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Messaggioda danti73 » mercoledì 7 settembre 2005, 0:07

Un regalo agli amici del forum dalle mie vacanze.
Quest'anno durante le mie vacanze in Calabria sono capitato per caso davanti a due splendidi palazzi nobiliari. Il primo apparteneva o appartiene alla famiglia Cordopatri, celebre per la sua lotta contro la ndrangheta calabrese. Il secondo appartenne alla famiglia Romei e con mia grande meraviglia era abbandonato ma con le porte e i portoni completamente splalancati. Da fuori, subiro dopo il portone d'ingresso si scorgeva un affresco con lo stemma di famiglia. Sono entrato ed ho fotografato l'affresco e questo è il mio pensiero per voi.
Ahimè sono entrato per vedere se ci fossero altri affreschi e lo spettacolo è stato a dir poco desolante. Probabilmente il palazzo, abbandonato all'incuria, è diventato casa di vagabondi e clandestini senza dimora. Il palazzo è architettonicamente splendido, davvero ben costruito e mi meraviglio che il Comune lo lasci in quello stato e non si preccupi nemmeno di chiuderlo per evitare ulteriori danni.
Ho voluto fotografare lo stemma nella speranza che rimanga almeno nello stato in cui l'ho trovato ancora per molti anni, fino al giorno in cui qualcuno si decida a tutelarlo insieme al resto del palazzo.
Non facit nobilem atrium plenum fumosis imaginibus
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 7 settembre 2005, 17:27

Bravo, caro amico, hai fatto davvero bene.

Attendiamo con piacere di vedere la fotografia che hai scattato.

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 8 settembre 2005, 18:48

Ecco lo stemma inviatomi:

Immagine
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 11 settembre 2005, 18:39

É senz'altro un esempio interessante di manifattura locale (XVIII-XIX secolo?), non privo di buon effetto estetico e di un discreto valore araldico.

É un vero peccato che il palazzo di cui fa parte sia fatiscente: da numerosi punti di vista, sono convinto che il degrado di quell'edificio sia fatale per numerose testimonianze artistiche, e non solo araldiche.

Prima che scompaia del tutto, suggeriamone (nei limiti di quel che ancora è possibile) una descrizione.

Il manufatto consiste in uno scudo sagomato in cartiglio, timbrato da una corona gemmata a tre fioroni alternati a due fioroni più piccoli, tutti su punte.
Blasone: inquartato: nel 1° di (oro?), al leone (al naturale?); nel 2° d'azzurro, a due bastoni decussati di nero; nel 3° d'azzurro, all'albero nodrito dalla pianura terrosa, il tutto al naturale; nel 4° partito d'azzurro e d'argento, a mezz'aquila di nero, coronata, rostrata ed armata d'oro, posta nel primo e movente dalla partizione.
Tenenti: due leoni coronati e controrampanti al naturale.

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Messaggioda eurich » sabato 8 ottobre 2005, 0:35

purtroppo a Vibo Valentia, perchè è qui che si trova palazzo Romei non è l'unico palazzo ad essere in quello stato. Ricordo palazzo Capialbi, Romei, Marzano, Francica, d'Alcontres Stagno, Gagliardi ora credo restutturato dal comune,
stanno restrutturando palazzo Cordopatri , mi sembra, ed anche quello della mia famiglia Laredo de Mendoza è stato a lungo abitato dai barboni e da persone che assolutamente non volevano andarsene. Ora è stato restrutturato da dei cugini che lo hanno acquistato a loro volta da altri cugini ma mi sa che lo hanno destinato comunque all'affitto ,che peccato e che rabbia.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 ottobre 2005, 15:42

eurich ha scritto:purtroppo a Vibo Valentia, perchè è qui che si trova palazzo Romei non è l'unico palazzo ad essere in quello stato...(omissis)...

Il nostro stupendo Meridione non è purtroppo nuovo a problemi del genere. E ripeto purtroppo. E sottolineo purtroppo.

anche quello della mia famiglia...(omissis)...è stato restrutturato da dei cugini che lo hanno acquistato a loro volta da altri cugini ma mi sa che lo hanno destinato comunque all'affitto ,che peccato e che rabbia.


Beh, se il restauro è stato rispettoso delle testimonianze artistiche, e se l'uso futuro lo sarà almeno altrettanto, le doglianze possono stemperarsi... o no? :shock:

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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 26 marzo 2006, 14:22

Gentili Signori,
mi hanno contattato per informarmi dei seguenti dettagli riguardo lo stemma in questione.

"Lo stemma non è della fam. Romei ma di quella dei baroni Sacco di Monteleone (oggi Vibo Valentia), patrizi di Amantea e rappresenta le alleanze matrimoniali contratte nel tempo. Nel I vi è lo stemma dei Sacco , nel II quello dei baroni Mazza (estinti nei primi ), gli altri non li conosco. I Sacco lo possedevano prima dei Romei, tant'è che è noto come pal. Sacco Romei. A questi ultimi pervenne a seguito di un matrimonio. Lo stemma dovrebbe essere del sec. XVII. Sembra che il prog. del pal. risalga a Leon Battista Alberti".
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Messaggioda misthia » domenica 26 marzo 2006, 15:01

Direi che è questo stemma è magnifico. Credetemi, soffro, da oriundo calabrese, a sentirne la storia e conoscerne lo stato. E tuttavia so bene che si potrebbe in questo caso esclamare: "ma questo è niente, amico mio ! Sapessi cosa potrei raccontarti in fatto di degrado di beni storico-artistici in calabria!"...

