmente della nobiltà ( ma che non neghi o proibisca ) non è certo una novità, quindi giustamente possono , ma direi debbano, sempre essere considerate le legislazioni in vigore al momento della concessione del titolo nobiliare , come nel caso presente . Da non dimenticare che la sentenza 101 della Corte Costituzionale ha di fatto avvallato questa tesi considerando non valide le leggi regnicole.


Scusa potresti chiarire meglio?


Considerare storicamente valido il titolo di Duca poggiante sul predicato di Fiano è per me corretto e pacifico in ambito privato ed in ambienti esclusivi , evidentemente non potrà essere riconosciuto dalla Stato repubblicano .
Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .


Il predicato "di Fiano" non può essere aggiunto se a quella famiglia non è stato riconosciuto il titolo nobiliare ad esso associato durante il Regno D'Italia.

Nessuna confusione quindi , una valenza storico-morale, ricevuta per ereditarietà immateriale , da alcuni viene riconosciuta titolo nobiliare , tale non sarà per la Repubblica , la quale tuttavia può valutare l'aggiunta di in cognome senza considerarla un predicato


Provo ad essere più chiaro :

* La Repubblica palesa totale disinteresse/indifferenza per la materia nobiliare.
E' lecito domandarsi, alla luce della sentenza 110 /1967 che ha dichiarato incostituzionale la giurisprudenza nobiliare del Regno d'Italia, quali siano gli attuali possibili criteri di legittimazione del patrimonio storico-morale dei discendenti delle famiglie del ceto nobiliare italico, ritengono palesemente insensato circoscrivere la nobiltà di una casata nei risultati delle attività ricognitive della Consulta Araldica e negli elenchi nobiliari del Regno d’Italia, in quanto tale attività, riversata negli elenchi nobiliari del Regno d’Italia ha spesso disconosciuto o “dimenticato”, in buona o cattiva fede, lo status di un buon numero di famiglie che hanno potuto vantare per secoli condizione, attributo e qualità nobiliare. Secondo un’autorevole scuola di pensiero, avvalorata dal parere di studiosi della materia, è sicuramente più equo considerare la legittima validità morale e storica dello “status nobiliare”, testimoniata esclusivamente dalle singole attestazioni e prove documentarie poggianti sulla legislazione nobiliare in vigore nel momento, anche remoto, in cui ebbe origine la nobilitazione.
Di fatto, oggi in Italia si può affermare che questo sia il criterio di gran lunga più rispettoso della tradizione storico-nobiliare di una casata, quindi ne consegue che la certezza dell’acquisizione dello “status” e del progressivo sviluppo della distinzione familiare vada ricercata all’interno di ben delimitate coordinate di luogo e di tempo, sostenuta dalla legislazione e alle usanze nobiliari all’epoca in vigore, secondo il principio giuridico affermato dalla massima “tempus regit actum” ovvero ogni atto va valutato secondo la norma vigente al momento della sua entrata in vigore , V. fidecommesso papale del titolo di Duca .


* Ho avuto la sventura di frequentare per mesi tra gli uffici semideserti, gli impiegati deputati all'aggiunta o cambio di cognome della Prefettura di una grande città, francamente non ho mai visto funzionari con berretto frigio e testi del "Dizionario dei Predicati nobiliari del de Divitis" o simili sulla scrivania , pronti a bacchettare il postulante .
Ovviamente il cognome aggiunto non deve essere fonte di equivoci con personaggi celebri della zona di residenza.
Di Fiano, De Fiano o Fiano sono cognomi esistenti e diffusi , nulla osta a considerarli cognomi in tutto e per tutto aggiungibili ad un cognome , come Di Roma , Di Rimini, Di Genova , Di Venezia , Di Milano. ( il maiuscolo è di una particella davanti ad un cognome è sempre grammaticamente errato , accettabili solo negli elenchi anagrafici.
Sono in grado di postare recentissimo documento ufficiale con "de " minuscolo inviato dal MAE ):

Immagine

L'aggiunta di un cognome può essere autorizzata come semplice completezza nell'indicare l'origine di un avo nei confronti el quale il postulante risulta particolarmente devoto e ammirato, oppure per memorie meno importanti.

