Trattamento "Honesta"

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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda zagor » mercoledì 30 luglio 2014, 22:25

Se può essere di aiuto, nei moltissimi protocolli notarili che ho consultato del '500, principalmente per la città di Gravina (in provincia di Bari) la qualifica di honesta l'ho trovata solo per le donne e di regola non necessariamente si riferiva ad una condizione sociale elevata. Ad esempio nei capitoli matrimoniali cinquecenteschi si trova sempre in ogni atto (per tutti i ceti sociali, sia per i nobili che per i popolani) la definizione "honesta giovane....."; nel caso di donna nobile era indicato "nobile e honesta giovane".
Ovviamente se nell'atto di cui parlate, tale donna era sposata ad un nobile, può essere stata una dimenticanza l'indicazione di nobile anche per lei. Bisognerebbe trovare diversi altri atti in cui è nominata tale donna e capire così se effettivamente forse una donna di nobili natali (mi è capitata tale dimenticanza, in alcuni casi).

Per quanto riguarda, invece, la qualifica di "honorabile", mi è capitato di trovare la stessa persona indicata come "nobile" in un atto e "honorabile" in un'altro atto, scritti entrambi per esteso e magari nei protocolli notarili dello stesso notaio rogante. In alcuni casi si trattava di famiglia che incominciava a essere qualificata come nobile da poco. In altri casi, si trattava effettivamente di un nobile, che figurava anche negli alberi genealogici di antiche famiglie nobili presenti nei Benefici della Chiesa locale. In quest'ultimo caso si trattava di un ramo cadetto.
Ovviamente, nel caso in esame, ci sono altri atti in cui la famiglia è indicata come nobile.
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda PTurnone » giovedì 31 luglio 2014, 0:45

Gentile Messanensis,
ecco qui un altro atto (1561) proveniente dallo stesso libro dei contratti e delle cautele, la cui grafia mi pare identica a quella dell'atto del 1557. Se va alla decima riga, leggerà i nomi di due ecclesiastici ("D. Nicolaj di Volpe", "D. Nicolaj di Mita") e potrà notare come la "N" maiuscola assomigli notevolmente a una "H".

https://imageshack.com/i/ipseEtq6p

Ringrazio inoltre Sergio e zagor per le ponderate e preziose considerazioni. Particolarmente interessante il caso di Gravina, città non distante da Martina Franca; in quest'ultima, però, ho reperito solo recentissimamente il trattamento "honesta", e in entrambi i casi solo in riferimento a donne di famiglie appartenenti al ceto dominante. Pur non avendo trovato altri atti relativi alla mia antenata, so per certo che la famiglia a cui apparteneva (i Blasi) era una delle più distinte ed eminenti della Martina Franca dell'età moderna (da essa discesero i Baroni Blasi di Statte); il padre della mia ava, Pompeo, fu Sindaco alla fine del Cinquecento, così come lo fu suo nipote, l'U.I.D. Pietro Antonio, nei primi del Seicento. Anche gli Scialpi erano una delle Casate più eminenti del circondario.
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda Messanensis » giovedì 31 luglio 2014, 7:30

PTurnone ha scritto:ecco qui un altro atto (1561) proveniente dallo stesso libro dei contratti e delle cautele, la cui grafia mi pare identica a quella dell'atto del 1557. Se va alla decima riga, leggerà i nomi di due ecclesiastici ("D. Nicolaj di Volpe", "D. Nicolaj di Mita") e potrà notare come la "N" maiuscola assomigli notevolmente a una "H".


Sì, la grafia è la stessa e la "N" sembra proprio una "H": è la prima volta che la vedo fare in questo modo. Quindi nell'atto precedente, davanti al nome del suo antenato, dovrebbe leggersi "Noblis" e "N", entrambe abbreviazioni di Nobilis. Rimane il mistero del perchè la moglie non segua lo stesso trattamento del marito.

so per certo che la famiglia a cui apparteneva (i Blasi) era una delle più distinte ed eminenti della Martina Franca dell'età moderna (da essa discesero i Baroni Blasi di Statte); il padre della mia ava, Pompeo, fu Sindaco alla fine del Cinquecento, così come lo fu suo nipote, l'U.I.D. Pietro Antonio, nei primi del Seicento. Anche gli Scialpi erano una delle Casate più eminenti del circondario


Ma queste sono cariche ricoperte in terra feudale.
I membri di queste famiglie notabili (Blasi e Scialpi), in quello stesso periodo e quando non ricoprono cariche pubbliche, che trattamento ricevono?
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda PTurnone » giovedì 31 luglio 2014, 12:04

