Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Hanno ancora senso nel XXI secolo le classi nobiliari negli ordini cavallereschi?

Sì e deve rimanere tutto cosi come è perchè queste fanno parte della tradizione e dell'eredità immateriale delle famiglie nobili.
17
43%
Sì ma bisognerebbe adottare dei criteri meno stringenti.
7
18%
Sì per adesso. Forse però in futuro andranno riviste.
3
8%
No perché in questo modo sono esluse famiglie anche importanti
2
5%
No perché tutti devono poter accedere ai ceti maggiori. Anche chi proviene da una famiglia umile, se ne ha le competenze e il curriculum.
11
28%
 
Voti totali : 40

Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 febbraio 2014, 14:18

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Perchè di fatto oggi ci sono due percorsi per entrare: uno per i nobili e uno per i non-nobili.


Alessio, scusami se lo ribadisco, ma deve essere chiaro il concetto, poiché quello che tu esprimi è profondamente errato.
Non ci sono due vie di ingresso per nobili e non-nobili. La via è una sola: essere chiamati a far parte dell'Ordine per le proprie virtù, meriti, morale, spiritualità, capacità, vicinanza al carisma e alle opere dell'Ordine. Che tu sia nobile o non-nobile, questi sono i requisiti di accesso. Poi, una volta che si è chiamati a far parte dell'Ordine per i sopraddetti requisiti, chi non è nobile entrerà nella categoria di grazia magistrale, chi è nobile entrerà nella categoria di grazia e devozione o di onore e devozione. Riguardo alla questione "donato", ti assicuro che già oggi molti nobili sono ammessi in qualità di donati, quindi non è automatico il fatto che il nobile passi direttamente a cavaliere, così come il non-nobile sia obbligato a passare da donato, dato che l'essere "donato" non è solo uno scalino obbligatorio, ma ha una sua motivazione di base che viene valutata dalla delegazione e dal Gran Priorato.
Quindi sfatiamo questo mito che i nobili abbiano corsie preferenziali. Se poi in qualche caso ciò avviene, sbagliano i delegati che permettono ciò; così come sbagliano i delegati che permettono l'ingresso nell'Ordine a donati o cavalieri di grazia magistrale che non hanno le qualità morali per entrare nell'Ordine: le mele marce ci sono ovunque ed errori si fanno sempre. Ma appunto sono errori, non sono le direttive dell'ordine di dare la precedenza ai nobili o creare per loro corsie preferenziali.

Paragrafo 2 dell'articolo 108 del Codice:
Parag. 2 - La presentazione delle prove nobiliari non costituisce, di per sé, diritto all’ammissione nell’Ordine.


Articolo 109
Anno di preparazione
La ricezione dei Cavalieri, delle Dame, dei Donati e delle Donate deve essere preceduta da un periodo di preparazione della durata di un anno durante il quale il candidato viene reso
edotto della storia dell’Ordine e partecipa alle opere e manifestazioni dello stesso. E’ facoltà del Sovrano Consiglio dispensare, in casi singoli, da questo requisito.

Come vedi tutti, nobili e non-nobili, sono tenuti ad un periodo di formazione previo la ricezione nell'Ordine, di conseguenza non ci sono differenze e di conseguenza non serve "declassare" il donato ad un semplice "apprendistato" essendo già previsto un periodo di formazione prima dell'ingresso (oltre al fatto che comunque, solitamente se la delegazione propone l'ingresso ad una persona, significa che tale persona già frequenta da tempo la delegazione, partecipa alle attività spirituali ed assistenziali ed è conosciuta per la sua vicinanza all'Ordine ed ai suoi valori (fatte le dovute eccezioni di mele marce che ci sono ovunque).

L'unica grande differenza che c'è tra nobile e non-nobili e su cui si può discutere, riguarda il paragrafo 4 dell'articolo 11 della Carta Costituzionale e che ho riportato precedentemente:
Parag. 4 - Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.