Comunque , come già accennato rimane poi il TAR quale ultima arma, anche se personalmente sono molto allergico a questa istituzione.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 16:00

GENS VALERIA ha scritto:
Messanensis ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Che lo Stato si disinteressi totalmente della nobiltà ( ma che non neghi o proibisca ) non è certo una novità, quindi giustamente possono , ma direi debbano, sempre essere considerate le legislazioni in vigore al momento della concessione del titolo nobiliare , come nel caso presente . Da non dimenticare che la sentenza 101 della Corte Costituzionale ha di fatto avvallato questa tesi considerando non valide le leggi regnicole.


Scusa potresti chiarire meglio?


Considerare storicamente valido il titolo di Duca poggiante sul predicato di Fiano è per me corretto e pacifico in ambito privato ed in ambienti esclusivi , evidentemente non potrà essere riconosciuto dalla Stato repubblicano .
Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .


Il predicato "di Fiano" non può essere aggiunto se a quella famiglia non è stato riconosciuto il titolo nobiliare ad esso associato durante il Regno D'Italia.

Nessuna confusione quindi , una valenza storico-morale, ricevuta per ereditarietà immateriale , da alcuni viene riconosciuta titolo nobiliare , tale non sarà per la Repubblica , la quale tuttavia può valutare l'aggiunta di in cognome senza considerarla un predicato


Provo ad essere più chiaro :

* La Repubblica palese totale disinteresse/indifferenza per la materia nobiliare.
E' lecito domandarsi, alla luce della sentenza 110 /1967 che ha dichiarato incostituzionale la giurisprudenza nobiliare del Regno d'Italia, quali siano gli attuali possibili criteri di legittimazione del patrimonio storico-morale dei discendenti delle famiglie del ceto nobiliare italico, ritengono palesemente insensato circoscrivere la nobiltà di una casata nei risultati delle attività ricognitive della Consulta Araldica e negli elenchi nobiliari del Regno d’Italia, in quanto tale attività, riversata negli elenchi nobiliari del Regno d’Italia ha spesso disconosciuto o “dimenticato”, in buona o cattiva fede, lo status di un buon numero di famiglie che hanno potuto vantare per secoli condizione, attributo e qualità nobiliare. Secondo un’autorevole scuola di pensiero, avvalorata dal parere di studiosi della materia, è sicuramente più equo considerare la legittima validità morale e storica dello “status nobiliare”, testimoniata esclusivamente dalle singole attestazioni e prove documentarie poggianti sulla legislazione nobiliare in vigore nel momento, anche remoto, in cui ebbe origine la nobilitazione.
Di fatto, oggi in Italia si può affermare che questo sia il criterio di gran lunga più rispettoso della tradizione storico-nobiliare di una casata, quindi ne consegue che la certezza dell’acquisizione dello “status” e del progressivo sviluppo della distinzione familiare vada ricercata all’interno di ben delimitate coordinate di luogo e di tempo, sostenuta dalla legislazione e alle usanze nobiliari all’epoca in vigore, secondo il principio giuridico affermato dalla massima “tempus regit actum” ovvero ogni atto va valutato secondo la norma vigente al momento della sua entrata in vigore , V. fidecommesso papale del titolo di Duca .


Facedo riferimento al "tempus regit actum" entri palesemente in contraddizione: prima dici che bisogna fare riferimento alla legislazione in vigore al momento, anche remoto, in cui ebbe origine la nobilitazione e poi parli di "tempus regit actum" (di cui forse non conosci il reale significato giuridico).
Per il Regno d'Italia i titoli nobiliari dovevano essere riconosciuti per potersene fare uso: ergo secondo il principio "tempus regit actum" poteva fare uso del titolo "Duca di Fano" solo chi ne aveva avuto il riconoscimento.
Per la Repubblica italiana i titoli nobiliari non sono riconosciuti: ergo secondo il principio "tempus regit actum" in Italia non sono in vigore regole per la successione nobiliare ed allo Stato italiano non interessa chi sia l'attuale Duca di Fano. L'attuale Duca di Fano lo è di certo moralmente, forse lo è per lo Stato Vaticano, ma di certo (purtroppo) non lo è per Stato italiano.

