Sì, stavo semplicemente contestando l'attribuzione dello stemma contenuto nel testo, non il testo in sé
Lo stemma è quello attribuito (SIC!) a Gelasio II
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Ho avuto modo di consultare direttamente il testo del De Troia, presso la Biblioteca Diocesana del mio paese (Oria, Prov. di Brindisi). Come già ricordato, il testo non cita nessuna fonte nè fornisce spiegazioni che vadano oltre la didascalia: "La nuova arme di Federico II, assunta col matrimonio di Isabella di Brienne; vi sono aggiunti i simboli del regno di Gerusalemme".
Innanzitutto devo osservare che il terzo "punto" dell'interzato - così com'è raffigurato nel disegno del De troia - non è il blasone del Regno di Gerusalemme (che è
d'argento, alla croce potenziata d'oro, accantonata da quattro crocette dello stesso) ma è quello dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (
d'argento, alla croce potenziata di rosso, accantonata da quattro crocette dello stesso). Quindi c'è un errore negli smalti e nell'attribuzione non evidenziato dal Tassinari. E infatti nei testi che ho consultato (che cito sotto) la croce potenziata è d'oro.
Il capo inchiavato di rosso e d'oro, di quattro pezzi, ha tutta l'aria di essere una variante dello stemma di Casa di Franconia. Il Tassinari giustamente osserva che
il fondatore della Casa di Svevia, Federico il Guerriero, ricevette in feudo il Ducato di Svevia dall'ultimo imperatore della Casa di Franconia, Enrico V, a seguito del matrimonio con la sorella di questi, Agnese di Franconia. La Casa di Franconia si estinse poiché Enrico V non lasciò eredi e la sorella, come detto, sposò il duca di Svevia. Federico I duca di Svevia fece costruire per sé e per la propria discendenza il castello di Staufen (o Hohenstaufen) che diede il nome alla dinastia dei signori di Svevia.
I tre leoni leoparditi di nero, posti uno sull'altro, in campo d'oro sono l'arma degli Hohenstaufen.
E finalmente arriviamo alle
tre pigne. Secondo uno studio di un autorevole autore come Angelo Scordo (cfr. ANGELO SCORDO, Note di araldica medievale – Una ‘strana arma di ‘stupor mundi’, in Atti della Società Italiana di Studi Araldici, 11° Convivio, Pienerolo, 17 settembre 1994, Torino, 1995, pp. 105-145), il quale a sua volta cita S. Mazzella (cfr. Descrittione del Regno di Napoli, Napoli, 1596, p. 434) e il Summonte (cfr. G.A. Summonte, Dell’historia della Città, e Regno di Napoli, 2a ediz., volume II, Napoli, 1675),
le tre pigne d'oro, male ordinate, in campo azzurro rappresenterebbero
l'arma di Svevia Antica.
Mi permetto di "correggere" la blasonatura del Tassinari con questa nuova:
"Interzato in palo: nel 1° d'azzurro, a tre pigne d'oro, male ordinate (che è di Svevia Antica); nel 2° dello stesso, a tre leoni leoparditi di nero, posti uno sull'altro (che è di Hohenstaufen o di Svevia moderna); nel 3° d'argento, alla croce potenziata d'oro, accantonata da quattro crocette dello stesso (che è di Gerusalemme); col capo inchiavato di rosso e d'oro, di quattro pezzi (che è una variante di Franconia)"La "nuova arme di Federico II" citata dal De Troia, quindi, risulta(va) già raffigurata nella
Historia del Summonte, secondo il quale essa sarebbe stata utilizzata dai suoi successori e la si può notare sulle bandiere di Corradino.
A meno che non si siano altri studi e/o altre osservazioni che "sconfermino" questa piccola ricerca, abbiamo, quindi, svelato il "mistero delle 3 pigne".
Ora, da qui a dire che questo stemma è stato
effettivamente portato da Federico II e dai sui successori ce ne vuole...Resta però un'ipotesi affascinante da esplorare.
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[dalla
Historia summenzionata]