Nobiltà personale: ha una corona ?

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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda nicolad72 » lunedì 10 febbraio 2014, 16:59

Contini ha scritto: direi che un cavalierato SMOM conferisca la nobiltà personale in quanto certifica il more nobilum, e tale “certificazione” viene data da un ente sovrano con fons honorum.


Non mi sento di condividere questa affermazione: una cosa è il more nobilium altra è la nobiltà.
Oggi abbiamo esempi di nobili che ormai son privi da generazioni del "more nobilium" e soggetti che vivono more nobilium (magari da generazioni) ma che nobili non sono.

Un tempo il vivere more nobilium era una (che è cosa diversa da "la") condizione per poter essere insigniti di nobiltà, ma non necessariamente tutto coloro che vivevano more nobilium - a quei tempi - divenivano nobili.

Poi in nessun atto normativo dello SMOM - neppure consuetudinario - si dice che il cavalierato SMOM conferisca nobiltà personale quindi mi chiedo da quale fonte abbia tratto questa conclusione.
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nicolad72
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda Contini » martedì 11 febbraio 2014, 0:11

nicolad72 ha scritto:
Contini ha scritto: direi che un cavalierato SMOM conferisca la nobiltà personale in quanto certifica il more nobilum, e tale “certificazione” viene data da un ente sovrano con fons honorum.


Non mi sento di condividere questa affermazione: una cosa è il more nobilium altra è la nobiltà.
Oggi abbiamo esempi di nobili che ormai son privi da generazioni del "more nobilium" e soggetti che vivono more nobilium (magari da generazioni) ma che nobili non sono.

Un tempo il vivere more nobilium era una (che è cosa diversa da "la") condizione per poter essere insigniti di nobiltà, ma non necessariamente tutto coloro che vivevano more nobilium - a quei tempi - divenivano nobili.

Poi in nessun atto normativo dello SMOM - neppure consuetudinario - si dice che il cavalierato SMOM conferisca nobiltà personale quindi mi chiedo da quale fonte abbia tratto questa conclusione.


Ponendo il discorso su basi ideali, la nobiltà non dovrebbe esistere se la persona non possiede il “more nobilium” essendo esso stesso la quintessenza dell’essere nobile, come la virtù dovrebbe essere la fonte di ogni nobiltà, senza di essa non ci dovrebbe essere nobiltà, e come diceva un testo settecentesco “un nobile privo di virtù è come un bonzo d’oro a cavallo di un mulo” (cito a memoria visto che non ho il testo sotto mano). Su diversi trattati si parlava anche di possibile “decadenza” dello stato nobiliare se non era garantito un certo stile di vita, basta ricordare lo stile di vita della nobiltà di corte francese sotto il regno di Luigi XIV, in cui ogni titolato doveva vivere (e spendere) in base al proprio titolo, in caso contrario poteva esserne privato, questo fu un geniale modo per legare la corte a rendite garantite dal Sovrano.

Ritornando al tema, se consideriamo l’etica nobiliare possiamo dire che nobiltà deve necessariamente presentare la componente del “more nobilium”, ma come dice nicolad72 non è condizione sufficiente, deve essere infatti ratificata da chi possiede una fons honorum. Lasciando da parte l’etica sappiamo che molti titoli furono dati anche per questioni puramente politiche e economiche, ma non penso sia interessante seguire questa deviazione del tema principale.
Oggi effettivamente ci sono persone nobilissime che sono totalmente prive di quel “more nobilum” una volta posseduto dagli avi, chiaramente non intendo esclusivamente dal punto di vista economico, ma anche da quello comportamentale…facendo un passo indietro, questi soggetti avrebbero mantenuto il titolo in passato avendo perso il loro stato “more nobilium” ? forse no.

Per quando riguarda l’Ordine di Malta, secondo le norme di ricezione nelle classi nobiliari: “la nobiltà generosa per centenaria prescrizione si può ritenere provata quando l’aspirante dimostri la vita more nobilium della propria famiglia per tre secoli”. Inoltre in tempi recentissimi, dopo tre generazioni di cavalieri di Grazia Magistrale appartenenti alla stessa famiglia, è consuetudine che il prossimo Cavaliere entri in Grazia e Devozione. Il Cavalierato più che fornite nobiltà personale direi che nobilita l’insignito essendo esso un ordine tradizionalmente nobiliare, di conseguenza trovo sia equiparabile (almeno dal punto di vista morale) ad una nobiltà personale. Su questo forum tempo fa lessi anche uno scritto di Fra Giovanni Scarabelli che riportava una indicazione analoga a quanto da me qui sopra esposto.