Infine quale sarebbe "l'autorevole scuola di pensiero" e chi sono "gli studiosi della materia" di cui parli, secondo cui si dovrebbe applicare nelle regole successorie la legislazione in vigore 400 anni fa?

Ho auto la sventura di frequentare per mesi tra gli uffici semideserti, gli impiegati deputati all'aggiunta o cambio di cognome della Prefettura di una grande città, francamente non ho mai visto funzionari con berretto frigio e testi del "Dizionario dei Predicati nobiliari del de Divitis" o simili sulla scrivania , pronti a bacchettare il postulante .
Ovviamente il cognome aggiunto non deve essere fonte di equivoci con personaggi celebri della zona di residenza.
Di Fiano, De Fiano o Fiano sono cognomi esistenti e diffusi , nulla osta a considerarli cognomi in tutto e per tutto aggiungibili ad un cognome , come Di Roma , Di Rimini, Di Genova , Di Venezia , Di Milano. ( il maiuscolo è di una particella davanti ad un cognome è sempre grammaticamente errato , accettabili solo negli elenchi anagrafici, sono in grado di postare recentissimo documento ufficiale con "de " minuscolo inviato dal MAE ):
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L'aggiunta di un cognome può essere autorizzata come semplice completezza nell'indicare l'origine di un avo nei confronti el quale il postulante risulta particolarmente devoto e ammirato, oppure per memorie meno importanti.

Comunque , come già accennato rimane poi il TAR quale ultima arma, anche se personalmente sono molto allergico.


Come ho detto sopra normativa e successive circolari esplicative sono molto chiare circa l'aggiunta di un cognome.
Se vuoi aggiungere "Di Roma", "Di Rimini" ecc. al tuo cognome devi motivare la richiesta. Non puoi inventarti un cognome ed aggiungerlo al tuo senza un valido motivo solo perchè ti piace.
Se vuoi aggiungere "Di Fiano" dovresti innanzitutto dimostrare il motivo per il quale chiedi di aggiungerlo, per esempio che è il cognome di un tuo antenato o di tua madre, che vorresti aggiungere per motivi affettivi o perchè la famiglia è in via di estinzione ecc. Nel nostro caso, com'è evidente, questo non si può fare perchè il richiedente non ha antenati con questo cognome, ma semmai antenati che possedevano un titolo nobiliare che appoggiava su "di Fiano", quindi palesemente la domanda sarebbe un modo di richiedere in via amministrativa (espressamente vietato in ogni caso) ciò che si potrebbe chiedere solo giudizialmente, cioè la cognomizzazione del predicato.
La normativa in vigore è chiarissima: carta canta! Poi ognuno la può pensare come vuole, ma almeno porta esempi concreti che dimostrino il contrario.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 16 settembre 2014, 16:43

Non vorrei essere pedante, Rosario, ma ci riporti normative , o meglio raccomandazioni , trasmesse per evitare che al Ministero dell' Interno giungessero fardelli di lavoro inutile, la circolare del Ministero dell'Interno n.10/2008 agiva in questo senso .

Da quando il Ministero non viene più investito di tali incombenze , essendo state del tutto demandate alle singole prefetture circa due / tre anni fa , sono i singoli funzionari delle Prefetture a portare avanti tali domande le quali hanno il dovere di evitare aggiunte di cognomi noti o famosi , tali da produrre equivoci nelle province di appartenenza , ed , ovviamente , casi eclatanti di abusi, quindi , è venuto a mancare il filtro del Ministero.

" In nessun caso può essere richiesta l'attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l'appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova registrato l'atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza"

E' ovvio che una giustificazione alla richiesta di aggiunta cognome vada data ma , per mia esperienza , non ho ravvisato sentore accanimenti particolari, né clima di caccia al predicato nobiliare , ma forse è solo una mia impressione.


Per evitare equivoci, tengo a sottolineare che il sottoscritto ha prodotto in copia ( non richieste ) un certificato storico di famiglia , rilasciato da un comune del nord-est, ed un paio di atti di nascita rilasciati da un altro stato civile.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 17:32

Guarda che la normativa è sempre la stessa! Anche le circolari sono sempre le stesse: circolari identiche a quella che citi tu continuano ad essere applicate in Prefettura!

