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PTurnone ha scritto:ecco qui un altro atto (1561) proveniente dallo stesso libro dei contratti e delle cautele, la cui grafia mi pare identica a quella dell'atto del 1557. Se va alla decima riga, leggerà i nomi di due ecclesiastici ("D. Nicolaj di Volpe", "D. Nicolaj di Mita") e potrà notare come la "N" maiuscola assomigli notevolmente a una "H".
so per certo che la famiglia a cui apparteneva (i Blasi) era una delle più distinte ed eminenti della Martina Franca dell'età moderna (da essa discesero i Baroni Blasi di Statte); il padre della mia ava, Pompeo, fu Sindaco alla fine del Cinquecento, così come lo fu suo nipote, l'U.I.D. Pietro Antonio, nei primi del Seicento. Anche gli Scialpi erano una delle Casate più eminenti del circondario


PTurnone ha scritto:Questo è effettivamente possibile: non so dirLe se quei Giovanni Francesco e Girolamo fossero imparentati ad Antonio, ma è pur vero che la famiglia Scialpi in quel dato periodo non presenta alcun trattamento, a differenza della mia famiglia. Lei crede che possa trattarsi di una scalata sociale da parte della famiglia Scialpi, magari arricchitasi proprio in quegli anni, secondo accorte politiche matrimoniali?


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