Quanto sostengo è un personale punto di vista basato su constatazioni e sulla conoscenza diretta della materia, chiaramente non pretendo di essere il detentore della verià assoluta, anche perchè chi lo è non siede tra noi . Colgo inoltre l’occasione per ringraziare i forumisti intervenuti fino ad ora visto che il tema è ostico da trattare.

C.
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 11 febbraio 2014, 14:49

Oggi abbiamo esempi di nobili che ormai son privi da generazioni del "more nobilium" e soggetti che vivono more nobilium (magari da generazioni) ma che nobili non sono.
frase lapidaria e , soprattutto, esatta .

Parlare di more nobilium oggi non ha lo stesso significato di secoli fa , quando erano veramente poche le famiglie che vivevano " alla maniera dei nobili " .
D'altra parte: denaro, buone maniere , educazione , buone frequentazioni , matrimoni "giusti", non erano sufficienti a garantire agli arricchiti , con un agiato stile di vita anche quelle caratteristiche che permettevano aprire una breccia nel muro dell' esclusività ed inserirsi in un ambiente elitario .
Se osserviamo la storia di moltissime famiglie di antica nobiltà non possiamo non osservare che il more nobilium seguiva il percorso di un fiume carsico , scorreva placidamente , rimaneva celato, in ombra per un tragitto , riemergeva dopo un po' , ciò non deve essere motivo di scandalo.

Direi , senza temere smentite, che l'accoglienza in ordine cavalleresco , presuppone oltre ad una vocazione religiosa ( spero autentica ) non solo un adeguato distacco dagli affanni economici ma l'accettazione e l'incarnazione di valori , spesso dati per scontati es. lealtà , coerenza , esasperata fedeltà nella parola data, sobrietà , generosità , liberalità , difesa dei deboli e sofferenti , difesa e propaganda della Fede ( ovvero spirito missionario ).
Per questo motivo , in questo spicchio di secolo è in corso un tentativo di negare, banalizzare , ridicolizzare , destabilizzare l'ultimo residuo della cavalleria cristiana per renderla una specie di service club ( innocua , benefattrice ed un tantino... esoterica , soprattutto totalmente aconfessionale ).

Per quando riguarda l’Ordine di Malta, secondo le norme di ricezione nelle classi nobiliari: “la nobiltà generosa per centenaria prescrizione si può ritenere provata quando l’aspirante dimostri la vita more nobilium della propria famiglia per tre secoli”. Inoltre in tempi recentissimi, dopo tre generazioni di cavalieri di Grazia Magistrale appartenenti alla stessa famiglia, è consuetudine che il prossimo Cavaliere entri in Grazia e Devozione. Il Cavalierato più che fornite nobiltà personale direi che nobilita l’insignito essendo esso un ordine tradizionalmente nobiliare, di conseguenza trovo sia equiparabile (almeno dal punto di vista morale) ad una nobiltà personale. Su questo forum tempo fa lessi anche uno scritto di Fra Giovanni Scarabelli che riportava una indicazione analoga a quanto da me qui sopra esposto.


Vorrei essere smentito dagli amici cavalieri melitensi ma temo che gli attuali criteri di ingresso nelle categorie nobiliari dell' Ordine melitense siano di natura ricognitiva , ovvero vengono riconosciute le caratteristi nobiliari della famiglia di appartenenza del postulante , ciò dal 25/06/1961 quando fu riformato lo statuto .
Fino ad allora ( 1961 )in Italia vi era la possibilità che

I membri fossero infatti suddivisi in due classi: gli ammessi mediante presentazione di prove nobiliari, e gli ammessi con prove nobiliari ridotte o senza prove per benemerenze speciali. La prima classe era a sua volta suddivisa in due categorie:
cavalieri di giustizia: dovevano essere celibi e pronunciare per un decennio annualmente i voti semplici di castità, povertà e obbedienza al gran maestro. Trascorso il decennio, in caso di pronuncia dei voti perpetui, diventavano cavalieri professi.
cavalieri di onore e devozione: rientravano nella categoria sia i cavalieri di giustizia che non avevano prestato i voti perpetui, sia coloro che non avevano pronunciato i voti semplici.
Gli ammessi con prove nobiliari ridotte o senza prove nobiliari, ma per speciali benemerenze, erano distribuiti in tre categorie:
cavalieri di grazia e devozione: dovevano possedere almeno 200 anni di nobiltà nel ramo paterno.
cavalieri di grazia magistrale: avevano una nobiltà più recente rispetto ai precedenti, oppure non erano nobili.
cavalieri donati di I, II, III classe: non nobili, ma con benemerenze verso l'Ordine




cordiali saluti
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda nicolad72 » martedì 11 febbraio 2014, 20:36