Tu hai aggiunto il cognome di una tua ava, non un predicato spacciato per cognome. Prova ad aggiungere "di Rimini" o "di Belluno" e vediamo cosa ti risponde la prefettura.

E poi non girare le carte in tavola, qua non si sta parlando di aggiunta di cognomi importanti, qua si parla di aggiunta di predicati spacciati per cognomi al fine di aggirare la legge!


Pertanto, ogni qualvolta la domanda dell’interessato, seppur formalmente proposta come domanda di modifica del cognome, sia in realtà motivata e giustificata, come spesso accade, dal presunto diritto dell’interessato a vedersi riconoscere il diritto alla cognomizzazione del predicato, tale domanda non potrà in nessun caso trovare accoglimento perché solo l’autorità giudiziaria ordinaria ha competenza a verificare la titolarità di un simile diritto.

In tali casi si tratta, infatti, di un’azione di accertamento di un diritto soggettivo dei cittadini (art. 6 codice civile) che non rientra nell’ambito discrezionale dell’autorità amministrativa.

Pertanto, il cittadino dovrà necessariamente proporre un’azione in via contenziosa ordinaria, nei confronti del Pubblico Ministero, dell’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché nei confronti degli eventuali controinteressati, come confermato dalla giurisprudenza unanime e dalla sentenza della Corte di Cassazione del 7 marzo 1991, n. 2426.


E ancora:

Pertanto, in tali casi, sarà cura della Prefettura informare i richiedenti della necessità di una simile procedura giudiziaria e rappresentare che la semplice proposizione di una domanda di modifica del cognome al fine di ottenere la cognomizzazione del predicato sarebbe rigettata per carenza di competenza.

La procedura di modifica, di aggiunta o cambiamento di cognome, di cui agli artt. 82 e seg. del DPR 396/2000, resta utilizzabile solo ed esclusivamente nel rispetto dei principi generali adottati in materia di modifica o aggiunta del cognome.

A titolo di esempio, la predetta procedura potrà essere utilizzata per aggiungere un predicato che risulti già cognomizzato in capo alla madre o altro parente, al fine di mantenere esistente il cognome che altrimenti andrebbe ad estinguersi.

Anche in questi casi, sarà cura della Prefettura acquisire tutta la documentazione necessaria al fine di stabilire la sussistenza dei requisiti per i quali si ritiene possibile un procedimento di mutamento del cognome, ai sensi della normativa vigente.

Infine, si ricorda che in nessun caso sarà possibile utilizzare la procedura di mutamento del cognome al fine di creare, come viene a volte richiesto, un cognome basato su di un predicato inesistente ovvero non riconosciuto nei limiti temporali di cui alla disposizione XIV. Una simile domanda sarebbe chiaramente volta
ad aggirare i limiti precisi posti dalla disposizione costituzionale cercando di raggiungere, per via amministrativa, un risultato altrimenti non raggiungibile per via giudiziaria.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » martedì 16 settembre 2014, 17:58

GENS VALERIA ha scritto: Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .


GENS VALERIA ha scritto: Da quando il Ministero non viene più investito di tali incombenze , essendo state del tutto demandate alle singole prefetture circa due / tre anni fa , sono i singoli funzionari delle Prefetture a portare avanti tali domande le quali hanno il dovere di evitare aggiunte di cognomi noti o famosi , tali da produrre equivoci nelle province di appartenenza , ed , ovviamente , casi eclatanti di abusi, quindi , è venuto a mancare il filtro del Ministero.


c'è un atto legislativo o normativo che esautora il Ministero? se sì, qual è??? [hmm.gif]

perchè il ministero dell'interno ancora nel marzo 2014 rivendica delle prerogative!

Cambiamento del cognome e del nome
Esame e valutazione delle istanze ed emissione dei provvedimenti di cambio del cognome e del nome

Il Ministero dell’Interno provvede all’esame delle domande di cambiamento di cognome o di aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84 e segg. del D.P.R. n.396/2000).
La procedura per il cambiamento del nome o del cambiamento del cognome (perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale) è invece di diretta competenza del Prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce.
In sintesi il d.p.r. n. 396/2000 consente:

1) il cambiamento del nome o del cognome perchè ridicolo o vergognoso o rivelante l’origine naturale (art. 89);
2) il cambiamento del nome o aggiunta di altro nome al proprio (art. 89);
3) il cambiamento del cognome o aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84).