(tra l'altro, dico di passata, Monteleone fu uno splendido sedile di nobiltà, colto e intraprenedente, ma, come altrove è successo, la R. Consulta non la ammise trale piazze nobili suscettive di nobilitare i propri membri col titolo di patrizio).

Davvero Leon Battista Alberti? Non forse qualcuno della cerchia, o su suoi disegni?



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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 26 marzo 2006, 23:25

T.G.Cravarezza ha scritto:Gentili Signori, mi hanno contattato per informarmi dei seguenti dettagli riguardo lo stemma in questione.

Carissimo Tomaso,
ringrazia senza indugio chi ci ha favorito di quest'utile spiegazione.


"Lo stemma non è della fam. Romei ma di quella dei baroni Sacco di Monteleone (oggi Vibo Valentia), patrizi di Amantea e rappresenta le alleanze matrimoniali contratte nel tempo. Nel I vi è lo stemma dei Sacco , nel II quello dei baroni Mazza (estinti nei primi ), gli altri non li conosco. I Sacco lo possedevano prima dei Romei, tant'è che è noto come pal. Sacco Romei. A questi ultimi pervenne a seguito di un matrimonio. Lo stemma dovrebbe essere del sec. XVII. Sembra che il prog. del pal. risalga a Leon Battista Alberti".


...di certo, tuttavia, il grande architetto quest'arma non l'ha potuta vedere nemmeno in sede progettuale.

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Messaggioda Dafra » martedì 4 dicembre 2007, 18:17

T.G.Cravarezza ha scritto:Gentili Signori,
mi hanno contattato per informarmi dei seguenti dettagli riguardo lo stemma in questione.

"Lo stemma non è della fam. Romei ma di quella dei baroni Sacco di Monteleone (oggi Vibo Valentia), patrizi di Amantea e rappresenta le alleanze matrimoniali contratte nel tempo. Nel I vi è lo stemma dei Sacco , nel II quello dei baroni Mazza (estinti nei primi ), gli altri non li conosco. I Sacco lo possedevano prima dei Romei, tant'è che è noto come pal. Sacco Romei. A questi ultimi pervenne a seguito di un matrimonio. Lo stemma dovrebbe essere del sec. XVII. Sembra che il prog. del pal. risalga a Leon Battista Alberti".

Egr. a distanza di tempo ho trovato per caso questa discussione, ed anche se è trascorso parecchio tempo vorrei poter chiarire alcune cose.
La famiglia Romei in Monteleone da prima del XV secolo, fece progettare da Leon Battista Alberti e cotruire questo palazzo sul finire del '400 ed a cavallo del '500, la struttura originaria comprendeva anche due torri alle spalle del palazzo di 5 piani ciascuna torri che servivavano per ospitare gli armigeri, oltre ad una serie di case collegate al palazzo che comprendevano servizi stalle e quant'altro, non da un ultimo per importanza una chiesa privata intitolata a Santo Omobono, il terremoto del 1783 distrusse gran parte delle citate costruzioni lasciando quello che è attualmente Palazzo Romei - Sacco e non Sacco - Romei, che occupa una superfice di oltre 1.500 mq abitativi. Per alterne vicende nella seconda metà del '600 il Palazzo passò ai Baroni Sacco e per matrimonio nel 1730 circa la famiglia Romei ne rientrò in possesso. Secondo il Marzano i Romei, come avrebbero ampiamente dimostrato, discendono dai Duchi di Sassonia, si stanziarono dapprima in Sicilia e successivamente in Calabria. Molte furono le cariche pubbliche ricoperte dai rappresentanti di questa famiglia. Per confermare che il Palazzo fu voluto dai Romei, aggiungo un altro anedoto, nell'anno 1505 sette Magnifici signori si recarono dal I Conte di Monteleone Ettore Pignatelli, nella speranza di poter riscattare la città dalla signoria dello stesso, fra quelli ,che diventarano i sette martiri Monteleonesi, si ricordano Padre e Figlio entrambi della Famiglia Romei che si recarono all'incontro con il conte Pignatelli direttamente dal loro avito Palazzo ai Piedi del Castello.
Cordialmente
Francesco D'Argenio
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Messaggioda L.de Bellis » martedì 4 dicembre 2007, 19:36

nel 2° d'azzurro, a due bastoni decussati di nero;
Maestro potrebbero essere due mazze d'armi invece di due bastoni?

Lorenzo
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 5 dicembre 2007, 15:26

L.de Bellis ha scritto:nel 2° d'azzurro, a due bastoni decussati di nero;
Maestro potrebbero essere due mazze d'armi invece di due bastoni?
Lorenzo

Teoricamente, sì: il loro disegno è talmente :roll: stilizzato da renderlo possibile...

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Messaggioda cipollone » mercoledì 5 dicembre 2007, 17:14

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
L.de Bellis ha scritto:nel 2° d'azzurro, a due bastoni decussati di nero;
Maestro potrebbero essere due mazze d'armi invece di due bastoni?
Lorenzo

Teoricamente, sì: il loro disegno è talmente :roll: stilizzato da renderlo possibile...

molto teoricamente... Quelli che si vedono sono due bastoni...o due clave...
per natura son dolce e forte ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora
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Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 5 dicembre 2007, 18:36

Teoria...scusate..ma si parla dei Baroni Mazza?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 5 dicembre 2007, 18:43

Giustissima osservazione, caro Lorenzo.

Ma mica tutte le mazze araldiche sono d'armi. 8)

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