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Delehaye ha scritto:ma come non esisteva automatismo nobilitante in sardegna (sarà anche non calzante - non vedo poi perchè non lo sia, mah!!! - ma in alcune, molte zone d'italia la nobiltà decurionale non esisteva! e dato che questo forum lo legge non solo lo storico iperinformato, ma anche il semplice interessato, è MEGLIO che le mcose vengano dette, piuttosto che socciatute come dei "misteri eleusini"), esso non c'era neppure nel sud italia... gli automatismi sia in epoca borbonica che in quelle precedenti aragonese ed angioina... non c'erano!
dici correttamente che bisogna vedere il luogo ed il tempo per disaminare se esisteva un decurionato nobilitante. che non è una caratteristica per così dire "universale".
GENS VALERIA ha scritto:Il fenomeno della nobiltà cittadina e/o Patriziato è innanzitutto italiano e unico in tutto il mondo, per essere più precisi, interessò il Centro e Nord Italia , escludendo il Piemonte, il Parmense ed alcune zone marginali appenniniche ed alpine.
GENS VALERIA ha scritto:Continuo a leggere in vari topic equivoci ed inesattezze sull'argomento. ... Ne consegue che tentare un' impossibile applicazione di leggi ed i criteri ricognitivi del Napoletano preunitario alla nobiltà civica - patriziale centro-settentrionale non ha alcun senso, trattandosi di due realtà forzosamente riunite per tentare una omogenizzazione innaturale.
dovresti, al di la della "crociata", leggere meglio! GENS VALERIA ha scritto:Storicamente, per essere considerata nobile, una comunità doveva vivere in città o borgo libero ( non soggetto né ad altra città, né a famiglie feudali ) e godere giurisdizione sul contado circostante, le famiglie che si riconoscevano parte di un ceto distinto con caratteristiche ben precise , esse dovevano essere cooptate dal ceto, l'assenso regio o del Signore era molto raramente imposto, in quanto il patriziato era gelosissimo della propria autonomia .
GENS VALERIA ha scritto: Un' ultima osservazione :
fermo restando la doverosa affermazione di un fons honorum legittimo, un'eccessiva, maniacale applicazione delle leggi nobiliari non può che umiliare l'essenza della nobiltà non titolata , mi fa piacere ricordare ciò che recentemente ha affermato il presidente degli Uberti , pensiero che faccio mio, ovvero , l'essere riconosciuti nobili non è condizione indispensabile per essere nobili se si discende da una vera famiglia nobile (il riconoscimento era un permesso d'uso come oggi è l'abbonamento alla TV o la tassa di registrazione di un contratto d'affitto.
mah...GENS VALERIA ha scritto:...regno unitario sabaudo...