I provvedimenti di cambiamento o modificazione del nome o del cognome rivestono carattere eccezionale e possono essere ammessi solo ed esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata e pregnante documentazione e da solide e significative motivazioni.
La richiesta di cambiare il nome o il cognome perché ridicolo o vergognoso o perché rivela origine naturale va rivolta, in carta semplice, al Prefetto della provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita.
Il Prefetto effettua l’istruttoria e, in presenza dei requisiti previsti, emana il decreto con il quale si autorizza l’affissione del sunto dell’istanza medesima nell’albo pretorio del comune di nascita e del comune di attuale residenza.
Durante il periodo di affissione (trenta giorni) e durante i trenta giorni successivi, eventuali controinteressati possono presentare opposizione al Prefetto competente.
Decorsi detti periodi, il Prefetto emana il provvedimento definitivo, che, se favorevole, andrà trascritto e annotato, a cura dell’interessato, nel registro di stato civile.
La richiesta di cambiare il nome o di aggiungere altro nome al proprio, per motivi diversi da quelli indicati nel punto 1) va rivolta, su carta bollata, al Prefetto della provincia del luogo di residenza o del luogo di nascita. La procedura è identica a quella già descritta nel punto 1).
La richiesta di cambiare il cognome o di aggiungere altro cognome al proprio, per motivi diversi da quelli indicati nel punto a) (n.d.r.: 1) )va rivolta, su carta bollata, al Ministero dell’Interno, per il tramite del Prefetto della provincia del luogo di residenza.
Il Prefetto, effettuata l’istruttoria, trasmette la relativa documentazione, unitamente al proprio parere, al Ministero.
Qualora la richiesta appaia meritevole di considerazione, il Ministro, o il sottosegretario di Stato a ciò delegato, autorizza, con proprio provvedimento, l’affissione della richiesta stessa all’albo pretorio del comune di residenza e di nascita dell’interessato.

Il prosieguo della procedura è identico a quello descritto nel precedente punto 1), mentre il provvedimento definitivo è adottato dal Ministro o dal Sottosegretario di Stato a ciò delegato.


Fonte: dipartimento Affari interni e territoriali http://www.interno.gov.it/mininterno/ex ... a_004.html
Ultimo aggiornamento: 13.3.2014
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 16 settembre 2014, 18:33

Messanensis ha scritto:Guarda che la normativa è sempre la stessa! Anche le circolari sono sempre le stesse: circolari identiche a quella che citi tu continuano ad essere applicate in Prefettura!

Tu hai aggiunto il cognome di una tua ava, non un predicato spacciato per cognome. Prova ad aggiungere "di Rimini" o "di Belluno" e vediamo cosa ti risponde la prefettura.

E poi non girare le carte in tavola, qua non si sta parlando di aggiunta di cognomi importanti, qua si parla di aggiunta di predicati spacciati per cognomi al fine di aggirare la legge!


Pertanto, ogni qualvolta la domanda dell’interessato, seppur formalmente proposta come domanda di modifica del cognome, sia in realtà motivata e giustificata, come spesso accade, dal presunto diritto dell’interessato a vedersi riconoscere il diritto alla cognomizzazione del predicato, tale domanda non potrà in nessun caso trovare accoglimento perché solo l’autorità giudiziaria ordinaria ha competenza a verificare la titolarità di un simile diritto.

In tali casi si tratta, infatti, di un’azione di accertamento di un diritto soggettivo dei cittadini (art. 6 codice civile) che non rientra nell’ambito discrezionale dell’autorità amministrativa.

Pertanto, il cittadino dovrà necessariamente proporre un’azione in via contenziosa ordinaria, nei confronti del Pubblico Ministero, dell’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché nei confronti degli eventuali controinteressati, come confermato dalla giurisprudenza unanime e dalla sentenza della Corte di Cassazione del 7 marzo 1991, n. 2426.