Oggi le pronunce sulla nobiltà effettuate dallo SMOM hanno natura ricognitiva (e quindi di giustizia) e non costitutiva (e quindi di grazia).
Se io riuscissi a provare che i miei avi vissero more nobilium per 300, 600 o magari anche 900 anni ma non produco una patente di nobiltà rilasciata da chi poteva legittimamente conferirla ovvero non mi riallaccio ad un avo diretto (non collaterale) già membro nelle classi nobiliari... non accederò alle classi di onore e devozione o grazia e devozione.

GENS VALERIA ha scritto:cavalieri donati di I, II, III classe: non nobili, ma con benemerenze verso l'Ordine


Donati ... senza quel "cavalieri"

Contini ha scritto:“la nobiltà generosa per centenaria prescrizione si può ritenere provata quando l’aspirante dimostri la vita more nobilium della propria famiglia per tre secoli”


Questa massima non mi risulta sia attualmente applicata.

Contini ha scritto:dopo tre generazioni di cavalieri di Grazia Magistrale appartenenti alla stessa famiglia, è consuetudine che il prossimo Cavaliere entri in Grazia e Devozione


Questa cosa l'ho sentita anche io... ma in realtà non mi risulta essere mai stata applicata... ma se non è mai stata applicata che consuetudine è?
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda Contini » mercoledì 12 febbraio 2014, 1:10

Vorrei essere smentito dagli amici cavalieri melitensi ma temo che gli attuali criteri di ingresso nelle categorie nobiliari dell' Ordine melitense siano di natura ricognitiva , ovvero vengono riconosciute le caratteristi nobiliari della famiglia di appartenenza del postulante , ciò dal 25/06/1961 quando fu riformato lo statuto .


La questione della "la nobiltà generosa per centenaria prescrizione" è riportata su una normativa della fine degli anni 70, quindi dopo il 1961. Non sono a conoscenza di ulteriori modifiche.

Questa cosa l'ho sentita anche io... ma in realtà non mi risulta essere mai stata applicata... ma se non è mai stata applicata che consuetudine è?


Riporto in questa immagine un testo presto da "Corso Base di Formazione alle Attività Melitensi" preparato dalla Delegzione di Venezia nel 2005: http://s10.postimg.org/47ie7ok3d/img.jpg

Saluti,
C.
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 12 febbraio 2014, 9:57

Conosco quanto riferito da quel corso e tanti problemi ha creato... visto che molti non condividono quanto riportato soprattutto al Gran Magistero!
Ti ripeto che la storia delle tre generazioni non trova riscontro in alcun atto normativo dello smom e per essere norma consuetudinaria... non trova, a memoria d'uomo, applicazioni, quindi non vi è il presupposto perché venga considerata norma di carattere consuetudinario (tradotto: allo stato è meno di una leggenda metropolitana)
Lo stesso dicasi per la nobilitazione personale. Anche i regolamenti e commenti, unico e ultimo (in ordine temporale) testo ufficiale da prendere in considerazione non parlano di questa eventualità... quindi perché continuare ad illudersi e soprattutto continuare a diffondere false informazioni?
Poi se il cavalierato di GM SMOM comportasse nobilitazione anche solo personale perché nei vari "libretti bianchi" (ove i titoli nobiliari non mancano) i cavalieri di GM non vengono definiti "nobili"? Perché nelle insegne araldiche previste per i cavalieri di GM compare solo la croce pendente dallo scudo e non anche una corona da nobile? Perché nelle comunicazioni ufficiali che giungono dall'Ordine il Cavaliere di GM non viene definito nobile? Perché nella bolla di conferimento o di promozione ove tutti i diritti vengono elencati non si parla né di nobilitazione né in altro modo tale titolo viene utilmente speso?

Ti ripeto, non crearti e non creare false illusioni.