Questo paragrafo è discriminatorio perché obbliga a porre in punti chiave dell'Ordine persone non in base ai loro meriti e capacità, ma in base alla loro appartenenza alla categoria nobiliare. Su questo paragrafo possiamo discutere, ma non sul fatto che vi siano corsie preferenziali di ingresso all'ordine in base all'essere nobili, perché ciò non è vero.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 11 febbraio 2014, 14:44

T.G.Cravarezza ha scritto:[..]Quindi sfatiamo questo mito che i nobili abbiano corsie preferenziali. Se poi in qualche caso ciò avviene, sbagliano i delegati che permettono ciò; così come sbagliano i delegati che permettono l'ingresso nell'Ordine a donati o cavalieri di grazia magistrale che non hanno le qualità morali per entrare nell'Ordine: le mele marce ci sono ovunque ed errori si fanno sempre. Ma appunto sono errori, non sono le direttive dell'ordine di dare la precedenza ai nobili o creare per loro corsie preferenziali.


Di fatto so per certo che queste corsie preferenziali esistono.
Se si fa parte di determinate cerchie si hanno le strade spianate.
Secondo te perchè alcuni entrano direttamente come cavalieri mentre altri devono attendere anni prima di diventarlo?
Vuoi credere che chi entra direttamente come cavaliere ha un carisma più visibile di chi deve essere per anni un donato?
Su questo mi piacerebbe sentire anche la voce dei nostri amici forumisti che dopo anni di presenza nell'ordine come donati sono ora diventati cavalieri.

Vorrei dire che non critico la questione in se perchè è pienamente legittimo per un ordine scegliere il metodo di reclutamento autonomamente.
Riterrei però migliore per l'ordine stesso un reclutamento che mutasse a criteri più qualificanti come carisma o competenze.
Il criterio "famiglia nobile" per quanto suggestivo non è sinonimo dei criteri detti precedentemente.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda nicolad72 » martedì 11 febbraio 2014, 14:54

T.G.Cravarezza ha scritto:L'unica grande differenza che c'è tra nobile e non-nobili e su cui si può discutere, riguarda il paragrafo 4 dell'articolo 8 della Carta Costituzionale e che ho riportato precedentemente:
Parag. 4 - Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.

Questo paragrafo è discriminatorio perché obbliga a porre in punti chiave dell'Ordine persone non in base ai loro meriti e capacità, ma in base alla loro appartenenza alla categoria nobiliare. Su questo paragrafo possiamo discutere, ma non sul fatto che vi siano corsie preferenziali di ingresso all'ordine in base all'essere nobili, perché ciò non è vero.


L'attuale Gran Cancelliere dell'Ordine di Malta è entrato nei ruoli dell'Ordine come Donato di Devozione e non è nobile (pur essendo ascritto ai ruoli di onore e devozione) né di nascita né per successiva ascrizione.

La discussione è stata impostata male, a mio giudizio!

Sembra più una lamentazione dei "vorrei ma non posso".

Lo SMOM è sovrano, e quindi legittimamente fa quello che vuole.

Conosco e frequento quell'ambiente da decenni e posso assicurare che "corsie preferenziali" ne ho viste ben poche per chi gode dei requisiti per accedere alle classi (non ceti che nello smom la distinzione di ceto è legato all'impegno religioso assunto) nobiliari.

Io - non nobile - sono entrato nei ruoli dello SMOM prima di amici nobili che frequentavano l'ordine da molto più tempo di me e con i genitori già membri... la massimo posso dire che forse la corsia preferenziale l'ho avuta io.

Piccola nota:
1) ho dei dubbi che Paolo di Tarso appartenesse ai ceti umili della stirpe di Israele (visto che era cittadino romano per nascita... privilegio non comune anzi piuttosto raro).
2) dubbi simili li ho per Giacomo e suo fratello Giovanni che dovevano essere degli "armatori" e commercianti.
3) Giuda Taddeo era figlio di Alfeo, marito di Maria di Cleopha (o Alfeo), fratello di San Giuseppe e quindi di stirpe Davidica anch'esso.
4) lo stesso Gesù era di stirpe (putativa) Davidica per parte di padre (putativo anch'esso - S. Giuseppe) e sacerdotale per parte di madre... se poi guardiamo al padre di Gesù (ovviamente non quello putativo... bhè andiamo fuori scala e pure di tanto!).