Quando non ricoprono cariche pubbliche, e per il periodo qui in esame (dalla metà del Cinquecento sino agli inizi del Seicento), i membri della famiglia Blasi sono solitamente appellati "Messer", talvolta "Magnifico" e "Signore", raramente "Nobilis" (le donne o le consorti presentano invece i trattamenti "Donna", "Magnifica", "Signora" e "Madamma"); per gli Scialpi ho trovato attestato "Magnifico", ma qui la ricostruzione genealogica è più difficile vista la diffusione del cognome in città.
Rilevo di aver constatato più volte trattamenti diversi riservati a consorti (accoppiate del tipo "Misser"/"Magnifica", "Magnifico"/"Nobile"...), mentre sino al Settecento inoltrato sono del tutto assenti i doppi trattamenti ("Magnifico Don", "Signor Don"...). Non è neanche raro che i nomi dei personaggi di spicco della città non vengano preceduti da alcun appellativo d'onore, ma questo mi è capitato soprattutto negli atti secenteschi: nel Cinquecento è più facile incontrare trattamenti e qualifiche relativi a tali famiglie, con un pomposo "ritorno di fiamma" settecentesco.
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda Messanensis » giovedì 31 luglio 2014, 12:34

Secondo me una possibile spiegazione per il fatto che la sua antenata sia chiamata soltanto "honesta" e non "nobilis" come il marito, sta nel fatto che in quell'epoca le due famiglie (Turnona e Scialpi) avevano un differente status.
Infatti la sua antenata ("Honesta Maria") è detta figlia del fu Antonio de Scialpi e nessun titolo è anteposto dinanzi al nome del padre (https://imageshack.com/i/knELbC7sj).
In un'altra immagine che ci ha proposto (https://imageshack.com/i/iq5ZJ30Gj) ci sono un Girolamo de Scialpo ed un Giovanni Francesco de Scialpo (appartenenti alla stessa famiglia di Antonio?), anche loro senza alcun titolo anteposto.
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda PTurnone » giovedì 31 luglio 2014, 14:01

Questo è effettivamente possibile: non so dirLe se quei Giovanni Francesco e Girolamo fossero imparentati ad Antonio, ma è pur vero che la famiglia Scialpi in quel dato periodo non presenta alcun trattamento, a differenza della mia famiglia. Lei crede che possa trattarsi di una scalata sociale da parte della famiglia Scialpi, magari arricchitasi proprio in quegli anni, secondo accorte politiche matrimoniali?
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda Messanensis » giovedì 31 luglio 2014, 15:08

PTurnone ha scritto:Questo è effettivamente possibile: non so dirLe se quei Giovanni Francesco e Girolamo fossero imparentati ad Antonio, ma è pur vero che la famiglia Scialpi in quel dato periodo non presenta alcun trattamento, a differenza della mia famiglia. Lei crede che possa trattarsi di una scalata sociale da parte della famiglia Scialpi, magari arricchitasi proprio in quegli anni, secondo accorte politiche matrimoniali?


Non conosco bene le consuetudini locali ed occorrerebbe visionare i documenti per poter esprimere un giudizio, ma stiamo pur sempre parlando di una famiglia che viveva in una terra feudale. L'eventuale titolo di Magnifico attribuito in epoca successiva agli Scialpi, quasi certamente è un titolo di cortesia, che da quanto si legge nel link che avevo già indicato http://www.tropeamagazine.it/osservazionicetocivileregnonapoli/ , veniva utilizzato anche dagli "onorati" di località dove vi era una separazione netta tra nobili e popolo. Probabilmente nell'epoca di questo documento (metà del '500 circa) non era ancora in uso dare il titolo di "magnifico" ai notabili del popolo.
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda PTurnone » venerdì 1 agosto 2014, 2:41

Questa ipotesi è molto convincente, e spiega sia la diversità dei trattamenti utilizzati in riferimento a mogli e mariti sia l'assenza totale di essi nel caso della famiglia Scialpi. Ma allora, nel Cinquecento vi erano differenti status relativi a diverse famiglie, pur tutte accomunate da uno stile di vita "more nobilium" (e nonostante non vi fossero separazioni nette in una terra feudale)? A quanto ne so, gli Scialpi dovevano essersi arricchiti già intorno alla metà del Cinquecento, se dal 1574 al 1576 un membro di questa famiglia (Consalvo) poté essere letto per un biennio Sindaco della città. La diversità di trattamenti indicherebbe il fatto che alcune famiglie (Turnone, Blasi, Magli, Gioia ecc., a Martina vi erano pure rami delle famiglie Orimini e Protonobilissimo) fossero considerate nobili in quel dato periodo (presentano tale titolatura), mentre altre (e gli Scialpi tra esse), pur arricchitesi e di fatto socialmente indistinguibili dalle prime, no?
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda Messanensis » venerdì 1 agosto 2014, 9:00

In una terra feudale come Martina non vi era una separazione netta tra cittadini e nobili (anche in una terra feudale poteva capitare che abitassero famiglie effettivamente nobili).
Le persone che venivano chiamate a ricoprire cariche pubbliche in terre feudali erano scelte tra le famiglie più importanti del luogo, sia nobili che cittadine. Queste ultime spesso vivevano "more nobilium". Quindi, col tempo, vivendo in terra feudale e non essendoci una separazione tra famiglie nobili e famiglie cittadine, che indistintamente partecipavano all'amministrazione locale e di fatto, spesso, vivevano alla stessa maniera, le differenze di trattamento che magari potevano esserci in un atto notarile a metà del 500 si andavano sempre più sfumando.
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Re: Trattamento "Honesta"

Messaggioda PTurnone » venerdì 1 agosto 2014, 13:17

Gentile ed esaustivo! La ringrazio delle stimolanti osservazioni.
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