Guarda che lo SMOM lo conosco molto bene!
Ultima modifica di nicolad72 il mercoledì 12 febbraio 2014, 15:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda Tilius » mercoledì 12 febbraio 2014, 10:41

nicolad72 ha scritto: quindi perché continuare ad illudersi e soprattutto continuare a diffondere false informazioni?

Sottoscrivo e mi associo in questo invito.
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 12 febbraio 2014, 14:03

Concordo pienamente con quanto scritto da Nicola: mancano totalmente i documenti ufficiali da parte dell'Autorità sovrana che delibera in materia. E' inutile arrampicarsi sugli specchi e, soprattutto, non possiamo ideare delle consuetudini se esse non sono tali (o se sono semplici e rarissime eccezioni alla regola) e se mancano degli atti positivi dell'Autorità.
Possiamo arrivare, come semplice deduzione, sicuramente con molti pareri discordanti anche a riguardo e anche in questo caso senza una vera e propria fonte normativa, che i cavalieri di ordini cavallereschi di prestigio riconosciuto (SMOM, OESSG, Toson d'Oro...) grazie a tale loro appartenenza vivono "more nobilium" (che è cosa profondamente differente dall'essere nobili) e che si possono in qualche modo definire gentiluomini cristiani (anche in questo caso, nessun titolo, nessuna nobiltà, nessuna corona sullo stemma). Ma ripeto, come pura deduzione visti i requisiti di accesso a tali ordini cavallereschi ed al loro prestigio internazionale. Ma da qui a passare ad una nobilitazione ad personam senza alcuna fonte di diritto che la specifichi, è davvero assurdo e inutile poiché, oltre a non essere riconosciuta dall'ordine stesso, non sarebbe riconosciuta da altre istituzioni, private o pubbliche che siano.
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Re: Nobiltà personale: ha una corona ?

Messaggioda aristarco » mercoledì 12 febbraio 2014, 14:25

leggo, da tempo, in questa discussione, come in altra aperta in diversa stanza di questo pregevole forum, affermazioni contrarie al vero, spesso proferite con una tale pervicacia da lasciare sgomenti.
Non credo che la semplice ignoranza dell'argomento possa attenuare l'impressione che derivo leggendo certi passaggi, che trascuro di riprodurre, ritenendo più utile riaffermare la verità storica, documentata e quindi accertabile.
Riguardo alla natura ricognitiva degli accertamenti nobiliari da parte del SMOM e alla valenza che assume l'evidenza della vita more nobilium degli ascendenti diretti e delle rispettive famiglie in processo di tempo, ritengo affatto esaustivi i chiarimenti offerti dal confratello Nicola Ditta.
Venendo alla cosiddetta prova per centenaria prescrizione, nella seduta di Sovrano Consiglio del 6.VII.1971, il Balì Vittorio Marullo (padre del futuro Ricevitore e Gran Cancelliere, Balì Carlo Marullo), allora Gran Commendatore, intervenne sugli abusi che da più parti si denunciavano a riguardo dell'applicazione della predetta prova, che s'invocava sempre più spesso per il quarto principale. A dire il vero, già da tempo i Gran Priorati della Lingua Italiana raccomandavano di applicare la prova per centenaria prescrizione in via del tutto eccezionale, solo in presenza di numerosi elementi, tra cui - indubbiamente - alleanze matrimoniali con famiglie di preclara nobiltà e non con famiglie di supposta piccola distinzione locale. A conclusione della sua disamina, il Gran Commendatore propose che si disponesse di ammettere la prova in questione solo per i quarti secondari e mai per il quarto principale, ferma restando la raccomandazione circa lo stato delle famiglie coinvolte. La relazione del Marullo fu accolta con favore dal Sovrano Consiglio, che deliberò di invitare la Cancelleria a comunicare tali disposizioni ai Gran Priorati e al Magistrale Collegio dei Consultori Araldici. Che ciò sia effettivamente accaduto fanno fede, oltre all'ormai radicata consuetudine di non applicare tale prova per il quarto principale da parte delle commissioni araldiche dei Gran Priorati, la corrispondenza di questi ultimi nonché il processo verbale della seduta di Sovrano Consiglio che ho richiamato.
Quanto, infine, al frammento degli atti del Corso Base di Formazione alle Attività Melitensi del 2005, mi rallegro che si tratti di un personale, privatissimo e opinabilissimo, auspicio e non di una ufficiale direttiva del Sovrano Ordine.
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