Alessio Bruno Bedini ha scritto:Perchè di fatto oggi ci sono due percorsi per entrare: uno per i nobili e uno per i non-nobili.
Alessio, scusami se lo ribadisco, ma deve essere chiaro il concetto, poiché quello che tu esprimi è profondamente errato.
Non ci sono due vie di ingresso per nobili e non-nobili. La via è una sola: essere chiamati a far parte dell'Ordine per le proprie virtù, meriti, morale, spiritualità, capacità, vicinanza al carisma e alle opere dell'Ordine. Che tu sia nobile o non-nobile, questi sono i requisiti di accesso. Poi, una volta che si è chiamati a far parte dell'Ordine per i sopraddetti requisiti, chi non è nobile entrerà nella categoria di grazia magistrale, chi è nobile entrerà nella categoria di grazia e devozione o di onore e devozione. Riguardo alla questione "donato", ti assicuro che già oggi molti nobili sono ammessi in qualità di donati, quindi non è automatico il fatto che il nobile passi direttamente a cavaliere, così come il non-nobile sia obbligato a passare da donato, dato che l'essere "donato" non è solo uno scalino obbligatorio, ma ha una sua motivazione di base che viene valutata dalla delegazione e dal Gran Priorato.
Quindi sfatiamo questo mito che i nobili abbiano corsie preferenziali. Se poi in qualche caso ciò avviene, sbagliano i delegati che permettono ciò; così come sbagliano i delegati che permettono l'ingresso nell'Ordine a donati o cavalieri di grazia magistrale che non hanno le qualità morali per entrare nell'Ordine: le mele marce ci sono ovunque ed errori si fanno sempre. Ma appunto sono errori, non sono le direttive dell'ordine di dare la precedenza ai nobili o creare per loro corsie preferenziali.
Paragrafo 2 dell'articolo 108 del Codice:
Parag. 2 - La presentazione delle prove nobiliari non costituisce, di per sé, diritto all’ammissione nell’Ordine.
Articolo 109
Anno di preparazione
La ricezione dei Cavalieri, delle Dame, dei Donati e delle Donate deve essere preceduta da un periodo di preparazione della durata di un anno durante il quale il candidato viene reso
edotto della storia dell’Ordine e partecipa alle opere e manifestazioni dello stesso. E’ facoltà del Sovrano Consiglio dispensare, in casi singoli, da questo requisito.
Come vedi tutti, nobili e non-nobili, sono tenuti ad un periodo di formazione previo la ricezione nell'Ordine, di conseguenza non ci sono differenze e di conseguenza non serve "declassare" il donato ad un semplice "apprendistato" essendo già previsto un periodo di formazione prima dell'ingresso (oltre al fatto che comunque, solitamente se la delegazione propone l'ingresso ad una persona, significa che tale persona già frequenta da tempo la delegazione, partecipa alle attività spirituali ed assistenziali ed è conosciuta per la sua vicinanza all'Ordine ed ai suoi valori (fatte le dovute eccezioni di mele marce che ci sono ovunque).
L'unica grande differenza che c'è tra nobile e non-nobili e su cui si può discutere, riguarda il paragrafo 4 dell'articolo 11 della Carta Costituzionale e che ho riportato precedentemente:
Parag. 4 - Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.
Questo paragrafo è discriminatorio perché obbliga a porre in punti chiave dell'Ordine persone non in base ai loro meriti e capacità, ma in base alla loro appartenenza alla categoria nobiliare. Su questo paragrafo possiamo discutere, ma non sul fatto che vi siano corsie preferenziali di ingresso all'ordine in base all'essere nobili, perché ciò non è vero.






, cioè non essere d'accordo con Alessio (i nobili brutti e cattivi che discriminano i plebei negli ordini) e nemmeno essere d'accordo con l'altra parte che invece si arrocca su complotti massonici che minano alla radice gli ordini cavallereschi?