Quindi, visto che siamo per lo più degli studiosi della materia, abbandoniamo i "luoghi comuni" e affrontiamola come siamo realmente in grado di fare...

... e partendo da questo presupposto mi chiedo se questa discussione abbia realmente un senso!
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 11 febbraio 2014, 15:12

Il discorso era più generale ma se volete restare sull'Ordine di Malta ecco il ruolo del governo :

Gran Maestro Principe e Gran Maestro Fra’ Matthew Festing
Gran Commendatore S.E. il Ven. Bali’ Fra’ Carlo d’IPPOLITO di SANT’IPPOLITO
Gran Cancelliere S.E. Jean-Pierre MAZERY Bali’ Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza
Grande Ospedaliere S. E. Albrecht Freiherr von BOESELAGER Bali’ Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza
Ricevitore del Comun Tesoro S. E. il Marchese Gian Luca CHIAVARI Bali’ Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza

Membri del Sovrano Consiglio
S.E. Fra’ John T. DUNLAP
S.E. Fra’ Duncan GALLIE
S.E. Fra’ Emmanuel ROUSSEAU
S.E. Gian Luigi MAGLIOCCO di BRUGNETO
S.E. Antonio SANCHEZ-COREA, Jr.
S.E. Winfried Graf HENCKEL von DONNERSMARCK

Sbaglio o solo il Gran Cancelliere non viene da famiglia nobilitata?

Hai perfettamente ragione quando dici che lo SMOM è sovrano, e quindi legittimamente fa quello che vuole.
Cio non toglie che chiunque possa criticare il suo metodo di reclutamento classista.
A maggior ragione se si tratta di un sodalizio che si dovrebbe ispirare a principi cristiani.
Abbiamo ricordato che San Pietro che era il Capo degli apostoli era un pescatore.
Non abbiamo però ricordato che il nostro Signore era il figlio di un falegname e con gli attuali criteri forse non sarebbe potuto entrare in queste associazioni para-nobiliari.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda nicolad72 » martedì 11 febbraio 2014, 15:24

Nell'Ordine tutte le cariche sono elettive... e l'elettorato attivo compete a tutti i membri dell'ordine ove l'80% degli elettori non è ascritto alle classi nobiliari.
Poi il voto del donato conta tanto quanto quello del Balì di onore e devozione con croce di professione ad honorem.
Io nelle assemblee dell'ordine ho sempre e liberamente esercitato il mio diritto di voto e lo faccio dal 1998. Come me lo han fatto tutti i confratelli che conosco (e non sono pochi).

Dunlap (Avvocato di NY) e Gallie (sociologo inglese)... non mi sembrano esponenti dell'alta aristocrazia (ma neppure bassa) europea.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 11 febbraio 2014, 15:38

Associazioni para-nobiliari? Lo SMOM? (o anche solo, molto più modestamente, lo SMOCSG e il Santo Stefano?) Onestamente stiamo scadendo nel ridicolo (e comunque uno dovrebbe almeno leggersi cosa sia lo SMOM prima di fare certe affermazioni).

E poi cosa c'entrano i principi cristiani adesso con le classi nobiliari? La società cristiana è stata a classi, con tanto di classe nobiliare per poco meno di 2000 anni (e anzi in alcuni Paesi lo è ancora).

Mi sembra che la discussione stia pericolosamente naufragando in un attacco di "voglio, ma non posso".
Cordialmente,

Il Cronista Livonia
Ultima modifica di Cronista di Livonia il martedì 11 febbraio 2014, 15:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 11 febbraio 2014, 15:39

nicolad72 ha scritto: (... ) La discussione è stata impostata male, a mio giudizio!

Sembra più una lamentazione dei "vorrei ma non posso".

Lo SMOM è sovrano, e quindi legittimamente fa quello che vuole.
( ...)