GENS VALERIA ha scritto: Non ritengo utile vedere applicati criteri legislativi duosiciliani per esempio ... alla repubblica di Lucca, Venezia , Genova !
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Delehaye ha scritto:Sergio però NON rigirare la frittata... per mesi e mesi abbiano schermagliato su fronti differenti, spesso ammorbando gli altri forumisti...
io ho SEMPRE affermato (ci sono decine e decine di post miei in cui c'è scritto...) che la nobiltà civica/decurionale/etc nel napoletano / due sicilie NON albergava! e che abbisognava, per essere definiti nobili, di un imprescindibile assenso regio! e se in altre parti d'italia la normativa (o quello che era) l'acconsentiva... e vabbè, l'acconsentiva! ho SEMPRE affermato che bisognava avvicinarsi alla "nobiltà civica" specificando luoghi e tempi. SOLO ED ESCLUSIVAMENTE questo!!!GENS VALERIA ha scritto: Non ritengo utile vedere applicati criteri legislativi duosiciliani per esempio ... alla repubblica di Lucca, Venezia , Genova !
adesso non rigirare la frattata come se io chissà cosa affermassi!!!
e non mi mettere in bocca cose che io non solo non ho mai scritto, ma mai pensato!
IO NON HO MAI AFFERMATO QUESTO! se tu credi che io lo abbia fatto... citami!
la tua "lezioncina" è esattamente quello che io vado dicendo da mesi e che tu da mesi osteggiavi (vatti a rileggere quello che TU scrivevi!)!
adesso sono io che non affermo più queste cose???? MAH!!!
p.s.: i rescritti dei sovrani borbonici valevano per tutti i 2 regni (napoli e sicilia) poi unificati in 1 (due sicilie)...come la normativa delle altre dinastie che avevano giurisdizione sia sull'italia meridionale peninsulare sia sulla sicilia!
Delehaye ha scritto:Ovviamente non ovunque esisteva, bisogna rifarsi sempre al luogo ed al tempo. E se esisteva spesso aveva delle regole.
Prendiamo, ad esempio, la Città di Bari (Regno di Napoli poi Regno delle Due Sicilie), della fine del XVIII Secolo.
Soltanto nel 1797, con Reale Dispaccio del Re Ferdinando IV di Borbone, fu concessa una rappresentanza in seno al Consiglio dei Decurioni al "Popolo Minuto". Da quell'anno il Consiglio Decurionale della Città di Bari fu costituito da 10 Consiglieri della Piazza dei "Nobili" (o 1° Ceto), 10 della Piazza del "Popolo Primario" (o 2° Ceto) e 10 del "Popolo Minuto" (ossia del 3° Ceto).
Fino al 1797, il Consiglio dell'Università era composto da 30 Deputati, 15 per la Piazza dei "Nobili" e 15 per la Piazza del "Popolo Primario", che restavano in carica 3 anni. Esso veniva modificato ogni anno con la sostituzione di 5 membri, in modo che allo spirare del triennio fosse completato l'avvicendamento.
Da ciò è evidente che se anche alcune Famiglie del Popolo Primario o del Popolo Minuto avessero avuto più propri rappresentanti, nel tempo, nel Governo Decurionale della Città... ciò, ovviamente, non li avrebbe "automaticamente" nobilitati!
Oppure prendiamo, ad esempio, la Sardegna...
GENS VALERIA ha scritto: A proposito, sono abilissimo nel cucinare frittate con tanto di salto , la mia specialità è quella di spinaci con un soffritto di cipolla di Tropea, ma in stagione amo quella di zucchine insaporite con pomodorino del Piennolo ( che tengo sul terrazzo fino a Natale ) e una C d' olio di Messina.
So scegliere il meglio , niente male per un Friulano-Veneto trapiantato in Liguria !
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Delehaye ha scritto:GENS VALERIA ha scritto: A proposito, sono abilissimo nel cucinare frittate con tanto di salto , la mia specialità è quella di spinaci con un soffritto di cipolla di Tropea, ma in stagione amo quella di zucchine insaporite con pomodorino del Piennolo ( che tengo sul terrazzo fino a Natale ) e una C d' olio di Messina.
So scegliere il meglio , niente male per un Friulano-Veneto trapiantato in Liguria !
dovrai farmela assaggiare!

GENS VALERIA ha scritto:In Italia non è mai esistita una nobiltà unica ma molte e diverse nobiltà.
Con l'Unità si cercò di unificare situazioni (socio)-legislative differenti con risultati non sempre felicissimi . Nel Sud la stragrande maggioranza della nobiltà era feudale o di origine feudale.
fabrizio guinzio ha scritto:A proposito di nobiltà civica e patriziato l'elenco di città italiane( in Italia i nostri Comuni e Signorie sono stati molto diversi dal resto d'Europa, ma amici belgi anni fa mi parlarono di una locale nobiltà cittadina) più completo a tutt'oggi mi sembra essere quello contenuto nel Manuale di Araldica scritto da Fabrizio Barbolani di Montauto. Vi sono presenti sia località duo - siciliane che piemontesi. Ho personalmente aggiunto varie città(per esempio Arcevia, Cormòns, Usseglio, Cuorgnè, Valperga, Lecco, Sassari - unica eccezione sarda); gradita la vostra opinione su queste aggiunte. Eventualmente ho la gomma! Ciao,
fabrizio guinzio ha scritto:Rimando all'articolo odierno di Mario Vargas Llosa(sul quotidiano italiano "Repubblica"!) sulla Monarchia spagnola che invece è riuscita(fino ad oggi, speriamo anche in futuro) in tale compito.

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