E ancora:

Pertanto, in tali casi, sarà cura della Prefettura informare i richiedenti della necessità di una simile procedura giudiziaria e rappresentare che la semplice proposizione di una domanda di modifica del cognome al fine di ottenere la cognomizzazione del predicato sarebbe rigettata per carenza di competenza.

La procedura di modifica, di aggiunta o cambiamento di cognome, di cui agli artt. 82 e seg. del DPR 396/2000, resta utilizzabile solo ed esclusivamente nel rispetto dei principi generali adottati in materia di modifica o aggiunta del cognome.

A titolo di esempio, la predetta procedura potrà essere utilizzata per aggiungere un predicato che risulti già cognomizzato in capo alla madre o altro parente, al fine di mantenere esistente il cognome che altrimenti andrebbe ad estinguersi.

Anche in questi casi, sarà cura della Prefettura acquisire tutta la documentazione necessaria al fine di stabilire la sussistenza dei requisiti per i quali si ritiene possibile un procedimento di mutamento del cognome, ai sensi della normativa vigente.

Infine, si ricorda che in nessun caso sarà possibile utilizzare la procedura di mutamento del cognome al fine di creare, come viene a volte richiesto, un cognome basato su di un predicato inesistente ovvero non riconosciuto nei limiti temporali di cui alla disposizione XIV. Una simile domanda sarebbe chiaramente volta
ad aggirare i limiti precisi posti dalla disposizione costituzionale cercando di raggiungere, per via amministrativa, un risultato altrimenti non raggiungibile per via giudiziaria.



Non possiedo la tua fiducia nella conoscenza della materia nobiliare da parte di un funzionario prefettizio, se il parere del ministero non fosse illuminato da parte di particolari esperti ( che attualmente in Italia latitano ) mi verrebbe il sospetto che eventuali giudizi possano essere esagerati per difetto oppure per eccesso.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 19:13

Occorrono forse esperti in materia nobiliarer per capire queste banalità?
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 16 settembre 2014, 21:17

Messanensis ha scritto:Occorrono forse esperti in materia nobiliarer per capire queste banalità?

Rosario , tutto sta nello stabilire se il signor Mario Rossi che aveva un bisnonno che si chiamava Pasqualino Di Termini abbia la facoltà di poter aggiungere al proprio cognome quello " di Termini " .
Oppure se il Sig. Giovanni Verdi che aveva un bisnonno che si chiamava Paolo Di Roccafritta ( detto tra noi , pare fosse Barone, ma non se ne parla ) abbia la facoltà di poter aggiungere al cognome Verdi quello di Di Roccafritta. Non occorrono esperti ma occorrono persone in grado di verificare e valutare se Di Termini o Di Roccafritta abbiano le caratteristiche di predicati nobiliari .
Mi occupo di genealogia e materia nobiliare da un pezzo , ma non trovo la cosa particolarmente ... banale e mi torna strano che senza un minimo di studio si possa pacificamente rilasciare un parere , sia che la famiglia sia fiorente oppure estinta.
Quante località infeudate , passate alla corona , poi nuovamente infeudate poi demaniali esistono in Italia ? Una infinità quindi eviterei di ... " banalizzare" .
Rimango del parere che a parità di parentela , riuscire a individuare un predicato da un semplice cognome non sia facilmente deducibile da parte di un onesto funzionario prefettizio né da parte di un solerte dipendente ministeriale .

Francamente ho visto aggiungere ad un ( avvocato ) Piemontese un cognome di un lontanissimo nobile avo marchigiano , non sarei categorico sull'argomento.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 21:34

GENS VALERIA ha scritto:
Messanensis ha scritto:Occorrono forse esperti in materia nobiliarer per capire queste banalità?

Rosario , tutto sta nello stabilire se il signor Mario Rossi che aveva un bisnonno che si chiamava Pasqualino Di Termini abbia la facoltà di poter aggiungere al proprio cognome quello " di Termini " .
Oppure se il Sig. Giovanni Verdi che aveva un bisnonno che si chiamava Paolo Di Roccafritta ( detto tra noi , pare fosse Barone, ma non se ne parla ) abbia la facoltà di poter aggiungere al cognome Verdi quello di Di Roccafritta. Non occorrono esperti ma occorrono persone in grado di verificare e valutare se Di Termini o Di Roccafritta abbiano le caratteristiche di predicati nobiliari .