Quindi, visto che siamo per lo più degli studiosi della materia, abbandoniamo i "luoghi comuni" e affrontiamola come siamo realmente in grado di fare...

... e partendo da questo presupposto mi chiedo se questa discussione abbia realmente un senso!


Quoto il pensiero di Nicolad .

Aggiungo:
Lo SMOM non è il solo ordine cavalleresco con categorie tradizionalmente nobiliari , facciamocene una ragione : esistono altri ordini con tradizionali categorie nobiliari il Costantiniano di S.Giorgio , San Giuseppe , Santo Stefano, San Lodovico.

Attenzione al tentativo di negare , minimizzare , ridicolizzare, banalizzare , laicizzare , imborghesire, gli ultimi avamposti di etica nobiliare cavalleresca.
Alcuni ambienti ... massì , diciamolo pure... massonici , stanno tentando di scardinare gli ordini , che nascono per natura ( orrore !!!) nobiliari e cattolici per trasformarli in una sorta di Service club benefici, apolitici , aconfessionali, totalmente innocui al servizio di desidera spostare capitali ingenti per scopi non chiari . Temo per i fratelli professi in piccolo ordine di nicchia religioso, stile teutonico .
Invito chiunque abbia a cuore la cavalleria tradizionale a vigilare e respingere questi subdoli tentativi .

Detto ciò non dichiaro il mio voto, indovinate !
Ultima modifica di GENS VALERIA il martedì 11 febbraio 2014, 15:52, modificato 2 volte in totale.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 11 febbraio 2014, 15:51

La "questione nobiliare" negli ordini cavallereschi esiste eccome, per tutte le motivazioni fin qui espresse e non solo per il reclutamento o il governo.
Tra pochi anni come detto saranno ben pochissime persone a vantare i 4/4 di nobiltà.

Non ne farei una questione di complotto demo-pluto-giudaico-massonico.
Nessuno ha detto che lo SMOM o lo SMOC debbano diventare aconfessionali.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda nicolad72 » martedì 11 febbraio 2014, 15:58

Se nessuno avrà più i requisiti dei 4/4 lo vedremo tra qualche anno... di sicuro lo SMOM e il Costantiniano continueranno ad avere una leadership anche senza cavalieri di onore e devozione e categorie assimilate.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 febbraio 2014, 16:16

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:[..]Quindi sfatiamo questo mito che i nobili abbiano corsie preferenziali. Se poi in qualche caso ciò avviene, sbagliano i delegati che permettono ciò; così come sbagliano i delegati che permettono l'ingresso nell'Ordine a donati o cavalieri di grazia magistrale che non hanno le qualità morali per entrare nell'Ordine: le mele marce ci sono ovunque ed errori si fanno sempre. Ma appunto sono errori, non sono le direttive dell'ordine di dare la precedenza ai nobili o creare per loro corsie preferenziali.


Di fatto so per certo che queste corsie preferenziali esistono.
Se si fa parte di determinate cerchie si hanno le strade spianate.
Secondo te perchè alcuni entrano direttamente come cavalieri mentre altri devono attendere anni prima di diventarlo?
Vuoi credere che chi entra direttamente come cavaliere ha un carisma più visibile di chi deve essere per anni un donato?


Alessio, da studioso quale sei, mi stupisco di queste affermazioni. O discutiamo per i "sentito dire" per i "conosco il cugino del fratello del cognato della sorella di Pinco Pallo che mi ha riferito che un suo amico è entrato solo perché Conte di Vattelapesca" o discutiamo con i documenti alla mano. Ripeto, e non mi stancherò mai di farlo, le mele marce ci sono ovunque, nella Chiesa, negli ordini cavallereschi, nell'Esercito, tra gli storici, tra i medici.... quindi sicuramente anche nello SMOM come nel Costantiniano e via discorrendo ci saranno stati nobili (ma anche non-nobili) ascritti ai ruoli solo perché raccomandati o perché il delegato di competenza non ha svolto scrupolosamente il suo ruolo ed ha proposto Tizio o Caio solo per sentito dire senza conoscerne davvero il valore morale e spirituale. Ma questo non significa che tali mele marce siano la norma. Per la mia esperienza diretta, almeno in quel di Torino (e non lo scrivo per partigianeria) le investiture sono molto poche (alle volte 4 o 5 all'anno, ma ci sono stati anni senza investiture) e tutte di persone che era da anni che frequentavano la delegazione, che partecipavano alle attività assistenziali e spirituali. Inoltre sono stati investiti donati come cavalieri, nobili donati e non-nobili cavalieri... insomma, non ho visto, per mia esperienza, corsie preferenziali (anche se non ho problemi ad ammettere che ci possano essere state a causa di delegati e membri non moralmente corretti, ma questo è un problema di ogni società umana).

Quindi, se vogliamo discutere sull'opportunità oggi delle classi nobiliari all'interno di un ordine cavalleresco, mi sta bene. Se scendiamo sui pettegolezzi, non mi interessa.

E, per favore, non trasformiamo la discussione su partiti "nobili" contro "non-nobili" perché sarebbe davvero svilente. Cerchiamo di mantenere la discussione in ambito scientifico e pacato, senza tirare su muri inutili e partigiani.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 febbraio 2014, 16:21

nicolad72 ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:L'unica grande differenza che c'è tra nobile e non-nobili e su cui si può discutere, riguarda il paragrafo 4 dell'articolo 8 della Carta Costituzionale e che ho riportato precedentemente:
Parag. 4 - Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.

Questo paragrafo è discriminatorio perché obbliga a porre in punti chiave dell'Ordine persone non in base ai loro meriti e capacità, ma in base alla loro appartenenza alla categoria nobiliare. Su questo paragrafo possiamo discutere, ma non sul fatto che vi siano corsie preferenziali di ingresso all'ordine in base all'essere nobili, perché ciò non è vero.


L'attuale Gran Cancelliere dell'Ordine di Malta è entrato nei ruoli dell'Ordine come Donato di Devozione e non è nobile (pur essendo ascritto ai ruoli di onore e devozione) né di nascita né per successiva ascrizione.


Questo è molto interessante. Quindi l'attuale Gran Cancelliere non è nobile (non avevo mai approfondito la questione) ed è stato ammesso nella categoria di "onore e devozione" (da cui poi è stato possibile eleggerlo Gran Cancelliere)? Sarebbe interessante sapere se l'ingresso nella categoria di onore e devozione sia avvenuto prima della nomina a Gran Cancelliere o dopo.
Inoltre questa mobilità da grazia magistrale alle due categorie nobiliari su, immagino, motu proprio del Gran Maestro, potrebbe intendersi quasi come una "nobilitazione" ad personam. A questo punto potrebbe anche venire meno la discriminazione se, in casi di dimostrati valori e capacità, il non-nobile potesse essere ascritto alle categorie nobiliari e, di conseguenza, ricoprire anche le Alte Cariche riservate solo a tali categorie.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 11 febbraio 2014, 16:27

Siamo ormai al tormentone - e lo dico in senso bonario :D - su sfumature della stessa questione che circola orami chiara in tante ultime discussioni; ovvero ad alcuni dispiace molto che ci siano ancora oggi forme residuali di una tradizione cavalleresco-cristiana che pur adeguatasi nel corso del tempo, rimane tuttavia collegata a quella che per duemila anni nelle sue diverse forme riconosciute in diversi luoghi si considera Nobiltà. E allora spaccando il capello in quattro coi distinguo, con il mantra "che bisogna essere pragmatici perchè il mondo cambia", etc. etc., siamo prossimi alla pretesa dell'accesso per leso "diritto umanitario" mediante iscrizione modulistica alle classi nobiliari degli ordini cavallereschi che altrimenti il mio diritto personale è negato, sono discriminato e mi sento meno bene con me stesso. I "Diritti" insomma, e tra le tante forme pretese di discriminazione più in voga, potremo annoverare prossimamente anche il libero accesso alle classi nobiliari degli Ordini cavallereschi che ancora le prevedono affinchè una persona non sia discriminata, se non l'abolizione tout-court di realtà "ormai fuori dal tempo".
Saluti a tutti,