La questione invece è davvero banale: "Di Termini" è un cognome? Risulta come cognome all'anagrafe? In buona sostanza, all'anagrafe l'avo risulta "Pasqualino" (nome) "Di Termini" (cognome)? Allora la domanda di aggiunta di questo cognome può essere accolta (e viene aggiunto un cognome, mica un predicato!!!).
Ma se Pasqualino Di Termini all'anagrafe risulta "Pasqualino Verdi" ed era barone di Termini (predicato non cognomizzato) il discorso cambia... ! E servono esperti di diritto nobiliare per verificare questo???? Mi sembra di una banalità estrema!

.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 21:57

Delehaye ha scritto:Fonte: dipartimento Affari interni e territoriali http://www.interno.gov.it/mininterno/ex ... a_004.html
Ultimo aggiornamento: 13.3.2014


Il sito non è aggiornato (nonostante affermi di esserlo al 13/3/2014)! Gli articoli citati sono stati soppressi e l'art. 89 modificato dal D.P.R. N.54/2012. Il testo di legge aggiornato si può trovare qui:
http://www.immigrazione.regione.toscana ... 0916#tit10

A seguito della modifica è stata emanata una nuova circolare (N. 12/2012) dal Ministero dell'Interno, che alle pagine 10 e 11 conferma quanto già riportato nella precedente circolare N. 10/2008:
Particolare attenzione viene evidenziata con riguardo non solo ai limiti posti dall'ultimo comma dell'art. 89, che è rimasto invariato, relativo aile richieste di attribuzione di cognomi di importanza storica o appartenenti a famiglie illustri, ma anche I'inammissibilita di quelle volte ad ottenere la cognomizzazione di un predicato nobiliare o comunque tendenti ad aggirare I'art. XIV delle Disposizioni finali e transitorie della Costituzione, come nel dettaglio chiarito dalla circolare n. 10 del 3 settembre 2008, in quanto la cognizione di tali domande è di competenza esclusiva dell'autorità giudiziaria ordinaria, come da ultimo anche ribadito dal Consiglio di Stato in data 5 febbraio 2009 n. 668.
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=& ... x7jZ8mU8Hg
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 22:04

GENS VALERIA ha scritto:Francamente ho visto aggiungere ad un ( avvocato ) Piemontese un cognome di un lontanissimo nobile avo marchigiano , non sarei categorico sull'argomento.


Non ci vedo niente di strano. E' stato aggiunto un cognome di un avo lontano, così come potrebbe essere aggiunto quello della madre o della nonna. Cosa c'entra con il nostro discorso????
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » martedì 16 settembre 2014, 22:26

Messanensis grazie per le note legislative AGGIORNATE! [cheers.gif]
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 16 settembre 2014, 22:35

Messanensis ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:
Messanensis ha scritto:Occorrono forse esperti in materia nobiliarer per capire queste banalità?

Rosario , tutto sta nello stabilire se il signor Mario Rossi che aveva un bisnonno che si chiamava Pasqualino Di Termini abbia la facoltà di poter aggiungere al proprio cognome quello " di Termini " .
Oppure se il Sig. Giovanni Verdi che aveva un bisnonno che si chiamava Paolo Di Roccafritta ( detto tra noi , pare fosse Barone, ma non se ne parla ) abbia la facoltà di poter aggiungere al cognome Verdi quello di Di Roccafritta. Non occorrono esperti ma occorrono persone in grado di verificare e valutare se Di Termini o Di Roccafritta abbiano le caratteristiche di predicati nobiliari .


La questione invece è davvero banale: "Di Termini" è un cognome? Risulta come cognome all'anagrafe? In buona sostanza, all'anagrafe l'avo risulta "Paolo" (nome) "Di Roccafritta" (cognome)? Allora la domanda di aggiunta di questo cognome può essere accolta (e viene aggiunto un cognome, mica un predicato!!!).
Ma se Pasqualino Di Termini all'anagrafe risulta "Pasqualino Verdi" ed era barone di Termini (predicato non cognomizzato) il discorso cambia... ! E servono esperti di diritto nobiliare per verificare questo???? Mi sembra di una banalità estrema!

.


Mi spiace ma non ci capiamo decisamente .
Fai conto di venire dal Laos e conoscere Emanuele Filiberto di Savoia , non avendolo mai sentito nominare non penseresti che Di Savoia sia un cognome ( così risulta all'anagrafe e sulla carta d'identità ) per quale motivo penseresti ad un predicato ? Sulla Carta d'identità non può risultare principe !

Così Paolo Di Roccafritta ( risulta così all'anagrafe e sui documenti di stato civile ) non risulta fosse erede di un barone e non si comprende per quale motivo il pronipote Giovanni Verdi non possa diventare Giovanni Verdi Di Roccafritta , ( la maiuscola è facoltativa ).
Senza considerare la possibilità di chiedere di poter aggiungere a quello di nascita il predicato cognomizzato del bisnonno : es Romualdo Cordetto di Montezuzzolo , ovvero Giovanni Verdi Cordetto di Montezuzzolo.

Non ho altro da aggiungere.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 22:55

GENS VALERIA ha scritto: Mi spiace ma non ci capiamo decisamente .
Fai conto di venire dal Laos e conoscere Emanuele Filiberto di Savoia , non avendolo mai sentito nominare non penseresti che Di Savoia sia un cognome ( così risulta all'anagrafe e sulla carta d'identità ) per quale motivo penseresti ad un predicato ? Sulla Carta d'identità non può risultare principe !


La butti sui Savoia per confondere le acque, ma non fa niente. Per il Prefetto conta ciò che risulta all'anagrafe e all'anagrafe di Savoia è cognome. Il cognome di tuo nonna è "di Savoia" e tu ti chiami "Paolo Rossi" e mi chiedi di aggiungere il cognome "di Savoia", per motivi validi (ragioni affettive, estinzione del casato, ecc. ecc.): la domanda può essere accolta (stiamo parlando per assurdo ovviamente). Comunque l'esempio che hai fatto sui Savoia non c'entra perchè sappiamo bene che quello dei Savoia è un caso più unico che raro in Italia, quindi non può essere preso ad esempio.

Così Paolo Di Roccafritta ( risulta così all'anagrafe e sui documenti di stato civile ) non risulta fosse erede di un barone e non si comprende per quale motivo il pronipote Giovanni Verdi non possa diventare Giovanni Verdi Di Roccafritta , ( la maiuscola è facoltativa ).


Infatti Giovanni Verdi può ben diventare Giovanni Verdi Di Roccafritta! Ma aggiungerebbe un cognome non un predicato!!!! Che il nonno Paolo Di Roccafritta fosse barone non rileva! Il suo cognome è "Di Roccafritta"!!!! Mi sembra che tu faccia una grande confusione tra predicati e cognomi che assomigliano a predicati!

Senza considerare la possibilità di chiedere di poter aggiungere a quello di nascita il predicato cognomizzato del bisnonno : es Romualdo Cordetto di Montezuzzolo , ovvero Giovanni Verdi Cordetto di Montezuzzolo.


Se il predicato è già cognomizzato (all'anagrafe il bisnonno risulta Cordetto di Montezuzzolo) ovviamente Giovanni Verdi può ben chiedere di aggiungere Cordeto di Montezuzzolo.
Rosario Basile

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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 17 settembre 2014, 10:11

Giovanni Verdi può ben diventare Giovanni Verdi Di Roccafritta! Ma aggiungerebbe un cognome non un predicato!!!! Che il nonno Paolo Di Roccafritta fosse barone non rileva! Il suo cognome è "Di Roccafritta"!!!! Mi sembra che tu faccia una grande confusione tra predicati e cognomi che assomigliano a predicati!


Io no , ma qualche funzionario non particolare ferrato in materia può cadere in errore , mi è capitato di vedere un stato di famiglia storico formato recentemente, dove erano apparentemente presenti due cognomi , essendo ovviamente stato omesso il titolo nobiliare , il predicato poteva tranquillamente passare per cognome.

E' verosimile che, se tale documento fosse stato presentato in appoggio alla richiesta di aggiunta cognome , sarebbe stato accettato.
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