F.
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 febbraio 2014, 16:55

Ma è possibile che io debba fare il bastian contrario con tutti [sweatdrop.gif] , cioè non essere d'accordo con Alessio (i nobili brutti e cattivi che discriminano i plebei negli ordini) e nemmeno essere d'accordo con l'altra parte che invece si arrocca su complotti massonici che minano alla radice gli ordini cavallereschi?
Io sono il primo ad ammettere che i nobili non discriminano i non-titolati, almeno nello SMOM, salvo per quell'articoletto che ho precisato precedentemente riguardante le Alte Cariche e su cui si potrebbe discutere.
Al tempo stesso, però, cerchiamo anche di essere più obiettivi. Gli ordini cavallereschi erano composti dalla nobiltà europea non perché solo i nobili erano i veri cristiani o perché erano santi, ma per un motivo molto semplice: i nobili, all'epoca, erano il ceto dirigente della società, erano gli unici (o i maggiormente) acculturati, coloro che avevano le possibilità economiche e capacità di gestire la cosa pubblica e, al tempo stesso, di aiutare il prossimo tramite opere di bene, erigendo ospedali et cetera. Era quindi ovvio che degli ordini che sorgevano in Terra Santa con scopi ospedalieri (di cui necessitavano anche notevoli risorse economiche) e militari (di cui necessitavano sia di membri capaci su tale versante e che potevano permettersi armature, cavalli e quant'altro) si rivolgessero principalmente ai nobili.
Oggi i nobili, nel senso dell'epoca (ma anche di solo 200 anni fa) non ci sono più. La società è cambiata e le capacità economiche, morali, valoriali, sociali che hanno i nobili oggi ce le hanno anche le migliaia di altri uomini non titolati. Pertanto per un ordine religioso come è lo SMOM, una discriminazione sulla semplice nobiltà dei natali non ha più senso, perché non è garanzia di capacità di gestione dell'Ordine (e su questo concordo con Alessio) ed infatti lo SMOM non discrimina su tale ambito come ho più volte ribadito e come ha anche specificato Nicola. Diverso invece il concetto di mantenere, a solo scopo di tradizione, la categoria nobiliare all'interno dell'Ordine, come ricordo del tempo passato e come "ringraziamento" per tutte quelle famiglie che diedero all'Ordine i loro figli. Ma tali categorie dovrebbero essere solo una mera tradizione, non avere dei veri e propri diritti, a meno che, come avevo posto la domanda precedentemente, non ci possa essere mobilità, anche per i non-titolati, all'interno delle classi di grazia e di onore, ovviamente per meriti e capacità, cosicché la discriminazione potrebbe venire meno.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda nicolad72 » martedì 11 febbraio 2014, 17:00

T.G.Cravarezza ha scritto:potrebbe intendersi quasi come una "nobilitazione" ad personam


Non è l'unico caso di motu proprio che eleva di classe... ma ciò non è esattamente un provvedimento di nobilitazione. Anzi io lo escludo con certezza.
Il provvedimento di grazia con il quale si concede nobiltà personale deve essere esplicito e quindi:
o vi è una norma o una tradizione affermata che se un non nobile viene ascritto alle classi nobiliari di un certo ordine viene nobilitato;
o con il provvedimento di elevazione o di ascrizione ad una classe tradizionalmente riservata ai latori di nobiltà colui che esercita il FH dichiara di nobilitare;

in tutti gli altri casi l'ascrizione a tali categorie del non nobile è indice di concessione di un ulteriore onore ma che nulla cambia in tema di nobiltà.
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Re: Ordini Cavallereschi e prove nobiliari nel XXI secolo

Messaggioda nicolad72 » martedì 11 febbraio 2014, 17:03

T.G.Cravarezza ha scritto:salvo per quell'articoletto che ho precisato precedentemente riguardante le Alte Cariche e su cui si potrebbe discutere.


Che - res ipsa loquitur - è facilmente aggirabile con provvedimenti motu proprio del gran maestro.
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